Iva, le sette proposte del Pdl Scontro premier-Saccomanni

Brunetta trova le risorse per evitare di sfondare il 3% di deficit sul Pil senza toccare l'imposta. E il ministro gela davanti a tutti Letta sul piano di dismissioni: "Serve un po' di cautela"

Roma - Qualcosa s'è incrinato nei rapporti tra Enrico Letta e Fabrizio Saccomanni. Renato Brunetta consegna a Palazzo Chigi 7 formule di copertura per evitare l'aumento dell'Iva ed il ministero dell'Economia non le prende nemmeno in considerazione.
Ma l'ultima cosa che gli uomini di Enrico Letta si potevano aspettare era che proprio Saccomanni si mettesse di traverso sul piano «Destinazione Italia»: il programma che il premier ha presentato a Londra per la captazione dei capitali esteri e che sarà l'argomento centrale della missione americana e canadese che inizia domenica. «Serve cautela - dice il ministro in piena riunione di Consiglio dei ministri - Bisogna stare attenti a non creare effetto boomerang creando eccessive aspettative agli investitori stranieri». Ed a termine della riunione di governo, il clima era plumbeo.
Con il risultato che il programma «Destinazione Italia» entra nel limbo: forse prenderà la forma di un libro bianco, forse sarà un documento programmatico, forse un allegato alla valanga di documenti contabili che verranno presentati dal governo entro i prossimi venti giorni. Eppure, per il lancio del programma di privatizzazioni e di investimenti esteri in Italia il presidente del Consiglio aveva annunciato road show sulle principali piazze finanziarie. A partire dalla prossima settimana a Wall Street.
Il ministro dell'Economia, poi, sembra poco propenso a recepire le proposte che il presidente dei deputati Pdl gli ha fatto arrivare attraverso Palazzo Chigi, pur di scongiurare l'aumento dell'Iva a partire dal 1° ottobre. Si parla di rivalutazione dei cespiti d'impresa (1 miliardo), di rinvio delle spese d'investimento programmate (1 miliardo), di anticipo del pagamento delle accise dovute a gennaio (1,5 miliardi), di rivalutazione delle quote di partecipazione al capitale della Banca d'Italia (4 miliardi una tantum), di vendita degli immobili (1 miliardo una tantum, anticipato dalla Cassa depositi e presiti), di vendita delle partecipazioni azionarie (anche qui 1 miliardo, anticipato dalla Cassa depositi), accelerazione del pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione.
Soluzioni sulle quali Brunetta si aspetta un confronto con il ministero dell'Economia nella sede della cabina di regia. Messe tutte insieme, «ammontano a 10,5 miliardi». Per tutta risposta da via XX Settembre la risposta è sempre la stessa: è impensabile poter evitare l'aumento dell'Iva ad ottobre.
Oggi il ministero dell'Economia presenterà al consiglio dei ministri la nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza: canovaccio della Legge di Stabilità. Indicherà un pil di quest'anno in flessione per l'1,7% ed uno previsto per il 2014 positivo per poco più di mezzo punto. Verrà anche svelato l'andamento del deficit. Al ministero dell'Economia l'altro giorno hanno fatto sapere che quello di quest'anno raggiungerà il 3,1%. Per il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, invece, è già sotto il 3%. In consiglio dei ministri, Saccomanni ripete che il 3% non si sfora. E la Commissione europea ricorda che se oggi il governo annuncerà di essere oltre il tetto, il governo dovrà introdurre misure correttive. Fare una manovra, insomma.
La diga Saccomanni (ed i contatti europei) hanno poi convinto Letta ad abbandonare l'idea di poter ridurre già quest'anno (alleggerendo le tredicesime) la pressione fiscale sulle buste paga. L'aumento di un punto aggiuntivo dell'Iva, oltre a quello che scatta il 1° ottobre, non è digeribile politicamente. Ma l'Iva sarà comunque il piatto forte della prossima legge di Stabilità.
Orientamento del governo è di presentare una riforma di aliquote e paniere dell'Iva. Con il risultato (abbastanza scontato) che alcuni prodotti che oggi godono di aliquota al 4% possano salire al 6/8%. Così da recuperare le risorse necessarie (5 miliardi) per ridurre il cuneo fiscale. L'Iva al 4% viene applicata su prodotti come latte, pane, verdura, libri scolastici, giornali ed altri.

Commenti

Roberto Casnati

Ven, 20/09/2013 - 13:42

Chi investisse in Italia in qualsiasi modo ed a qualsiasi titolo dovrebbe essere ricoverato d'urgenza alla neurodeliri!

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serjoe

Ven, 20/09/2013 - 13:45

Il banchier non si rassegna a Brussel portar la legna.Con gli occhi un di qua' e l'altro di la'..non si capisce dove va'.

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romy

Ven, 20/09/2013 - 16:42

Ecco come potrebbe funzionare un giorno un governo a guida monocorda,abborro e sgomento solo al pensiero di un simile governo,oggi le notizie si possono conoscere meglio,contestarle ecc.ecc.sentire almeno 2 campane che suonano,grazie all'opera del PDL,che è risaputo essere dalla parte delle:"meno tasse per tutti" ed “Europa datti una fermata di riflessione”.Un domani,sfido chiunque a capire il vero motivo che spingerebbe a comportamenti tributari più rigorosi e detassare di meno,ci potrebbero,volendo,anche dire che l'asino vola?e noi.....amen.Italiani se volete un simile governo,accomodatevi,ma poi non vi dovete lamentare..........e ricordatevi che eravate stati avvertiti....Se ci riflettete,tutto sommato,un governo di larghe intese è proprio quello che serve al Popolo per capirci meglio nei fatti di politica.....fare i giusti distingui tra gli schieramenti......,adesso mi sono più chiari i desideri di certa sinistra,che scalpitava e scalpita ancora per far cadere il governo Letta,dando la colpa al PDL,due prede con una fava che intelligentoni,ma cosa credono di fare????????dove pensano di andare????????non lo capisco....li vedo in confusione massima,anche per il Congresso PD alle porte......

girola

Ven, 20/09/2013 - 16:56

ma perchè di queste ottime e incostose proposte non se ne fanno manifesti da appendere in tutte le strade ele piazze d'Italia a caratteri cubitali perchè altrimenti gli italiani verranno ingannati dalle "ciancie" sullo spread, dalle "ciance" sulla volontà di Bruxelles e gli verranno accollati altri aumenti di tasse, come sogna il Saccomanni con l'avallo del PD, della sinistra e di Monti -l'uomo, il favorito dell'attuale silente prof.(di che poi?) Prodi - delle tasse, delle tasse sulle tasse e della colonizzazione dell'Italia a favore di Germania e dei "ciarlieri" di Bruxelles.

LAMBRO

Ven, 20/09/2013 - 17:11

CHI E' CHE GIOCA ALLO SFASCIO? SACCOMANNI E' IL CANDIDATO NR. 1 !! PENSARE CHE LO PAGANO TUTTI GLI ITALIANI!!

paolo b

Ven, 20/09/2013 - 17:52

tagliare per tutti il 10% delle spese dello stato? e gli amministratori che non ci riescono vengono esonerati,e gli amministratori eletti (sindaci ecc.) commissariati. non credo sia cosi difficcile. le famiglie italiane lo fanno già da tempo con sacrifici sicuramente ma lo fanno!!!!!

carygrant

Ven, 20/09/2013 - 18:40

i temi economici sono ostici e posso capire che avere a che fare con i conti dello stato possa generare ansia. Ma come fa Saccomanni a dire che è inevitabile l'aumento dell'IVA a ottobre e rifiutarsi di considerare le proposte del pdl? Tra l'altro provenienti da uno che l'economia la conosce alla perfezione come Brunetta? Andiamo! Forse non tutte saranno praticabili ma ci sarà qualcosa su cui lavorare. Basterebbe solo avere la volontà del confronto altrimenti addio ripresa nel 2014

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romy

Ven, 20/09/2013 - 21:02

Prevedo,dato che raschiamo il fondo del barile ad economia ed occupazione,che i partiti di sinistra saranno i più penalizzati in futuro,visto che di solito galoppano lo Statalismo a botte di tasse,con l'Europa che ci sorveglia a vista,non possono ne correre ne star fermi,verranno mal giudicati dai loro stessi elettori,ed al massimo,possono,con un altro giro di tasse,in onore al rigore mortis dell'Europa,buttare al macero quello che resta della flebile economia Italiana,tutto cio' sotto gli occhi di chi abbandona la nave Italia dietro ai loro capitali già volati all'estero.Ricordatevi le mie parole da 2 anni a questa parte:"in Italia resteranno solo in 4 gatti a tassarsi tra loro",ariveremo alla guerra tra poveri,mentre gli agiati se la rideranno,vedrete se non sarà così.