Spara a cinque vicini di casa. In fin di vita ragazza incinta

Morto uno degli uomini colpiti dall'ex vigilante dopo una lite In coma la figlia. Il tentativo disperato di salvare il suo bimbo

Lauro (Avellino) - «Ho fatto un casino, l'ho ammazzato…». Domenico Aschettino, ex guardia giurata di 40 anni ha appena commesso un massacro in via San Vito. Con la pistola ancora in pugno va dai carabinieri per costituirsi, che lo bloccano a poca distanza dalla caserma. Accorsi nel cortile di via San Vito, i militari si rendono conto che non c'è solo un uomo disteso sull'asfalto, senza vita, il 44enne Vincenzo Sepe, ma anche altre quattro persone ferite a colpi di pistola. La più grave è una ragazza di 24 anni, Carolina, incinta da dieci settimane. È ricoverata in stato di coma, con un proiettile conficcato in testa, all'ospedale Cardarelli di Napoli. La vita del bimbo che porta in grembo è legata a quella della madre.

Aschettino ha confessato ai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Avellino che conducono le indagini. Otto proiettili in tutto, quelli esplosi con la sua calibro 9. Tutto in nome di una stupida rivalsa, nata per motivi di viabilità. Per questa ragione voleva sterminare la famiglia Sepe.

Aschettino è stato rinchiuso nel carcere di Avellino, con l'accusa di omicidio e tentato omicidio plurimo anche se l'accusa, rischia di diventare presto quella di strage. Ora che ha tentato di distruggere la famiglia Sepe, Aschettino lascia la sua fuori dal carcere: la moglie e un figlioletto.

Intanto, in rianimazione, non c'è solo Carolina con il piccolo che porta in grembo, ma anche la nonna materna della ragazza, Bettina Crisci, di 76 anni. Mentre sono rimasti feriti in modo non grave il 21enne Orlando Sepe, figlio della vittima e la madre Vincenzina Ferraro, di 42 anni.

L'ex guardia giurata, che i suoi concittadini ricordano come «una persona tranquilla» avrebbe provato a uccidere anche il marito di Carolina e Carmine, altro fratello della ragazza. Vivo per miracolo il primo figlioletto di Carolina, di 2 anni appena, rimasto indenne ai proiettili che schizzavano ovunque nell'appartamento dei Sepe.

Il massacro ha un antefatto. Sabato, tra Vincenzo Sepe e Aschettino, che abitano a 200 metri di distanza, c'è stata una lite per motivi di viabilità. L'ex guardia giurata era poi andata via, la lite sembrava terminata. Invece poco dopo l'uomo era ritornato dai Sepe e aveva trovato il genero di Vincenzo. Nuovo litigio, al termine del quale Aschettino aveva afferrato un sasso, scagliandolo contro la vettura di questi. Poi, di nuovo, era andato via. Fino alla tarda serata di ieri, con l'epilogo di questa assurda vicenda.

Aschettino varca ancora una volta il cortile di casa dei Sepe e incrocia Vincenzo: apre subito il fuoco e lo uccide con due colpi, uno all'addome, l'altro alla testa. Tutto davanti agli occhi di un altro vicino di casa, con cui la vittima stava chiacchierando, che assiste impietrito. Pochi passi e Aschettino spara di nuovo. Orlando, il figlio della vittima esce in cortile per soccorrere il papà e viene ferito anche lui da due proiettili. Aschettino non si ferma: esplode altri quattro colpi, e questa volta sono le donne che si trovano nella casa al piano terra a finire nel mirino. Carolina è colpita da un proiettile alla testa, poi anche la madre e la nonna. Il marito di Carolina e il fratello più piccolo si lanciano da una finestra e si salvano.

Adesso, a Lauro, il paesino che ha conosciuto altre storie tragiche, per la faida di camorra tra i Cava e i Graziano, tutti pregano per Carolina e per il bambino che porta in grembo. La giovane è ricoverata in condizioni gravi ma stazionarie da due giorni. Una piccola, grande speranza.

Commenti
Ritratto di marforio

marforio

Mar, 27/08/2013 - 10:13

Abbiamo un pizzico di america nel fondo sud senza pro.

blues188

Mar, 27/08/2013 - 10:23

Questo tipo di notizie arrivano sempre dalla solita parte d'Italia. ma come fanno ad allevare i figli, da quelle parti? Mandandoli sulla strada a due anni, è evidente!

Ritratto di stenos

stenos

Mar, 27/08/2013 - 11:58

Adesso e' gia' pentito, fara' un percorso religioso, e quindi non chiamandosi B, tre anetti e tutto e' risolto.

titina

Mar, 27/08/2013 - 12:02

Secondo me la viabilità non c'entra niente. E meno male che questo assassino era tranquillo, altrimenti avrebbe ammazzato tutti gli avellinesi! Una bella camicia di forza, A VITA, in un manicomio, con vitto e alloggio pagato dai genitori.