La sinistra e le toghe d'assalto: la vera storia del patto di ferro

La ricostruzione nel saggio di Cerasa: dalla nascita di Magistratura democratica a Mani pulite, gli eredi del Pci hanno reclutato le Procure. Diventandone succubi 

«Ha cominciato a chiamarmi l'Anm. «Non sappiamo con chi parlare al Pd. Per favore, abbiamo bisogno della Ferranti alla Giustizia». E io ho risposto obbedisco ai magistrati, mica al Pd». La richiesta dell'Associazione nazionale magistrati, rivelata (e poi smentita, come da prassi) dal catto-dem Beppe Fioroni nei primi giorni del governo Letta, è stata accontentata. Alla presidenza della commissione Giustizia della Camera siede proprio lei, Donatella Ferranti, ex magistrato, e di una corrente non a caso, Md (Magistratura democratica), le toghe di sinistra. L'interlocutore più gradito all'Anm, a costo di un'invasione di campo plateale. Che però non sorprende perché conferma un dato storico, l'alleanza tra sinistra e magistratura italiana. Un «ammanettamento» che ha radici lontane, dalla nascita di Md - nel clima del '68 - che nella sua assemblea nazionale si assegna il compito di «costruire un rapporto costante e articolato con le forze politiche di sinistra», alla «questione morale» come bandiera del Pci di Berlinguer (delegata poi alle Procure), al pool di Mani pulite che opera già come un'unità politica. Un processo ricostruito da Claudio Cerasa nel suo Le catene della sinistra, facendo parlare i testimoni di questa mutazione genetica (doppia: dei giudici e della sinistra). Racconta Sergio D'Angelo, ex magistrato schierato con Pci e poi Ds, a lungo in Md da cui poi ha preso le distanze: «Dopo Tangentopoli la politica ha iniziato a guardare al magistrato come ad una guida spirituale. E i magistrati di sinistra, che esercitano un'egemonia culturale nel mondo delle procure, hanno sposato la causa della rivoluzione politica». Una minoranza («un settimo sui 9mila magistrati in servizio», dice D'Angelo) diventata maggioranza culturale dentro la corporazione, al punto da dominarla e influenzarne anche le sentenze. Ammette un altro magistrato, Francesco Misiani: «Non posso negare che nelle mie decisioni da giudice non abbia influito, e molto, la mia ideologia».

Ma quando scatta l'ammanettamento tra sinistra e toghe? Cerasa lo domanda a due magistrati di un'importante Procura, che per riservatezza non si svelano. Ma rispondono e indicano due tappe. La prima, Tangentopoli: «Lì molti di noi si sono convinti di avere una missione salvifica, di dover non solo combattere la corruzione ma di redimere l'Italia. E la sinistra si illude di poter prendere il potere con la magistratura». Il secondo, Berlusconi: «Assegnare alla magistratura il compito di eliminare Berlusconi - racconta uno dei due pm - ha dato alla magistratura un potere enorme che forse neanche la magistratura intendeva ottenere. Ma di fatto, da quando Berlusconi è in campo, bisogna riconoscere che la magistratura di sinistra è diventata un azionista importante, per non dire prioritario, dell'universo del centrosinistra».

La saldatura è visibile dappertutto. Nelle carriere politiche di molti pm d'assalto, a cominciare da quelli del famoso pool. Di Pietro ministro del governo Prodi, Gerardo D'Ambrosio senatore del Pd, Borrelli supporter della segreteria Veltroni. «Ma il mondo di centrosinistra è pieno di magistrati che una volta poggiata la toga all'attaccapanni si sono buttati in politica» ricorda Cerasa. I nomi più noti: Anna Finocchiaro, Luciano Violante, Michele Emiliano, Pietro Grasso, ma pure i senatori Casson, Carofiglio e Maritati, la deputata Pd Lo Moro e poi la Ferranti. Magistrato è anche un consigliere Rai indicato dal Pd, Gherardo Colombo, anche lui ex pool. Proprio il Colombo che anni fa sulla rivista Questione Giustizia teorizzò la missione politica della magistratura. «Ritengo - scriveva l'ex pm - impraticabile una prospettiva di “ritorno alla terzietà” (per la magistratura, ndr), che risulterebbe soltanto apparente». Il giudice insomma, riassume Cerasa «ha il compito, quando necessario, di sostituirsi all'opposizione parlamentare». Il magistrato diventa militante, e la sinistra si consegna - manette ai polsi - alla sudditanza verso le Procure.

Chi ha analizzato a fondo questo fenomeno è Violante, che da ex magistrato ha conosciuto entrambi i percorsi e il loro intreccio pericoloso. Il margine di libertà che i pm più schierati politicamente hanno per orientare un'inchiesta è enorme, dice Violante intervistato nel libro. I cardini sono due: l'obbligatorietà dell'azione penale (che diventa «uno scudo per giustificare indagini spericolate, fragili, ma efficaci sul piano politico») e poi «il controllo di legalità», cioè la funzione di ricerca del reato, di controllo della legalità, che spetta «alla polizia, allo Stato, alla politica». L'effetto è la sinistra che si ammanetta da sola al giustizialismo, la politica che si consegna alle Procure. Ai magistrati, aggiunge l'ex presidente della Camera, che «non ne rispondono a nessuno».

Commenti

buri

Ven, 09/05/2014 - 07:55

veramente edificante, spiega molyr cose avvenute

linoalo1

Ven, 09/05/2014 - 15:08

Fin qui,niente di nuovo!A quando,come nella Mafia,i Pentiti?Forse allora,e solo allora,i Sinistrati cominceranno a capire in che mondo viviamo ed in che mondo sono sempre vissuti!Lino.

Ritratto di mauriziogiuntoli

mauriziogiuntoli

Ven, 09/05/2014 - 15:41

A confronto dei magistrati italiani gli efferati colonnelli greci o cileni sono dei bambinoni in cerca di affetto.

puntopresa10

Ven, 09/05/2014 - 16:04

politici e magistrati sono pappa e ciccia,però bisogna che stiano molto attenti,invece di trovarsi davanti un buono come berlusconi,si troveranno davanti persone che ne hanno pieni i coglioni e cominceranno a fare uso di milizie paramilitari,del tipo filo-russi in ucraina,le cose finiranno per sfuggirgli di mano ai nostri cari politici e magistrati e allora saranno cazzi amari,finchè si cantano e si suonano fra di loro,tipo appalti exspo,se guardate bene e io mi ricordo bene,sono sempre gli stessi,magari i figli al posto dei padri ma sono sempre loro.

gedeone@libero.it

Ven, 09/05/2014 - 16:09

Questo cancro pieno di metastasi va estirpato, a tutti i costi.

Ritratto di rapax

rapax

Ven, 09/05/2014 - 16:22

ma vogliamo parlare dei rapporti di questi INFAMI con ambienti extraitalici? in primis Usa? per controllare la "rotta" del paese nel post guerra fredda, e per punire certi politici scomodi ai vincitori della guerra??

tonipier

Ven, 09/05/2014 - 16:35

" X PUNTOPRESA 10 " Male non fare paura non avere. Nonostante i miei acciacchi potrei ancora seguire il tuo consiglio. Questi sono lo sfacelo dell'ITALIA, questi sono i divenuti nuovi padroni dell'ITALIA,questi sono i veri predatori dell'ITALIA, li trovi in tutti i posti, sono compatti come le zecche.

Sapere Aude

Ven, 09/05/2014 - 16:50

Lo sapevamo già – Cerasa ha il merito di aver fatto parlare le fonti che sapevano. A questo punto sperare in un’azione penale che porti costoro alla sbarra è illusorio. Vorrei soltanto che i milioni di aficionados di Md che si accaniscono quotidianamente sul blog a dimostrare il contrario di quanto confessato a Cerasa la smettessero di intervenire, pena la qualifica di dementi.

Ritratto di maior

maior

Ven, 09/05/2014 - 17:19

riconoscere con obiettività quanto le lobby dei giudici abbia fatto e continui a far del male all'Italia è questione di onestà. Comunque basta parlare con imprenditori esteri per capire il vero motivo del loro non considerare l'italia un paese normale. ormai siamo al ridicolo basta vedere la presa di posizione di magistratura democratica che a fronte della sentenza del giudice di sorveglianza milanese su Berlusconi è salita sulle barricate facendo vedere al mondo intero di essere di parte e perpetuando così la considerazione che investire in italia con questi giudici è da coglioni.

angelomaria

Sab, 10/05/2014 - 09:54

GUARDATELI BENE SONO IPEGGIORI CRIMINALI DOPO I PARTIGIANI !!!

angelomaria

Sab, 10/05/2014 - 10:04

E MAI SMETTERO DI DIRE CHE SONO DEGLI ASSASSINI SENZA RIMORSI ALCUNI!!!

angelomaria

Gio, 09/10/2014 - 13:45

DOVE VERGOGNE SCHIFEZZE S'INCONTRANO