Predicono eco-catastrofi ma non i loro errori Che figura gli esperti...

Ghiacciai sciolti e atolli inabissati. Non è vero, ma l'Onu lancia l'ennesimo allarme ambientale

Vi siete accorti di essere già morti? No? Meno male. Però almeno il mondo intorno a voi sarà un incubo di gas, veleni, climi desertici e lotte per il cibo? Neanche? Allora forse è il caso di farsi qualche domanda. Qualche domanda più seria di quelle elencate prima, ovviamente. Perché se vi dedicate a un giochino, che potrebbe essere l'incubo di qualunque giornalista, c'è da essere molto stupiti della vostra buona salute. Sì perché voi vivete in un mondo che almeno da un trentennio è sull'orlo della catastrofe. Vediamo di fare qualche esempio perché sia più chiaro. Era il 29 ottobre 1987 quando un giornale sempre molto informato come la Repubblica titolava: «Dall'Onu un grido d'allarme per l'apocalisse ambientale». In quell'occasione il quotidiano prendeva atto delle parole del primo ministro svedese, la signora Gro Harlem Brutland, la quale avvisava con un rapporto di 380 pagine le Nazioni unite del fatto che il nostro pianeta fosse sull'orlo del baratro. Tra i molti dati, uno terrorizzante: nel «2025 si adopererà cinque volte più energia di quanta se ne adopera oggi». Ora, 26 anni dopo quella previsione, dati dell'International Energy Outlook e dell'Energy information administration ci dicono che consumiamo meno del doppio rispetto agli anni '90. E nei prossimi 30 anni il consumo mondiale di energia salirà del 56 per cento. Insomma, la tendenza all'aumento c'è, ma quella previsione era sballata. Trasformava quello che senza dubbio è un problema in una catastrofe. Che non c'è stata. Il 20 febbraio 1988 il presidente del Worldwatch institute, Lester R. Brown, annunciava sempre sulla Repubblica, armato della «diagnosi più completa sullo stato di salute del pianeta», che: «Se il mondo fosse un uomo andrebbe in rianimazione». La minaccia primaria era l'assottigliamento dello strato di ozono e il fatto che l'emissione di CO2 sarebbe raddoppiata entro il 2050. Una situazione disperata. Meno male che alcuni governi, secondo Brown, stavano dimostrando responsabilità: «I dirigenti cinesi hanno dimostrato maggiore sensibilità ambientale rispetto agli altri Paesi». Oggi del buco dell'ozono non si parla più. Abbiamo scoperto che si allarga e si stringe. E quest'anno si è stretto parecchio: le immagini che arrivano dai satelliti, mostrano che il «buco» è stato il più limitato degli ultimi dieci anni. Quanto alla CO2, tutti quei Paesi che Brown indicava come cattivi hanno abbassato nettamente le emissioni. I cinesi, invece, ci danno dentro alla grandissima. Per fortuna basta dare un'occhiata agli ultimi studi per vedere che il clima si riscalda più lentamente rispetto alle fosche previsioni degli anni '80.
Resta il problema degli atolli che si inabissano nel Pacifico. Ebbene, il 20 marzo 2002 il Corriere della Sera tuonava: «Siccità, uragani, atolli sommersi: ecco le conseguenze». E su questo tema degli atolli destinati a sprofondare al Corsera hanno fatto compagnia quasi tutte le testate, a partire da quando nel 1999 a Kiribati due isolotti finirono sommersi. Il problema esiste e riguarda 15 Paesi. Però a tutt'oggi la maggior parte degli isolotti sono ancora a galla e c'è chi lavora con dighe e mangrovie per tenerceli. Forse perché, come osservava già nel 2008 Detlef Stammer, professore di fisica ad Amburgo, con un bel modello teorico, prima che l'acqua dei ghiacci polari, sciogliendosi, arrivi nel Pacifico alzandone il livello passeranno 30 anni. Però sui giornali questa notizia non ha prodotto titoloni. E, per colmo di fortuna, se il 2012 è stato un anno pessimo per i ghiacci polari, il 2013 ci ha riportato sui valori del 2008.
Potremmo fare decine di altri esempi, dalle nevi del Kilimangiaro alla temutissima impronta ecologica che ognuno misura a modo suo: occhio ai titoli apocalittici. È possibile che in edicola ne troviate anche oggi, a proposito dell'uscita del nuovo rapporto Onu sul clima. Il rapporto dice che la temperatura del pianeta si è alzata di 0,89 gradi dall'inizio del XX secolo e gli oceani di 19 centimetri, mentre i ghiacciai si restringono. Ma dice anche che noi umani potremmo contenere questi fenomeni attorno ad una crescita di soli 2 gradi e non avere troppi guai. E pensare che questo è un rapporto impostato al «pessimismo»: è fatto per sollecitare i governi all'azione. Quindi, calma. Quando l'Apocalisse arriverà non telefonerà prima ai giornali, men che meno con dieci anni di anticipo.


di Matteo Sacchi

Commenti
Ritratto di Giorgio Prinzi

Giorgio Prinzi

Sab, 28/09/2013 - 09:20

La tara di molti organi di "informazione" è ontologica, fortemente condizionata da una impostazione ideologica di matrice marxista e classista con variegature panteiste ed animiste. La nuova "classe operaia" è la natura, l'ambiente spontaneo visto quasi fosse una divinità primordiale con una sua propria anima, spesso identificato con Gaia, l'antica divinità che impersonava la Terra. Questo ambiente primordiale viene secondo questa visione ideologica quotidianamente sconvolto e messo in pericolo dall'Uomo, dalla sua intelligenza malefica che si materializza nella tecnologia; è la trasposizione in chiave scientista del "padrone delle ferriere" che sfrutta e strangola la classe operaia. Manca solo che è tutto colpa di Silvio Berlusconi, anche se qualche insinuazione a riguardo qua e la emerge, se non altro per la condanna unanime da parte dei "sacerdoti" del giornalismo de "il Giornale" testata a lui ritenuta vicina. Due cose a sostegno delle tesi espresse in questo articolo. Il cosiddetto "buco d'ozono" venne scoperto nel corso dell'Anno Geofisico 1956 da Dobson, lo scienziato da cui prende il nome l'unità di misura dell'ozono atmosferico; esso è dovuto a cause naturali. Le celle di circolazione dell'aria ai poli sono chiuse e i fronti si rompono solo all'inversione dell'andamento stagionale. L'Antartide è un continente, caratterizzato anche da vulcani attivi, tra cui il Monte Erebus che immette in media 1000 tonnellate di cloro al giorno, che, non essendoci ricambio d'aria, consuma lo strato d'ozono dell'atmosfera polare. Al termine della stagione invernale il fronte polare si rompe, si ha rimescolamento con aria più ricca d'ozono, la componente ultravioletta del sole che torna a risplendere dopo sei mesi di notte contribuisce a ripristinare l'ozono consumato, richiudendo il famigerato buco, che per questo, sin dalla notte dei tempi è pulsante. L'Uomo non c'entra nulla. I catastrofisti parlano di catastrofe climatica, che a detta di altri forse ancora più autorevoli scienziati è mera ipotesi di fantasia senza alcun riscontro di validità scientifica. Su questo aspetto richiamo ad un video che realizzato da alcuni di questi scienziati di opposta convinzione e da loro reso fruibile su Youtube digitando https://www.youtube.com/watch?v=qXs3WOP0Te4. Grazie per la cortese attenzione e complimenti per la Vostra meritoria opera di corretta informazione.

paolonardi

Sab, 28/09/2013 - 09:52

Sarebbe indispensabile che queste giustissime considerazioni fossero portate a conoscenza dei ministri, politici e quelle autorità centrali e periferiche che hanno la capacita' decisionali. I politici, purtroppo, devono inseguire gli ecologisti con le loro panzane (Vendola docet) per racimolare voti. Personalmente penso che all'attuale crisi abbia contribuito anche la dissennata rincorsa ai falsi miti del buco nell'ozono e relativa messa fuori legge di spray e di liquidi refrigeranti, dell'aumento dei gas serra con l'anidride carbonica che invece e' ferma al 3% della composizione atmosferica da un secolo, alle polveri sottili emesse nella quasi totalita' dai fenomeni naturali fino dall'inizio della peistoria. Quanto e' costato il correre dietro a queste fole come il protocollo di Kyoto, la messe fuori legge delle varie auto non ultimo Eco di moda e simili?

ben39

Sab, 28/09/2013 - 10:17

-Dal fico poi imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l'estate è vicina. Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che Egli è proprio alle porte.-

bastardo

Sab, 28/09/2013 - 11:32

come disse il nuovo primo ministro australiano tony abbott riguardo all'effetto serra e climate change :it'as all crap!!! concordo pienamente!!!

umberto0821

Sab, 28/09/2013 - 12:34

Questa dovete proprio sentirla: negli ormai lontanissimi anni 80, ero ancora sulle Navi. Ricordo che un giorno, ascoltando la tv nazionale, si sentirono queste parole: " Nel porto di Genova il livello del mare è aumentato di 30 cm.... " Immediatamente dopo, si sentì il commento " A Messina, il livello del mare è aumentato di 35 cm... " Dico, ve l' immaginate? Se Atene piange, Sparta non ride... No, dico.. ve l' immaginate un traghetto delle ffss che parte da Reggio Calabria e dovrebbe attraccare a Messina, con il livello del mare " aumentato " di 35 cm? Roba da scompisciarsi dalle risate!!!! E, badate, che a parlare erano delle massime " autorità ".... Credo che da allora, dopo quegli... " aumenti " il Tirreno e lo Ionio se ne siano stati buoni buoni nei loro eterni... limiti. Con sommo gaudio dei... traghetti delle ff.ss. A ricordare quegli annunci, ancora oggi mi vien da ridere. Figurarsi, poi, dei più recenti.....

Ritratto di stenos

stenos

Sab, 28/09/2013 - 12:48

Balle inventate ad arte da comunisti, catastrofisti, ecologisti fanatici, per indottrinare il popolo bestia a comportamenti che porteranno vantaggi economici ai soliti potentati lobbistici finanziari massonici.

piero1952

Sab, 28/09/2013 - 13:18

Fate bene a continuare su questa via, la foglia non cade mai lontano dall'albero, anche il vostro capò ci ha messo 4 anni a comprendere che la crisi era arrivata, fino all'anno scorso era una balla inventata dai coministi per metterlo in difficoltà...Penoso.

Ivano66

Sab, 28/09/2013 - 15:43

Sembrate i costruttori del Titanic... Auguri, ne avrete bisogno..

vince50

Sab, 28/09/2013 - 16:15

Questo fenomeno si ripete da tanti anni,eco/catastrofisti animalari e protettori di tutto e di più,montano ad arte delle bufale incredibili perchè in un modo o nell'altro questi "signori!!"ciucciano soldi a carrettate.Basta farci caso,tutte le imminenti sciagure(e l'elenco è lunghissimo),si risolvono attraverso finanziamenti a pioggia o per meglio dire a perdere.Il ondo è fatto per i furbi,visto e considerato che i fessi abbondano.

precisino54

Sab, 28/09/2013 - 16:17

Dimenticate pure l'influenza dei "peti" delle vacche, ed il gioco è fatto! Un giorno forse si capirà che tutte queste "agenzie" hanno un interesse sostanziale nel pubblicare i loro studi catastrofici: la loro stessa sopravvivenza. Chi continuerebbe a pagare qualcuno che ha appena finito di dire che tutto va bene? Ed invece chi si prende la briga di tappare la bocca, chiudendo gli istituti che parlano di catastrofi? La logica è evidente, la gran parte di queste organizzazioni parlano di modelli matematici di teorie, ma mai di certezze assolute, di quello che è l'impatto dell'uomo sulla natura ed il suo modificarsi. Glaciazioni e riscaldamento ci sono stati già prima dell'avvento dell'uomo e della suo indisciplinato modo di vivere, e queste non sono teorie ma ricerca scientifica che con lo studio dei carotaggi ha potuto certificare la sinusoide delle temperature e degli eventi.

linoalo1

Sab, 28/09/2013 - 16:42

Non sono errori!E' solo Ignoranza e voglia di immagine personale!La Terra esiste da milioni di anni e ne ha passate di tutti i colori anche senza la mano dell'uomo!La Natura ha sempre rimediato!Penso più realistico credere a Cicli e Ricicli periodici di alcune situazioni vitali!Periodi glaciali e periodi torridi!Alti e bassi di Fauna e Flora!Guerra e Pace!Ecc.Lino.

Ritratto di stufo

stufo

Sab, 28/09/2013 - 18:40

Signori catastrofisti, provate con le vostre chiacchiere a modificare la nutazione e la precessione degli equinozi, chissà......

Ritratto di sekhmet

sekhmet

Sab, 28/09/2013 - 18:43

Se questi argomenti venissero trattati senza isteriche paure, forse, si arriverebbe a dei saggi compromessi. Intendo dire che, magari anche per certe spinte ecologiste, oggi le città sono meno inquinate di una volta. Ricordo ancora la fuliggine provocata dalle centrali termiche condominiali, alimentate a carbone. Poi siamo passati al gasolio (che conquista!) ed infine al metano. Tutto più pulito. Non è meglio così? Ripeto, senza battere la grancassa del catastrofismo, si potrebbe fare di più. Nota finale: leggo con attenzione, condivisione e stima Franco battaglia, quindi non datemi dell'"ecologista d'accatto". Sekhmet.

pietrom

Sab, 28/09/2013 - 19:05

Che articolaccio! Qui si tratta di scienza, di dati e misure, quindi le opinioni valgono zero. E i dati sono incontrovertibili. Il livello del mare si sta alzando, e solo questo fatto smentisce ogni negazionismo. Il "dettaglio" che cio' sia accaduto negli ultimi decenni e non nelle migliaia di anni precedenti e' un fortissimo indizio che ci sia un legame con l'attività umana: e' chi sostiene il contrario che deve dimostrare i suoi teoremi, non chi associa una causa e un effetto evidenti! E poi bisogna parlare non solo del cambiamento climatico, la malattia, ma anche dell'unica possibile cura. Ridurre le emissioni di CO2, a parità di energia prodotta (per evitare milioni di morti per fame). Quale e' l'unico modo di ridurre la CO2? Smettere di usare la chimica per produrre energia (cioe' bruciare idrocarburi), che inevitabilmente implica l'utilizzo di carbonio e ossigeno, e quindi di CO2. E spingere al massimo sul NUCLEARE, che non causa effetto serra. E le rinnovabili? Hanno un costo per KWh spropositato, e non producendo con continuità non possono sostituire i fossili. Il paese che le adotta e' destinato a fallire. Perche' la Germania non fallisce? Perche' la Germania bara. E' il primo produttore di energie rinnovabili, ed e' il primo per emissioni di CO2: dietro i pannelli nascondono il carbone! - Se il mondo si vuole salvare, deve abbandonare la chimica e adottare la fisica, quella nucleare. Se si continuano a fare chiacchiere, la crisi economica attuale non sara' niente in confronto a quanto accadrà...

Carlo59

Sab, 28/09/2013 - 19:48

CONCORDO PIENAMENTE CON GIORGIO PINZI. A BALI PUR DI DIMOSTRARE L'EFFETTO SERRA E LA DESERTIFICAZIONE SI DIMENTICARONO ( MODO CRIMINALE ) DELL'ACCELERAZIONE DI CORIOLIS . E ALLORA LE CORRENTI A GETTO SI SAREBBERO SPOSTATE PIU' A NORD E PIU' A SUD RISPETTO ALLA SITUAZIONE ATTUALE .QUINDI DESERTO. IL BELLO CHE SUL MASSICCIO DEL POLLINO TRA CALABRIA E LUCANIA SI E' FORMATO UN BEL GHIACCIAIO. NON ERA MAI ACCADUTO. IL PROBLEMA E' CHE LA TERMODINAMICA GLI E' COMPLETAMENTE SCONOSCIUTA.

Ritratto di bobirons

bobirons

Sab, 28/09/2013 - 21:16

C'è differenza fra essere costruttori del Titanic e fare previsioni modulate sulla convenienza settoriale. Il fatto é, ineluttabile, che il mondo é sempre cambiato dal che si desume che sempre cambierà, Non importa rifarsi ad ere geologiche o cataclismi astrali, basterebbe informarsi su gli ultimi due/trecento anni, per non parlare del gruppo di secoli dell'alto e del basso medioevo. Con buona pace dei verdi, e dei rossi, per i quali impaurire le persone con notizie strampalate ha fruttato posti in Parlamento, presidenze di enti, tutto con lauti compensi, alla nostra faccia di cittadini ignari e biecamente sfruttati.

Carlo59

Dom, 29/09/2013 - 00:09

A BALI PER DIMOSTRARE CHE SI VA' VERSO LA DESERTIFICAZIONE DIMENTICARONO L'ACCELERAZIONE DI CORIOLIS MA NON SI DIMENTICARONO GLI SPAGHETTI , CUOCHI COMPRESI......INTANTO SUL POLLINO SI E' FORMATO UN GHIACCIAIO,NON ERA MAI SUCCESSO. CHISSA' COME LO GIUSTIFICANO.IL PROBLEMA E' CHE NON CONOSCONO LA TERMDINAMICA.

pietrom

Dom, 29/09/2013 - 03:10

Hanno torto gli ambientalisti e avete torto voi. I primi mettono in evidenza fatti reali (aumento delle temperature, misurabili con l'innalzamento dei mari), ma propongono soluzioni inutili e costosissime (le energie "alternative"). Voi negate direttamente il fenomeno. Siete agli estremi opposti, nel torto entrambi. Il problema e' reale, nel prossimo futuro costera' cifre stratosferiche, e l'unico modo per risolverlo e' quello di abbandonare le fonti di energia fossile e puntare tutto sul nucleare (magari LFTR oggi e fusione per i nipoti).

daniele zotti

Dom, 29/09/2013 - 08:59

Ma... dove sono finiti el nino e la nina ?Possibile che non distruggano più le coste del Pacifico? Dove è finito quello statistico olandese che si era permesso (meschino) di criticare le analisi di Greenpeace, in quanto statisticamente scorrette?Non ricordo bene i risultati di scienziati russi in Antartide, allorquando trovarono in un carotaggio di alcuni milioni di anni fa lo stesso elemento chimico responsabile del buco dell'ozono e si chiedevano... chi fosse mai quell'imbecille di uomo di Neardenthal che usava le bombolette di schiuma da barba ed i frigoriferi.....bah!

Ritratto di Giorgio Prinzi

Giorgio Prinzi

Mar, 01/10/2013 - 09:08

Come sempre i commenti sono l'espressione di chi li scrive. Se ve ne sono alcuni "frizzanti" ed ideologici, altri denotano interesse e serio interesse da parte dei commentatori. Per questi ultimi segnalo due documenti inseriti a corredo del CD con il video del dottor Bartalucci http://www.giorgioprinzi.it/nucleare/audiovisivifonti/clima2008.pdf; http://www.giorgioprinzi.it/nucleare/audiovisivifonti/clima2010.pdf. Grazie se avrete la voglia di leggerli.