Nessuno al mondo diserta la scuola come gli italiani

Secondo l'Ocse soltanto gli studenti turchi e argentini saltano le lezioni più dei nostri

Caro Vidocq, la tua eredità è in buone mani. Lascia che spieghi a chi non ti conosce chi sei e che razza di leggenda rappresenti nella nostra memoria, senza timori di esagerare. Sia detto agli ignari: Vidocq in realtà si chiama Bruno, ma si è meritato il mitico soprannome - doveroso omaggio all'imprendibile filibustiere di Francia - nell'arco dei cinque anni liceali. Nessuno di noi, compagni suoi e testimoni di cotanta epopea, potrà mai dimenticare. Che storia, ragazzi. Approdato timidamente alle superiori, l'inesperto Bruno impiega pochissimo a prendere le misure e a manifestare il suo inarrivabile talento. L'aula gli sta stretta, le ore di lezione lo soffocano. Come studente è anche capace, sui suoi risultati niente da dire: ma per piacere non gli chiedano di restare seduto al posto dalla prima all'ultima ora, sei giorni su sei. Umanamente insostenibile, per un temperamento come il suo. Eccolo così dispiegare nel modo più naturale tutta l'inventiva e tutto l'estro necessari al pronto riscatto, in una lotta senza quartiere che ha pochi eguali nella storia della scuola italiana. Tanti hanno saltato tante lezioni, chi lo nega. Per fare politica, per evitare interrogazioni, per godersi la fidanzata. Ma Bruno vanta qualcosa di unico e di inimitabile, nel suo curriculum: Bruno se ne andava per il solo gusto di andarsene, diciamo pure per orgoglio personale, in una sfida serrata con il chiuso dell'aula e con il controllo dei professori. Aveva dentro una molla tutta sua, inspiegabile e indefinibile. Se ne andava anche quando non c'era alcun motivo per andarsene. Se ne andava persino quando a scuola ci stava bene. Se ne andava perchè questo era il richiamo e la vocazione. Nessuno più di lui, mai, ha meritato l'onore di quel soprannome: Francois Vidocq, l'imprendibile. Da allora, molti faticano a ricordare che in realtà si chiama Bruno. Lui è per tutti e per sempre Vidocq, e non c'è altro da dire.

Tornando a noi, leggendario compagno degli anni migliori: sì, puoi essere fiero, la tua eredità è in buone mani. Le giovani generazioni non riescono più ad esprimere un mito paragonabile al tuo, ma puntano tutto sulla forza del collettivo: mediamente, sono tra i primi al mondo. Non sono chiacchiere da bar: l'alto riconoscimento arriva direttamente dall'Ocse, e scusa se è poco. Nella recente indagine sugli studenti quindicenni di tutto il mondo, soltanto Turchia e Argentina possono vantare una percentuale più alta di evasioni scolastiche. Al cospetto del tuo talento, vecchio amico, nemmeno provo a definire questo assentarsi con i verbi ridicoli delle varie zone italiane: bigiare, fare sega, marinare. È imbarazzante, sembrano sgarbi da signorine. Il tuo esempio imperituro non può subire una simile umiliazione: le tue non erano bigiate, ma quali bigiate, le tue erano a pieno titolo evasioni. Perchè tu eri capace di presentarti davanti a scuola, di darci un saluto, magari di frequentare la lezione che ti interessava o ti conveniva, ma poi in un modo o nell'altro ti volatilizzavi. E non c'era verso di fermarti, per quanti bidelli potessero sguinzagliarti alle calcagna. Vidocq, senza piaggeria: eri un artista. Maneggiavi giustificazioni come carte da poker, falsificavi firme come un nuovo Giotto, inventavi malanni come il più incallito dei falsi invalidi. Io non posso dire che cosa si inventino e come si muovano i tuoi eredi: so tuttavia per certo che spesso non esprimono niente di personale, nessun talento e nessun parto della fantasia, potendo contare direttamente sulla copertura e sulla complicità dei genitori, più bugiardi e più incoscienti di loro. Lo so, la sola idea che qualcuno possa saltare scuola grazie all'aiuto dei genitori ti scatena gastriti e sfoghi d'orticaria, ma questi sono i tempi, caro mio, e c'è poco da fare. Siamo finiti in un mondo ribaltato: professori che conosco bene mi raccontano di alcuni ragazzi, del tutto decisi a frequentare, costretti da padri e madri a saltare qualche giornata per i più svariati motivi domestici, dal ponte sulle nevi alla simpatica grigliata in riviera. Troppo facile, così, essere oggi terzi al mondo. Quando tu eri il numero uno, i padri lavavano nel sangue (delle cinghiate) i tentativi di evasione scoperti dall'odiata intelligence. Quella sì era una classifica vera. Ci segnala l'Ocse che qualcosa del genere sopravvive ancora, nei luoghi più remoti: la provincia di Shanghai geme in coda alla classifica mondiale con il 99,2 per cento di studenti che non salta la scuola. Non chiediamoci il motivo, temo sia abbastanza chiaro. Vidocq, da quelle parti sarebbe dura anche per te, ancora oggi. Troveresti pane per i tuoi denti. Viene precisato però che gli studenti cinesi sono in testa a tutte e tre le speciali classifiche di competenza, lettere, matematica e scienze. Che ne dici, ci sarà un nesso?

Commenti
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cartastraccia

Lun, 09/12/2013 - 08:54

Ecco, qualche farabutto tempo ga ha detto che con la cultura non si mangia ed evidentemente è stato preso in parola...

Ritratto di Dragon_Lord

Dragon_Lord

Lun, 09/12/2013 - 09:09

per questo votate emeriti babbei che per il personale profitto vi hanno venduto ai nazi-comunisti Massoni europei tedeschi, tanto ignoranti che vi dicono cosa fare e chi votare perchè non siete più capaci di decidere e scegliere da voi stessi ma poi piangete e frignate come bambini povere generazioni future e poveretti coloro che nascono e farete nascere in Italia

Cinghiale

Lun, 09/12/2013 - 09:34

E' ma da noi ci sono le okkupazioni, gli scioperi e le proteste a cui bisogna partecipare (solo per fare "fuga"). Negli altri paesi è così o chi si iscrive a scuola va alle lezioni e le segue?

nino47

Lun, 09/12/2013 - 10:01

considerato il lassismo della classe insegnante il fancazzismo degli studenti caldeggiato e sostenuto dalle famiglie e il vuoto culturale dell'istituzione scuola italiana, quello che accade è il minimo che ci si possa aspettare. Del resto, signori miei, è anche vero che la filosofia della psicologia corrente non è già che il ragazzo venga educato, anzi, guai a educare! Il ragazzo deve crescere libero per poter sviluppare la propria personalità...che naturalmente, se non "educata", appunto, è quella del fancazzismo!!!

vacabundo

Lun, 09/12/2013 - 10:03

CAMBIATE TUTTO, INSEGNATI E METODO.S0PRATTUTTO METTETE GLI INSEGNATI IN CONDIZIONI OTTIMALE,SI DEVE DARE LORO IL GIUSTO RICONOSCIMENTO.LA SCUOLA COMO è FINO ADESSO NON INSEGNA NIENTE,E' VUOTA MA SI DEVE ANCHE DIRE CHE I GENITORI DI ADESSO NON SANNO FARE I GENITORI,SANNO SOLAMENTE VIZIARE I LORO FIGLI E CON QUESTO PENSANO CONQUISTARE IL LORO AMORE.LA SCUOLA DEVE ESSERE LASCIATA LIBERA AD INSEGNARE PRIMA LA VITA E DOPO LA CULTURA E OGGI TUTTO QUESTO NON SI APPLICA PERCHE' GLI INSEGNANTI SONO OPPRESSI DAI GENITORI.LA COLPA SE GLI ALUNNI DISERTANO LA SCUOLA E' TUTTTA DEI GENITORI CHE NON SANNO TRASMETTERE IL PENSIERO CHE LA SCUOLA E' TUTTO E SENZA DI ESSA SI E' NIENTE.INVESTIRE SEMPRE E BENE NELLA ISTRUZIONE,SARA' UN CONTINUO PROGRESSO PER I CITTADINI E PER LA NAZIONE.

giovanni PERINCIOLO

Lun, 09/12/2013 - 11:07

In compenso credo che nessun altro paese possa vantare altrattanti univesitari parassiti fuoricorso come l'Italia!

Giampaolo Ferrari

Lun, 09/12/2013 - 12:44

##cartastraccia## I farabutti della cultura sono quelli del 6 politico,praticamente promuovere i somari,la scuola deve essere garantita a tutti quelli che hanno voglia di studiare,dagli esiti della scuola dell'obbligo si può vedere esattamente chi non deve spendere per l'univesità,i loro risultati gli dovrebbero garantire gli studi gratuiti,dall'ottimo in avanti dovrebbero ricevere una paga per poter essere indipendenti dalla famiglia.

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limick

Lun, 09/12/2013 - 13:36

vacabundo Lun, 09/12/2013 - 10:03 La parola meritocrazia e' sconosciuta piu' agli insegnanti che agli alunni che sono li' per imparare da professori che hanno previlegi assicurati a vita indipendentemente dalla qualita' del loro lavoro, non devono rispondere a nessuno, fanno la meta' delle ore di qualsiasi lavoratore, non sono licenziabili... e la soluzione quale sarebbe?? Pagarli di piu' ovviamente, in nome della cultura ovviamente. NOI CI MERITIAMO IL FIGLIO DELLA CANCELLIERI!! GRILLO, NAPOLITANO E IL CANE DI BERLUSCONI!

Ritratto di Reinhard

Reinhard

Lun, 09/12/2013 - 13:43

Fanno bene. La scuola è solo una perdita di tempo, è la fabbrica dei disoccupati. Una volta che hai imparato a leggere, scrivere e la matematica, la scuola cessa di essere utile. Per il resto è solo propaganda bolscevica.

DrDestino

Lun, 09/12/2013 - 13:58

Perche pensate che in Italia, e solo in Italia, ci siano I grillo ed I Berlusconi e la gente si beva sciocchezze come il reddito di cittadinanza o il milione di posti di lavoro? Siamo un popolo di ignoranti semianalfabeti :(

yulbrynner

Lun, 09/12/2013 - 14:14

reinhard certo pero quando cerchi un lavoro che non sia di manovalanza il diploma conta , che poi coem dice il detto la pratica vale di più della grammatica e' vero poche aziende valutano le capacita del singolo individio aldiola' del diploma di m,aturita o della laurea che a volte sono indipensabili. ah non sono solo i bolschevichi che ti cercano il titolo di studio anche i pdl eccecc

yulbrynner

Lun, 09/12/2013 - 14:14

reinhard certo pero quando cerchi un lavoro che non sia di manovalanza il diploma conta , che poi coem dice il detto la pratica vale di più della grammatica e' vero poche aziende valutano le capacita del singolo individio aldiola' del diploma di m,aturita o della laurea che a volte sono indipensabili. ah non sono solo i bolschevichi che ti cercano il titolo di studio anche i pdl eccecc

yulbrynner

Lun, 09/12/2013 - 14:14

reinhard certo pero quando cerchi un lavoro che non sia di manovalanza il diploma conta , che poi coem dice il detto la pratica vale di più della grammatica e' vero poche aziende valutano le capacita del singolo individio aldiola' del diploma di m,aturita o della laurea che a volte sono indipensabili. ah non sono solo i bolschevichi che ti cercano il titolo di studio anche i pdl eccecc

Ritratto di ContessaCV

ContessaCV

Lun, 09/12/2013 - 14:59

Lo studio è fatica e purtroppo i ragazzi di oggi hanno tutti la mangiatoia bassa e non hanno idea di cosa voglia dire faticare per ottenere una qualsiasi cosa. La colpa purtroppo è per il 50% delle famiglie che non si occupano minimamente dell'educazione dei figli, intesa come educazione civica e che una volta faceva parte delle materie di studio obbligatorie. L'altro 50% è colpa della scuola che non insegna più nulla, visto che i professori sono "demotivati" poverini. Quando andavo a scuola io e non parliamo dell'Alto Medioevo, i professori ti facevano nero se non eri preparato e poi, quando tornavi a casa passavi sotto le Forche Caudine della mamma e di papà. Oggi invece i genitori lavorano e purtroppo i ragazzi passano troppo tempo da soli e senza controllo, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Ricordiamoci come esempi recenti, le due ragazzine che si prostituivano per comprarsi i vestiti firmati o il telefonino, oppure le bande di ragazzini di buona famiglia che hanno violentato la compagna di scuola durante una festa in casa. Ma i genitori dove sono ?? Quando si decide di mettere al mondo dei figli, cosa che non ti ordina il dottore,occorre mettere in preventivo il fatto che i figli devono essere seguiti e non lasciati allo sbando e quindi assumersi la responsabilità di crescerli ed educarli.

Ritratto di sekhmet

sekhmet

Mar, 10/12/2013 - 11:09

Comunque, i tempi cambiano. Quando andavo a scuola io, chi tagliava andava a morire di freddo in collina, con la ragazza. Un po' più avanti, trovavi chi bigiava a bighellonare alla Rinascente. Almeno stavano al caldo. Stamattina ho visto molti "studenti" in Piazza Castello, un po' inebetiti da altoparlanti e megafoni dei forconi. Cambiano i tempi, ma il modo di schivare un'interrogazione od un compito in classe lo si inventa sempre. Sekhmet.