Querelare è una moda. E il record in Italia ce l'hanno i magistrati

Sono le toghe la categoria che fa aprire più procedimenti per diffamazione. In Italia nessun cronista è in cella. Sallusti sarebbe il primo

Occhio a scrivere di magistrati, moderare il tono, calibrare bene gli aggettivi, misurare ogni sillaba, omettere critiche al loro operato, attenersi rigidamente al fatto, non esprimere valutazioni se non generiche, sennò arriva la querela e si rischia il carcere come un delinquente abituale. Sono loro la categoria che querela di più in Italia, dove peraltro la citazione per danni ai giornali è sport nazionale e una speranza di introiti facili per parecchie migliaia di presunti diffamati (a cui poi viene dato torto una volta su due). Nelle indagini dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia commissionate fino al 2007, presidente Franco Abruzzo, si analizzano le sentenze emesse dal Tribunali civile, penale e dalla Corte di Appello di Milano. Parliamo solo di Milano, e parliamo solo di diffamazione a mezzo stampa, e parliamo soltanto delle cause che arrivano in giudizio, ma parliamo lo stesso di una quantità enorme, da vera «Querelopoli»: 116 sentenze penali nel biennio 2003-2004, 216 sentenze civili, 195 in Appello nei due anni successivi. Chiedono montagne di soldi e punizioni, galera compresa, per semplici giornalisti (ma se non sono direttori la cosa non fa notizia) per tornare a una vita serena dopo i turbamenti della presunta diffamazione: in media 9 milioni di euro (!) di petitum per ristabilire l'onore offeso (contro una media di 15mila euro liquidati per davvero, fortunatamente).

In quei dossier ci sono le tipologie di articoli incriminati (soprattutto cronaca, ma anche commenti e interviste), la tempistica, l'esito, e soprattutto le tipologie dei querelanti, divise per categorie professionali. E qui, appunto, si vede che non è la casta politica (che pure è la più presa di mira dalla stampa, anche violentemente) quella più permalosa e intollerante alle critiche, ma la magistratura, che al minimo graffio ti porta in tribunale. Nelle 157 sentenze emesse dal Tribunale Civile di Milano nel 2001-2002, la professione della «parte attrice» è quella di magistrato nel 18% dei casi, la percentuale più alta tra le categorie, seguita da politici (12%), imprenditori/manager (8%), artisti (6%) e infine, curiosamente, gli stessi giornalisti (4%). La percentuale di magistrati sale nel secondo grado di giudizio. Se restiamo al biennio 2001-2002 ma passiamo alla Corte d'Appello di Milano, troviamo 46 sentenze di diffamazione a mezzo stampa. E qui ci sono di mezzo magistrati, come parte offesa, nel 45,6%, contro un misero 7% di politici, 7% di manager, 3,5% di amministratori di enti pubblici. Quanto chiedono? Riportano gli avvocati Sabrina Peron ed Emilio Galbiati, consulenti dell'Odg: «Media delle richieste di risarcimento danni (morali e patrimoniali) della parte appellante attrice in primo grado: 9.563.089,50».

Passiamo al penale, articolo 595 del codice, «diffamazione», che prevede multa ma anche reclusione. Qui vengono prese in considerazione 116 sentenze Tribunale Penale di Milano, tra il 2003 e il 2004. Anche in questo caso i magistrati sono la fetta più ampia tra le categorie querelanti, il 18%. Il doppio dei politici (9%), più del quadruplo di avvocati e medici (4%), di sindacalisti (3%), militari (3%), imprenditori (2%), artisti e uomini di spettacolo (2%). Dato allarmante: nel 17% dei casi il Pm ha chiesto la reclusione per il giornalista (da sei mesi a un anno, tre volte su quattro), e non soltanto della multa. Domanda che è stata accolta, a Milano, il 6% delle volte (in un caso si è tradotta in condanna a 4 mesi di carcere), anche se nessun giornalista è attualmente nelle carceri italiane (statistica di «Reporter senza frontiere»).

L'avvocato Roberto Martinelli ha fatto la stessa ricerca ma a livello nazionale, passando in rassegna citazioni civili e querele presentate contro quotidiani e settimanali dal 1997 al 2004. Ebbene, su un totale di 657 cause civili, 133 sono proposte da magistrati, mentre su 402 penali sono 91 i magistrati (la maggioranza). «Le domande di risarcimento – commenta Martinelli - trovano una buona accoglienza nelle aule dei tribunali, i magistrati decidono di altri magistrati e spesso emanano sentenze in favore dei loro colleghi. Siamo di fronte a una giustizia domestica». Se guardiamo alle statistiche sugli esiti dei procedimenti penali a Milano, non sembra confermato il sospetto che i magistrati si diano più facilmente ragione tra di loro. Ad avere più percentuale di successo sono gli imprenditori e gli amministratori di aziende (75%) e i politici (67%), meno i magistrati (43%). Cosa che può significare l'imparzialità del collega che li giudica. O che le loro querele sono spesso infondate.

Commenti
Ritratto di rapax

rapax

Lun, 24/09/2012 - 09:41

ci si riferisce ai componenti di questa magistratura?: quella al 156° posto su 181 Paesi nel Mondo quanto a efficienza della giustizia. Addirittura viene dopo Angola, Gabon, Guinea, São Tome e prima di Gibuti, Liberia, Sri Lanka, Trinidad.a questa?

ilsignorrossi

Lun, 24/09/2012 - 09:45

siamo un popolo di piagnoni,querela è l'unica parola che sappiamo usare

Ritratto di lettore57

lettore57

Lun, 24/09/2012 - 10:26

Ma, ammesso sia vero, cio che si cita nell'artico ovvero: ...siamo in presenza di sentenze domestiche.. mi chiedo l'uomo del colle cosi pronto a farci sentire il suo pensiero cosa fà ? gradirei una risposta da qualcuno di sinistra visto che questo giornale ne contiene parecchi sempre pronti a difenderlo

Willy Mz

Lun, 24/09/2012 - 10:36

ma con gli stipendi d'oro che si sono arraffati devono far cassa anche in questo squallido modo?

michele lascaro

Lun, 24/09/2012 - 10:53

È sintomatico che nessuno di questi signori, anche pescato in fallo, come si suol dire, sia mai stato condannato o censurato. Cosa che, se non mi sbaglio, non succede facilmente all'estero. Per i medici, quando il bubbone esista, necesse est estirparlo, ma per gli altri quali dovrebbero essere le regole? Non dovrebbe essere il Parlamento a stabilirle, visto che i vari e inutili referendum hanno sempre fatto cilecca?

enzo1944

Lun, 24/09/2012 - 11:00

...........tanto poi,c'è sempre un collega magistrato,che dopo l'istruttoria, emetterà la sentenza!.......... e cane non mangia cane!!............altro che la Legge è uguale per tutti!!........sì,la mia nonna!!

killkoms

Lun, 24/09/2012 - 11:01

@willymiz,la casta dei nerovestiti,veri e propri parlamentari in servizio permanente,macinano soldi anche grazie a queste cose!un paese veramente democratico,dovrebbe prevedere un sistema alternativo in un giudizio che oppone un nerovestito ad un comune cittadino,poichè,finoa prova contraria,chi giudica è un collega del primo!se un carabiniere deve essere oggetto d'indagini,le predette verranno effettuate dalla polizia,non da altri carabinieri,e viceversa!addirittura alcuni grembiuli neri, in luogo della querela penale,adicono le vie legali in sede civile,poichè in tal modo sarà competente il foro ove risiedono!

gibuizza

Lun, 24/09/2012 - 11:05

Finalmente un articolo con qualche dato! C'è gente che da tanto tempo sostiene che i magistrati posono sommare: stipendi altissimi, consulenze ricchissime (in orari di lavoro) e rimborsi per ingiurie dai 50.000 ai 100.000 euro per denuncia. Non è il caso di approfondire meglio e dare più informazione? Anche per quanto riguarda le carriere dei magistrati, soprattutto di quelli che commettono gravi errori (assoluzione con condanna in appello e viceversa ad esempio), non si potrebbe sapere di più?

Ritratto di magicmirror

magicmirror

Lun, 24/09/2012 - 11:36

da paura. ma cosa si può fare? chi può ristabilire un po' di equilibrio tra i poteri? dov'è il presidente della repubblica?

bruna.amorosi

Lun, 24/09/2012 - 12:11

I MAGISTRATI? la casta più casta di tutta la nazione .poi se ci mettiamo che il loro CAPO CIOE' NAPOLITANO E' persona di sinistra pretendete che ,....magari qualcuno venga non dico sbattuto in galera ?( e ci vorrebbe ) ma almeno ricchiamato

Ritratto di antonio vivaldi

antonio vivaldi

Lun, 24/09/2012 - 12:56

lettore57 potrei risponderti io semplicemente: Fà ciò che andava fatto in 4 anni e che non è stato fatto, cercare innanzitutto di abbassare lo spread, ridurre il debito pubblico e cercare di creare posti di lavoro, (non quelli da escort ovviamente) premetto però che non condivido il metodo con cui stà operando, nel senso che le banche dovevano restituire i soldi presi dall'unione europea a tassi agevolati invece se li sono pappati, non condivido la tassazione ai dipendenti in modo così esasperato, però nel complesso stiamo meglio ora che stiamo peggio, perchè prima ci stavamo arrivando in mutande al peggio. In pratica si vedeva un bel nuvolone nero all'orizzonte, anche se c'era il sole in testa.

killkoms

Lun, 24/09/2012 - 13:56

@antonio vivaldi,guarda che il peggio è arrivato col professore che non ha raggiunto nessuno deglimobiettivi,se non il tasssare gli italiani come richiesto dalla cu.lona!per il resto,la manovra sugli spread è stata fatta solomper far salre al potere un utile id.iota dell'europa,che nemmeno è stato buona a far scendere ciò che è stato causato proissu,poichè se non era per l'altro mario(draghi)lo spread era ancora a 500!

Ritratto di scriba

scriba

Lun, 24/09/2012 - 14:54

NON NOMINARE IL NOME DI DIO INVANO. Pareva un comandamento riservato al Creatore di tutti noi, dai delinquenti, ai politici fino ai magistrati. Da alcuni anni, dal famoso tempo di mani pulite, tale comandamento sembra aver cambiato destinatario con tanti saluti alla libertà di stampa e di pensiero. Non casualmente ma come testimone, mi son trovato in un' aula di tribunale e ad un certo punto è squillato un cellulare. Apriti cielo! Il giudice ha intimato al possessore di uscire dall' aula e lo ha redarguito con la severità degli antichi genitori i così detti padri padroni e tutti i cellulari furono spenti. Mi trovavo in chiesa non casualmente e durante la messa squillò un cellulare. Il prete non fece una piega e continuò il rito, la gente mormorò qualcosa ma nessuno spense i cellulari e gli squilli proseguirono. Ergo Dio non è più l' entità più importante al mondo.

ilsignorrossi

Lun, 24/09/2012 - 15:09

i magistrati...............impiegati statali strapagati

Massimo Bocci

Lun, 24/09/2012 - 15:34

Come si dice " la pseudo giustizia,fai da te o fatta in casa per gli amici degli amici" che  se le fanno e se le giudicano, perché a loro piace vincere facile!!!  Se no ditemi voi ha cosa servirebbe, e serve un regime, con tutti quegli apparati costituzionali (di LADRI!!) , per la semplice giustizia  basterebbe una semplice ed economa democrazia!!!! Svizzera!!!

Ritratto di dbell56

dbell56

Lun, 24/09/2012 - 15:34

.............per non fare un cazzo di niente!! Caro "ilsignorrossi". Infatti strabiliamo tutti per come hanno ridotto la giustizia questi giudici del nulla. Sempre a dar la colpa ad altri (ma chi sono questi altri?). Serviti e riveriti come neanche i re sono nei tempi odierni, se la cantano e se la suonano da soli. Autoreferenziali unici al mondo, fanno il bello ed il cattivo tempo su ogni cosa su cui possono mettere mano. Sono come re Mida al contrario. Re Mida dice la leggenda che tutto ciò che toccava lo faceva diventare oro. Questi invece tutto ciò che toccano diventa merda.

Ritratto di dbell56

dbell56

Lun, 24/09/2012 - 15:37

.............per non fare un cazzo di niente!! Caro "ilsignorrossi". Infatti strabiliamo tutti per come hanno ridotto la giustizia questi giudici del nulla. Sempre a dar la colpa ad altri (ma chi sono questi altri?). Serviti e riveriti come neanche i re sono nei tempi odierni, se la cantano e se la suonano da soli. Autoreferenziali unici al mondo, fanno il bello ed il cattivo tempo su ogni cosa su cui possono mettere mano. Sono come re Mida al contrario. Re Mida dice la leggenda che tutto ciò che toccava lo faceva diventare oro. Questi invece tutto ciò che toccano diventa merda.

a_zotti52@virgi...

Lun, 24/09/2012 - 15:53

Sallusti santo subito!

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Lun, 24/09/2012 - 15:54

E' la mentalità del servo della gleba, che messo in libertà si comporta lui da prepotente padrone. Io ho fatto l'ufficiale di leva e posso assicurare che, solo per auto-affermarsi, un collega pugliese portava le prostitute al posto di gurdia, un segente campano le caricava sull'autobus. Due esempi per dire che è proprio così (Schettino docet), perché, per usi e costumi feudali, alcuni meridionali hanno il male nella mente, come certi magistrati del resto. Infatti si "vendicano" del loro passato su chi deve stargli vicino. Dunque la qualifica culturale di "terrone" non è che spetti ai meridionali in genere, tutt'altro, bensì solo a quei pochi che, come dire, devono essere ancora addomesticati.

tonipier

Lun, 15/02/2016 - 11:18

" ORA SUL TRIBUNALE DI BRINDISI AVVIENE.... ESPROPRIO "FORZATO" CON CAMBIO DI NOME AL CATASTO, CON FACILITA' IMMENSA, DANNEGGIANDO IL CITTADINO, CHI DOVREBBE CONTROLLARE TUTTO QUESTO ABUSO VISIBILE " CHE SA DELL' INCREDIBILE"?