Nell'hotel del libero scambio il Piave è la nuova Las Vegas

Un albergo veneto ospita centinaia di coppie per un weekend di sesso trasgressivo. La spiegazione: "Dopo avere tirato la carretta tutta la settimana..."

A scanso di equivoci, mi presento rigorosamente solo. Capitasse mai di finire subito coinvolto in qualche trattativa. Dopo tutto, il ritrovo è basato sul libero scambio. Più che altro, baratto. Niente a che vedere con il commercio intensivo dell'outlet annesso, uscita casello San Donà, due milioni e mezzo di persone l'anno scorso: nell'Hotel Base, cento camere a quattro stelle, ci si scambiano mariti e mogli. O fidanzati e fidanzate. O amanti e chissà che altro.
È il week-end fissato già dall'anno scorso, quando si lasciarono tutti contentoni dandosi appuntamento per un'altra rimpatriata. L'organizzazione, una garanzia: «Wonderful Life», agenzia specializzata di livello mondiale. Duecento euro la prenotazione, tutto rigidamente registrato, da venerdì a domenica immersi e persi nel fantasmagorico pianeta del famolo strano. La cena, il coktail, buona musica: si combina in amicizia. Poi lo sbocco delle relazioni porta dritto ai piani di sopra, nelle camere. La coppia s'incrocia, diciamo così, con un'altra coppia. L'uomo con l'altra donna, la donna con l'altro uomo. Emozione unica. Così me la raccontano, così la rivendo.
Onestamente, devo avvertire di non essere esperto del settore. Ne so più di coleotteri e di catasto: su questa branca del sesso scambista sono un asino. Come mi hanno insegnato i maestri di giornalismo, in questi casi meglio appoggiarsi alla competenza dell'esperto. Stavolta però la missione non è facile. L'Hotel Base è blindato dai gorilla del servizio d'ordine. Passano solo gli iscritti, con braccialetto fucsia al polso: gli altri, pedalare. Hanno scelto questo luogo perché è viabilisticamente strategico: velocemente raggiungibile dall'aeroporto di Venezia, nonché da Austria, Slovenia, Croazia, Triveneto, vale a dire da un bacino molto ampio e piuttosto portato - così risulta - per il genere. Tanti gli stranieri (fonte segreta dell'albergo): da Dubai, dall'America, dalla Russia. Età media compresa tra i trenta e i cinquanta. In totale, poco meno di duecento iscritti. Gli ospiti arrivano in Porsche, in Bmw, scendono dai taxi. Quindi discretamente svaniscono. Vedo gente distinta, gente palestrata, gente giovanile, gente naif, gente cui affiderei le chiavi della macchina e gente cui non affiderei neppure i gerani da bagnare. Questa è un'umanità sommersa, ma risulta molto vitale. Si parla di vera e propria esplosione del fenomeno. A muoverla, nei locali più defilati di città e contrade, ma anche dentro gli appartamenti più appartati, sono tanti fattori: la noia che ad un certo punto affligge il legame di lunga durata, la fantasia che ad un certo punto scalpita e non si trattiene più, la molla della trasgressione, altro ancora. Se siano pervertiti e degenerati, oppure semplicemente liberi da qualsiasi freno e da qualsiasi tabù, soltanto loro lo sanno. Di certo, vivono l'incontro con animo spensierato: scambiano il partner come noi scambiavamo Pizzaballa e Maldera dal mazzetto delle figurine.
Da ignorante totale, non voglio fingere di saperla troppo lunga: a rivelarmi tecniche e dettagli è la guida che finalmente riesco ad arpionare. La trattativa è estenuante, ma alla fine accetta di educarmi. Condizioni: nome di fantasia e poche domande sul privato. Dunque, lo chiamo Dagoberto e mi accontento di sapere che è genericamente dell'area veneta, genericamente «agente di commercio». Al suo fianco una compagna, che non so se moglie o altro, sui quaranta, un po' strappona. Lei non parla: dev'essere timidezza. Dagoberto invece è un simpaticone. Non ha problemi e remore. Sinteticamente, questa la sua lezione, esposta con atteggiamento lodevolmente divulgativo, tipo Alberto Angela a Superquark. Perché si scambia? «Tiriamo la carretta tutta la settimana, almeno nel week-end vogliamo divertirci». Perché non la pesca? «Perché non dà le stesse emozioni, lei che dice?». Perché al raduno di Noventa? «Solitamente io e la mia compagna andiamo in Slovenia, ma da quando c'è Noventa ne approfittiamo: qui ci sono solo bei tipi, gente distinta, tanti stranieri di classe». Sicuro che siano tutte coppie vere? «No. Magari qualcuno viene con una escort e scambia quella. Ma sinceramente non mi interessa». Si può riconoscere la coppia vera? «La coppia vera ci mette sempre più passione». Bisogna essere d'accordo in quattro? «Tendenzialmente sì. Ma spesso un partner accetta l'incontro poco gradito per non mortificare il proprio compagno». Sensi di colpa? «Mai. Compatisco voi tradizionali. Non sapete quello che vi perdete». Strani effetti sapendo che la sua donna sta fra le braccia di un altro? «Mai. Perché so che è felice». Ma farlo tra voi, ogni tanto? «Ogni tanto. Ed è più bello. Sembra nuovo».
Dagoberto va un po' di fretta. Non voglio abusare. E oltre tutto il suo non è l'unico punto di vista nel torrido week-end sulla linea del Piave. Là fuori c'è anche un paese che sta diventando storica capitale scambista. Finora non risultano raccolte di firme, fiaccolate, anatemi dai pulpiti: solo ironie maialesche nei bar, quando il prosecco arriva ai livelli di guardia.
Vicino alla parrocchiale di San Mauro incontro la signora Anna: a occhio e croce, non è scambista. Su con l'età, vestita con decoro, i suoi bravi orecchini d'oro e una lieve linea di rossetto, ha l'aria della saggia. Quello che mi dice è molto stringato, ma sentito: «Guardi: prima l'outlet, adesso questi qui. Cosa vogliono fare, trasformare Noventa in una Las Vegas di perdizione?».
La domanda non è per niente stupida. La riporto papale papale al sindaco, Alessandro Nardese. Il suo commento: «Con l'outlet teniamo lontana la crisi. Milioni di visitatori, alberghi pieni. Quanto agli scambisti, posso personalmente non condividere. Ma da sindaco devo dire che finchè non commettono reati, tipo droga, prostituzione, schiamazzi, non ho niente da eccepire. Nella vita privata delle persone non si entra. Del resto, questo è un fenomeno in grande diffusione, nella zona. Piaccia o no, è il costume della società attuale». Come dice Dagoberto, noi tradizionali non sappiamo quello che ci perdiamo. Mentre lui e gli altri, là dentro l'Hotel Base, si godono la loro Gardaland Hard, lascio la postazione e faccio ritorno alla normalità. Neppure loro, in fondo, sanno quello che si perdono.


di Cristiano Gatti

nostro inviato a Noventa di Piave (Venezia)


Le persone, età tra i 30 e i 50 anni che hanno partecipato al meeting ospitate in 100 camere

Commenti

Prameri

Sab, 29/06/2013 - 09:58

Questi comportamenti: libertà accelerata senza freni, disprezzo della famiglia, priorità dei soldi su salute e giustizia, comprensione del bene ma scelta del male: questi comportamenti sono antichissimi hanno causato danni enormi. Nell'esperienza di chi ha reagito proponendo gli antichissimi dieci comandamenti. Comandamenti-Costituzione che è stata accettata da alcuni popoli, ignorata e derisa da altri. E' stata imposta da autorità assolutistiche che pretendevano l'esclusivo uso dei freni a scapito della libertà. La storia umana procede nel tentativo di capire l'equilibrio fra tutto e il contrario di tutto, il male e il bene. E' stato detto che il male è necessario perché il bene prevalga, ma guai a chi fa il male 'sarebbe meglio per lui buttarsi con una pietra al collo o tagliarsi una mano o un piede' perché quelli sarebbero guai minori.

idleproc

Sab, 29/06/2013 - 10:07

"Mentre lui e gli altri, là dentro l'Hotel Base, si godono la loro Gardaland Hard, lascio la postazione e faccio ritorno alla normalità. Neppure loro, in fondo, sanno quello che si perdono." Sono dei poveracci. Hanno totalmente separato sessualità da affettività. Che noia. Comunque fatti loro e aumentano il business sui Polli in una situazione di crisi. I Polli sono sempre una risorsa strategica. Guai se si estinguessero.

Nadia Vouch

Sab, 29/06/2013 - 10:50

Là ci sono solo bei tipi, gente distinta,tirare la carretta, etc. etc. Ciò che mi colpisce, è di quante giustificazioni queste persone abbiano bisogno per andare a fare qualcosa che, contraddicendosi, vorrebbero far passare per la più naturale, più normale del normale, ma "divertente". Trovo tutto ciò di una banalità unica. Si tratta, banalmente appunto, di un meccanismo umano, per cui una volta sperimentata una esperienza più drastica rispetto un'altra, il nostro corpo tende a rifiutare di tornare indietro. Cercherà esperienze sempre nuove e sempre più estreme. Contenti loro...il resto è solo business.

FRAGO

Sab, 29/06/2013 - 11:27

CHE NON LO SAPPIA LA BOCCASSINI, CI ANDREBBE A NOZZE, REATI (?) PER I PROSSIMI 20 ANNI DI PROCESSI!

Ritratto di stock47

stock47

Sab, 29/06/2013 - 11:47

Fare sesso con nuovi partner è indubbiamente eccitante dal punto di vista fisico, tuttavia costoro dimenticano che un rapporto sentimentale, l'anima che c'è dietro di esso, vive direttamente dal rapporto fisico e affettivo che si instaura in una coppia. Se questo non c'è, ma c'è solo un surrogato, un falso affetto, il rapporto familiare va a carte quarantotto, prima o poi, è inevitabile. In pratica la domanda diventa: che cosa si aspetta una coppia da un rapporto matrimoniale o similare? Non può essere il sesso soltanto, perchè esso ad un certo punto finisce, è inevitabile con l'età. Il rapporto deve basarsi sul desiderio di vivere la vita assieme, nel bene o nel male, in altre parole crearsi un compagno o compagna di viaggio nella vita, che ricambi il proprio affetto fino alla fine dei nostri giorni. L'uomo e la donna non possono vivere senza affetto di un familiare e l'unico modo che hanno per averlo é unire le proprie vite e procreare figli che ne aumentino il valore affettivo o siano di ricambio alle inevitabili perdite di qualche altro familiare. Di conseguenza lo scambio di coppie, pur essendo eccitante nella disibinizione totale dei freni inibitori e delle regole sociali, alla fin fine lascia solo il vuoto totale di cui si pagheranno le conseguenze, con il procedere degli anni. Può apparire una scelta interessante anche per un certo tempo di vita ma alla fine si cammina solo su macerie affettive e sull'isolamento più totale dagli altri. Non credo che il "gioco" valga la candela, comunque ognuno è libero di giocarsi la propria vita e il proprio futuro come vuole.

mrwatson52

Sab, 29/06/2013 - 12:06

Inevitabilmente il luogo diventerà il posto di lavoro di zoccole di alta gamma legalmente sorvegliate dai rispettivi magnaccioni. In tale contesto verrà garantita la sicurezza e incolumità delle zoccole o se vogliamo delle donne pruriginose e verrà garantito ai lenoni un attento controllo dell'incasso notturno o quotidiano dell' attività terapeuticamente adatta magari in abbinamento alle slot-machine!

Silviovimangiatutti

Sab, 29/06/2013 - 12:18

Bell'articolo. La cosa migliore che si può commentare è che qualsiasi giudizio sarebbe fuori luogo: chi giudica sbaglia a prescindere.

Ritratto di nuvmar

nuvmar

Sab, 29/06/2013 - 12:19

vedi, che tu metta la tua signora nel letto di qualcun altro, saranno pure cavoli tuoi e, seppoi ti vanti della cosa credendola 'emancipazione' ti gratifichi da solo! Ma la storia vera è tutta un'altra:la volontà (o meglio, voglia ) che stà dietro le mire del mercante alberghiero e non, non è agevolare una trasgressione innocentella, bensì l'articolo che mette il suo hotel nella consuetudine di "Las Vegas" ed il suo portafogli segue la rotta! E......tu e la tua signora? Soddisfatti neh, una tantum....!

Ritratto di nuvmar

nuvmar

Sab, 29/06/2013 - 12:19

vedi, che tu metta la tua signora nel letto di qualcun altro, saranno pure cavoli tuoi e, seppoi ti vanti della cosa credendola 'emancipazione' ti gratifichi da solo! Ma la storia vera è tutta un'altra:la volontà (o meglio, voglia ) che stà dietro le mire del mercante alberghiero e non, non è agevolare una trasgressione innocentella, bensì l'articolo che mette il suo hotel nella consuetudine di "Las Vegas" ed il suo portafogli segue la rotta! E......tu e la tua signora? Soddisfatti neh, una tantum....!