La sfida al Campidoglio adesso si gioca allo zoo

Dopo la gaffe sulla vivisezione il democratico Marino promette di abolire la caccia. Alemanno si fa ritrarre con un gatto, Marchini vuole togliere le carrozze a cavallo

Il sindaco di Roma Gianni Alemanno passa il Rolex ad Alfio Marchini

Si potrebbe parlare di viabilità, grandi opere, edilizia popolare, piano regolatore, asili nido e scuole. Ma gli elettori romani hanno l'urgenza di sapere innanzitutto cosa ne sarà dei loro animali domestici. E vogliono avere certezza che il prossimo sindaco abbia un cuore animalista. Ed è così che il dibattito su questo tema impazza tra i duellanti per la poltrona più prestigiosa del Campidoglio.
Chi è partito con un handicap quasi incolmabile è Ignazio Marino. Il candidato del centrosinistra ha il suo bel daffare a mostrare un'anima animalista. Si affatica per tutta la città agitando programmi atti a fare della capitale la città ideale per cavalli, cani abbandonati e «animali selvatici» (sic). Però il suo passato di scienziato vivisezionista resta un macigno quasi inamovibile sulla sua strada verso il Campidoglio. Come dimostra, ad esempio, la vivace contestazione subita da un gruppo di animalisti nel corso di una sua manifestazione elettorale sabato scorso. Marino ha ricevuto subito la solidarietà di Marchini e Alemanno. Per risalire la corrente, però, deve alzare la posta in gioco. Ed ecco a raffica le sue promesse elettorale più eclatanti: un servizio di pronto soccorso per animali aperto 24 ore su 24. A spese della collettività. Vietare dentro l'area comunale ogni tipo di spettacolo circense che comprenda l'utilizzo di animali. E soprattutto far partire proprio dalla capitale un grande movimento di opinione pubblica per chiedere al Palazzo l'abolizione della caccia! La reazione di Alemanno (criticato dagli oppositori per le foto su Facebook con il suo gatto) è condita con i sapori dell'ironia. «Marino, ma tu la conosci Roma? - chiede il primo cittadino - Che c'entra la caccia con il Campidoglio? Sai che in città la caccia è vietata? O sei rimasto ai tempi dei principi Torlonia che usavano le attuali ville pubbliche come riserve di caccia?»
E Marchini? Il candidato del terzo polo non ha scheletri nell'armadio, visto che da ex giocatore di polo ha sempre nutrito un'intensa passione per il mondo animale (soprattutto per i cavalli). Però tra i suoi più stretti collaboratori c'è un'animalista convinta come Matilde Spadaro che rilancia la questione degli animali. «I loro diritti - spiega - non sono diritti a scadenza e sono diritti per tutti gli animali, fauna selvatica compresa. E il primo atto di Marchini sindaco sarà l'abolizione delle botticelle». Vale a dire le carrozze trainate da cavalli tanto amate dai turisti.
Anche la parlamentare del Pd Monica Cirinnà ne vuole l'abolizione e accusa Alemanno di non aver ancora abolito lo sfruttamento disumano che i vetturini perpetuano ai danni dei cavalli. La stessa Cirinnà però non è riuscita a convincere nemmeno Rutelli prima e Veltroni poi che hanno gestito la città mentre lei sedeva in Consiglio comunale (dal '93 al 2012).

Commenti
Ritratto di indi

indi

Mer, 08/05/2013 - 09:32

Scusate ne! Ma quando si parla di quote rosa, s'intende sto rosa qui? Ma i predetti candidati, fumano prima o dopo le esternazioni? In un modo o nell'altro avrebbero un alibi. Se così non è meglio che i romani non vadano a votare e si autogestiscano! Risparmierebbero anche.

Roberto Casnati

Mer, 08/05/2013 - 10:29

E' il caso di dire che a Roma si fa una politica da cani!