Raffreddore da cani? Aspirina e a cuccia

La vera e propria influenza non colpisce Fido. I disturbi respiratori spesso si risolvono anche con i farmaci per umani

Ieri mi ha telefonato un carissimo amico da Londra. Un londinese, per quanto italiano trapiantato là da oltre quarant'anni, di cosa volete che parli, se non del tempo del giardino e del suo Golden (il suo cane)? Era incavolato come una biscia perché, di notte gelava tutto e i suoi fiori erano stati rasi al suolo dal freddo. Inoltre Sam aveva una tosse secca, da due giorni. «Cough, cough, …, la senti?» indirizzava la cornetta verso il povero Sam che immaginavo steso sul letto con un panno addosso e il termometro in bocca. «Non porterò certo Sam dal veterinario per una banale influenza» mi diceva ridendo «visto che io non sono stato dal medico quando è toccato a me. E poi ci sei tu a dirmi se posso dargli una Tachipirina o un'Aspirina, altrimenti a cosa cavolo servono gli amici?». In effetti poco se ne parla, ma con quest'inverno che non accenna a lasciare il posto alla primavera anche i cani non se la cavano tanto bene, per quanto riguarda le malattie respiratorie. Ho omesso di dire che il mio amico inglese è di Genova e so benissimo l'intima ragione per cui non voleva portare Sam dal veterinario (i danè), ma, in effetti, così come ci automedichiamo noi, in caso di banali influenze, ci si può chiedere se sia possibile o rischioso fare la stessa cosa con Fido.
Va detto innanzitutto che la vera influenza, che è causata da un Orthomixovirus, non colpisce il cane, ma principalmente gli uccelli, i suini, il cavallo e l'uomo. Questo non vuole dire il cane non possa essere affetto da malattie respiratorie, però esse riconoscono un'altra origine: altri virus o batteri e vengono chiamate parainfluenzali.
Che fare dunque se Fido inizia con qualche colpo di tosse e ha un po' di scolo dal naso? Se quello il suo grado di vitalità e l'appetito sono ben conservati, il tutto potrebbe essere paragonato a quello che per noi è un banale raffreddore. Andremmo dal medico per un semplice raffreddore? Se non siamo proprio ipocondriaci direi di no e possiamo stare tranquilli anche per Fido. Tempo tre o quattro giorni magari evitando di portarlo a giocare in mezzo alla neve e si può evitare di portarlo in ambulatorio. Qualche goccia nasale, di quelle che usiamo per la nostra rinite e ciò basterà. Naturalmente faccio finta che siate stati bravi e lo abbiate fatto vaccinare da cucciolo, non dimenticandovi i relativi richiami.
Se invece, oltre alla tosse, Fido, mangia meno ed è un po' meno vivace (ma sempre regolarmente vaccinato), potete prendere uno di quei termometri rettali digitali per bambini e misurargli la temperatura. Fino a 39°C è normale, oltre diventa febbre. In questo caso si può ancora attendere un paio di giorni, prima di una visita veterinaria somministrando al «paziente» farmaci sintomatici. Per quanto sia sempre utile chiedere consulto al proprio veterinario, prima di usare i «nostri» farmaci su Fido o Silvestro, potete dargli un po' di Aspirina o Tachipirina (mai ai gatti!)e qualche goccia di codeina per la tosse, considerando la taglia del cane. Sono certo sappiate perfettamente che le dosi cambiano a seconda che abbiate un Terranova o un Beagle, ma carta canta… ho preso colpe ben peggiori per averle dette e non scritte.
Se i sintomi persistono nonostante le vostre cure o si aggravano e comunque sempre in caso di cuccioli (soprattutto se non vaccinati), allora il fai da te non funziona più: obbligatoria la visita presso il veterinario, anche se siete di Genova.

Commenti

Raoul Pontalti

Dom, 07/04/2013 - 11:03

Oscar mi spieghi a cosa serve l'aspirina (acido acetilsalicilico) nel cane contro la parainfluenza o altre malattie respiratorie? Trattandosi di un antialgico (più che un vero analgesico) l'aspirina nulla può contro il virus parainfluenzale e nemmeno contro i sintomi che questo dà, ossia di tutto meno che i dolori muscolari o articolari o tegumentari (contro il dolore viscerale nulla può l'aspirina). Usando l'aspirina si rischia solo di combinare dei grossi guai nei carnivori (nel gatto addirittura si può provocare con facilità la morte con l'impiego dell'aspirina) senza alleviare le sofferenze. Non ritieni che la miglior terapia della parainfluenza canina e delle sindromi correlate (tosse dei canili, etc.) sia semplicemente il riposo, l'evitare la disidratazione e nei casi avanzati al massimo una copertura antibiotica (da adottarsi con estrema prudenza e avendo ben valutato il caso clinico e l'ambiente in cui l'animale vive)? Il guaio del consigliare aspirina è che questa costa poco e viene distribuita ormai liberamente nelle farmacie, ma negli animali, specie se carnivori, è pericolosissima e purtroppo i proprietari degli animali usano dosaggi per umani compiendo cappelle colossali. Nel cane poi in genere non ha molto senso combattere l'ipertermia febbrile e i proprietari spesso ignorano che nel cane è normale ad es. la temperature rettale di 38,2 °C e di 38,5 e oltre nel cucciolo, mentre per contro è patologica la temperatura di 37 °C normale invece per l'uomo (e se gli sprovveduti misurano la temperatura di un pollo sano prendono un colpo nel rilevare i 42 °C). Oscar non volermene ma temo che con questo articolo Tu abbia contribuito a peggiorare la salute di molti cani nel prossimo futuro...

Raoul Pontalti

Dom, 07/04/2013 - 12:20

Oscar mi spieghi a cosa serve l'aspirina (acido acetilsalicilico) nel cane contro la parainfluenza o altre malattie respiratorie? Trattandosi di un antialgico (più che un vero analgesico) l'aspirina nulla può contro il virus parainfluenzale e nemmeno contro i sintomi che questo dà, ossia di tutto meno che i dolori muscolari o articolari o tegumentari (contro il dolore viscerale nulla può l'aspirina). Usando l'aspirina si rischia solo di combinare dei grossi guai nei carnivori (nel gatto addirittura si può provocare con facilità la morte con l'impiego dell'aspirina) senza alleviare le sofferenze. Non ritieni che la miglior terapia della parainfluenza canina e delle sindromi correlate (tosse dei canili, etc.) sia semplicemente il riposo, l'evitare la disidratazione e nei casi avanzati al massimo una copertura antibiotica (da adottarsi con estrema prudenza e avendo ben valutato il caso clinico e l'ambiente in cui l'animale vive)? Il guaio del consigliare aspirina è che questa costa poco e viene distribuita ormai liberamente nelle farmacie, ma negli animali, specie se carnivori, è pericolosissima e purtroppo i proprietari degli animali usano dosaggi per umani compiendo cappelle colossali. Nel cane poi in genere non ha molto senso combattere l'ipertermia febbrile e i proprietari spesso ignorano che nel cane è normale ad es. la temperature rettale di 38,2 °C e di 38,5 e oltre nel cucciolo, mentre per contro è patologica la temperatura di 37 °C normale invece per l'uomo (e se gli sprovveduti misurano la temperatura di un pollo sano prendono un colpo nel rilevare i 42 °C). Oscar non volermene ma temo che con questo articolo Tu abbia contribuito a peggiorare la salute di molti cani nel prossimo futuro...