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Una bomba giudiziaria buttata volontariamente sul Pdl sta facendo esplodere la politica tutta

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Non è che il Pdl voglia trasformare il caso giudiziario del suo presidente in una bomba politica. È che una bomba giudiziaria buttata volontariamente sul Pdl sta facendo esplodere la politica tutta, come è ovvio che sia vista la centralità del partito di Berlusconi. Grillo è salito al Colle per chiedere a Napolitano elezioni anticipate, nel Pd si fa largo la stessa ipotesi: alle urne subito con Letta candidato. E a questo punto non è da escludere che chi la bomba l'ha lanciata (l'asse Corriere della Sera - partito delle procure -sinistra) avesse proprio questo obiettivo: fare saltare le larghe intese e riprovare a prendere subito l'intera posta, dopo avere fallito con Bersani, con elezioni immediate e Berlusconi azzerato.

Per questo sono ridicole le polemiche sulla richiesta - accolta - del Pdl di sospendere i lavori parlamentari in modo che i suoi deputati e senatori potessero trovarsi in altra sede per concordare una strategia. È prassi comune, da sempre seguita per fatti assai meno rilevanti tipo congressi di partito o cose simili. Non è il Parlamento che si ferma per fatti privati di un cittadino. No, qui è una parte rilevante della politica italiana che deve avere l'agibilità per non farsi spazzare via da un altro potere dello Stato, quello giudiziario. Dicono: ma questo potrebbe delegittimare la magistratura. Io penso l'inverso, cioè che tutta la politica dovrebbe essere offesa da questo attacco alla sua autonomia, a partire dal premier Letta il quale vede messo a rischio il compito, già difficile, che gli è stato affidato.

Del resto i pm non si sono mai fatti problemi di galateo quando si è trattato di delegittimare la politica. Dai ricorsi ai loro sodali della Corte costituzionale per fare abrogare leggi sgradite a inchieste disinvolte e infondate, due delle quali hanno fatto cadere governi (il primo Berlusconi e il secondo Prodi). Qui non è in gioco solo il destino di Berlusconi ma la separazione dei poteri sancita dalla Costituzione. Devono, senatori e deputati, decidere se l'Italia è una democrazia piena o se invece è più simile all'Egitto, dove parlamento e governo vengono sì eletti ma operano solo a patto che abbiano il gradimento dei generali.

Ps. Ieri una donna è stata uccisa a Palermo dal compagno che aveva denunciato, inutilmente, ben sei volte per molestie e minacce.

A Milano uno stupratore non va in carcere perché una giudice, a un anno dalla sentenza, non ha trovato il tempo di scrivere le motivazioni. Sapete chi è la signora? La stessa della sentenza con motivazioni a tempo di record che ha condannato Berlusconi proprio nel caso in questione. Vi sembra tutto normale?

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