"La paghetta è diseducativa". Genitori, cosa ne pensate?

Secondo due studiosi inglesi, i soldi dati ogni settimana non educano i bambini

"Niente mancia ai figli, li rende dipendenti". È il dilemma di ogni genitore: paghetta ai figli oppure no? E, a che età? Nel dubbio, da Londra, arriva uno studio di due scienziati secondo il quale dare soldi regolarmente ogni settimana è controproducente e deleterio per la crescita "economica" del proprio figlio. La paghetta renderebbe i bambini dipendenti e con meno attitudine al risparmio. Attenzione, è giusto dare i soldi ma, avvertono gli esperti, soltanto in cambio di un compito da portare a termine. Niente "stipendio" fisso; è preferibile una retribuzione "a progetto" per così dire. Secondo una ricerca della "Royal economic society" britannica aumentare soltanto dell'1% la paghetta riduce di un quinto la probabilità che il bambino possa conservare qualcosa nel salvadanaio.

È preferibile, sostengono gli studiosi, far fare loro lavoretti e gratificarli, premiandoli, con piccole somme.

"I genitori italiani? Come un bancomat". In Italia una ricerca della Tru teee study del 2010 dimostra che i nostri ragazzi sono un po' più viziati e ricevono in media una paghetta più alta rispetto ai coetanei europei. Se in Inghiterra un ragazzino prende in media 7 euro a settimana, da noi si danno anche 40 euro. E quasi mai sono il frutto di compiti o mansioni. I ragazzi considerano, secondo lo studio, i genitori alla stregua di un bancomat. È così anche per voi?

Commenti

Nicla Marangelli

Gio, 04/04/2013 - 13:05

è super educativo.Abitua i bambibi al senso di responsabilità,aiuta gli stessi a poter programmare e realizzare i loro desideri.

Ettore41

Gio, 04/04/2013 - 13:12

Finalmente qualcuno si e' svegliato. Non solo sono d'accordo ma d'accordissimo. Bene remunerare se per esempio ha ottimi risultati a scuola, se sparecchia la tavola etc.etc. I ragazzi debbono imparare che i soldi si debbono sudare ed essere spesi per cose necessarie e non frivolezze.

Ritratto di Carlo_Rovelli

Carlo_Rovelli

Gio, 04/04/2013 - 13:18

Paghetta ai figli? CATTIVA IDEA! Diseducativo ...

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Gio, 04/04/2013 - 13:25

Ai figli non si deve far mancare niente del necessario, come i libri, ma non dare niente di superfluo. E' meglio che essi chiedano tutti i giorni, per esempio i soldi per la focaccia da mangiare a scuola, piuttosto che dargli in una sola volta i soldi per tutto il mese... per toglierseli dai piedi. Anche perché, con tutti i soldi in tasca, potrebbero essere avvicinati dagli spacciatori di droga.

Ilgenerale

Gio, 04/04/2013 - 13:28

Anche Io preferisco la paghetta in cambio di un lavoretto piuttosto che una paghetta fissa!

cusrer

Gio, 04/04/2013 - 13:38

Come per tutte le cose, dipende dalle modalità con le quali si concede la paghetta. Personalmente ho rilevato in mia figlia un aumentato senso di responsabilità.

roberto zanella

Gio, 04/04/2013 - 13:48

E' una delle cose le tante con cui i genitori hanno viziato i figli,non è una novità mi meraviglio che lo dicano ora forse solo perchè soldi non ce ne sono più,ci voleva questa situazione di crisi per educare i figli e i genitori?

angelal82

Gio, 04/04/2013 - 14:12

Fare il proprio dovere in casa e fuori é una cosa che i figli devono imparare a prescindere dal fatto che poi ricevano o meno la paghetta. Se arriva poi una ricompensa in denaro tanto meglio. Ma assolutamente non sono d'accordo che debba esserci una regolare paghetta settimanale. Non deve esistere l'associazione faccio il mio dovere perché sono pagato, ma faccio il mio dovere e basta.

Ritratto di wilfredoc47

wilfredoc47

Gio, 04/04/2013 - 14:24

@CURSER: Ha perfettamente ragione, mi sembra normale concedere una piccola, naturalmente meritata, disponibilità ad un adolescente. Ma forse questi si riferiscono ai figliolini dai diciotto ai quaranta anni che preferiscono la "paghetta" elargita loro da genitori rintronati al darsi da fare per non averne bisogno. Saluti

gneo58

Gio, 04/04/2013 - 14:53

fino ad una certa eta' niente soldi in tasca quando sono un po' piu' grandi si' - se hanno la testa sul collo li responsabilizza e li aiuta a risparmiare qualcosa e quando spendono qualcosa per piccoli acquisti si rendono piu' conto di cosa fanno se pagano sempre i genitori (che gia' tirano fuori tanto) e' peggio cordialita'

max.cerri.79

Gio, 04/04/2013 - 14:58

È diseducativissima!! Così i bambini imparano che se rigano dritto e fanno quello che gli si dice avranno un giusto corrispettivo, ma tutti sappiamo che nella realtà non è così, perlomeno in italia. .. E poi si abituano ad avere soldi in mano, cosa sbagliatissima perchè da grandi non avranno un lavoro...meglio che capiscano che la schiavitù è tornata di moda

Rafi

Gio, 04/04/2013 - 15:05

Sono cresciuto con la paghetta settimanale dalle scuole medie in poi, elargita il sabato mattina. Il suo ammontare era in funzione dell'età e degli interessi, per cui é andata aumentando con la mia crescita e il cambiamento dei miei interessi (e l'inflazione). Averla mi ha insegnato 3 lezioni fondamentali per il futuro. Gesione dei miei soldi (prima lezione): quelli avevo per la settimana, e quelli potevo spendere. Una volta finiti, non ne arrivavano di extra. Concetto del risparmio per i "progetti futuri" di costo elevato (seconda lezione). Se organizzata in maniera intelligente, le paghetta settimanale insegna i primi fondamenti di gestione della propria indipendenza e del valore dei soldi.

Ritratto di stock47

stock47

Gio, 04/04/2013 - 15:24

Non ho mai dato una paghetta per dare una paghetta, cosa che da sempre ritenevo sbagliavo. Davo dei compensi a seconda dei voti che la progenie portava, mano mano, da scuola. Insomma ho stabilito una tabella di voti con relativo corrispettivo e la cosa ha funzionato perfettamente, sia per la progenie che che per il sotto scritto, ricevendo la certezza di una progenie studiosa e capace.

prisco

Gio, 04/04/2013 - 15:30

non bisogna dar niente, se non spiccioli, quando se ne sente la necessità, per acquisti adeguati all'età e non superflui.

tiptap

Gio, 04/04/2013 - 15:31

Sono d'accordo con l'articolo. Il "buonismo" genera "bullismo".

angelomaria

Gio, 04/04/2013 - 15:34

fanno qualcosa per quadagnalsela se si bene in caso contrario totalmente sbagliato devonoo capire che la vita no e'gratis prima lo capiscono piu'possibilita di riuscire avranno guardate i risultati geberazionali l'ultima generazione nati con tutto pronto cosa ci liha fatti diventare

Roberto Casnati

Gio, 04/04/2013 - 16:20

A suo tempo, ahimè tanto tempo, i "premi" erano costituiti dalla festa di compleanno con torta e qualche regaluccio, Natale Epifania e Pasqua. Quelle erano le uniche occasioni nelle quali, se ci si era comportati bene, si poteva sperare in qualche regalia. La promozione a scuola significava solo aver fatto il proprio dovere ringraziando il cielo ed i genitori perchè avevi l'opportunità di studiare, cosa che a molti era negata. Ricordo ai più giovani che allora esisteva l'esame di 3^ elementare perchè molti, all'età di 8 anni, venivano avviati al lavoro con l'istruzione di base: sapere leggere e scrivere, saper far di conto, conoscere la base della storia e delle geografia e, soprattutto, sapersi comportare; il voto più importante, infatti, era quello in "educazione morale, civile e fisica"; se quel voto fosse stato uguale od inferiore a 7/10 si era bocciati. Con quelle regole e con quella scuola l'Italia del dopoguerra è cresciuta e si è sviluppata, ha prodotto i Valletta, i Marcegaglia, i Pesenti e molti altri personaggi, innanzi tutto rispettosi e ben educati. La responsabilità del maneggiare denaro? Era una responsabilità essenzialmente fondata sul risparmio insegnato dalla fatica e dall'impegno personale speso per guadagnarsi la vita, a volte sin dall'etaà di 8 anni. La paghetta? Niente di più diseducativo!

Nadia Vouch

Gio, 04/04/2013 - 16:21

La paghetta non viene elargita solo dai genitori, ma anche dai nonni, a volte da zii e zie. Perciò, è molto difficile cercare di educare su ciò gli adulti. E' ovvio che i figli sanno cogliere l'occasione laddove si presenta. Ma oltre al do ut des, esiste quella forma di rispetto per se stessi, che impedisce di divenire individui che solo esigono. Questo è svincolato dal denaro, tanto o poco che sia, perché si chiama libertà. Dare denaro può essere una forma per legare a sé qualcuno, persino per condizionarlo. Nulla c'entra con la vera educazione, con il rispetto delle regole o con una supposta scuola per una futura autonomia decisionale del soggetto che quel denaro incassa.

linoalo1

Gio, 04/04/2013 - 16:31

Piuttosto che rubino è meglio dargli dei soldi,facendo però pesare che i soldi si guadagnano lavorando!I due scenziati inglesi potrebbero unirsi ai nostri Saggi!Lino.

tar100ino

Gio, 04/04/2013 - 16:38

La paghetta è un metodo che neppure il sottoscritto approva, penso anch'io che sia diseducativo ed innoltre il figlio non capirà mai il valore dei soldi se non si prova a guadagnarli personalmente. Il genitore deve solo insegnare ai figli senza pagarli

Franco Ruggieri

Gio, 04/04/2013 - 16:50

Dare la paghetta, ma solo quella, a parte i regali s Natale, Pasqua e del compleanno, aiuta i ragazzi a capire il valore del denaro. Ovviamente la paghetta deve essere commisurata agli effettivi bisogni del ragazzo.

il gotico

Gio, 04/04/2013 - 17:57

Paghetta ai figli ? E chi se la può permettere ormai ? Al massimo una parte dei debiti, non lavoro come commesso a montecitorio.

Ritratto di nuvmar

nuvmar

Gio, 04/04/2013 - 19:13

eravamo al ristorante, a mare, nei pressi del porto; arriva il figlio del proprietario ( otto o nove anni ) e domanda della moneta al padre, questi la prende e gliela lancia nel mare ed il ragazzo si tuffa a cercarla, recuperandola tutta. - Il ristoratore alla nostra curiosità rispose:' Deve capire quanto costano i denari' (!)

Franco60 Ferrara

Gio, 04/04/2013 - 19:30

ma fatemi il piacere!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

cgf

Ven, 05/04/2013 - 08:02

L'aumento del tabagismo, alcol e droga tra gli adolescenti negl'ultimi decenni è proprio perché, credendoli responsabili, li si aiuta a "poter programmare e realizzare i loro desideri". Spesso 'crderli responsabili' è un bel 'arrangiati', vai al bar a far colazione i soldi li hai. Mi viene in mente che nelle terapie di 'rieducazione', sopratutto da dipendenza [tutte], la regola numero uno è non permettere che il soggetto in trattamento abbia denaro proprio.

valeike

Ven, 27/12/2013 - 22:02

come al solito in Italia si travisa tutto , e solo in funzione di non sentirsi in colpa per mala gestione. Io posso dire sulla mia esperienza con i miei figli sin da piccoli, un educazione a step, in base alla loro età di crescita, dicevo che erano grandi per l'età che avevano, 3 anni sei grande di 3 anni e puoi fare le cose da 3 anni e cosi via. Ho sempre fatto maneggiare soldi ai miei figli sin dai 3 anni , spiegando loro sempre il significato, da dove arrivano , come arrivano , e cosa servono. oggi hanno 17 e 15 anni fanno cassa comune e nel loro conto hanno più soldi di me. Forse sono fortunato , oppure avrò imbroccato una strada giusta e utile. Saluti