Ora comprare casa fa paura. Gli italiani tornano all'affitto

Troppe tasse e mutui centellinati dalle banche: sempre più persone rinunciano all'acquisto

Complice la crisi, le banche rilasciano i mutui con difficoltà e le persone non se la sentono più di affrontare spese immobiliari troppo impegnative. E così stiamo assistendo a un fenomeno che pareva in calo e che invece sta di nuovo caratterizzando le società più avanzate: l'affitto della casa.

È vero che i proprietari di case sono la maggior parte delle persone, tuttavia una serie di dati lasciano pensare che la tendenza si stia invertendo e che col passare degli anni (se non avverrà qualcosa di drastico a livello economico) potrà diventare di nuovo la normalità, com'era decine di anni fa. «L'Italia è uno dei paesi in cui il fenomeno sta prendendo sempre più piede - spiega Maurizio Cannone, direttore di Monitor Immobiliare - cresce, infatti, l'interesse per l'affitto, a discapito dell'acquisto della casa, anche per via delle tasse»; benché il bene immobile sia radicato nella nostra cultura, più di quanto non accada altrove, e rimanga una prerogativa essenziale della storia personale di un individuo.
I proprietari di casa sono numerosi (si va dal 69% del Mezzogiorno al 74% del Nord-Est), tuttavia si intravedono segnali ambigui, che, entro qualche anno, potrebbero portare a un ribaltamento della situazione, con un'impennata degli affittuari. Secondo l'Istat, dal 2001 al 2011 (quando i morsi della crisi non erano ancora evidenti), c'è stato un incremento degli affitti dello 0,9%. Se si guarda, però, alle regioni Nord orientali si scopre che il numero è decisamente più alto, e supera il 12%. Diverso anche il raffronto con le isole. In Sicilia e Sardegna abita in affitto il 14,4% delle famiglie, dato che raggiunge il 20% se riferito alle regioni Nord occidentali. In generale l'affitto è una prerogativa della grande città, dove gli spostamenti sono più rapidi e frequenti.

Numeri ben lontani dal boom economico: nel 1951, infatti, il 40% degli italiani possedeva una casa, dato poi incrementato del 5% ogni dieci anni, fino a sfiorare l'80% degli ultimi tempi. Ora la tendenza potrebbe arrestarsi o, magari, lasciare spazio ad altre modalità abitative, come la convivenza. Si è infatti visto che le famiglie che condividono un'abitazione sono passate in dieci anni da circa 236mila a 695mila, con un impennata del 194,8%. Il risultato più clamoroso arriva, però, dall'Inghilterra, dove si stima che entro il 2032 il 50% degli anglosassoni vivrà in un appartamento in affitto; mentre le dimore di proprietà saranno a esclusivo appannaggio della popolazione anziana. Oggi, su 14,4 milioni di proprietari, quasi un terzo è rappresentato da over 65; 1,6 milioni di persone in più rispetto alla fascia di età compresa fra i 45 e i 54 anni.

Ma a stare peggio sono quelli ancora più giovani: fra i 35 e i 44 anni, infatti, solo 2,5 milioni posseggono un «nido» personale. La crisi, anche qui, vera responsabile delle difficoltà di acquisto di un'abitazione; ma incide il fatto di potersi avvalere di soluzioni burocratiche che facilitano i contratti di affitto (e che da noi hanno un impatto sociale molto più marginale). Nel 2003 le cose erano assai diverse e il 71% degli inglesi viveva fra le proprie mura. Oggi il dato è già sceso al 65,2%, come accadeva negli anni Ottanta. E di questo passo, appunto, gli analisti suppongono che gli affittuari saranno la metà della popolazione entro una ventina d'anni. Era dal 1970 che non si registravano stime di questo tipo; ma all'epoca c'erano ancora molti margini di miglioramento economico che oggi sembrano non esserci più. Il documento pubblicato dalla Mortgage Lenders Association parla di «generazione rent» (generazione in affitto) che potrà presto trasformarci in «nazione rent», suggerendo che fra un po' il rapporto fra locatore e locatario rappresenterà la scelta ideale per chi vorrà trovare casa.

Commenti
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Zagovian

Ven, 16/05/2014 - 09:58

Aggiungiamo la saturazione inevitabile del Mercato(una marea di case sono vuote),i costi(il costo di acquisto e di affitto di una casa in Italia,paragonato per esempio alla Germania,che ha salari più consistenti,è di circa 1,5-2 volte superiore,e non si capisce il perchè,ovvero lo si capisce,ma al momento è così...),la mobilità delle persone(vendere una casa,per trasferirsi da un'altra parte,non è semplice,e penalizza fortemente),la burocrazia(atto notarile,suo costo elevatissimo,...quando in molti Paesi civili,basta una semplice "trascrizione",davanti ad un Pubblico Ufficiale,che costa niente),l'incertezza assoluta sul futuro(solo i BEATI della PA,ne sono esenti!!),la esorbitante fiscalizzazione degli immobili(cassa facile per tutti i governi),...tutti elementi che scoraggiano l'acquisto a queste condizioni.....Andrà ancora peggio,siamo all'inizio del fenomeno!!

mauriziosorrentino

Ven, 16/05/2014 - 10:23

Cazzo!Ma cosa gli è preso a questi Idioti di italiani?!Non comprano più le case? Ma....come mai non vedono "la luce in fondo al tunnel"?! Ma...non hanno sentito che guadagneranno 80 euri in più al mese?!Ma...non si rendono conto che è assurto alla guida del paese "il migliore Matteo che sia mai esistito(compreso l'evangelista)"?! ...Come al solito questi "idioti di Italiani" non guardano abbastanza attentamente la TV e non leggono con la dovuta concentrazione i giornali! ...il risultato:Hanno una percezione distorta e sbagliata della realtà!...proprio degli Imbecilli! M.S.

glasnost

Ven, 16/05/2014 - 10:31

Gli Italiani hanno paura di quel che potrebbero fare i loro governi. Adesso che hanno preso di mira la casa come bene da mungere con tasse sempre in aumento, addizionali locali, provinciali, regionali,costi dei servizi (acqua,luce,gas, immondizia, ecc) chi ce la faceva a malapena a comprarsi una casetta, è costretto a rinunciarci. Sicché la gente che ha qualche soldo da parte non compra e le imprese edili chiudono creando disoccupati. A questo punto le entrate attese dalle tasse anziché crescere calano, e così via a nuove tasse sulla casa che non puoi portare via, nè vendere più......

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franco-a-trier_DE

Ven, 16/05/2014 - 10:56

io direi che spaventa di più venderla che comprarla.

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Memphis35

Ven, 16/05/2014 - 11:16

Monti ha posto una pietra tombale sul mercato immobiliare. Grazie anche alla "vittima" del complotto europeo. Che a suo tempo, puntualmente, ha appoggiato tutte le leggi criminali di quel governo. Salvo, poi, altrettanto puntualmente, criticarlo.

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Zagovian

Ven, 16/05/2014 - 11:55

Comperare fa paura,ma giustamente,come evidenziato,venderla è ancora peggio.A meno di "svenderla" al 50% del prezzo "immaginato"( o anche meno..),per cui se UNO l'ha ereditata,beh sarebbe una cosa,ma se l'avesse acquistata,con soldi propri,10 anni or sono,significherebbe rimetterci la metà di quanto pagato(dopo averci pagato le tasse per 10 anni)!...."l'investimento" sul mattone,è finito da un pezzo!!

Cinghiale

Ven, 16/05/2014 - 12:23

@Zagovian Ven, 16/05/2014 - 11:55 - ATTENZIONE! Svendere la casa al 50% non è una buona idea, GdF e Agenzia delle Entrate partono dal presupposto che se si vende a meno del valore presunto, vuol dire che si è preso del denaro in nero. E la zuppa diventa indigeribile.

cgf

Ven, 16/05/2014 - 13:02

Sperare che un proprietario non 'giri' a chi affitta le spese e le tasse che paga in + è da sognatori, significa essere come i componenti dei Governicchi sinistroidi che aumentano le tasse e poi si domandano come mai, nonostante un REALE calo dei consumi, i prezzi continuino ad aumentare! alla fine chi paga? tutta la povera gente che NON è clandestina perché per loro esiste sempre il principio di sussidiaretà.

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Zagovian

Ven, 16/05/2014 - 14:11

@Cinghiale:già, c'è anche questa beffa!