Monti come Moro E' lui l’erede dei Dc

Il compromesso storico che sognava Moro è arrivato con i tecnici. Casini invoca il clima di "solidarietà nazionale" come negli anni Settanta, ma lo spirito emergenziale che unisce i partiti è letale per la democrazia

Qual è il è il bello della democrazia, dividere o unirsi? La maggior parte degli italiani è stata indotta a rispondere unirsi. Ma è sbagliato. Il carburante della democrazia è invece proprio la divisione: programmi, stili e leader contrapposti per stimolare l'offerta di diversi modelli di governo. Se l'offerta permette delle scelte, il cittadino può esercitare la sua libertà. Ma se il mercato offre un unico prodotto, la scelta è nulla e la libertà inutile.
Perché parlare dei fondamenti della democrazia? Perché se già tirava un'aria eccezionale a causa di un governo efficace ma figlio di uno stato di necessità, ora sembra di assistere all'inizio di una nuova fase in cui si gettano le basi del dopo. E quel che sembra emergere, sotto forma di atteggiamento virtuoso, è l'intenzione di arrivare a eliminare, o almeno limare, tutte le differenze fra i partiti avendo come obiettivo finale una politica non soltanto pacificata, ma omogeneizzata. Il più attivo in questa direzione ci sembra il leader dell'Udc Casini che, nell'anniversario del rapimento di Aldo Moro e del massacro della sua scorta, privilegia dell'antico leader l'invocazione per la «solidarietà nazionale» che 35 anni fa fu scelta per combattere le Brigate rosse, le stesse che poi rapirono e uccisero Aldo Moro. La «solidarietà nazionale» era infatti una creatura tipica della prima repubblica generata dalla situazione internazionale: i partiti democratici governavano lasciando fuori il Partito comunista sia perché quel partito non vinse mai le elezioni, sia perché i Paesi della Nato avevano posto il veto.
E a causa di quel veto il Pci invocava ogni volta che poteva lo stato di emergenza nazionale per spingere affinché si formassero governi di «solidarietà» che gli permettevano di avvicinarsi all'area di governo aggirando il veto americano e alleato. Questa situazione mise l'Italia in una posizione di frizione molto grave che spinse Aldo Moro a farsi garante davanti agli alleati occidentali del cammino che avrebbe portato il Pci verso le democrazie occidentali, dopo aver finalmente rotto con Mosca, cosa che non avvenne mai finché l'Urss non collassò da sola. La sua uccisione però mise fine all'esperimento, che morì con la morte dello statista democristiano. Fare appello oggi alla memoria di Moro per usarla come sponsor di un'operazione di trasformismo, ci sembra una forzatura un bel po' opportunistica,
Eppure vediamo rifiorire lo spirito emergenziale dei vecchi tempi, stavolta per consentire non a un solo partito, ma a tutti i maggiori partiti oggi in Parlamento, di formare un blocco, come una zattera di sopravvivenza sotto forma di imbarazzante alleanza: la foto che vede insieme tutti i leader da Alfano a Casini e Bersani, sembrerebbe indicare il desiderio di una coalizione sfrondata di ogni spigolo e spina. Il messaggio che dovrebbe suggerire questa operazione sarebbe: tutti uniti per il bene del Paese. Molto generoso, ma purtroppo letale per la rianimazione della democrazia in coma chimico.
Anche le celebrazioni per gli anniversari di Capaci e via D'Amelio sono diventate paramenti per la messa emergenziale benché nessuno sappia o voglia rispondere all'unica domanda che conta per quelle stragi: perché? Perché Falcone, che era ormai un dirigente ministeriale romano, fu assassinato in quel modo così spettacolare, più da corpi speciali, che da mammasantissima? E perché Borsellino morì quando disse di aver capito il motivo per cui Falcone era stato ucciso? Io so soltanto una cosa: Falcone stava dando un eccezionale aiuto - promosso da Cossiga - alla Procura di Mosca dopo che l'ambasciatore russo, Adamiscin, era andato al Quirinale a protestare perché il tesoro ex sovietico del Pcus e del Kgb era stato portato in Italia per essere riciclato. Quello fu l'ultimo lavoro pericoloso di Falcone. Ma quando morì fu subito lanciata un'assordante campagna di santificazione che sigillò ogni spazio per le inchieste meno banali, annichilendo qualsiasi ricerca del movente, che infatti ancora oggi nessuno sa indicare. Le due stragi divennero però strumenti per rilanciare l'emergenza, e oggi per suggerire l'opportunità di una politica senza politica, senza articolazioni, senza differenze. Ora comprendiamo bene perché il governo Monti sia stato e sia necessario e abbia richiesto per nascere una procedura, questa sì, eccezionale. Ma l'autoriduzione della politica in poltiglia ci sembrerebbe a questo punto la ratifica di un suicidio. Non tanto quello dei partiti, ma della democrazia stessa.
Commenti

xywzwyx

Sab, 17/03/2012 - 10:30

Chi riesce a farsi eleggere acquisisce di fatto una posizione di vantaggio per cui alle elezioni successive parte già con una forte rendita di posizione. E' questo, assieme all'enorme innalzamento della soglia della vergogna dei politici, il vero limite della democrazia in Italia.

vittoriomazzucato

Sab, 17/03/2012 - 10:32

Sono Luca. Stimo Paolo Guzzanti e me lo ricordo per le indagine fatte sulle "carte Mitrokhin", ma mi auguro per l'Italia che Monti non sia la rincarnazione della parte più orranda della Prima Repubblica. Spero che la profezia di Paolo Guzzanti non sia vera. GRAZIE.

tartavit

Sab, 17/03/2012 - 11:01

Non si capisce bene dove vuole andare a parare Guzzanti con questo articolo. Sembra come se fosse negativo che questa classe politica di poco valore, finalmente trovi un accordo per salvare il Paese della bancarotta. Dall'altra parte, per quanto possa essere vero che la democrazia è viva se l'offerta politica diversificata dei partiti è ampia, è altrettanto vero, che questi partiti non hanno nulla da offrire agli Italiani se non le solite chiacchiere inconcludenti e i soliti veti incrociati che non portano da nessuna parte. Benvenga allora che un tecnico riesca a fare qualcosa costringendo i partiti ad unirsi per il bene del Paese. Ci riuscirà Monti??. tartavit

mariorossi98

Sab, 17/03/2012 - 11:07

alla fine sempre di DC si parla, ma quando ce ne libereremo di questi balordi?

Ritratto di ALESSANDRO DI PROSPERO

ALESSANDRO DI P...

Sab, 17/03/2012 - 11:17

Sicuramente è la tentazione di far rinascere la vecchia Democrastia Cristiana della prima Repubblica. Il Vaticano .....spinge, Sarà necessaria una grande forza politica avversaria veramente democratica e veramente LAICA e LIBERA.

Ritratto di Ennaz

Ennaz

Sab, 17/03/2012 - 11:42

Attenti a non fargli fare la stessa fine!! I politicanti di mestiere sono pronti ad inventarsi nuove brigate colorate(rosse,bianche o blu??!) pur di farlo fuori e ritornare a gestire il potere e,con esso,i loro sporchi affari!!

angelo.p

Sab, 17/03/2012 - 12:51

voglio essere sincero:MONTI NON MI PIACE. Apprezzo il suoi aspetto gentile ed i suoi cortesi atteggiamenti, ma non mi piace la sua presunzione di saper risolvere tutto, con al contrario il risultato di non saper risolvere nulla. Gli addebito la presunzione di molti professori, che si credono spesso un "tantino" più in quota, ma soprattutto non posso perdonargli di aver cercato di risolvere i nostri problemi con provvedimenti recessivi che neanche il peggiore dei governi di sinistra avrebbe potuto inventare. Anche il sottoscritto, ultimo dei miseri mortali,sarebbe stato capace di fare tanto.Ha usato la via delle tasse ben sapendo che detta via,la più facile,è stata la rovina dell'ITALIA ,osannato per altro dai politici che altre vie hanno dimostrato di non conoscere. ACCOSTARLO ALLA VECCHIA DC, LO VEDO POSSIBILE stante anche alla pressante stima attribuitalgli dagli exxxxxxDC:

Ritratto di scriba

scriba

Sab, 17/03/2012 - 14:05

MARIO-NETTA. Con Moro nacquero le convergenze parallele e iniziò la fine della democrazia italiana. Con Mario-netta potrebbero nascere le divergenze parallele che sancirebbero la fine vera della democrazia italiana. Credo che non esista tortura peggiore del dover sentire il casinissimo parlare di politica, di economia e finanza, materie a costui tanto ignote che ne blatera con consapevole irresponsabilità. Se l' Italia civile non si sbarazzerà di gente come questo reperto jurassico e del suo clone gianfliflop non sarà mai una nazione libera, e Mario-netta riuscirà solo a togliere il trattino e diventare ciò che in realtà già è.

silvio frappa

Sab, 17/03/2012 - 14:15

Monti erede dei Dc ? se è così vuol dire che è sporco e marcio e succube dei maledetti preti anche lui..... allora alla larga da lui e da tutti quelli come lui. Di persone capaci e razionali, senza malattie morali e dogmatiche, è piena l'italia. Basta solo convincerle ad uscire allo scoperto ed interessarsi FINALMENTE di politica e SOPRATTUTTO di amministrazione costruttiva delle comunità.

Lif di euro-hol...

Sab, 17/03/2012 - 15:50

Monti come Moro?! Un insulto alla memoria del secondo, il quale, nel bene o nel male, era un italiano vero. Monti invece? Piacerà pure all'estero, ma tutte le sue scelte politico-economiche sono molto opinabili e, come riportava Libero pochi giorni fa, gli indicatori economici degli ultimi mesi non sono positivi, tranne lo spread (ma ormai sappiamo che è un indicatore fuffa). Invito a leggere il saggio "Il Golpe Inglese" per una differente visione della vicenda morotea e per capire, di conseguenza, come Monti sia semmai l'anti-Moro. E, perciò, un anti-italiano.

bruna.amorosi

Sab, 17/03/2012 - 16:28

o SIGNORE speriamo che non faccia la stessa fine perchè è sicuro chi si avvicina alla sinistra prima o poi muore . Quello che è sicuro gli somiglia nei modi e nelle maniere . però almeno il primo èera stato votato questo gli ek DC ce lo hanno imposto .

Ritratto di marforio

marforio

Sab, 17/03/2012 - 16:39

Eviti di passare a via Fani, SE lo consideriamo erede della vecchia bavosa DC. 2 tentativo