Perché l'umanitarismo rovina l'immigrazione

Per integrare i lavoratori stranieri occorre premiare i regolari, espellere i clandestini e investire nei Paesi d'origine

Strano Paese il nostro, tutto intento a ponderare le parole e gli aggettivi utilizzati con riferimento alla realtà degli immigrati, e al contempo totalmente incapace di vedere e capire, prima che sia troppo tardi, fenomeni macroscopici e dalla grande potenzialità eversiva. E quand'anche vede, lo fa con gli occhi del bambino, ripercorrendo fino alla noia luoghi comuni, emozioni, sentimentalismi, sempre comunque guardando indietro e quasi mai progettando seriamente per il futuro. È il caso della percezione socio-istituzionale, estremamente variabile ed erratica, che sul fenomeno dell'immigrazione si è avuta nel tempo in Italia. Ciò che manca, anche a livello di percezione sociale (per non parlare di quella dei policy maker), è che cosa vogliamo fare della nostra immigrazione dopo gli anni dell'accumulo silenzioso e prima che sia troppo tardi. Prima, cioè, che si inneschi, più o meno inconsapevolmente, un'esplosione razziale a catena, sull'onda dell'umanitarismo e dell'egoismo miope, che produce razzismo.

Nel caso di migrazione da domanda prevalgono i lavoratori dipendenti, in settori manifatturieri, a bassa qualifica, in ogni caso pressoché immediatamente inseriti nelle garanzie di welfare proprie dei paesi di destinazione. Essi hanno alta propensione alla stabilità e trovano di fatto nei paesi ospitanti esplicite strategie assimilative: lingua, scuola, casa, modelli culturali, eccetera. Questi flussi di immigrati entrano così nel ciclo sociale delle economie di destinazione attraverso il lavoro. L'assimilazione è, dunque, solo funzione del tempo.

Al contrario, nel caso di migrazioni prevalentemente da offerta la ragione del movimento risiede nelle condizioni socioeconomiche dei Paesi di origine. Non esiste, quindi, nessun attrattore capace di selezionare i flussi, per cui le tipologie dei migranti sanno le più varie: alta scolarità, bassa scolarità, alta formazione, bassa formazione, eccetera. I settori di arrivo non saranno quelli centrali manifatturieri, ma quelli marginali-interstiziali-maturi. Ci sarà alta propensione al lavoro autonomo, alla clandestinità e al lavoro sommerso. Ne deriva una precarietà generalizzata, nessuna propensione alla stabilità e, soprattutto, nessuna strategia assimilativa da parte della società di destinazione. Il bilancio costi-benefici di questi modelli migratori da offerta è tutto spostato sulla visibilità dei costi. Da qui conflitto, razzismo e mancanza di risorse per casa, scuola, lingua, welfare state, eccetera. Non entrando nel ciclo sociale, questi migranti ne rimangono ai margini, portando così alla creazione, nel tempo, di pericolose tensioni etniche e razziali e di discriminazioni ghettizzanti. Se la immigrazione è subìta, infatti, rischia di formarsi un pericoloso mix socioeconomico. Anzi, i flussi migratori che si vanno sommando via via nel tempo finiscono per aumentare le segmentazioni nel mercato del lavoro, vanificando le politiche esplicite di flessibilità salariale.

È quello che è avvenuto in Italia, dove la migrazione è stata quasi tutta da offerta e dove gli immigrati che oggi sono regolari, sia dal punto di vista di permesso di soggiorno sia dal punto di vista lavorativo, sono tali non perché arrivati in periodi in cui il mercato del lavoro domandava quel tipo di immigrazione, ma perché regolarizzati nel tempo attraverso sanatorie e decreti «flusso». Da questa amara constatazione occorre, dunque, partire per sviluppare adeguate e coerenti risposte per il futuro.
La prima strategia deve riportare su un piano di visibilità economica i fenomeni migratori. Le sole risposte umanitarie non solo non bastano, ma rischiano di incancrenire gli squilibri. In altri termini, va perseguita una completa parificazione tra lavoratori immigrati e lavoratori nazionali, così da esplicitare, sia in termini macro che in termini micro settoriali e di area, la reale attrazione da domanda, relativa, cioè, a posti di lavoro non coperti dall'offerta interna.

Questo semplice assunto presuppone la lotta senza quartiere al lavoro nero, al sommerso, all'illegale, in quanto questo tipo di attività semplicemente scarica sulla collettività i costi dell'immigrazione, senza redistribuirne i vantaggi, anzi producendo concorrenza sleale verso quei settori che non utilizzano lavoro irregolare.
La seconda strategia va posta a livello geopolitico in termini di solidarietà Nord-Sud, vale a dire aumentando l'impegno di trasferimenti riequilibratori dalle aree ricche del mondo a quelle in via di sviluppo.

La terza strategia deve riguardare quantità e qualità di investimenti, in capitale umano, diretti ai giovani dei paesi in via di sviluppo: si tratta di avviare uno sforzo straordinario e di lungo periodo nella formazione di base, specialistica e universitaria.
Dal Terzo rapporto annuale Gli immigrati nel mercato del lavoro in Italia a cura della Direzione generale dell'immigrazione e delle politiche di integrazione del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali di luglio 2013 emerge che i dati di fonte Nazioni Unite che riguardano la distribuzione della popolazione mondiale hanno stimato per il 2011 una presenza di quasi 7 miliardi di abitanti.

Secondo le statistiche Istat, nel 2011 gli extracomunitari residenti in Italia erano 3.214.418, contro 1.262.473 del 2003. Mentre sono circa 500.000 gli irregolari (stime Caritas), sia in quanto a soggiorno che a lavoro. La forza lavoro degli immigrati nel 2012 è stata pari a 2,7 milioni, in aumento del +87% rispetto al 2005. Sempre nel 2012, gli immigrati occupati sono risultati pari a 2,3 milioni, e i disoccupati a 382mila. Degli oltre 3 milioni di immigrati regolari, solo una parte è occupata stabilmente e ufficialmente: sono 2,3 milioni i posti di lavoro regolari. Gli altri 382mila o sono disoccupati o sono occupati irregolarmente in attività sommerse, soprattutto nelle aree metropolitane del Centro-Sud, ma con una qualche stabilità. Poco si sa, invece, dei 500 mila irregolari.

È chiaro che per tale complesso universo di presenze extracomunitarie nel nostro paese le politiche del lavoro e dell'immigrazione non potranno che essere estremamente differenziate: per prima cosa l'universo dei regolari va trattato in maniera specifica. Essi, infatti, hanno accettato una visibilità, per così dire, di cittadinanza, ma solo in parte hanno trovato (o potuto trovare) una visibilità economica. Per questi ultimi (i disoccupati) l'unica vera politica è quella di farli emergere, intervenendo sia (soprattutto) sulla domanda (l'economia sommersa) che sulla stessa offerta, favorendo l'impiego di questi extracomunitari in attività di mercato, ancorché non coperte da italiani.

Sugli irregolari-irregolari molto probabilmente non è possibile alcuna risposta socio-economica, avendo essi già manifestato l'assoluta mancanza di volontà di stabilità, sia sociale sia lavorativa. Il loro numero dovrà essere pertanto progressivamente ridotto, soprattutto attraverso filtri all'origine (visti) e fermi controlli di polizia (espulsioni). La domanda aggiuntiva esplicita da lavoratori extracomunitari è molto bassa e a malapena è in grado di mantenere occupato quel nucleo di 2,3 milioni di regolari-regolari. Sulla base delle attuale previsioni di non crescita del reddito in Italia, di aumento della disoccupazione e degli attuali squilibri e segmentazioni del mercato del lavoro tra Nord e Sud, l'unico flusso possibile riguarda quello dell'assorbimento della manodopera regolare disoccupata già presente, attraverso progressive azioni di emersione del sommerso. Ciò che, invece, è possibile fare è migliorare e qualificare la condizione degli extracomunitari già presenti nel nostro paese, differenziando e razionalizzando le risposte a seconda delle tipologie di presenza e di possibile inserimento nella società italiana e sviluppando nel contempo, con il concorso di tutti, gli investimenti e l'assistenza verso i paesi di origine. Non è nell'interesse di nessuno, infatti, accumulare spostati, disoccupati ed emarginati: è un costo per i paesi di destinazione e non produce alcun beneficio ai paesi di origine. Altra via per coniugare efficienza ed equità sinceramente proprio non c'è.

Commenti
Ritratto di barbara.2000

barbara.2000

Lun, 22/07/2013 - 08:07

scritto bene, ma si dimentica sempre di dire una altra verità che non fa comodo . si tira sempre fuori la castroneria che anche noi eravamo migranti , e ci dimentichiamo di dire che non si entrava nei nuovi stati da clandestini . si aveva un lavoro , eri chiamato non dal parente , ma direttamente dai preposti governativi . entravi e andavi in quarantena , ti spidocchiavano , e se avevi una malattia infettiva , prima nave di ritorno , ti caricavano e senza tanti complimenti , te ne tornavi a casa. che poi abbiamo mandato avanzi di galera in america del nord , è anche vero , ma nel 1948 sono partiti verso l'america del sud molti migranti del nord , sempre con regolari permessi . sono d'accordo con lei su molti punti , ma lasciarli sciamare con la tubercolosi in tutta italia è da delinquenti , controllare e mettere in galera anche uno solo che si dichiara "politico "sarebbe il meno, madi rispetto per l'italiano . invece si fa di tutto per poi sentirci dare degli imbecilli proprio dai governanti di quegli stati che ci mandano tutti avanzi di galera , noi riempiamo le galere e loro le svuotano . e fatti incresciosi ne capitano tutti i giorni , ed in pieno giorno . e da quando un italiano non può uscire alla sera per il rischio di essere violentato , aggredito , pestato a sangue , da musulmani , da gente di colore . ormai si è arrivati alla violenza gratuita alle 15 del pomeriggio .bello vero ?e non tiriamo fuori la solita balla che anche noi italiani delinquiamo , signore ignoranti , almeno sono italiani , e non neri e musulmani che se li cerchi poi , non sai nemmeno dove si nascondono , tanto loro non saranno mai trovati e continueranno a violentare , pestare , derubare una nonnina i 86 anni .grazie politicanti di sesso femminile

vaigfrido

Lun, 22/07/2013 - 09:10

E' ora di separare due concetti: immigrazione e solidarietà. Non si attua la solidarietà verso chi soffre attraverso l'immigrazione magari clandestina . Le parole del nostro presidente ad un incontro con l'allora presidente tedesco al riguardo furono : immigrazione deve essere legale e sostenibile . Ha detto tutto, ha detto che l'immigrazione clandestina è un reato e ha detto che non si deve accettare più immigrati di quanti il sistema economico e sociale può accettare. Altro argomento è la solidarietà che deve per prima essere sviluppata nei loro paesi di origine e dalla comunità mondiale . E solidarietà (può essere un controsenso) fatta anche con interventi militari laddove esistano situazioni di violenza ai diritti umani.

Ritratto di ferdnando55

ferdnando55

Lun, 22/07/2013 - 09:26

brunetta, incompetente, tu quando espatri? liberaci dal male!

Ritratto di Roberto53

Roberto53

Lun, 22/07/2013 - 09:37

Investire e non rubare nei Paesi d'origine, questo il problema...

a.zoin

Lun, 22/07/2013 - 09:42

OLTRE A QUELLO SCRITTO SOPRA, BISOGNA CHE IL MINISTRO PER L`INTEGRAZIONE E IL CLERO, SAPPIANO QUALI SONO I DISAGI DELLA POPOLAZIONE CHE SPESSO DEVE SOPPORTARE I MISFATTI DI QUESTI EMIGRANTI. Prima di tutto questa gente va INTEGRATA, POI LA SI lascia espandere sotto controllo sul territorio Nazionale, non come fanno I PECORARI AL GOVERNO.

giusto1910

Lun, 22/07/2013 - 09:49

Condivido questo articolo nei concetti, ma non condivido i numeri ufficiali. Ci sono moltissimi lavoratori extracomunitari che, corteggiati da sindacati in cerca del loro voto politico, li inseriscono ufficialmente in lavori che durano pochissimo tempo, però poi restano nel conteggio ufficiale dei lavoratori stranieri. Ci vuole un censimento reale e controllabile sulla reale quantità di extracomunitari assorbiti veramente dal mondo del lavoro. A questi pieni diritti. A chi viene per delinquere o per arraffare aiuti sociali carta d'imbarco e a casa loro! In Sicilia, complici i sindacati, molti tunisini si iscrivono come lavoratori nell'agricoltura. Pagano o si fanno pagare 52 ore, poi, dichiarando di non avere più lavoro inoltrano richiesta di sostegno per mancanza di reddito e ottengono 8500 euro. Spero che il prof. Brunetta riesca a far luce su questo scandalo. Ma ce ne sono molti altri: riunificazioni familiari false per ottenere sussidi, dichiarazioni incontrollate di povertà, abusi di servizi sanitari, pretesa di ricevere farmaci gratuitamente, case popolari etc. etc. I contenziosi tra datori di lavoro italiani e dipendenti extracomunitari sono in grandissimo aumento. Ci sono casi eclatanti in cui, grazie ad avvocati a patrocinio gratuito forniti dai sindacati, i tribunali del lavoro emettono sentenze profondamente ingiuste a favore di lavoratori extracomunitari che dovrebbero essere licenziati per giustissime cause. Molti extracomunitari approfittano e sono aiutati in questo dalla sinistra che li corteggia per comprarne il voto poltico. E poi mi chiedo, se sono così poveri come fanno a spedire miliardi di euro all'anno fuori dall'Italia?

gneo58

Lun, 22/07/2013 - 09:49

qualcuno ridera' e mi dara' del pazzo - questa immigrazione e' incontrollabile nel senso che non e' possibile frenarla in nessun modo per svariate ragioni che non sto qui ad elencare. Poiché non e' possibile che pochi supportino tanti prima o poi (ma piu' prima) ci sara' una guerra, aiutata a grandi mani dalla crisi economica. Il nuovo ordine mondiale..........

linoalo1

Lun, 22/07/2013 - 09:50

Io,non lo chiamerei umanitarismo,ma,piuttosto,beneficenza!Visto che,per un certo periodo dal loro arrivo,li manteniamo!E,quel che è peggio,non so chi ne sia responsabile,è,che noi Italiani abbiamo meno diritti di loro!Provate ad andare in un qualche ente pubblico,noi Italiani,invece di avere la priorità,dobbiamo fare la coda ed aspettare il nostro turno dietro una fila sterminata di stranieri!Se qualcuno non ci crede,basta che provi!Lino.

Francesco.phil

Lun, 22/07/2013 - 09:56

Analisi prive di senso. Commenti di persone che non sanno veramente niente della realtà in questione. Stiamo parlando di popoli senza futuro che tentano tutto rischiando la vita. La maggior parte di loro si ritrova in italia sperando di andare in altri paesi europei, ma hanno speso tutti i loro risparmi per arrivare fino a qui. E cosa fanno? Cercano di lavorare per tirare su qualche soldo e cambiare posto. Sanno bene che in Italia non ci sono le condizioni per avere dei diritti. Provate a chiedere loro quale fosse la loro destinazione finale. Quasi nessuno vi risponderà Italia. E complimenti al giornale per non aver scritto nulla sulla visita del ministro a Nardò, ma solo questo articolo scritto a caso. E comunque è inutile lamentarsi dei clandestini finchè ci sono italiani che li sfruttano schiavizzandoli per farci i quattrini. Che ipocriti che siamo.

Ritratto di Omar El Mukhtar

Omar El Mukhtar

Lun, 22/07/2013 - 10:01

Credevo che il barzellettiere migliore del PDL fosse il Berlusca ma, a quanto pare, la Brunetta gli fa concorrenza. Che forse non ha saputo della manifestazione degli eritrei a Lampedusa? Quelli non vogliono essere identificati con il impronte digitali PERCHÉ NON VOGLIONO RIMANERE IN ITALIA. Quindi si vanno a fare identificare da un'altra parte e si sottraggono alla puzza di piedi dalla brunetta emanato. Tanto facile no?

gigi0000

Lun, 22/07/2013 - 10:19

E' morto "Cesar terun" Cesare terrone. Aveva più di 90 anni ed era un amico di tutti e per tutti. Cesare è stato il primo terrone, con la moglie, immigrato 60 anni fa nel mio paese di 5000 abitanti, aveva rilevato una vecchia osteria, si dimostrava serio ed affabile, non s'offendeva se chiamato terrone - né chiamarlo terrone voleva offenderlo - ed era diventato presto uno di noi. 10 anni dopo i terroni sono arrivati in massa, i primi erano stati accettati senza problemi, poi sono divenuti troppi, con troppi arroganti etroppi delinquenti: sono cominciati i problemi ed il rifiuto. Oggi sono quasi metà paese. Non c'è stata più integrazione, c'è la convivenza, ma è nato e s'è accresciuto il razzismo. Un requiem a Cesar terun, che non vedevo da moltissimi anni, ma al quale anch'io volevo bene. La morale di questa storia vera è chiara: benvenuti gli immigrati, ma non le invasioni.

Luigi Farinelli

Lun, 22/07/2013 - 10:56

Quello che la Kyenge dovrebbe fare, ma dovrebbe per questo discostarsi sensibilmente dall'alveo delle politiche ed ideologie politicamente corrette e "progressiste" che stanno assassinando l'Europa e l'Occidente, è il distinguere chiaramente fra la società MULTIETNICA e quella MULTICULTURALE: la prima prevede ingressi regolati, conoscenza della lingua, inserimento nel mondo del lavoro E RISPETTO DI USI, COSTUMI E TRADIZIONI, anche religiose, degli autoctoni. Questo tipo di società ha lati molto positivi. Temo comunque che la società che vorrebbero creare i "progressisti" sia quella multiculturale e allora qui non ci siamo più: arrivi indiscriminati, creazione di ghetti per mancata integrazione, imposizione volenti o nolenti di usi e costumi alieni alla cultura nazionale (basti pensare al divieto di costruire presepi o far cantare alle scolaresche gli inni natalizi "per non offendere la sensibilità degli scolari di alre etnie!). Sarebbe invece da divulgare cosa sta accadendo in Francia, in UK (a Londra i non vedenti non possono salire sugli autobus con i loro cani per non offendere gli islamici) e nei Paesi scandinavi, patria, assieme all'Inghilterra, del politicamente corretto più soffocante di matrice radical-femminista e antioccidentale, soprattutto in Norvegia, dove le etnie musulmane in certe città hanno superato per numero quelle locali, imponendo i loro costumi. Eppure, tutto ciò che urta il politicamente corretto "progressista" è imbavagliato dai "giornaloni", succubi delle lobbies e della massoneria europee. Almeno, in Svezia, spaventati dalle camicie degli immigrati con su scritto "2030" (nel senso: "nel 2030" qui comanderemo noi": ma io credo anche molto pima) hanno finalmente imbavagliato le femministe terzomondiste, causa principale dell'abbattimento dei vincoli per l'immigrazione e stanno cominciando a reagire mutando strategia. Intanto hanno abolito le quote rosa (ufficialmente poiché "hanno raggiunto il loro scopo") e poi stanno rivedendo certi atteggiamenti alla luce delle devastazioni recenti nei ghetti creatisi nelle loro città (avvenimenti naturalmente sottaciuti dalla stampa "progressista"). La Kyenge dovrebbe solo pronunciarsi chiaramente su che tipo di società vorrebbe creare: quella multietnica (auspicabile) o quella multiculturale (da aborrire come la peste)? Io non ce l'ho con gli islamici (conosco bene i caratteri dei seguaci un po' di tutte le Scuole coraniche, da quelle più tolleranti alle più intransigenti, fino alle eresie come quella dei Wahabiti sauditi, avendo lavorato all'estero anche in Paesi musulmani per 34 anni e senza mai avere avuto problemi). L'esecrazione non deve essere puntata contro di loro (specie se si comportano bene) ma contro chi, a livello mondiale-ONU-, continemtale-EU- e nazionale-progressisti laicisti- sta usando gli immigrati (come del resto le donne col donnismo e gli omosessuali con la spinta a dar loro diritti positivi) come carne da cannone per arrivare a destabilizzare la società e la Nazione, facilitandone, in concomitanza a crisi economiche inventate a tavolino, a fagocitarla nel processo di globalizzazione forzata mercantilista e massonica che investe tutto l'Occidente (come primo passo).

Ritratto di rapax

rapax

Lun, 22/07/2013 - 10:58

senza contare che sta gente chiede e basta, non producono e procurano lavoro loro stessi se non alle loro "enclavi"..non producono lavoro per gli Italiani...ma raschiano solo il barile: fenomeno inutile e distruttivo

timoty martin

Lun, 22/07/2013 - 11:21

Ho sempre aiutato il prossimo e faccio tutt'ora volontariato 2 x settimana per le persona anziane, ma ora basta. Abbiamo già sbagliato molto e stiamo purtroppo sbagliando ancora. E non solo l'Italia, ma anche l'Europa. Quando arriveremo a fare sue conti e renderci conto che dobbiamo adottare leggi e regolamenti più rigidi. L'essere tropp permissivi ha distrutto società ed economia. Bene aprire le porte ed accoglienza ma i nostri Italiani poveri non andrebbero considerati prioritari? Brava la ministra e di buona volontà ma non si rende conto delle consegenze e dei costi! E bravi tutti quei responsabili politici socialisti che "aprono" cittadinanza, servizi e porte prima di calcolarne le conseguenze. Solo dopo si stupiscono che le casse siano vuote, dell'aumento dei disaggi e magari anche dei furti. Proviamo a sbarcare noi senza un soldo in Africa a vediamo come saremo aiutati.

Francesca da roma

Lun, 22/07/2013 - 11:37

Finalmente una persona assennata che dice le cose come stanno senza ipocrisie bravo On Brunetta Bisogna fermare l immigrazione ad ogni costo non la posso amo piu sostenere altrimenti qui prima o poi gli italiani gia arcistufi faranno la rivolta

Marale

Lun, 22/07/2013 - 11:42

@ Omar El Mukhtar: non vogliono farsi prendere le impronte digitali perché non vogliono essere identificabili, non perché vogliono andare in paesi diversi dall'Italia. Altrimenti si farebbero tranquillamente prendere le impronte in attesa di andarsene liberi in Europa. E se anziché le offese idiote da bambino delle elementari (Brunetta e la puzza di piedi) pensasse prima di scrivere non sarebbe maglio?

handy13

Lun, 22/07/2013 - 11:56

...tutti sanno tutto di come risolvere i problemi,...peccato che quando sono al governo NON si può fare..!!

Ritratto di Ulisse Di Bartolomei

Ulisse Di Bartolomei

Lun, 22/07/2013 - 12:15

Ottima panoramica della problematica quella di Brunetta, ma va aggiunto un aspetto che costituisce la falla che fa inesorabilmente affondare la barca, nonostante la buona volontà degli occidentali. Si è mai pensato al come un negro centrafricano possa mettere insieme le somme per pagare i fornitori logistici, scafisti ecc...? Sono cifre di anche diecimila dollari e in socioeconomie dove lo stipendio medio ruota attorno ai settanta dollari mensili, il solo modo è la predazione di turisti, di missionari, degli aiuti occidentali ecc... Morale... se non si controlla “seriamente” che gli aiuti vengano spesi per iniziative promotive delle loro economie, non faranno altro che alimentare la migrazione, peraltro incentivando la delinquenza che la finanzia. Questo dovrebbe essere un compito dell’ONU ma sinora lo stereotipo del negro vittima della storia e dell’occidente oppressore che deve risarcirlo, ha impedito un’adeguata gestione valutativa nella retrospettiva della soluzione oggettiva del problema. Inoltre non si considera che molti migranti non fuggono dalla fame, ma vogliono vivere in una città moderna dove se hai fame ti basta raggiungere un punto caritas, se non sei ancora riuscito ad ottenere un sussidio e un letto in un dormitorio... Ogni nordafricano sa che chiedere un panino tra la sua gente, si viene perlomeno sommersi di rimproveri, ammesso di ottenerlo... e la povertà centra nulla! L’ipocrisia è la nebbia che non lascia osservare oggettivamente la questione.

Ritratto di abj14

abj14

Lun, 22/07/2013 - 12:32

ferdnando55 22/07 09:26 scrive: "brunetta, incompetente, tu quando espatri? …" - - - Senta storpiatore di pseudonimi altrui, penso che un commento più idiota di questo sarebbe impresa impossibile anche per lei.

lv0017

Lun, 22/07/2013 - 13:05

Troppo facile parlare! L'on. Brunetta è stato al Governo: cosa ha fatto per governare il fenomeno dell'immigrazione? Siamo come l'Impero Romano del IV secolo d.C: in preda all'anarchia e alle invasioni! I Romani, pur essendo meglio organizzati e più risoluti di noi, hanno combattuto per un pò, ma alla fine si sono dovuti arrendere. Noi, con questa classe dirigente, siamo già finiti e non ce ne siamo ancora accorti.

Ritratto di abj14

abj14

Lun, 22/07/2013 - 13:13

Francesco.phil 22/07 09:56 scrive: "Analisi prive di senso … Stiamo parlando di popoli senza futuro che tentano tutto rischiando la vita …" - - - Chissà perché questi "popoli senza futuro" (?) non evitino di rischiare la vita (via mare pagando un sacco di soldi) andando piuttosto nei paesi africani (via terra pagando solo il modico trasporto terrestre). Ormai sono tutti stati indipendenti e liberi dal giogo dei perfidi coloni. Dopotutto la scelta non manca, tanto per citarne solo alcuni : Sud Africa, Kenya, Tanzania, Namibia, Mozambico (paese ora molto pacifico, il 3° in Africa), Nigeria, Angola, Gabon (paese ricco con forse un milione di abitanti - reddito pro-capite tra i più alti dell'Africa), Cameroun e chi più ne ha più ne metta. – Tralascio di menzionare la R. D. Congo della ns consorella Kyenge Kashetu anche se il dibattito sarebbe molto interessante (e sconvolgente).

moshe

Lun, 22/07/2013 - 13:29

Perché l'umanitarismo rovina l'immigrazione ..... ..... ..... i soliti onanismi cerebrali all'italiana. Fuori tutti i clandestini SUBITO!!! E smetterla di andare per mare a raccattarli!!!

Ritratto di ferdnando55

ferdnando55

Lun, 22/07/2013 - 13:36

abj14. hai ragione, riesco a malapena a comparare i tuoi. un bacio.

Azzurro Azzurro

Lun, 22/07/2013 - 13:51

ferdnando55 Sentiamo dove Brunetta sarebbe stato incompetente nel suo scritto. O riesci al massimo, come fai sempre, ad emettere grida inarticolate?

Ritratto di marforio

marforio

Lun, 22/07/2013 - 14:02

Qui la domanda e ' una sola.Ma abbiamo bisogno di immigrati noi .Chi c'e lo comanda.Se abbiamo leggi facciamole rispettare.Siamo l' unico paese al mondo che si cala le braghe con questo fenomeno.Sarebbe ora che chi sta in Italia si integri senno puo ritornare al paesello.Da dire che quando si emigrava dall italia non si andava con cellulari da 1000 euro , non si pagavano somme orrende , a sfruttatori.E una volta arrivati nella nazione di immigrazione non si avevano tutte le pretese che hanno oggi questi buzzurri.

lucrezia60

Lun, 22/07/2013 - 14:03

Dottor Brunetta, ottima analisi, ma vorrei sapere che ne pensano il presidente della camera (degli immigrati e non degli italiani visti le affermazioni della signorina) e il ministro (guarda caso ex immigrata clandestina) ministro non degli italiani ma degli immigrati che sta letteralmente fomentando odio razziale nei confronti degli italiani da parte dei nuovi "arrivi". Iclandestini arrivano e il giorno dopo anziche ringraziare protestano, e le nostre autorita chinano il capo e acconsentoono a qualsiasi cosa venga richiesta (no pesce no impronte - predendono di tutto e di piu). Vi chiedete come recuperare i soldi di imu e iva?? suvvia..basterebbe non spendere piu miliardi di euro (nostri soldi e nostre tasse) per mantenere questi "signori" . Vero è che han licenza ormai di uccidere rubare e delinquere in genere (basta vedere le lievissime se non assenti condanne quando vengono presi sul fatto). Forse non vi rendete conto che non tutti gli italiani sono buonisti a tutti i costi e se ne fregano della propria nazione!! (leggi vari comunistelli piu o meno figli di papà e vecchie glorie ormai senza piu neuroni). ma oltre a queste amenita, vi rendete conto del flusso immenso di denaro che passa da money transfert e va verso cina e africa?? sarebbe questo il valore aggiunto di questa invasione? si.. credo che se andremo avanti cosi scorrera sangue nelle nostre strade perche tra poco gli italiani non avranno piu pane da mangiare perche dovremo mantenere questi ospiti a caviale e champagne... si la rivolta è vicina

Ritratto di marforio

marforio

Lun, 22/07/2013 - 14:09

xfrancesco phil.Ma strano caso volendo andare in altri paesi, dopo la scappatina in italia potrebbero proseguire in cerca del loro eden.Perche sbarcano tutti qui me lo domando anche io ,.Se il loro obbiettivo non e l Italia perche non apaasno dalla grecia , malta , francia spagna ?Potrebbero andare alle baleari e non sempre a lampedusa.In fondo il mare mediterraneo e cosi grande che potrebbe ospitarli tutti.

pajoe

Lun, 22/07/2013 - 14:33

L'Italia non possiede le risorse economiche,lo spazio vitale e nemmeno le strutture necessarie ad ospitare emigranti di qualunque credo e Paese che vengono soltanto schiavizzati, basta pensare allo"stipendio" mensile delle badanti comunitarie: 600 Euro per 24 ore al giorno ed uno solo libero per settimana e la stessa cosa o peggio nell'agricoltura.Tutti, politicanti e sindacati compresi, sono a conoscenza di queste situazioni, pero' continuano imperterriti con i loro Blah, Blah, Blah.

killkoms

Lun, 22/07/2013 - 14:57

@omarelmukktar,hai visto solo l'Italia,non l'europa,altrimenti non parleresti così!

lucrezia60

Lun, 22/07/2013 - 14:57

600 euro 24 ore al giorno???? ma dove???? ne ho avuto bisogno per i miei genitori e gia 5 anni fa prendevano 1500 euro a mese piu i contributi due ore al giorno di relax (non che nelle altre facessero un gran che) sabato pomeriggio e domenica festa nonche mangiavano gratis e dormivano gratis.. (e persino i vestiti gratis) le due pensioni dei miei genitori non bastavano!

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Mar, 06/08/2013 - 18:54

Ormai è chiaro da anni: vi è una massa spropositata di autentici "pazzi", di "svoltati", di veri e propri imbecilli (e ve ne sono anche di "istituzionali") che plaudono all'immigrazione selvaggia mascherandosi dietro alle banalità, alle belle parole e alle insofferenze verso gli altri italiani (si sa che ci odiamo l'un l'altro da secoli). E vi sono rare persone (p. es. Magdi Allam, Ida Magli e, per l'appunto, Brunetta) che usano magnificamente la razionalità, che dicono parole, magari, anche difficili, ma che dovrebbero essere seguite e ascoltate. Com'è facile lasciarsi andare all'"accoglienza" con frasi fatte e ipocrite, invece che cercare di capire e trovare una vera "solidarietà", con proposte faticose e "scomode". "Un cretino, per non far creder di essere tale, può facilmente mascherarsi dietro una facciata di presunta bontà, mentre un "cattivo" è costretto ad essere sempre "intelligente" se vuole sopravvivere!" (La Rochefoucauld)