Quando il Pci ricattò il Colle: grazia all'ergastolano

Moranino era fuggito a Praga e rientrò in Italia dopo l'atto di clemenza di Saragat

Il partigiano Francesco Moranino

La storia non si ripete, però ci sorprende e ci spiazza. La storia, se si rileggono certi passaggi, può scombussolare le fondamenta dei ragionamenti che si ripetono in questi giorni surriscaldati di mezza estate. Si dice che la grazia non può essere un quarto grado di giudizio e che il condannato non può riceverla se non ha cominciato ad espiare la pena. Si ammucchiano tanti concetti, tutti politically correct, poi t'imbatti nella vicenda tragica e drammatica di Francesco Moranino, il comandante «Gemisto», comunista doc, partigiano, deputato e tante altre cose ancora e sei costretto a rivedere quei giudizi affrettati.

Il caso Moranino è per certi aspetti ancora aperto come tante pagine controverse del nostro passato, ma alcuni elementi sono chiari. Il primo: nel 1955 il Parlamento concesse l'autorizzazione a procedere, la prima nel Dopoguerra, e Moranino fu condannato all'ergastolo per l'uccisione di cinque partigiani bianchi e di due delle loro mogli; il secondo: non rimase in Italia a scontare mestamente la condanna. No, fu aiutato dal Pci a scappare. Riparò a Praga e là attese gli eventi. Attenzione: Praga era la capitale di un paese nemico nell'Europa sull'orlo del conflitto degli anni Cinquanta e Sessanta.

Da Praga Moranino portò a casa due risultati clamorosi; prima, nel '58, il presidente Giovanni Gronchi commutò la sua pena: dal carcere a vita a 10 anni. Poi nel '65 il suo successore Giuseppe Saragat gli concesse la grazia. Sì, avete letto bene. Il presidente della Repubblica cancellò con un colpo di spugna la pena. Saragat non si preoccupò del fatto che la grazia potesse sconfessare l'opera della magistratura e suonare appunto come un quarto grado di giudizio. Anzi, il presidente non si fermò neppure quando il procuratore generale di Firenze, chiamato ad esprimersi, diede un parere negativo. La grazia fu firmata lo stesso, anche se Moranino era latitante, in fuga oltre la Cortina di ferro. E, insomma, la sorprendente conclusione poteva essere interpretata come una resa dello Stato ad una parte.

Per piantare la bandierina della grazia, Saragat scalò una parete di sesto grado, altro che la frode e l'evasione fiscale di cui si parla in questi giorni. Moranino naturalmente si proclamava innocente e poi tutto quel periodo storico convulso, la stagione della Resistenza e la sua coda nelle settimane successive al 25 aprile, era ed è oggetto di una grande disputa: le esecuzioni senza pietà dovevano essere coperte dallo scudo della Resistenza che tutto giustificava e assorbiva. La querelle, come è noto, si è trascinata nel tempo: il sangue dei vinti, come l'ha chiamato Giampaolo Pansa, non ha ancora trovato pace. Ma Saragat non si soffermò sulle conseguenze giuridiche di quell'atto e puntò dritto all'obiettivo della pacificazione. La politica, con i suoi accordi sotterranei, vinse su tutto il resto, anche sull'indecenza di un atto che, pur se bilanciato da misure di clemenza verso i neri della Repubblica sociale, sconcertò molti italiani. L'ha spiegato molto bene Sergio Romano rispondendo ad un lettore dalla colonne del Corriere della sera: «Credo che Giuseppe Saragat abbia pagato un debito di riconoscenza al partito che aveva contribuito ad eleggerlo». Saragat era diventato capo dello Stato il 28 dicembre 1964, con il contributo determinante del Pci. La grazia arrivò a tamburo battente il 27 aprile 1965. Ci fu probabilmente un baratto: l'elezione in cambio della chiusura di quel capitolo orrendo. Moranino rientrò con comodo, nel '68, e il Pci non ebbe alcun imbarazzo a ricandidarlo e a farlo rieleggere. A Palazzo Madama. L'Italia usciva così definitivamente dal clima avvelenato della guerra, ma il prezzo pagato allo stato di diritto fu altissimo.

Commenti

pastello

Mar, 06/08/2013 - 09:04

Comunisti: di tutto di più.

eureka

Mar, 06/08/2013 - 09:07

Episodi questi che il Pd tende a insabbiare quando gli fa comodo. La forca per il nemico privilegi per loro.

giovauriem

Mar, 06/08/2013 - 09:18

ma moranino era comunista!direte voi,ma era un assassino,un partigiano assassino,nella lingua italiana non esiste,lui elargiva solo giustizia in nome del popolo italiano stalinista e non poteva subire l'onta di una condanna borghese

Giacinto49

Mar, 06/08/2013 - 09:29

Fossi in Berlusconi non accetterei per nessun motivo al mondo, di essere accomunato a questo traditore assassino.

Ritratto di manasse

manasse

Mar, 06/08/2013 - 09:32

meno male che qualcuno si ricorda e scrivendolo mette al corrente anche chi per età anagrafica o chi per la poca informazione di allora e di ADESSO non conoscono le porcate fatte dai COMUNISTI nell'arco di 65 anni mettendosi sempre prima dalla parte dei liberatori(fosse stato per loro saremmo sati un appendice dell'urss)poi per essere gli unici a essere DEMOCRATICI (per loro la democrazia sono elezioni con un unico candidato)ecco dicevo rivangate il passato schifoso di questi personaggi e mandate in malora la pacificazione e ora di riscrivere i libri di storia(favole)comunisti

killkoms

Mar, 06/08/2013 - 09:32

diversamente cialtroni e disonesti!

Ritratto di stufo

stufo

Mar, 06/08/2013 - 09:36

Clemenza per gli assassini, pugno di ferro con gli infangati.

angelo piras

Mar, 06/08/2013 - 09:45

Gli intrallazzi di ieri sono lo specchio della vita di oggi. Amici compagni, il PCI vi benedice non abbiate paura. Fatte come Moranino, (ha soltanto commesso sette omicidi, non ha evaso il fisco) e sarete compagni che hanno solo sbagliato.

Ritratto di Lupobiagio

Lupobiagio

Mar, 06/08/2013 - 09:59

Ricordiamo anche la grazie che Sandro Pertini concesse a Mario Toffanin. Questi venne condannato all'ergastolo per il massacro di 22 partigiani (!!). Inoltre gli venne concessa anche la pensione INPS. Ma finché avremo presidenti macchiati di sangue, moralmente o materialmente, di quel sangue causato dall'odio, dalle invidie e dalle vendette del dopoguerra, non ci sarà civiltà istituzionale in questo paese. Complicità morale si ha anche quando si avvallano i crimini perpetrati dal regime dittatoriale comunista; invasione dell'Ungheria da parte dei sovietici. Andate a rileggere le affermazioni, anno 1956, del nostro attuale Presidente della Repubblica. Giolitti ebbe il coraggio di lasciare. Napolitano, come Togliatti, si macchiò in modo indelebile.

Accademico

Mar, 06/08/2013 - 10:00

E' proprio vero che c'è da vergognarsi.

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Mar, 06/08/2013 - 10:05

i diversamente comunisti. e diversamente delinquenti!

Ritratto di 02121940

02121940

Mar, 06/08/2013 - 10:12

Moranino è solo uno dei casi "bui". Grande è stata la "comprensione" della Repubblica per i carnefici rossi. Però l'accostamento mi sembra improprio ed inopportuno.

Sapere Aude

Mar, 06/08/2013 - 10:18

È inutile insistere cercando nelle pieghe storiche i paragoni, l’uomo per la sinistra deve morire. Non si capisce se lo facciano per sopravvivere all’imminente implosione interna del Pd e pensino di uscir vivi dalla guerriglia con i grillini. La verità storica raccontata da Zurlo ripete quello che tutti sanno o dovrebbero sapere se non ci fosse la cultura egemone della sinistra: dal ’43 in poi gli italiani hanno servito padroni diversi; dalla caduta del Muro, i perdenti (italiani) hanno fatto i banderuola, che è il marchio di fabbrica che ci riesce meglio, sia a sinistra come a destra.

Un Infiltrato

Mar, 06/08/2013 - 10:25

Che figura di emiliofede !

giovanni PERINCIOLO

Mar, 06/08/2013 - 10:44

Nessuna vergogna da parte dei comunisti di ieri e di oggi tant'é che il signor Rizzo, quello che a proposito di Berlusconi dice che le sentenze vanno rispettate, contesta la condanna di Moranino e lo considera ancora oggi un eroe! Aggiungo un particolare forse sfuggito o forse dimenticato da Zurlo : nel 1955 l'autorizzazione a procedere contro Gemisto fu avallata anche da Togliatti e cio' la dice lunga su chi era l'eroe di Rizzo! Quanto a Saragat non dimentichiamo che era conosciuto anche come "barbera" per il suo amore verso il nobile vino piemontese e il fatto che fosse comunque stato eletto presidente, coi voti determinanti dei comunisti, dovrà pure significare qualcosa!

cast49

Mar, 06/08/2013 - 10:56

QUANTO E' SCRITTO SUL GIORNALE DIMOSTRA CHE BERLUSCONI E' EFFETTIVAMENTE INNOCENTE E LA CONDANNA E' EFFETTIVAMENTE POLITICA.

piertrim

Mar, 06/08/2013 - 11:10

L'art. non dice che Moranino aveva la tessera-abbonamento con la Cecoslovacchia, ogni volta, che stava per decadere da onorevole rischiando la galera, partiva. Alle nuove elezioni, sempre in lista col PCI, se eletto, quando mai non lo sarebbe stato, ritornava in Parlamento.

Ritratto di sitten

sitten

Mar, 06/08/2013 - 11:33

I comunisti a convenienza hanno la memoria corta come il nostro caro napolitano. Purtroppo questa repubblichetta è nata dalla resistenza (quella comunista)

enricosavorani

Mar, 06/08/2013 - 12:01

l'italia è un paese cattolico, si condanna il peccato mentre il peccatore va redento e perdonato. in francia hanno fucilato migliaia di collaborazionisti, in italia forse una dozzina. in ogni caso a moranino fu data la grazia dopo 10 anni dalla condanna, prematuro parlarne per berlusconi, ne riparleremo tra 2 o 3 presidenti della repubblica.

xgerico

Mar, 06/08/2013 - 12:06

Haaaaa....... ma stiamo parlando di un partigiano comunista, uno di quelli che combattevano il fascismo, tipo Pertini che poi è diventato presidente!?

giorgio vernizzi

Mar, 06/08/2013 - 12:17

moranino fu un feroce delinquente graziato da Saragat per "meriti partigiani". Bisogna ribadire ogni tanto la verità dei fatti a scanso della vulgata ed a costo di passare per sporchi revisionisti.

benny.manocchia

Mar, 06/08/2013 - 12:22

perbacco,non leggo commenti dei komunisti...chissa' perche'. un italiano in usa

Ritratto di ASPIDE 007

ASPIDE 007

Mar, 06/08/2013 - 12:28

...Signor Zurlo! Tanti..., ma non tutti, si comportarono così. Peccato che si continui a negare le verità storiche svelate solo in parte da Giampaolo. Gli eroi veri, pochi in realtà, hanno ricevuta ricompense alla memoria. Un responsabile di tali efferati crimini, non avrebbe mai dovuta chiedere ne accettare la grazia. Ma loro erano e sono rimasti tali. Guardare le loro facce cupe, lugubri, accigliate, che sprizzano odio e capirete che militano in quel movimento o partito. Le "leggi ad personam", non le ha scoperte o inventate Berlusconi. E poi, un anno di galera, essendone stati condonati tre, si può scontare, la grazia è un provvedimento che va concesso e riservato ai pluriassassini comunisti.

gibuizza

Mar, 06/08/2013 - 12:51

E quello naturalmente non fu voto di scambio, B. non era coinvolto! Quando si dice l'indipendenza della magistratura! Sì, l'idipendenza dal popolo, dalla ragione, dalla logica.

precisino54

Mar, 06/08/2013 - 13:40

Ma volete mettere: Moranino, di cui non conoscevo la storia era stato un fulgido esempio della resistenza che magari come spesso accade in guerra era andata un po' oltre con la pulizia degli oppositori, in definitiva si era macchiato della morte di qualche avversario politico e dei suoi congiunti; mica aveva evaso, creando danni ad una nazione tutta! Che poi lo stesso, già deputato, sia stato, una volta graziato, rieletto nelle fila del Pci, è solo un aspetto della questione. Vogliamo mettere la statura morale di chi ammazza con chi evade, non c'è paragone! Ed in effetti vorrei ricordare a quanti se ne fossero dimenticati, tutti quegli ex brigatisti che sono andati a destra e manca a raccontare il loro verbo, quasi come storici di livello, e poi magari assunti nelle amministrazioni locali e nazionali dove poter portare il contributo della loro storia. Sempre il solito problema dello strabismo sinistro e a senso unico!

egi

Mar, 06/08/2013 - 13:43

I soliti assassini partigiani, che oggi la fanno purtroppo ancora franca, in giro ce ne sono ancora tanti, ma con questi italiani senza spina dorsale non si può fare nulla.

gibuizza

Mar, 06/08/2013 - 13:46

@enricosavorani - "dopo dieci anni dalla condanna"!! E dopo quanti giorni di pena? Allora per analogia lasciamo libero B. di fare quello che vuole e tra 10 anni gli date la grazia. E' vero, non è solo un assassino, però per 7 milioni di euro di evasione va bene. Per Debenedetti e Passera, colpevoli riconosciuti dalla MAGISTRATURA di evasione per 250 milioni di euro (35 volte di più), due buffetti e un "bricconcelli"..!! Questa è la magistratura in Italia.

giovanni PERINCIOLO

Mar, 06/08/2013 - 14:38

X sitten. Siamo precisi. La resistenza la fecero sopratutto le formazioni cattoliche e/o apolitiche. I comunisti se ne appropriarono a cose ormai fatte e chi non era d'accordo fece quasi sempre la fine fattza fare da Moranino a cinque partigiani e alle mogli di due di loro.

Ritratto di bobirons

bobirons

Mar, 06/08/2013 - 16:17

I due pesi e le due misure. A parte Moranino, di cui i miei coevi già sapevano tutto (ed io ne avevo scritto tempo fa in un commento) la "giustizia" dei sedicenti salvatori della Patria ha onorato tal Bruno Fanciullacci, assassino a sangue freddo del mite filosofo Giovanni Gentile, con medaglia d'oro, forse perchè catturato dagli scherani della banda Carità e morto a causa di un funambolico tentativo d'evasione (http://it.wikipedia.org/wiki/Bruno_Fanciullacci). Ne risulta che i loro morti sono stati "assassinati" e quelli della controparte semplicemente "giustiziati". La questione non è di sola semantica ma svela la criminale falsità della sinistra.

smalp77

Mar, 06/08/2013 - 19:16

Purtroppo ho ormai tante primavere sulle spalle, ma ricordo benissimo che, allora, appena si sparse la voce della grazia concessa a quell'assassino tutti si dissero che Saragat aveva pagato il pegno. Su questo presidente, al tempo, girava la seguente storiella: Buon patriota, al mattino assisteva all'alza barbera Sensibile ai valori dello spirito, aveva frequenti consultazioni con i direttore spirituale Dom Perignon Pronto a qualsiasi evenienza, sempre lo accompagnava l'aiutante di bottiglia.