Rivoluzione in tasca. Ecco come funziona la moneta virtuale

Con i primi 10.000 Bitcoin furono comprate due pizze. Oggi li usa mezzo mondo. E quelle pizze varrebbero quasi cinque milioni

Moneta virtuale, criptomoneta o criptovaluta, banconota elettronica. Chiamatelo come volete il Bitcoin, ma di sicuro è un mezzo di pagamento figlio della crisi. Non è un caso che l'atto di nascita più accreditato porti la data del 2008, cioè l'anno in cui il sistema finanziario mondiale è imploso nel buco nero dei mutui «subprime». Alla fine di quell'anno nero viene pubblicato sul web uno studio sui Bitcoin firmato Satoshi Nakamoto. Resta tuttora un mistero chi si nasconda dietro a questo pseudonimo, non si sa se sia un uomo, una donna o addirittura un gruppo di studiosi. Sta di fatto che, a differenza di altri predecessori, il Bitcoin in pochi anni, sull'onda della sfiducia verso le grandi istituzioni finanziarie, si è diffuso nel mondo in maniera esponenziale, superando l'ostilità delle banche e la diffidenza di migliaia di utenti. Un successo talmente travolgente da generare 500 altre monete virtuali. C'è chi è sicuro di essere di fronte al mezzo di pagamento del futuro. Di sicuro vale la pena di esplorarne le potenzialità. E quindi di capire come funziona.

Cos'è il Bitcoin

È una valuta virtuale, cioè totalmente elettronica. Non servono banconote, monete né borsellino: viaggia attraverso internet e il possesso di ogni singolo Bitcoin è registrato in modo univoco da una vasta rete di computer in tutto il mondo. Pochi giorni fa la California è stata la prima a riconoscere il Bitcoin come valuta, nel resto del mondo circola con scambi tra privati, con un cosiddetto sistema peer-to-peer, cioè da computer a computer.

Chi lo controlla

Non passa dalle banche né viene controllata da autorità monetarie o banche centrali. Viene generata automaticamente secondo un algoritmo matematico che esclude l'inflazione: è già previsto che si arrivi a un circolante massimo di 21 milioni di Bitcoin, ma il ritmo di emissione rallenta progressivamente.

Come fare ad averlo

Ci sono due possibilità. Una è comprare Bitcoin direttamente da un privato che ne possiede oppure su piattaforme in itnernet come Coinbase, quella a cui si appoggia Il Giornale, o Bitstamp, pagandolo con normali valute, dagli euro ai dollari. Ci sono ormai molte attività che lo accettano come mezzo di pagamento on line: chi possiede Bitcoin, ad esempio, può usarli per fare shopping su Amazon, senza bisogno di carta di credito o bonifici. Il secondo mezzo per ottenerli è il «mining», ovvero mettere una parte della potenza di calcolo del proprio computer a disposizione della Rete che gestisce le transazioni. In cambio, periodicamente, si ricevono Bitcoin in «premio».

Come si conservano

Basta andare su uno dei siti già citati e aprire un «wallet», ovvero un portafoglio elettronico, che potrà contenere uno più conti in Bitcoin, identificati da codici numerici che iniziano sempre con la cifra 1. I conti sono anonimi, ed è una delle caratteristiche che ne ha favorito l'enorme diffusione: si calcola che nel 2013 il cambio Bitcoin-Yuan sia arrivato a coprire il 21% di tutti i cambi di valuta in Cina. Ogni portafoglio ha un codice, una «chiave» pubblica che lo identifica, che permette così a chiunque di versare Bitcoin su quel conto, e una segreta, nota sola al proprietario, che la usa per autorizzare i pagamenti a terzi.

Come si scambia

La semplicità con cui si può spendere e scambiare è uno dei grandi vantaggi. Sui siti internet che lo accettano c'è in genere un «pulsante» da cliccare e il trasferimento dei fondi è immediato, via web. Altrimenti si può «caricare» una somma sul proprio cellulare e, autorizzando il pagamento con la propria «chiave» segreta, si vedrà comparire un «Qr code», un quadrato fatto di puntini neri. Il creditore lo legge col proprio cellulare e la somma prevista viene accreditata sul suo conto. Il Qr code può eventualmente essere stampato, come un assegno, e letto sempre col cellulare.

Quanto vale

I primi furono emessi come esperimento e usati per comprare due pizze: furono pagate con 10.000 Bitcoin. Oggi un'unità vale oltre 470 euro, e infatti la maggior parte dei pagamenti avvengono con frazioni di Bitcoin.

Come investire

C'è chi fa trading in Bitcoin e ottiene grandi guadagni, ma la volatilità è altissima. Il tasso di cambio è arrivato a un picco di 1.200 euro. Chi avesse comprato in quel momento, oggi ci avrebbe rimesso due terzi del capitale.

A proposito: a quel tasso di cambio, le prime due pizze sono state pagate 12 milioni di euro. Insomma, la speculazione su Bitcoin è materia da maneggiare con cura.

La sicurezza

Una piattaforma molto usata, MtGox, è finita male: i gestori sono spariti con la cassa. Ma il meccanismo diffuso ha saputo riparare i suoi punti deboli. Ogni Bitcoin «ricorda» il nome dell'ultimo proprietario, come una girata di assegno, e ogni passaggio viene registrato in pochi istanti da tutti i wallet. Transazioni non riconosciute da tutti i portafogli in Rete, perché truccate, verrebbero subito bloccate. Le incognite: quanto prenderà piede tra le aziende ed eventuali, non facili, interventi regolatori da parte dei governi.

Commenti

biricc

Mer, 02/07/2014 - 09:57

La mia opinione? Finirà con una colossale truffa. Esattamente come con l'euro.

roseg

Mer, 02/07/2014 - 10:12

Non bastano le fregature italiote,ora pure il bitcoin.Ma fatemi il piacere,Totò docet,in estrema sintesi siamo governati da un tizio che riesce sistematicamente a dare da bere agli italidioti ciò che più gli fa comodo a volte anche contro l'evidenza,vedi ultime elezioni:un popolo vendutosi per 80 euro.Anche Giuda si vendette e per il grande rimorso si impiccò...

rossono

Mer, 02/07/2014 - 10:51

Mha !! per avere una moneta virtuale bisogna comprarla con una moneta reale? E poi vanno a cercare gli evasori nel popolino.. poveri sinistronzi...

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Operator

Mer, 02/07/2014 - 11:25

Contributi di alto profilo i Vostri! sarebbe auspicabile un minimo di informazione sull'argomento prima di assumere una posizione. Forse si scoprirebbe come le cryptovalute possono rivoluzionare i pagamenti, erodere il potere delle banche ,permettere l'accesso ai mercati a chi ne è tagliato fuori ecc. e soprattutto si scoprirebbe che NON sono regolamentate da nessuna entità; ma è più facile spargere merda su tutto.....fa molto più "rivoluzionario"

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massacrato

Mer, 02/07/2014 - 11:55

Mi sa di bolle di sapone.

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kensan

Sab, 05/07/2014 - 18:21

I bitcoin permettono una grande cosa ovvero con un centesimo posso pagare un articolo di giornale anche se costa 5 centesimi oppure posso pagare una casa da 200 mila euro in bitcoin. ************************* Sempre 1 centesimo mi costa. ************************* Con la carta di credito il costo è un fisso (30 centesimi per paypal) più l'1-2-3%.

mauriziosorrentino

Lun, 02/05/2016 - 13:26

Perchè limitano l'emissione a 21 milioni? ...Forse perchè c'è la possibilità di erodere il potere delle banche centrali(con una massa infinita)? Di fatto è una moneta parallela,perchè la devo comprare con del denaro?Visto che non costa nulla, dovrebbe essere accreditata a ognuno in fase iniziale(come al monopoli) e poi diventare il sangue di scambi commerciali a costo zero.Chi ci assicura che"siano registrati in modo univoco"?...manca la sicurezza nella generazione,se corretto ,in teoria potrebbe essere rivoluzionario,ma contiene anche gli elementi per una grande truffa...bisognerebbe che la prendessero sotto la loro protezione e garanzia ad esempio i Brics.