L'intervista L'astrofisica Simonetta di Pippo

Ci sono donne che mandano gli uomini all'inferno. Altre che li mandano in paradiso. Lei li manda nello spazio. Paolo Nespoli, per esempio, uno dei nostri migliori astronauti, l'ha spedito per sei mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale dove ha diviso con altri colleghi un abitacolo grande come un campo di calcio, ha mangiato liofilizzato, ha «ballonzolato» qua e là in mancanza di gravità, attaccandosi a delle maniglie per non fare la giravolta su se stesso e ha dormito infilato in un sacco appeso alla parete col velcro. Per Mars 500, un progetto di ricerca internazionale che consiste in una simulazione il più possibile realistica di una missione umana su Marte, ha scelto personalmente i due «marsonauti» europei, l'italiano Diego Urbina e il francese Charles Romain: verranno ficcati per 520 giorni consecutivi in un «bidone» di due metri e mezzo di larghezza, lo spazio reale di un' astronave.
Astrofisica di fama internazionale, Simonetta di Pippo ha diretto la sezione del Volo Umano dell'Esa, Ente Spaziale Europeo - prima donna a ricoprire questo incarico - ed è Special Advisor del direttore generale ed esperta europea per la Nasa. A Bruxelles è responsabile dell'Osservatorio per le Politiche Spaziali Europee e naturalmente, non poteva che essere così, è co-fondatrice e presidente dell'associazione internazionale «Women in Aereospace Europe». Il suo curriculum, che racconta di premi, missioni spaziali, benemerenze, trasmissioni televisive, libri, e comitati presieduti in ogni parte del mondo, è composto di sedici pagine, pesa quasi un etto e si legge in mezz'ora.
Dottoressa Di Pippo col suo nome hanno chiamato l'asteroide 21887, come riconoscimento per il suo impegno...
«È stata una iniziativa dell'Associazione Astronomica Internazionale. Mi ha fatto grande piacere, ne sono stata onorata»
A proposito dell'operazione Mars 500, come possono degli uomini stare chiusi per 520 giorni consecutivi in un bidone di due metri e mezzo?
«Sono uomini preparati a questo tipo di sperimentazione. I sei di cui parliamo sono già fuori da novembre 2011, e erano entrati il 3 giugno del 2010. Il progetto prende il nome dal numero di giorni preventivato per raggiungere il pianeta, atterrare e tornare a casa: 520 giorni. Nella simulazione i tempi di viaggio sono stati rispettati, mentre il tempo di permanenza su Marte simulato è stato accorciato a 30 giorni»
E chi ha orchestrato questo progetto?
«L'Istituto per i Problemi Biomedici di Mosca, l'Agenzia Spaziale Europea, l'Agenzia Spaziale Italiana, ed altre agenzie spaziali di diverse nazioni. I tre bidoni con all'interno due marsonauti ciascuno, erano piazzati in un'area attrezzata all'interno dell'Istituto moscovita, dove è stata anche simulata la superficie marziana su cui gli uomini hanno riprodotto la discesa sul pianeta rosso. Sul posto c'erano anche il modulo «dormitorio», quello per la «vita sociale» e l'attrezzatura per mantenersi in buona condizione fisica».
Ma quanto vengono pagati per questi sacrifici?
«Per loro non sono sacrifici, ma esperienze di altissimo valore. Quando devo selezionare gli astronauti per le missioni ho da scegliere fra decine e a volte centinaia di persone. Comunque guadagnano abbastanza bene, diciamo circa diecimila dollari al mese, oltre ai premi quando vanno in missione nello spazio»
Ci andremo davvero su Marte?
«L'acqua c'è di sicuro, tutti i veicoli spaziali inviati lassù l'hanno confermato. Se poi ci sia vita, questo non lo sappiamo ancora, ma sul pianeta rosso prima o poi ci andremo sicuramente»
Ma quando gli astronauti sono in missione, come passano il tempo?
«Innanzitutto lavorano. Nespoli ha fatto esperimenti scientifici, educativi, operativi, di fisiologia umana. Per esempio doveva studiare come si modifica la percezione dello spazio tridimensionale in assenza di gravità e doveva controllare il veicolo cargo. Per quanto riguarda i pasti, gli astronauti mangiano cibo liofilizzato, anche se ultimamente si portano dei pezzetti di grana, molto nutrienti e saporiti - il resto sa di poco - che devono masticare senza fare briciole. Di tempo libero in genere ne hanno poco ma in genere ascoltano musica e vedono film. Naturalmente sono in contatto anche visivo con le famiglie. Il problema, quando sono lassù è che ogni 90 minuti c'è un alba e un tramonto, dovuti alla rotazione del sole e della terra e questo complica un po' le comunicazioni perché si sfalsano gli orari».
Quali scoperte possono essere utili concretamente ai comuni mortali?
«Per esempio si sta studiando un nuovo vaccino per la salmonella, un batterio che quando si trova nello spazio diventa particolarmente virulento. Una società americana ha preso accordi con la Nasa per far volare sulla Stazione Spaziale altri esperimenti che dovrebbero portare alla scoperta di nuovi vaccini».
Un aiuto per la nostra salute ci verrà dunque dallo spazio.
«Di sicuro. Ma non è tutto, esplorare l'universo è un dovere, perché la conoscenza, la scoperta, la sperimentazione rendono l'uomo libero. L'uomo che è andato sulla Luna e che andrà su Marte, è l'uomo che si è liberato delle sue catene e che ha intravisto il grande disegno divino»