La manager degli sceicchi che sdogana il «fascismo buono»

RomaA Montecitorio sarà Roberta Lombardi la prima guida del plotone di novizi a Cinque Stelle. Romana, 39 anni, mamma di un bambino di 10 mesi e orgogliosa di esserlo al punto da sottolinearlo nelle sue presentazioni online, laureata in Giurisprudenza con una tesi in Diritto commerciale internazionale alla Sapienza e un corso post-laurea in sviluppo manageriale alla Luiss, da nove anni lavora per un'azienda di arredamento d'interni per clienti top spender, «emiri, miliardari vari, oligarchi russi».
Bionda, l'aria decisa, la Lombardi è un personaggio che fa già molto discutere: colpa di un post pubblicato sul suo blog lo scorso 21 gennaio, quando infuriava la polemica sull'apertura di Grillo a Casapound. «L'ideologia del fascismo, prima che degenerasse, aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello Stato e la tutela della famiglia», scrisse allora la Lombardi. Che poi aggiungeva, parlando dell'organizzazione neofascista: «Da quello che conosco di Casapound, del fascismo hanno conservato solo la parte folcloristica (se vogliamo dire così), razzista e sprangaiola». E ancora: «Sono 30 anni che fascismo e comunismo in Italia non esistono più. Invocarne lo spettro a targhe alterne è l'ennesimo tentativo di distrazione di massa: ti agito davanti il noto spauracchio perché voglio far leva sulle tue paure per portarti dalla mia parte». Parole che hanno scatenato una rivolta sul web.