I luoghi comuni sull'ansia mettono ancora più ansia

Gli esperti demoliscono le "leggende metropolitane" sul disagio. Ecco i dieci falsi miti che rischiano di farci cadere in depressione 

Tutti gli errori da evitare sull'ansia

Roma - Ansia, stress, panico. Quante volte in un giorno ciascuno di noi dice a se stesso «sono stressato», «sono nel panico» o «che angoscia»? Ma quando deve suonare davvero il campanello di allarme? Come distinguere un'ordinaria accelerazione del battito cardiaco dall'inizio di un vero e proprio attacco di panico? Gli esperti ritengono che circolino troppe “leggende metropolitane” e false verità rispetto ai disturbi legati all'ansia, rendendo più difficile affrontarle.
«Le mie ansie hanno l'ansia», lamenta un desolato e insonne Charlie Brown seduto nel suo lettino nel cuore della notte. Con una battuta il geniale Charles M. Schulz arriva esattamente al cuore del problema: l'ansia si nutre della paura di avere l'ansia. Per David Spiegel, professore di Psichiatria e Scienze Comportamentali alla Stanford University, spesso si è incapaci di distinguere tra stress ed ansia che presentano gli stessi sintomi ma hanno origini ben diverse. «Con lo stress sappiamo che cosa ci sta preoccupando ma con l'ansia siamo meno consapevoli rispetto alle cause -spiega Spiegel- Il problema diventa quindi la nostra reazione e si inizia a sentire l'ansia di essere ansiosi e quasi sempre l'ansia nasce dalla paura». L'ansia, prosegue Spiegel, è «come una valanga» che innesca un meccanismo che ci porta ad evitare quello che ci spaventa. E questo è uno degli errori più gravi che possiamo fare secondo Spiegel: pensare che evitando di affrontare ciò che temiamo si possa “guarire” dall'ansia. Il risultato invece sarà esattamente l'opposto le nostre ansie cresceranno fino a sopraffarci.

Gli studiosi hanno individuato una serie di erronei luoghi comuni sui disturbi dell'ansia. Dieci falsi miti che è bene demolire se si vuole davvero affrontare un disturbo che spesso sfocia nella depressione colpendo il 10 per cento della popolazione. Circa 5 milioni di persone che soffrono e, riferisce l'Organizzazione mondiale della Sanità, che nel 20 per cento dei casi non ricevono cure adeguate.
Essere ansiosi non significa essere deboli. Joseph Bienvenu della Johns Hopkins University pur riconoscendo che a volte i disturbi da ansia sono legati alla paura ritiene non sia questa la chiave per identificare il disturbo.
Non sempre infatti ancora secondo Bienvenu, l'ansia nasce dalla paura o da uno specifico trauma.
Sbagliato pensare che sia d'aiuto celare l'ansia. Allison Baker, psichiatra specializzata nei problemi dell'adolescenza presso la Columbia University, avverte: nascondere l'ansia sotto il tappeto può sfociare in problemi ancora più gravi come la depressione o la dipendenza.

Non è vero che sia un disturbo raro. Chi ne soffre, sottolinea la Baker, non deve sentirsi solo. Tra gli adolescenti la percentuale varia dall'8 al 13 per cento.
Non è detto che l'ansia derivi esclusivamente da un'infanzia problematica. Per Bienvenu non esiste una correlazione diretta. E l'Associazione americana per l'ansia ritiene importante concentrarsi sul «qui ed ora» piuttosto che sul passato.
Sfuggire le situazioni che ci spaventano secondo Spiegel, non è «una buona strategia», solo affrontandole riusciremo a «normalizzarle».

Bere non aiuta. Non cercare di placare l'ansia con alcol o peggio ancora con droghe. Molti lo fanno per affrontare una situazione che li spaventa .
Non pensare che l'ansia possa risolversi “da sola”. Si tratta di un disturbo che va curato.
Non si è indifesi nei confronti dell'ansia esistono metodi per arginarla.
Ad esempio ricordare le nostre personali esperienze di ansia e condividerle con chi soffre in quel momento sarà di aiuto.