Se la musica è come il doping: col brano giusto, meno fatica

Lady Gaga per una corsetta, Michael Jackson per allenamenti tosti. Lo scienziato: ascoltando una canzone con lo stesso ritmo del cuore, prestazioni migliori del 15%

La musica è una droga legale per i podisti. Ad affermarlo non è un pusher maratoneta ma il dottor Costas Karageorghis della Brunel University, uno che ha compiuto studi e scritto libri per dimostrare come le canzoni abbiano un effetto positivo se ascoltate mentre ci si sta allenando. Addirittura, Karageorghis sostiene che infilarsi le cuffiette e ascoltare la giusta playlist durante una corsa può portare a un incremento della propria performance addirittura del 15%. Però, come in tutte le cose, ci vuole metodo. Non è che se vi sparate nelle orecchie Fin che la barca va, vi troverete a competere con i migliori podisti, come d'incanto. Ci vuole la giusta preparazione scientifica anche nella scelta dei brani, altrimenti rischiereste di scoppiare dopo pochi metri mentre Sheryl Crow vi canta beffardamente, dal vostro iPod, Run, baby run.

Come nell'amore, è tutta questione di battiti del cuore. In base a quelli prodotti durante la vostra uscita, dovrete selezionare le canzoni adatte. Trovare il brano giusto, infatti, il cui battito si accordi con il tempo dell'esercizio, è la chiave perfetta per battere il vicino di pianerottolo. Perché con la giusta selezione musicale, adatta al vostro stato fisico o al tipo di allenamento che avete in programma, vi troverete a correre con un movimento regolare che ridurrà l'ossigeno richiesto, abbassando la soglia di percezione dello sforzo, dandovi così la sensazione di averne ancora nelle gambe. Da un punto di vista scientifico, l'ideale sarebbe seguire il ritmo della frequenza cardiaca compresa tra i 120 e i 150 bpm, quello, di solito, che si ha durante un lento. Oppure, se non avete un cardiofrequenzimetro, basatevi sui passi al minuto tenendo presente che da una ricerca effettuata dal famoso allenatore Jack Daniels (il Tennessee Whiskey non c'entra nulla), la maggioranza dei corridori ha un ritmo di corsa media che è di 180 ppm (passi al minuto). Se avete dubbi, fate un test calcolando il numero di appoggi prodotto con lo stesso piede in un minuto di corsa. Per ottenere i passi corrispondenti non dovrete fare altro che moltiplicare per due. Con la cifra ottenuta potrete andare alla ricerca dei brani giusti. Quindi, se i vostri passi al minuto sono realmente 180 la playlist conterrà canzoni che avranno un tempo di 170/190 oppure di 85/95 bpm (battiti per minuto). Nel primo caso dovrete fare un passo per ogni battito mentre nel secondo dovrete calcolarlo per falcata (una falcata = 2 passi). E non solo nella corsa: anche nel nuoto si sono registrati effetti sorprendenti.

Insomma, vale un po' per tutti. Già, ma come si fa a sapere qual è la canzone adatta per noi, una volta stabilito il range del nostro battito cardiaco o del passo? Esistono dei software specifici per calcolarli e un sito chiamato runningmusicmix.com che sembra fatto al caso nostro. Lì, infatti, troverete le canzoni già catalogate per genere e bpm. Così, se state facendo un lento potreste accompagnare il vostro sforzo sulle note di Toxic (144 bpm) di Britney Spears. Sappiate, ad esempio, che Boom Boom Pow dei Black Eyed Peas ne ha 131 o che il famoso Gangnam Style ne produce 132. Sempre Britney, con Scream & Shout ne ha 130 mentre Beat it di Michael Jackson presuppone una accelerazione maggiore (140). Karageorghis suggerisce comunque di ascoltare la musica verso la fine, quando si ha realmente bisogno di una spinta e di dosarne l'uso perché «Come ogni farmaco, se lo si utilizza troppo, comincia a avere meno effetto».

Esiste, comunque, una categoria di corridori, tra cui chi scrive, che detesta la musica nelle orecchie. Per noi è motivo di distrazione e, a volte, anche di pericolo, soprattutto se ci si allena su strade trafficate. Meglio il proprio respiro per regolare il giusto sforzo che accelerare il passo sulle note di Corri ragazzo laggiù, vola tra lampi di blu.