Portare i bimbi in pista? Giusto. Che follia accusare i genitori

La montagna non è un nemico e iniziare lo sport da giovanissimi fa bene. I rischi sono ovunque: va bene prendere precauzioni, un errore angosciarsi

Ogni giorno, purtroppo, nel mondo muoiono migliaia di bambini, per malattie, fame o incuria. Poi ci sono gli incidenti, come quello che domenica, sulle piste di Gressoney, ha ucciso Matilde, bimba di tre anni investita da un ragazzino mentre scivolava verso valle, nella fila dietro al maestro. La tragedia ha scatenato un dibattito molto acceso, c'è chi se la piglia con il destino, chi con l'investitore, chi con la pista o il maestro, chi addirittura con i genitori della vittima, che non avrebbero dovuto portarla, così piccola, a sciare.

Mi astengo da ogni giudizio specifico visto che non ho assistito all'incidente né conosco la famiglia della bimba, dare giudizi in ogni caso non ha senso, ora serve solo provare a capire perché è successo e fare tutto il possibile perché non succeda più. Facile a dirsi! Fosse così semplice evitare le situazioni pericolose e gli errori già commessi, la droga e l'alcol non farebbero più vittime e sulle strade non morirebbe più nessuno: la prevenzione aiuta e riduce il rischio, ma non lo può azzerare, perché, piaccia o no, la nostra vita è legata al caso - o destino, o fato, chiamatelo come vi pare.

Astraendomi dunque dal fatto specifico di Gressoney, vorrei innanzi tutto sostenere quei genitori che portano i figli in montagna e resto a bocca aperta quando leggo che «a tre anni un bambino dovrebbe pensare a giocare e divertirsi e non a sciare». Perché, lo sci cos'è se non gioco e divertimento? Sarebbe forse consigliabile tenere un bimbo in casa davanti alla televisione per fargli correre meno pericoli? L'incidente è successo mentre Matilde sciava, ma avrebbe benissimo potuto succedere mentre era in macchina diretta a Gressoney, su quella tremenda A4 Milano-Torino che da almeno quindici anni è un cantiere pericolosissimo, con tratti a due corsie ridotte e delimitate da muretti. Chi si sarebbe scandalizzato per una morte altrettanto tremenda? A tre anni un bambino sano e robusto può sciare senza problemi, magari non fare un corso collettivo per una settimana di fila e non scendere su una pista nera ripida e ghiacciata (Matilde è morta dietro un dosso di una blu senza difficoltà), ma non credo che sciare sia più pericoloso che arrampicarsi su certe strutture che si vedono nei parchi gioco cittadini o attraversare una qualsiasi strada intasata di una qualsiasi città o paese.

Si potrebbe forse sconsigliare un genitore di portare i figli a sciare la domenica, quando le piste sono più affollate... bella forza! Ma se uno in settimana lavora, come fa? Anche questo, in ogni caso, è un falso problema e parlo per esperienza, visto che mio figlio fu investito, proprio all'età di tre anni, in una mattinata feriale con tempo perfetto, neve ideale e zero persone in pista, anzi una, che non lo vide e lo prese in pieno causandogli un trauma cranico e toracico oltre ad uno choc - non a lui, ma a me che lo seguivo e che lo soccorsi - che ancora oggi fatico a superare quando sono in pista e sento che qualcuno mi passa vicino a tutta velocità.

Si dice tanto che i bambini italiani non fanno sport e purtroppo è vero, basta andare all'estero per capire quanto gli altri siano diversi, molto più liberi e svegli e senza tanti problemi di caldo, freddo, attento, non sudare, frena, non farlo, fermati, e la lista di precauzioni potrebbe continuare all'infinito. C'è solo da sperare che la tragedia di Gressoney non allontani le famiglie dalla montagna, che in inverno è senz'altro il luogo più meraviglioso dove trascorrere una vacanza con i propri figli, specie in questa stagione, con tanta neve, giornate lunghe e sole caldo.

Commenti

beppechi

Mar, 11/03/2014 - 09:06

Carissima Quario volevo esprimere i motivi del mio dissenso dal suo punto di vista forse non troppo obiettivo, ma mentre rifletto su cosa scrivere per l'appunto rifletto e per rispetto ai protagonisti di questa tragedia, dove una piccola bimba è morta e un giovane ragazzo ha smesso di vivere, taccio.

Lotus49

Mar, 11/03/2014 - 09:09

Sono completamente d'accordo a metà. Eliminare i rischi non si può, ma controllare le piste e sanzionare pesantemente i dementi che viaggiano come proiettili, questo si può e si deve fare, nell'interesse di tutti, compresi i dementi stessi.

linoalo1

Mar, 11/03/2014 - 09:31

In questo caso,non esiste solo la fatalità!La colpa è solo del Maestro!Lui solo doveva sapere dove portare,in sicurezza,i bambini!Data la giornata,era ovvio che ci sarebbe stato un notevole traffico composto anche da persone stressate che non vedevano l'ora di scaricarsi senza crearsi altri problemi!Quali altri problemi?La gente che ti sta intorno!Lino.

morghj

Mar, 11/03/2014 - 10:06

Leggo, che molta gente se la prende con la presunta velocità folle a cui andava l'investitore. Ma costoro hanno mai sciato in vita loro. Parliamo di una pista azzurra dove a volte può essere necessario spingersi per andare avanti, e in ogni caso non possono esserci pendenze che ti permettano di raggiungere le fantomatiche velocità asserite. Detto questo, se io avessi una figlia DI 3 anni che mi chiede di poter sciare, anche se ancora molto piccola forse la accontenterei ugualmente, ma baderei a starle dietro per proteggerla col mio corpo da eventuali incidentali impatti, visto che sulle piste da sci si trovano sciatori esperti ma anche principianti, che non sempre sanno fare ciò che vorrebbero.

ferry1

Mar, 11/03/2014 - 10:21

Fatalità,imprudenza,sorveglianza disattenta possono aver contribuito alla disgrazia che ha colpito due famiglie a cui va la mia piena comprensione del loro dolore . Chissà quali commenti avremmo letto se la disgrazia fosse stata causata da un incidente di caccia!

Klotz1960

Mar, 11/03/2014 - 10:44

Scio da quando ho 5 anni e vado molto veloce solo quando la pista e' quasi libera, la mattina presto o il pomeriggio tardi. Negli ultimi 10 anni si e' verificata una degenerazione totale del comportamento in pista, specie dei giovani. Se l'investitore andava a velocita' folle va incriminato per omicidio non colposo, ma preterintenzionale.

biricc

Mar, 11/03/2014 - 10:47

Non insegno più a sciare da qualche anno in quanto ora scio solo per diletto ma quando mi venivano affidati dei bambini che sapevano scendere lungo le varie piste per forza di cose si procedeva in fila indiana con virate elementari anticipate da una diagonali abbastanza lunghe per facilitare gli allievi nella preparazione della curva. Se ci sono degli sconsiderati che se ne fregano di queste situazioni e passano a tutta velocità in mezzo ai ragazzini che colpa può avere il maestro? Il problema è che mancano le regole e soprattutto c'è troppa gente senza cervello.

Ritratto di curbin

curbin

Mar, 11/03/2014 - 11:01

Come saprà chi è già stato qualche volta sulle piste da sci ci sono punti di partenza a valle che ti portano ad un punto di arrivo, a monte, dove è possibile scendere per questa, quella o l'altra pista. Tutti hanno in comune un piccolo tratto, chiamiamolo arrivo dello skylift o arrivo della seggiovia, che permette per l'appunto di raggiungere la tale pista nera, rossa, blu ecc. Volendo accompagnare mio figlio, allora di 6 anni e che frequentava il 3° corso o terzo anno di scuola sci, ad una pista blu che permetteva di scendere a valle guardando e fermandosi a fotografare figure di animali scolpite nella roccia e realizzate appositamente per i bambini, mi trovai ad imboccare 20 o 30 metri di pista nera. Avete la più pallida idea di che pendenza ci sia generalmente in una pista nera? Bene,se comunque manca anche semplicemente l'aiuto di un addetto per percorrere quei pochi metri che servono ad imboccare una pista dove la velocità massima che si possa raggiungere è "passo d'uomo" si incorre nel pericolo di trovarsi in mezzo a sciatori provetti che possono cambiare velocità o fermarsi in pochissimo spazio mentre tu, sciatore di una volta all'anno puoi scegliere se togliere gli sci ma probabilmente un bambino potrebbe anche decidere di rischiare sapendo che dopo pochi metri e pochissimi secondi ci sarebbe tutto lo spazio per fermarsi proprio perché quella famosa pista percorribile solo a passo d'uomo o magari spingendosi, visto che non c'è pendenza. Quindi di chi sarebbe la colpa in caso di incidente?

migrante

Mar, 11/03/2014 - 12:39

mah !...un bambino di tre anni lo si manda a giocare a palla in mezzo alla strada ? Ovviamente NO...e perche` ? perche` ci sono mezzi in mvimento ed e` pericolosissimo, mi direte ...bravi !!!...e ora tutti in montagna a sciare !!!

jakc67

Mer, 12/03/2014 - 12:58

E mantenere la calma no? E stato un incidente, una fatalità, sicuramente qualcuno ha delle responsabilità in proposito che saranno appurate dalle indagini, ma non dimentichiamoci mai che tutti gli attori di questa tragedia stanno sicuramente soffrendo.... eccheccazzo! Non stiamo parlando di delinquenti, teniamolo ben presente, prima di agguantare la tastiera...!