Inabissato, ritrovato l'aereo di Missoni

Era scomparso lo scorso 4 gennaio in Venezuela. È stato ritrovato ieri dalle autorità venezuelane l'aereo con a bordo Vittorio Missoni, la sua compagna Maurizia Castiglioni, una coppia di amici, Eda Scalvenzi e Guido Foresti, il pilota Hernan Josè Marchan e il copilota Juan Carlos Ferrer Milano. «È stato localizzato l'aereo Islander YV2615 che copriva la rotta Los Roques-Maiquetia lo scorso 4 gennaio 2013», ha scritto il portavoce del ministero degli Interni di Caracas sul social network Twitter.
La notizia è stata immediatamente confermata dalla Farnesina, secondo cui «il relitto si trovava a 70 metri di profondità, l'aereo era spezzato in più parti, ma la matricola era leggibile». Conferma ribadita subito dopo dalla famiglia dello stilista. Con una nota diffusa da Sumirago, i Missoni hanno ringraziato le autorità venezuelane e italiane per il loro intervento.
«L'aereo è stato identificato al quinto giorno delle ricerche grazie alle tecnologie della nave oceanografica americana Deep Sea - si legge nella nota dell'ufficio stampa Missoni -. Il relitto si trova nelle acque a Nord dell'Arcipelago di Los Roques». «In questo momento - prosegue - in Venezuela sono in fase di valutazione le attività per il possibile recupero del velivolo. Le Famiglie ringraziano il governo venezuelano e il governo italiano per l'impegno nel rendere possibile questa ricerca e confidano che le indagini proseguiranno fino all'accertamento delle cause e delle responsabilità dell'incidente».
Per le feste di fine anno, Vittorio - 58 anni, uomo chiave nell'espansione del marchio nel mondo - aveva scelto di passare qualche giorno di riposo proprio a Los Roques, in compagnia della compagna Maurizia e di una coppia di amici. Fin dall'inizio si è capito che la storia del vecchio aereo sul quale si era imbarcato il gruppo aveva le caratteristiche di una tragedia. Alle 12.39 (ora locale) di quel venerdì 4 gennaio i due piloti venezuelani del bimotore decollato pochi istanti prima da Los Roques sono entrati in contatto con la torre di controllo di Maiqueta, l'aeroporto di Caracas, segnalando solo che tutto era normale. Poi il silenzio più assoluto, nessuna traccia, né pista concreta, tante incognite e poche certezze, sull'immenso specchio d'acqua attorno a Los Roques, ed oltre, dove si sono concentrate le ricerche degli esperti venezuelani e italiani.