Il mercato delle donne

Scontro di genere e di potere alla Camera per le quote rosa nella nuova legge elettorale

Oggi si è inceppato l'iter della nuova legge elettorale di fronte a una questione, quella dell'immissione delle quote femminili che, in base anche al clima sociale e politico formatosi negli ultimi tempi, si riteneva fosse ormai un dato pacificamente acquisito. Sono passati molti anni dalle prime accesissime battaglie in proposito e non dovrebbe più essere necessario fermarsi a spiegare come il sistema brutale del «rendere giustizia» ai gruppi svantaggiati, come è stato fatto negli Stati Uniti d'America per i neri e le donne, fissando in partenza le quote a loro riservate nelle sfide politiche, nei concorsi universitari, nelle borse di studio, ecc., pur essendo in apparenza il più semplice e diretto, abbia portato a conseguenze così pesantemente negative da indurre in molti casi gli stessi gruppi «protetti» a rinunciarvi. Conseguenze negative ovviamente per l'abbassamento del prestigio, implicito per coloro che «vincono» in base alle quote riservate.
Per quanto riguarda l'Italia, però, dove il sistema delle quote arriva soltanto oggi e soltanto nella lotta politica, l'analisi bisogna svolgerla tenendo conto non soltanto delle ricadute negative sperimentate in altri Paesi, ma anche e soprattutto del fatto che le donne ormai sono «arrivate». Arrivate con le proprie forze, senza l'aiuto di nessuno, senza quote, a volte anche dileggiate per la loro volontà di partecipazione alla vita sociale, accollandosi, sia pure brontolando, il famoso «doppio lavoro», quello di casa e quello di fabbrica o d'ufficio. Accettare l'idea delle quote sarebbe un passo indietro, come confessare di essere una specie da proteggere, distruggendo così anni di conquiste che le donne sono riuscite a raggiungere da sole. In molti campi hanno costretto ai margini gli uomini diventando maggioranza o facendosi apprezzare più degli uomini. Nella scuola di ogni ordine e grado, per esempio, l'Istat ci dice che le insegnanti di ruolo sono l'82%; nella medicina di base e in diverse specialità cliniche le donne sono numerosissime e stimate per la loro disponibilità e competenza più degli uomini. Nel campo del giornalismo la situazione è sotto gli occhi di tutti: le inviate da ogni parte del mondo affollano i telegiornali.
Gli esempi naturalmente potrebbero continuare, ma mi fermo qui: c'è una strana passione di alcuni uomini nel battersi per rivendicare i diritti delle donne nel campo dell'unico Potere che sta loro a cuore, quello maschile per definizione, quello politico, imponendo le quote, la parità. Diffidiamo: sembrano voler dire «gestiamo noi le donne, prima che i posti se li prendano da sé e ci superino». No, fermiamoli noi. Fermiamo tutti, uomini e donne che vogliono imporre le quote, che sono solo il miglior modo per continuare a pensare che le donne siano inferiori.

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Commenti

Gadget Kitsch

Ven, 07/03/2014 - 15:06

Interessante

gianrico45

Ven, 07/03/2014 - 15:25

invece di perdere tempo con le quote rosa,perché non pensano ad una categoria di donne discriminata da sempre? Perché lo stato trova i soldi per pagare le badanti e non li trova invece per le casalinghe, che oltre a badare ed educare i figli 24 ore su 24 a costo zero per lo stato ,permettendo al marito di avere una casa e una famiglia autosufficiente? perché nonostante la corte costituzionale abbia riconosciuto lo stato delle casalinghe un lavoro a tutti gli effetti , le leggi dello stato le lasciano a carico del marito, alla stregua dei figli minori e dei componenti familiari disabili? E come va che non viene mai presentato un disegno di legge, da queste brave donne, per regolarizzare lo stato delle casalinghe,quanto tutti gli stati dell'unione europea lo hanno fatto?

Nadia Vouch

Ven, 07/03/2014 - 16:02

Concordo con @gianrico45. Molte donne, rinunciano a trovare un lavoro esterno alla famiglia, e persino a volte vi rinunciano, per l'esigenza di occuparsi dei propri cari. Accade spessissimo di trovarsi a dover accudire, quando si hanno dai quaranta ai cinquant'anni di età, i genitori e anche i suoceri, oltre ai figli. Ciò non viene riconosciuto. Per fare la badante, come richiede oggi il mercato, si deve essere spesso disponibili h24, il che significa essere sole e libere, o avere altri che nel frattempo, al proprio posto, si occupino della propria famiglia. In sostanza, la donna, che lavori in casa, o fuori casa, viene comunque penalizzata.

Ritratto di libere

libere

Ven, 07/03/2014 - 16:25

Acuta e lucida come sempre, l'analisi di Ida Magli fa giustizia di questo insipido, imperante pregiudizio. Lei, una donna, ha chiaramente capito e spiegato che sarebbe l'ennesimo espediente per sconfiggere le donne. Le quali, anche se lei non lo dice, quanto a spregiudicatezza e ambizione non son seconde a nessuno, tantomeno agli uomini. Merkel docet.

insider

Ven, 07/03/2014 - 16:26

@ gianrico45: forse che il mestiere di casalinga sia troppo umiliante e degradante per la definizione di donna moderna? Sulla disponibilità e competenza delle donne avrei più che da ridire avendone avuto esperienza diretta. Per quanto riguarda l'affollamento di queste in diversi campi dubito fortemente, salvo rari casi, che si tratti di merito quanto piuttosto a favori politicamente corretti. Le quote sono quanto di peggio si possa immaginare in un paese che parla tanto di meritocrazia. Le donne di oggi vivono sugli allori di battaglie giuste combattute dalle loro nonne. Assunta perché donna. È questa la parità? Sarei la prima ad offendermi se fossi donna, ma probabilmente è comodo diventare o tornare soggetto debole al bisogno. Rispetto dell'individuo, di e da entrambe le parti, questo manca per una vera parità e non parliamo di posti a sedere!

michele lascaro

Ven, 07/03/2014 - 16:30

L'ho sempre scritto in queste pagine che, se una donna vale, è giusto che raggiunga l'apice professionale. Le quote rosa sono una cavolata autentica e offensiva nei confronti delle donne. Ho sempre riportato l'esempio della compianta (da me, non so da altri) Marisa Bellisario che, in epoca antecedente alla stupida invenzione delle quote rosa, dimostrò grande esperienza e capacità professionale.

michele lascaro

Ven, 07/03/2014 - 16:30

L'ho sempre scritto in queste pagine che, se una donna vale, è giusto che raggiunga l'apice professionale. Le quote rosa sono una cavolata autentica e offensiva nei confronti delle donne. Ho sempre riportato l'esempio della compianta (da me, non so da altri) Marisa Bellisario che, in epoca antecedente alla stupida invenzione delle quote rosa, dimostrò grande esperienza e capacità professionale.

cameo44

Ven, 07/03/2014 - 16:51

Oggi è di moda parlare di genere e si vuole imporre per legge per chi votare uomo o donna fermo restando il massimo rispetto per le donne penso che essere donna non significa essere capace e preparate vi sono donne capace e preparate come vi sono uomini capaci e preparati oggi non è più come ieri le donne occupano posti importanti sia nel publico che nel privato le troviamo ovunque in politica nelle forze dell'or dine nelle aziende nella magistratura quindi queste lamentele mi sem brafano eccessive e fuori posto se oggi i matrimoni sono in crsi è an che colpa delle donne che non vogliono fare più le mogli e madri ma solo donne in carriera nella vita ognuno deve svolgere il proprio ruo lo e lasciare la libertà ai cittadini di votare per chi vuole senza imposizioni

Ritratto di deep purple

deep purple

Ven, 07/03/2014 - 16:56

@michele lascaro. E' stata proprio la presidente della fondazione Bellisario a fare la legge sulle quote rosa nei cda delle società quotate.

Ritratto di deep purple

deep purple

Ven, 07/03/2014 - 16:58

Guardi signora Magli, sono state proprio le parlamentari del suo sesso a rompere le scatole con questo cavillo (invece di preoccuparsi di cose più importanti) facendo rinviare per l'ennesima volta la legge elettorale. Inoltre, sono sempre state parlamentari donne (di entrambi gli schieramenti) a introdurre quella porcata delle quote rosa nei cda delle società quotate. Quindi, in questo caso, gli uomini non c'entrano.

km_fbi

Ven, 07/03/2014 - 16:58

Ida Magli ha perfettamente ragione,ed il fissare dei rigidi schemi sessisti oltre ad essere offensivo per le donne, quasi appunto fossero realmente inferiori agli uomini e dunque bisognose di particolari vantaggi nella competizione con essi, quando senz'altro così non è, perché in realtà sono loro il sesso "forte" cui la natura ha riservato il compito più nobile e gravoso, quello della procreazione. Sarebbe molto meglio che le parlamentari, invece di incaponirsi nell'affermazione di questi "diritti" di genere, che rischiano addirittura di creare delle difficoltà nella compilazione delle liste stesse, si dessero da fare per fare riconoscere a coloro che si dedicano alla conduzione della famiglia e all'educazione dei figli in modo totale o parziale un reddito, corrispondente all'effettiva mole di lavoro che si sobbarcano.

Ritratto di deep purple

deep purple

Ven, 07/03/2014 - 17:01

Guardi signora Magli, sono state proprio le parlamentari del suo sesso a rompere le scatole con questo cavillo (invece di preoccuparsi di cose più importanti) facendo rinviare per l'ennesima volta la legge elettorale. Inoltre, sono sempre state parlamentari donne (di entrambi gli schieramenti) a introdurre quella porcata delle quote rosa nei cda delle società quotate. Quindi, in questo caso, gli uomini non c'entrano.

giovanni PERINCIOLO

Ven, 07/03/2014 - 17:37

Belle le "quote di genere"! a quando la quota per pederasti e lesbiche?? dimenticavo, e transgender??

Beaufou

Ven, 07/03/2014 - 17:51

Vi fossero molte donne dello stampo della signora Magli, non ci sarebbe neanche l'occasione per perder tempo con le cosiddette polemiche di genere. I diritti sono assicurati a tutti gli individui, di ambo (e anche oltre) i sessi. Dovrebbe bastare.

vince50_19

Ven, 07/03/2014 - 17:56

Credo che si debba sempre tenere presente quello che una persona vale indipendentemente dal sesso. Evitiamo di cavillar troppo chè la gente ne ha pieni i cosidetti per motivi molto più seri ed impellenti. Grazie

Nico63

Ven, 07/03/2014 - 18:00

Va a finire che le quote rosa sono un Cavallo di Troia per introdurre le "quote arcobaleno"... :-(((

LAMBRO

Ven, 07/03/2014 - 18:17

DIVENTA UN MERCATO SOLO QUANDO SI METTONO IN VENDITA.... CON POCO PUDORE.

Maurizio Fiorelli

Ven, 07/03/2014 - 18:18

Che idiozia le quote rosa,le donne non hanno bisogno di queste scorciatoie,hanno parità a tutti gli effetti e,come sarebbe giusto per TUTTI,il merito e le competenze dovrebbe prevalere.Condivido l'ironia di Giovanni Perinciolo.

citano39

Ven, 07/03/2014 - 18:20

Ma quanti governi futuri saranno a rischio di cadere per parto?

Ritratto di semovente

semovente

Ven, 07/03/2014 - 18:20

Tutto questo cianciare a favore delle donne in carriera, in politica e quant'altro. Mai una parola e provvedimento, anche economico, a favore delle donne che per scelta hanno optato a svolgere il faticoso, quanto redditizio per la società, LAVORO DI CASALINGHE. Questa è una vegogna che trova indifferenti le stesse donne che "lavorano" in politica e che molto attente ai propri interessi economici, derivanti dallo stressante e faticoso lavoro nelle aule parlamentari, se ne fottono delle loro simili nel genere che invece si prodigano per organizzare e mandare avanti le rispettive famiglie. Altro che 8 marzo, questo è un altro 8 SETTEMBRE.

Ritratto di Stefano251

Stefano251

Ven, 07/03/2014 - 18:21

Le quote rosa sono il prodotto di un mente malata o, quantomeno, altamente ipocrita: ma quando mai il merito e/o la capacità hanno sesso, colore, religione? Chi disquisisce su ciò, non contribuisce ad una maggiore e più elevata civiltà, ma solo ad una maggiore stupidità. E perché non parlare, allora di quote gay, lesbo, trans, cinofili, gattofili? Quando sento parlare uno/a di quote rosa HA GIA' PERSO IL MIO VOTO PER SEMPRE PER IMBECILLITA' CONCLAMATA!

citano39

Ven, 07/03/2014 - 18:25

Per prima cosa farei una legge per far pagare alle prostitute le tasse. Poi fonderei un partito dove tutte le donne facciano quel mestiere così le elette andrebbero tutte in parlamento. Di fatto lavorerebbero nel casino.

Ritratto di Scassa

Scassa

Ven, 07/03/2014 - 18:29

scassa Venerdì 7 marzo Gentile signora Maglie ,le premetto che non sono n'è femminista n'è anti maschio,bensì sono anti anti anti ipocrisia e anti opportunisti di ambo i sessi ,e mi spiego. Ho conseguito due lauree e ,partendo dal livello impiegatizio più basso ho raggiunto l'inquadramento dirigenziale con le sole mie forze ,e il più bel riconoscimento che ho ricevuto e' stato l'apprezzamento ricevuto dal responsabile del settore il giorno della mia nomina a dirigente di primo livello con la seguente motivazione : " per il lavoro svolto con serietà ,perseveranza,conoscenza dei propri limiti,intelligenza nell'intento di migliorare l'azienda,la mancanza di arrivismo e la freschezza continua di idee apportate . Il fatto che lei sia unica donna tra 22 colleghi maschi non è assolutamente una gratifica al suo sesso ,bensì un segno di riconoscimento alle sue doti manageriali. Il fatto che lei sia anche una signora di aspetto gradevole e solo un valore aggiunto,ma solo pro domo sua." . Mi avessero promosso solo per quota rosa ,avrei fatto ,da sola ,la seconda marcia su Roma. La Meritocrazia non è fatta di sesso ,ma di cervello e rispetto per il tuo lavoro ,qualunque esso sia ,ma in primis rispetto per se stessi . Silvana Sassatelli.

guardiano

Ven, 07/03/2014 - 18:50

Quote rosa- una grande cazzata di questa italiota, dopo questa pagliacciata dovrebbero pretendere le quote i belli e i brutti, gli alti e i bassi, i biondi e i mori, i capelloni e i pelati, i gay e i trans e chi più ne ha più ne metta, intanto l'italietta governata da questa massa di ladri, parassiti, e incapaci, precipita sempre di più nella merda.

michele lascaro

Ven, 07/03/2014 - 18:58

deep purple, ho scritto della Bellisario "compianta da me, non so da altri". Evidentemente l'attuale presidente della fondazione appartiene "agli altri" e dimostra di non aver capito nulla della grande Bellisario. Cose che succedono anche fra i successori, figli degeneri.

fedele50

Ven, 07/03/2014 - 19:17

non basta avere qualcosa di diverso fra le gambe , dove sta scritto una regola cosi ipocrita, testa, ci vuole testa e intelligenza altro che "QUOTE "ma andate tutte a ramengo befane sfaticate.

Ritratto di chris_7

chris_7

Ven, 07/03/2014 - 19:44

notate lettori, di come nn ci sarà mai la parità, pur dando delle leggi pro donna, in particolare vi cito un esempio: chi si salva x 1° sulle scialuppe della nave che affonda? DONNE e bambini, chi deve fare il cavaliere? chi deve difendere l'onore? 19:44

Ritratto di Simbruino

Simbruino

Ven, 07/03/2014 - 19:56

Maometto lo ha iscritto nel Corano che "la donna e´la meta´dell´uomo" quindi le percentuali delle quote rosa qualora debbano stupidamente esistere dovrebbero essere 66,6% ai maschi e 33,3% alle femmine- Pero´ancr piu´ drasticamente la teologia cattolica "non scritta" ritiene che le donne siano meno intelligenti degli uomini proprio perche´la differenza tra il maschio umano e il maschio della scimmia e´chiaramente soltanto la intelligenza ,quindi una, mentre la differenza tra la femmina umana e la femmina scimmia non e´strutturalmente una , ma DUE- le quote rosa sono una stronzata imposta da un cieco femminismo di cui e´figlia la tribolatissima Boldrini, ma i millenni dimostrano che non solo in politica ma nelle numerose altre attivita´intellettuali l´uomo e´sempre stato superiore, Quindi le quote che impongano una percentuale prestabilita di presenza femminile sono soltanto un altro scivolamento alle dottrine di oltralpe ove le donne sono in maggioranza nei contesti sociali, MA PER DIVERSA CAUSA NATURALE, e non certamente politica- L´Italia non subisce il fenomeno della cognazione la popolazione e´molto mista ed i maschi italiani sono ancora biologicamente idonei a fecondare le italiane ,percio´il sopravanzamento sociale delle femmine sui maschi in Italia ,,,per principio di natura,, non si comprende ,anzi non si comprenderebbe se non fosse falso- La Boldrini si trova in quel posto per disperazione , e non vuole ammetterlo , neanche a se stessa-

steacanessa

Ven, 07/03/2014 - 20:02

Come diceva qualcuno, non importa che il gatto sia bianco o nero. Importa che prenda i topi.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Ven, 07/03/2014 - 21:34

Grande, grandissima , meravigliosa Ida Magli, donna eccezionale, che nei suoi libri ha analizzato sotto molteplici punti di vista la figura della donna e la condizione femminile, e che è stata e continua ad essere per molte maestra e guida.

Ritratto di gianpaolo.barsi

gianpaolo.barsi

Dom, 09/03/2014 - 02:07

@Scassa. Due lauree, e scrive "n'è" invece che "né". Quote scasse, altro che rosa….

Ritratto di stock47

stock47

Mer, 12/03/2014 - 23:46

Stimo molto Ida Magli, soprattutto quando scrive sull'Euro, l'Unione Europea e sulla nostra sovranità nazionale e identità. Sull'argomento di questo articolo, tuttavia, non sono minimamente d'accordo con lei. La Magli ne fa una questione di pari oportunità tra donne e uomini da eleggere in Parlamento, dimenticando che qui non è in gioco il diritto delle donne ma il DIRITTO DEGLI ELETTORI. I normali cittadini hanno il diritto di eleggere chi vogliono a rappresentarli, e non cose decise da segreterie di partito o da diritti di divisioni di genere. Quello che è in gioco è il diritto degli elettori ad essere rappresentati da chi desiderano LORO, e NON dal diritto di chi deve rappresentare gli elettori, uomini o donne che siano. Non ha nessuna importanza se a rappresentare gli elettori ci sia un uomo o una donna o un culattone, l'importante è che LO DECIDA L'ELETTORE, in base al suo giudizio personale sulle capacità della persona e sulla sua corrispondenza con i programmi e le idee che esprime e che vuole portare avanti. Mi sembra che si guardi più al diritto di spartizione del Parlamento tra categorie e generi e si perda completamente di vista ciò che è il Parlamento, la rappresentanza del Popolo sovrano. SE è UN GIOCO DI CATEGORIE E DI GENERE LA COSA RIGUARDA SOLO COSTORO, MA SE E' UNA RAPPRESENTAZA DEL VOLERE DEGLI ELETTORI, TALE RIPARTIZIONE NON ESISTE NE' DOVREBBE NEMMENO ESSERE PRESA IN CONSIDERAZIONE!