Quando è un'arte stare sul tacco 12

Saper camminare sui tacchi è un'arte, ma ci vuole carattere, postura e abitudine

Daniela Santanchè incede spavalda sui suoi tacchi 12 con la sicurezza che la contraddistingue, mentre la rossa Michela Vittoria Brambilla sugli stessi a volte fatica a tenersi in equilibrio. Saper camminare sui tacchi è un'arte, ma ci vuole carattere, postura e abitudine. Oggi ne esistono di tutti i tipi, forme e altezze. I tacchi a spillo rappresentano da sempre l'essenza della femminilità e dell'erotismo. Le donne li adorano, sono un'infallibile arma di seduzione. Basti pensare ai nudi artistici del fotografo Helmut Newton, in cui le scarpe sono l'unica cosa che indossano le modelle e i tacchi a spillo allungano meravigliosamente le loro gambe perfette. Certo è che non tutte le donne se li possono permettere, non per la forma di polpacci, ginocchia o caviglie, ma soprattutto perché bisogna saperci camminare! L'incedere elegante delle indossatrici sulle passerelle della moda resta confinato su quelle guide rosse, perché nella vita metropolitana di tutti i giorni le donne comuni devono affrontare dai sampietrini romani alle strade lastricate di Milano, con vari incidenti di percorso. Eppure a questo simbolo di femminilità è difficile rinunciare. Valeria Marini, con le sue leggiadre sottovesti, li porta giorno e notte; Victoria Beckham non li toglie nemmeno a bordo piscina. Di norma si dovrebbero usare solo di sera, poiché di mattina si rischia l'effetto escort, specie se l'andatura è incerta e arrancante come quella dei trans sui trampoli, ma la magia dei tacchi a spillo è tale per cui qualunque cosa si indossi, dalla gonna e camicetta al classico tubino nero, quel paio di scarpe valorizza sempre anche gambe che non lo meritano e hanno la capacità di snellire le figure non proprio longilinee. I tacchi più sono alti e più sono scomodi, ma oggi sono spesso abbinati a plateaux che permettono delle altezze altrimenti improponibili, facendo svettare vanitose ragazze sugli accompagnatori non sempre alla loro altezza... Insomma, lo chic dei tacchi a spillo è saperli usare con mise adeguate e in contesti idonei, lo choc è vederli indossati sotto i pantaloni da chi non ha proprio il dono della coscia lunga, o peggio nella vana illusione di alzare un lato B formato Merkel che spesso ha dimensioni superiori alla circonferenza del torace.

Commenti

cgf

Mer, 26/06/2013 - 09:21

Ernesta è la sorella di Ernesto, altro pseudomino che scrive su il Giornale?

Sapere Aude

Mer, 26/06/2013 - 18:30

Abbiamo scoperto che Valeria Marini a letto non ci va mai. O ci va, nel qual caso poveretto chi incrocia i piedi di lei.

Nadia Vouch

Gio, 27/06/2013 - 07:54

I tacchi, concordo, sanno dare alla figura femminile un tocco irrinunciabile, se indossati con eleganza e portamento. Tuttavia, conta molto la mole di una persona: oltre un certo peso è dura usarli. Dipende anche da dove si cammina, onde evitare imbarazzanti e costosi incidenti nel percorrere strade con buche e pavimentazioni sconnesse, e dipende da che lavoro si svolge. In pratica, non è solo perché con essi non sanno o stentano ad incedere che molte donne non li indossano. E' invece vero che solo alcune donne possono permettersi i tacchi (che richiedono anche un esercizio, un'abitudine). Tant'è che qui si citano donne con determinati incarichi e donne del mondo dello spettacolo. La signora Brambilla, da amante degli animali, userà credo volentieri un abbigliamento più comodo e riserverà l'uso dei tacchi per alcune occasioni. Come fanno tante donne. Non farei quindi dei tacchi un sinonimo di "stile di vita" (signora Beckham e signora Marini a parte).