Smascherato il Beethoven giapponese: era solo un impostore

È la domanda che un'intera nazione si pone: come è possibile celebrare per quasi un ventennio un compositore, tanto da scomodare per la sua sordità l'appellativo di «Beethoven moderno», quando il diretto interessato non è in grado di scrivere uno spartito, ha nozioni di pianoforte di base e, soprattutto, sarebbe anche capace di udire?
Il Giappone sotto shock si è attaccato agli schermi tv, con spasmodica attenzione, per seguire l'ora di conferenza stampa di Takashi Niigaki, l'insegnate part-time della Toho Gakuen School of Music, il compositore-ombra del «maestro» Mamoru Samuragochi, famoso e celebrato per riuscire a toccare le corde più profonde dei sentimenti con la «sua» musica.
Gli elementi illustrati da Niigaki sono stati impietosi sul volto reale di Samuragochi, 50 anni: si era attribuito lavori tra cui 'Hiroshima Symphony' (sono stati venduti 147.000 cd dal 2011), usata alle cerimonie solenni della città distrutta dal primo olocausto atomico del Pianeta, e altre musiche, tra cui quelle di videogame come Biohazard e Resident Evil.
E si era accreditato, avendo perso l'udito prima dei 35 anni, come esempio di perseveranza per «aver superato» le avversità della vita. «Ascolto me stesso. Se credi al suono interiore, puoi creare qualcosa di reale», aveva raccontato in merito alla composizione senza udito in un'intervista.
Da ultimo aveva avuto successo un documentario sulle aree del Tohoku colpite dal sisma/tsunami, con tanto di «Symphony of Hope» (Sinfonia della speranza), ispirata dal suo viaggio. Ma era soltanto una «sinfonia»... di bugie.