Il risparmio comincia dagli Enti locali, in Toscana 14 Comuni si fondono

Dal 1° gennaio i sindaci di 14 centri saranno sostituiti da altrettanti commissari prefettizi che dovranno gestire l'unificazione dei municipi, la riorganizzazione dei servizi e le prime elezioni «comuni». Fra i paesi interessati anche Figline Valdarno, il rifugio italiano di Sting

Sul fronte degli Enti locali finalmente qualcosa si muove. In Toscana 14 Comuni stanno per fondersi e l'anno prossimo diventeranno la metà. Per avere sette sindaci invece che quattordici, sette giunte invece che quattordici eccetera eccetera. Nella speranza che i servizi offerti ai cittadini ne guadagnino in efficienza, con la riduzione dei costi, e magari pure in efficacia.

E per fare il punto su quello che appare un esperimento amministrativo inedito per la Toscana, si sono riuniti a Firenze il prefetto del capoluogo regionale Luigi Varratta, i prefetti di Arezzo Saverio Ordine, di Lucca Giovanna Stefania Cagliostro e di Pisa Francesco Tagliente, l'assessore regionale Vittorio Bugli e i sindaci dei 14 Comuni toscani interessati: Castelfranco di Sopra che si unirà con Pian di Scò, Stia con Pratovecchio, Figline Valdarno con Incisa Valdarno, Scarperia con San Piero a Sieve, Vergemoli con Fabbriche di Vallico, Crespina con Lorenzana, Lari con Casciana Terme.

Fra i Comuni interessati ci sono centri piccoli e perifici, come Fabbriche di Vallico, comunello della Garfagnana che secoli addietro presidiava il confine fra la Repubblica di Lucca e il Ducato di Modena e Reggio. Meno di 600 abitanti, si unirà a Vergemoli che ne conta poco più della metà, circa 350. O come Lorenzana, 1.200 residenti in provincia di Pisa, che si fonderà con la vicina Crespina, meno di 4mila.

Ma ci sono anche Comuni più grandi e «centrali», come Figline Valdarno, che conta oltre 17mila abitanti, che è ben collegata con Firenze e Arezzo (entrambe raggiungibili in treno in meno di mezz'ora) e che si piazza al 22esimo posto nella classifica dei cento comuni con la qualità della vita migliore d'Italia. Grazie al suo consistente patrimonio storico e culturale, Figline, il centro più pianeggiante del Chianti, è un importante turistico della provincia di Firenze, secondo solo al capoluogo. È inoltre conosciuta dagli appassionati di musica pop di tutto il mondo per ospitare il rifugio italiano di Sting. Dall'anno prossimo farà tutt'uno con la vicina Incisa, che fu la città d'adozione di Francesco Petrarca e che ora ha poco meno di settemila abitanti e «intestataria» dell'omonima uscita dell'Autostrada del sole.

Erano presenti alla riunione anche i sette commissari prefettizi che assumeranno le loro funzioni il prossimo primo gennaio e guideranno gli enti fino alle elezioni amministrative della primavera 2014. I commissari eserciteranno i poteri spettanti a sindaco, giunta e consiglio comunale. Li aspetta un'esperienza del tutto nuova: dovranno gestire infatti la completa fusione degli enti a loro affidati.

Gli adempimenti sono numerosi e complicati: dovranno essere armonizzati i bilanci, i regolamenti contabili, i tributi, gli strumenti urbanistici, lo stato civile e l'anagrafe; riorganizzate le piante organiche e le posizioni dirigenziali; individuati gli uffici centrali e quelli periferici. Ma la tabella di marcia prevede anche altri incombenze non certo marginali, come scegliere i nuovi stemmi o le divise dei vigili urbani, rivedere la toponomastica e i cartelli stradali, aprire nuovi sito internet comunale con altre email.
«Abbiamo già avviato la macchina per consentire ai commissari di essere operativi da subito. Il nostro obiettivo è di garantire la piena continuità dell'azione amministrativa - ha detto il prefetto Varratta -. Non ci saranno vuoti nell'apparato comunale». Insomma, dal summit arriva un messaggio rassicurante che si spera non venga smentito dai fatti. I prefetti e l'assessore Bugli hanno voluto fugare ogni perplessità sollevata dai sindaci, preoccupati dal grande sforzo organizzativo che attende loro e i rispettivi municipi, e hanno garantito che saranno al loro fianco fornendo il massimo supporto. «L'incontro di oggi va proprio in questo senso - ha continuato Varratta - Regione Toscana, prefetture e sindaci lavoreranno insieme da qui alla fine dell'anno per porre le basi dei nuovi comuni unici. Poi dal 1° gennaio l'attività sarà portata avanti dai commissari che continueranno a lavorare in sinergia con le amministrazioni uscenti». Si tratta di funzionari prefettizi, ha assicurato Varratta, «che conoscono i territori, la cui intenzione è quella di avviare un percorso all'insegna di una serena e fattiva collaborazione nell'interesse delle stesse comunità».

L'intenzione è di avviare al più presto l'organizzazione dei servizi proprio per non penalizzare il rapporto con i cittadini. «Da parte della Regione - ha detto l'assessore Bugli - c'è l'interesse e l'impegno affinché il passaggio del 31 dicembre e la successiva fase transitoria gestita dai commissari prefettizi si svolga nel miglior modo possibile. Se questo passaggio funziona bene, rafforza l'idea che 'unirsi fa benè e dunque faremo tutto il possibile». Rivolgendosi poi ai sindaci uscenti e ai commissari presto incaricati, Bugli ha chiesto «la massima disponibilità e collaborazione».

«La Regione - ha ricordato Bugli - ha emanato leggi che favoriscono la realizzazione di questi processi, correggendo anche gli aspetti più critici. Ultimo in ordine di tempo è il provvedimento, inserito nella Finanziaria, che permette ai nuovi comuni nati per fusione di ottenere da subito senza dunque più attendere l'anno successivo, i contributi previsti dalla legge 68».