Negare la Shoah è da infami Ma non è reato

Le mie ragioni per non essere d'accordo col reato di negazionismo sono opposte a quelle che hanno portato il Movimento 5 Stelle a frenare l'iter della legge speciale in Parlamento. L'alibi della «complessità» del tema addotto dai grillini è semplicemente risibile. Temo che della «complessità» i nuovi senatori e deputati a 5 Stelle ne sappiano poco, specie quando è riferita alla condizione e alla questione ebraica: lo si vede dalle loro inverosimili prese di posizione sullo Stato d'Israele, che pure si succedono (...)

(...) con una certa frequenza. Dunque, speriamo che si occupino d'altro.
Il negazionismo non può essere combattuto in tribunale: delle leggi ad hoc non esistono in vari Paesi peraltro molto interessati al tema, per esempio in Israele. Si tratta infatti di una perversione globale, trasferitasi nel mondo intero da un maleodorante salottino europeo capeggiato da Roger Garaudy (definito da Gheddafi il più grande filosofo europeo dopo Platone e Aristotele), che come Robert Faurisson prendeva aria in certi suoi tour finanziati dal mondo islamico, dall'arcigna maschera di David Irvin e quella penosamente ridicola di Dieudonnè M'bala M'bala, dall'ammiccare a certi ambienti di alta aristocrazia codina e a dei deficienti rapati a zero... È diventato un ruggito globale, uno strumento primario di antisemitismo. I negazionisti non usano l'antisemitismo come arma. È il negazionismo ad essere un'arma fondamentale dell'antisemitismo contemporaneo in allarmante aumento in Europa e in stabile condizione di alta, altissima marea nel mondo islamico. Non possiamo mettere in galera tutti i negazionisti, possiamo combattere politicamente tutti gli antisemiti. Combattere il negazionismo da solo non si può, è impossibile, se non si affronta di petto l'antisemitismo, cosa che vergognosamente l'Europa si rifiuta di fare. Ormai quasi la metà dei cittadini ebrei dei Paesi della Ue ha ricevuto attacchi o minacce legati alla propria religione: il Vecchio Continente, se avesse un minimo di rispetto per se stesso, dovrebbe alzarsi in piedi e cacciare a pedate chi ripropone ciò che sul suo terreno ha creato il peggiore degli episodi della sua storia. Non lo fa, anzi nega il fenomeno: la Svezia si sta svuotando di ebrei, l'emigrazione ebraica in Francia è alta quanto non si era mai visto prima, in Inghilterra e nei Paesi Bassi cresce, e anche in questo nostro dolce Paese l'aria non è tanto buona. Il presidente della Repubblica che ieri era caldamente presente alla Sinagoga per ricordare con una gran folla la razzia del Ghetto, è sempre stato un alfiere della lotta all'antisemitismo, denunciando tra i primi l'identificazione fra quest'ultimo e l'odio per Israele.
Ma in questi anni l'ondata si è fatta tsunami globale, e il negazionismo si è tinto di tutti i colori, ha parlato tutte le lingue, si è insinuato con varie nuances fra intellettuali e politici.
Il negazionismo ne è un'arma principale. Tutti ricorderanno la conferenza che Ahmadinejad tenne a Teheran nel dicembre del 2006. La condanna fu vastissima, ma anche la partecipazione fu tale che per combatterne i colori si sarebbe dovuto marciare con molte divisioni scorrazzando sul globo. Dunque: o la battaglia delle idee, o lo scontro armato, il tribunale non c'entra. Apparve fondamentale al regime degli Ayatollah, che predica la distruzione dello Stato d'Israele, sostenere di fronte a tutto il mondo che la Shoah è una menzogna. Anche Abu Mazen, il rais palestinese, a suo tempo ha negato la Shoah: è un comma specifico della guerra contro gli ebrei, che la si combatta sul terreno delle caricature o su quello del terrorismo. Fu in questo molto coadiuvato da personaggi provenienti da tante latitudini, da David Duke ad Ahmed Rami. Hassan Nasrallah come tanti altri leader arabi ha lodato Garaudy, e non mi esce di mente un saggio di Alain Finkielkraut «Au nom de l'autre, reflection su l'antisemitism que vien» che legava il pacifismo estremo, la negazione della possibilità che esista una guerra giusta (come quella, per esempio degli americani contro il nazismo) alla nuova vita presa dal negazionismo. È con le idee che si combattono le idee, anche le peggiori come l'antisemitismo, che di invenzioni perverse ne conta svariate, e non solo il negazionismo, un'idiozia per miserabili.

segue a pagina 15

Malpica, Materi e Zurlo

alle pagine
14-15

di Fiamma Nirenstein

Commenti
Ritratto di 02121940

02121940

Gio, 17/10/2013 - 09:44

Ieri ho letto l’articolo che dava la notizia intitolato “Bagarre al Senato, salta l'ok al ddl negazionismo: tensione tra Grasso e M5S” e francamente non ho capito né quali fossero le ragioni di introdurre la norma né quelle di non volerla. Dando spazio alla mia “cultura” liberale ho scritto: “Non sono d'accordo con la criminalizzazione del negazionismo, dato che in linea di principio sono contrario alla criminalizzazione delle idee, quindi ai reati di opinione”. Però poi mi sono domandato se una tale mia affermazione, libertaria, non sarebbe stata interpretata male e per non passare per filonazista ho aggiunto: “Nel caso di specie riterrei più congruo ricoverare i negazionisti dell'olocausto in un istituto di igiene mentale perché siano opportunamente curati e rieducati”, frase sarcastica e indicativa del mio reale pensiero, ma chiaramente ironica quanto assurda. Leggo ora l’articolo di Nirenstein e capisco gli errori della proposta di legge – ovviamente sostenuta da Grasso - e concordo con il pensiero della giornalista di origini ebraiche. Quella norma rischia di essere decisamente ambigua e non mi piace affatto. Temo, però, che i mediocri cervelli del Pdl, ormai privi della guida di un Cav sempre più in stato confusionale, non capiranno e faranno il gioco di chi non mi piace. Se così sarà cresceranno le mie ragioni per mandarli a quel paese in sede elettorale.

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Gio, 17/10/2013 - 10:11

Fiamma Nirenstein è una giornalista di origini ebraiche, e non nasconde le sue simpatie filo-israeliane (ha scritto perfino un libro nel 2007, Israele siamo noi). Concordo con Lei che è assurdo combattere il negazionismo creando un reato ad hoc, dissento sul concetto che negazionismo = antisemitismo, anche se mi rendo conto che spesso l'antisemitismo di qualunque colore politico (neonazista, islamista, ecc.) si avvalga delle teorie negazioniste per attaccare l'ebraismo. Sbagliato poi caricare di emotività e di politicizzazione ("negare la Shoah è da infami" ...) un dibattito che dovrebbe concentrarsi sugli aspetti scientifici (prove, documenti, testimonianze), come qualsiasi altro dibattito nel campo del revisionismo storico (che è alla base della crescita della conoscenza storica) incentrato su qualunque evento.

giovanni PERINCIOLO

Gio, 17/10/2013 - 10:52

Una "legge" sul negazionismo é sicuramente una caccia alle streghe illiberale e controproducente ma potrebbe pure essere approvata a condizione che tutti i crimini siano inclusi. Deve valere per la shoah come per le foibe, per i gulag come per Pol Pot, per l'eccidio degli armeni come per la fossa di Katyn! I crimini sono crimini tutti, inclusi quelli perpetrati dai compagni comunisti o dai turchi e che troppo spesso sono "dimenticati", negati o più semplicemente volutamente "ignorati"!

michele lascaro

Gio, 17/10/2013 - 11:14

Nirenstein ha perfettamente ragione. Tutti, a torto o a ragione, possono avere idee proprie su qualsiasi argomento. Cosa può succedere? Se le manifesta in pubblico va in carcere, ma se le pensa chi può entrare nella mente di un altro? È la stessa cosa che avverrà per il cosiddetto reato di omofobia; io affermo che i governi sono, loro, impazziti, perché sono diventati succubi di un gruppo, più o meno vasto, che vuole imporre le proprie opinioni agli altri. Ma la libertà di pensiero dove l'andiamo a buttare?

migrante

Gio, 17/10/2013 - 11:29

apparentemente la signora Nirestein si schiera su posizioni "liberali", ma poi si lascia andare a tutta una serie di improperi che di liberale hanno ben poco, si capisce quindi la furbesca manovra che fa coppia con l'altra furbesca consuetudine di mettere nello stesso calderone semiti,ebraismo e sionismo...furbesca consuetudine utilissima per poter sbandierare l'accusa di "razzismo"...opporsi ai piani "succhiasangue" sionisti od alle politiche dello stato di Israele non ha niente a che vedere con il razzismo...razzismo e` quello che si poteva ritrovare ancora negli anni 60 in alcuni stati USA, dove cittadini americani avevano posti specifici sui bus e non venivano accettati in certe scuole o squadre a causa del colore della loro pelle !!!

vkaspar

Gio, 17/10/2013 - 11:55

Va da sé che a suon di decreti e leggi non si fanno maturare le coscienze. Dunque,sì ad un dialogo culturale serio di cui ci sarebbe più che bisogno in questo italico paese, patria anche delle contraddizioni e dell'improvvisazione. Eppoi perché un reato specifico relativamente alla shoah e non riguardo ai gulag, alle foibe, Pol Pot? Allora c'è da attenderci pure quello, probabile: non si sa mai!, di canarinicidio...

Giomaz

Gio, 17/10/2013 - 13:57

VIETARE IL REVISIONISMO STORICO (è IMPROPRIO CHIAMARLO NEGAZIONISMO) è LA PAURA CHE CERTE VERITà STORICHE PROPINATE DAI VINCITORI FORSE NON ERANO POI COSì PRECISE. LA SIGNORA NIRENSTEIN DI ORGINE EBRAICA MA DI CHIARA FEDE SIONISTA (ESSERE ANTISIONISTI NON è SINONIMO DI ANTISEMITISMO), HA INIZIATO BENE L'ARTICOLO PER POI FINIRE CON UNA SERIE DI INSULTI NEI CONFRONTI DI MOLTI PAESI EUROPEI. LA SUA VISIONE SIONISTA (CHE RIPETO NON è L'EBRAISMO MA UNA VISIONE NAZIONALISTA E RAZZISTA DEL MONDO DA PARTE DI PERSONE DI ORIGINE EBRAICA MA A MIO AVVISO BEN POCO RELIGIOSE) EMERGE PIANO PIANO DALL'ARTICOLO IN MODO ASSAI OFFENSIVO!!!!

giocondo1

Gio, 17/10/2013 - 18:01

A me sembra che i veri razzisti siano quelli che in ogni modo vogliono assolutamente distinguersi dagli altri, autocelebrandosi come il popolo eletto. Sempre insofferenti con tutto il mondo, con gli arabi, coi palestinesi, coi siriani, con gli iraniani, con gli egiziani, coi musulmani, coi cristiani. 2000 anni fa uccisero Gesù Cristo, non si fermeranno davanti a nulla, anche a costo di far scoppiare la III guerra mondiale.