Se la "follia" di Berlusconi fa impazzire gli anti-Cav

Basta l'idea di una nuova candidatura dell'ex premier per innescare le paranoie del circolo mediatico anti-Cav

Il ceto dominante di questo Paese è pazzo. Nel senso che è affetto da una grave forma di nevrosi. Dopo tanti anni, tanti esperimenti terapeutici, tante osservazioni cliniche, tante analisi e ricognizioni psichiatriche, sono arrivato a una conclusione: la «sindrome da Berlusconi» non si spiega solo con gli interessi in gioco, con le regole della politica, non è la manifestazione più o meno machiavellica di un aspro conflitto di potere. È una patologia grave del comportamento, e sarà il personalemedico in camice a discernere tra schizofrenia e paranoia o altre manifestazioni di psicosi. Ma è quello: una de­vianza grave dal corso vitale naturale, una complicazione o complicanza i cui esiti ferocemente antinazionali e antirepubblicanipossono essere davvero letti e compresi solo da etologi, analisti del comportamento animale allo stato puro, o psichiatri. Ho sempre detto che Berlusconi era un matto prestato dal destino cinico e baro ai liberali italiani, quella genia al Barolo che non aveva mai combinato alcunché ed è stata spiazzata e sostituita dal populismo democratico di un outsider assoluto. Ma il Cav è un matto per metafora, questi sono matti davvero.

Il cielo finanziario mondiale cade, e questi guardano Berlusconi. Risparmi e investimenti bruciano, e questi guardano Berlusconi. Il sistema di giustizia è completamente impazzito, magistrati guatemaltechi e toninidipietro fanno il tiro ai corazzieri, e questi guardano Berlusconi. L'opinione pubblica è nel pieno di uno smarrimento pericoloso per le istituzioni e per la democrazia, e questi guardano Berlusconi. La fascinazione coatta del ceto dominante inteso come malato grave è l'ingrediente decisivo, che supera largamente il bisogno di vendere copie, di fare carriera tra giustizia e politica, di scambiare sul mercato corposi interessi economico-finanziari, di giocare liberamente con un potere considerato come titolo di nobiltà e pegno per gli ottimati costretti da vent'anni a rincorrere un imprenditore milanese dalle maniere inafferrabili. La coazione a ripetere della «sindrome da Berlusconi» porta a esiti clinicamente imprevedibili, a comportamenti da camicia di forza. Sono filistei che vogliono la morte certificata di Sansone.

Volevano un golpe e invocavano apertamente i carabinieri per cacciare il presidente eletto dagli italiani (il professor Asor Rosa). Portavano un tredicenne a gridare accuse sanguinose contro il capo del governo eletto a norma di Costituzione dal podio di una manifestazione talebana unica nel suo genere in tutta la cultura e civiltà europea (Gustavo Zagrebelsky, Umberto Eco, Barbara Spinelli, Carlo De Benedetti: il cast del Palasharp). Per molti anni occuparono giornali e tv con la monomania psicotica dell'uomo delle stragi, della mafia, della trattativa e di non si sa quale altro concorso esterno in male assoluto (tutti i soliti noti, sulla scia dei noti togati). Hanno infine ottenuto un cambio. Berlusconi nel novembre scorso ha lasciato la presa a un grande e rispettato notabile della Repubblica internazionale delle banche, della scienza economica e dell'imprenditoria di establishment (Mario Monti e i suoi collaboratori del governo tecnocratico). Oggi le persone sane si dividono in due categorie: quelli che lo appoggiano nonostante la sospensione delle regole democratiche elementari, nonostante risultati discutibili e alla vigilia di un avvitamento della crisi da euro senza difesa, e quelli che vorrebbero al più presto tornare a governi legittimati, ma senza ricominciare a darsele come prima, nel vecchio reparto psichiatrico del bipolarismo impazzito. Ma il ceto dominante fatto di paragolpisti e talebani che tambureggia l'informazione e la giustizia, i due poteri decisivi del nostro tempo accidioso e malato, non è di questo avviso.

Uomini e donne affetti dalla nota sindrome vogliono cacciare Monti per indegnità morale, perché è parte della «colpa comune» degli italiani, perché non ha offerto discontinuità, cioè vendetta e botte, alla loro ansia di cancellazione, annichilimento dell'Arcinemico. Scrivono su Repubblica che solo le maggioranze popolari contano, che bisogna al più presto votare con la legge elettorale che c'è, fare maggioranza, fare ordalia antiberlusconiana, e garantire la stabilità di una caserma all'intero Paese, e chi lavora per una transizione che governi davvero la crisi, per una dialettica politica autentica, sia esso il presidente della Repubblica o chiunque altro, è un traditore e un venduto alla mafia da cui non si accettano nemmeno le corone di fiori per i martiri; bollano come associazione di loschi amici del Presidente la Consulta, nel momento in cui deve decidere sul comportamento origliatorio della Procura di Palermo ai danni di una figura giudiziariamente inviolabile (l'assist è dell'ala destra marciante, il Travaglio); agiscono con le loro inchieste dedicate al nulla statomafioso per continuare a devastare il diritto e a colpire i generali che arrestarono Riina; cercano di sentenziare per la via breve del giustizialismo, tenendo sequestrati per mesi di cura carceraria preventiva, nella forma della tortura, i loro idoli polemici (i Mora, i Daccò, i Simone), per rimuovere quel che resta di vent'anni di governo nella regione che ha i conti più virtuosi d'Italia.

Fino a ieri sostenevano che le maggioranze non contano, che la democrazia liberale è fatta di pesi e contrappesi, che giù le mani dai giudici costituzionali eccetera. Ora giù botte maggioritarie, e tutto questo va fatto a mezzo intercettazioni, e se alla fine ne vengano travolti principi costituzionali o luoghi super partes come il Quirinale, chissenefrega. L'importante è la solipsistica e narcisistica sicurezza che il ceto dominante è ancora in grado di fare la parte del Joker travestito da Batman: è la strage della ragione, come a Denver. Non è infatti ultrapatologico che costituzionalisti in ghette e panama teorizzino simili dotte scemenze, contraddicendo tutto quanto hanno affermato fino a ieri? Ora vogliono le maggioranze di centrosinistra blindate e teleguidate al posto dell'arma dei carabinieri. Credetemi, è una nevrosi o una psicosi grave, non è politica. O non solo.

Commenti
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Rondò Veneziano

Dom, 22/07/2012 - 16:33

Le fibrillazioni tra le schiere degli anticav sono il miglior auspicio per una pronta e sicura rimonta del Cavaliere sul bilancino politico del paese, in molti dovranno rintuzzare gli spiriti per fare i conti con la sua furia rigeneratrice dei destini della nazione, ed anche lei Ferrara sarebbe bene che si mettesse un poco a dieta per non sfigurare tra le eroiche schiere dei sostenitori che non lo abbiamo mai mollato neanche nei momenti di difficoltà. I bananas sono già pronti, come i tigrotti di Arcore ad un solo cenno della tigre della Brianza, per dare l'assalto finale al governo dei professori, i tristi rappresentanti delle consorterie bancarie europee che cercano di travestire lo spietato colonialismo finanziario di cui siamo vittime per l'unica strada percorribile per un popolo esausto di tasse come il nostro. Il giorno della liberazione si sta avvicinando, tutti coloro che pensavano di esportare i propri capitali, guadagnati faticosamente con il duro lavoro, possono fermarsi ed adoperarsi insieme a noi per la seconda rivoluzione libertina destinata a salvare la patria dagli attacchi speculativi, Papi è tornato e noi con lui.

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robertoguli

Dom, 22/07/2012 - 16:51

Mi sembra che Giuliano abbia ricondotto sul binario giusto l'analisi sulle sconcertanti provocazioni, da parte degli intelligentoni di turno, che continuano a destabilizzare questo precario paese. Distinti saluti. Roby

Giovanmario

Dom, 22/07/2012 - 17:04

E ci si mette non solo la stampa nazionale.. pure quella estera

Ritratto di scimmietta

scimmietta

Dom, 22/07/2012 - 17:17

...Rondò... la testa ormai ti sta girando così vorticosamente che non capisci nemmeno più chi sei .... fermati un momentino, se ti riesce ...

canova.emilio

Dom, 22/07/2012 - 17:22

Per molti degli anti-Cav si prospettava già la disoccupazione. Molti pseudogiornalisti televisivi e non, negli ultimi mesi hanno perso potere contrattuale con le loro testate giornalistiche. Evviva il ritorno del cavaliere, questo significa, per alcuni, il rinnovo di contratti plurimilionari, ville, barche, ecc. ecc., in formato proletario s'intende. P.S.Non ho mai votato PDL, ma l'atteggiamento di alcuni mi ha sempre disgustato.

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nuvmar

Dom, 22/07/2012 - 17:42

personalmente devo ammettere che il nostro presidente del consiglio, ché lo è ancora checché se ne possa dire, tiene quel valore aggiunto necessario alle persone di successo! Prego, un momento, una su tante:-dove lo vai a trovare uno che impone agli avversarii (non importa cosa) acché si debbano coalizzare nella paura di scomparire, e quello manco vi penzzza!!!

gustavo

Dom, 22/07/2012 - 17:52

Caro Ferrara, hai pienamente ragione. Secondo me, per dare una spiegazione a questo fenomeno bisogna solo rivolgerci al buon Newton. Come da sua legge a tanto amore corrisponde tanto odio. Ragione per cui se l'amore si basa su qualcosa di concreto, l'odio è solo un sentimento di riflesso condizionato non supportato da alcuna valida ragione. Solo legge fisica, altra spiegazione non c'è.

Ritratto di mark 61

mark 61

Dom, 22/07/2012 - 17:49

La candidatura del capo dipende solo se gli serviranno legittimi impedimenti da opporrenei vari processi . Dopo le ferie vedrà che aria tira e agirà di conseguenza, di tutto il resto non gliene frega niente.

tzilighelta

Dom, 22/07/2012 - 17:57

Ferrara non ha considerato che la stragrande maggioranza degli italiani non sa chi è Zagrebleski e neppure Ingroia! Ma gli Italiani sanno benissimo chi è il cav. e il suo manipolo di cortigiani ciarlatani e peraccottari di cui Ferrara è parte integrante e dominante! Pensare di ridare il paese in mano a B. è follia pura! Lo sanno i mercati e lo sa anche Ferrara ma non lo può dire!

Ritratto di dalton.russel

dalton.russel

Dom, 22/07/2012 - 18:06

Ferrara non si crucci più di tanto se il commento, chiamiamolo così,del poveretto di turno, rispecchia in pieno la sostanza del Suo articolo: circo e clown.Ebbene, tra quelli di turno, non poteva non mancare Rondò, che di questa antica arte, ha fatto tesoro.Del resto, i clown, non sono forse l'attrazione più attesa dai bambini? E come non apprezzare la solita battuta sul Suo aspetto fisico.Stronzò Veneziano non si smentisce mai.Lo stronzo è tornato, ed io con lui.DALTON RUSSELL.

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gianniverde

Dom, 22/07/2012 - 18:23

Anche il giullare Benigno ha ritrovato la sua verve poetica, la pseudo discesa in campo di Berlusconi ha ridato fiato ai farneticanti sermoni del vate(r)

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Dom, 22/07/2012 - 18:48

Questo tuo ultimo affondo è di una bellezza letteraria iperuranica. Non posso tacerti il fascino che ci riversi col tuo genio. Genio inarrestabile, che ci sorprende, incantandoci, per il crescendo di pregio che lo connota. Anzichè decrescere, col tempo, per esaurimento di energìe, di volontà. Tutti 'noi' ci riconosciamo perfettamente in quanto hai quì scritto, e non avremmo mai potuto sperare che ci sarebbe stata una 'entità' in grado di produrre tanta perfezione di idee. Grandioso Giuliano.

Giacinto49

Dom, 22/07/2012 - 21:48

E' solo la manifestazione di un complesso di inferiorità, peraltro largamente giustificato.

Ritratto di anna.bell

anna.bell

Dom, 22/07/2012 - 23:18

Personalmente mi diverte assistere alla paura ossessiva di quelli che vorrebbero governarci.Berlusconi li terrorizza li manda in tilt.Vorrei sapere come farebbero ad affrontare i gravi problemi che anche loro nel tempo ci hanno procurato. Il momento è internazionalmente difficile, se sono così squilibrati, poveri noi.

Giovanmario

Lun, 23/07/2012 - 00:17

dalton.russel.. quindi siete in due.. complimenti per la tua estrema obiettività!!

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manasse

Lun, 23/07/2012 - 07:27

perchè non chiamarli con il loro nome COMUNISTI che chiunque comandi che non siano loro non è DEMOCRATICO altro che lenin questi lo superano di almeno 5 lunghezze(riferito ai somari da corsa)

Ritratto di gabriellatrasmondi

gabriellatrasmondi

Lun, 23/07/2012 - 07:51

A dare un'idea della insulsaggine dei sinistri basterebbe la frase di Bersanoff. : il ritorno di Berlusconi, agghiacciante! Certo che ne ha di bon ton e spessore politico! Agghiacciante sarà per lui che tutti i giorni vomitava conro Berlusconi. Io il Berlusca non l'ho mai sentito vomitare contro questa accozaglia di arrivisti politici. L'unico torto che ha è che è troppo un gran signore.

Giovanmario

Lun, 23/07/2012 - 09:04

dalton.russel.. quindi siete in due.. complimenti per la tua estrema onestà intellettuale.. ti sei qualificato.. da solo!!