Stalker liberi: così crescerà la voglia del dente per dente

I femminicidi sono ormai all'ordine del giorno ma la sensazione è che la Giutsizia non tuteli nessuno

Stalking o non stalking, il problema è che in Italia le istituzioni non funzionano. La sensazione di ogni cittadino è che da parte dei responsabili dell'amministrazione, delle forze dell'ordine, della giustizia, della sanità e di chiunque abbia il dovere della tutela, vi sia ignavia, trascuratezza, ignoranza e persino supponenza.

La certezza del diritto è una chimera che si è sperduta nel tempo e che insulta i padri costituenti e soprattutto la convinzione antistorica che l'Italia sia la patria del diritto. Ormai, un giorno sì un giorno no, una ex o una donna che si rifiuta, vengono uccise dalla cattiveria e dal narcisismo presuntuoso di uomini che esercitano il possesso. La vergogna è che queste povere vittime avevano tutte denunciato il carnefice, rivolgendosi disperatamente e inutilmente a chi avrebbe dovuto prendersi cura di loro. Purtroppo i tutori dell'ordine e della giustizia preferiscono interessarsi a questioni di risonanza mediatica, spesso anche clamorosamente infondate, invece di prendersi cura della vita di un semplice cittadino. Centinaia di guardie del corpo proteggono inutilmente il potere di politici profumatamente pagati da noi, come le guardie del corpo del resto, invece di fermare il predatore che ha già annunciato di volersi abbeverare del sangue della sua prossima vittima.

Quando non c'è la certezza del diritto, il popolo ha voglia di vendetta. La giustizia si deteriora in giustizialismo, il bisogno di fermare i criminali in desiderio di ghigliottina. Ecco perché l'ipotesi di emendamento procedurale del numero 2 dell'articolo 280 del codice di procedura penale ha innescato una polemica sia tra i politici sia tra i cittadini. Con questa modifica si vuole elevare a cinque anni il limite minimo di pena massima, in forza della quale può essere disposta la custodia preventiva in carcere del presunto colpevole del reato. Prima questo limite era di quattro anni, cioè, ove il reato prevedesse una pena massima di quattro anni, già l'indagato poteva subire il carcere preventivo.
Non è sbagliato aumentare questo limite a cinque: non si sbatte in galera uno, prima che venga dichiarata la sua colpevolezza, se accusato di un reato che neppure arriva a cinque anni di pena massima (massima non minima!).

Per quanto riguarda lo stalking, il problema non è questa modifica procedurale, ma la norma sostanziale dell'articolo 612bis codice penale, che prevede solo la pena massima di quattro anni per chi è dichiarato colpevole di questo reato. Con la modifica procedurale del 280, l'indagato non sarà più soggetto al carcere preventivo. La logica della popolazione si chiede: ma com'è possibile che Giulia Ligresti, che non ha minacciato di uccidere nessuno, debba essere messa in carcere in attesa del processo e invece chi scrive o urla alla moglie «ucciderò te e i tuoi bambini» debba circolare spensieratamente? Com'è possibile che i giudici non facciano differenze, e se le fanno le sbagliano, tra il valore della vita e il valore del denaro? Nel caso dello stalking per esempio, sarebbe più giusto elevare a cinque anni la pena del 612bis codice penale (come da proposta del Pdl), invece di criticare la riforma che limita per tutti la galera preventiva. Questa riforma, d'altra parte, incide solo sul carcere preventivo e non su tutte le altre misure di prevenzione e repressione del reato, che rimangono, ivi compresi gli arresti domiciliari. In Italia, in effetti, si abusa in modo sconcertante del carcere preventivo, e non è neppure il caso di elencare tutti coloro che l'hanno dovuto subire per l'umorale interpretazione della legge da parte di pm e gip, per poi essere clamorosamente prosciolti. Invece in Italia c'è un mondo di ladri e assassini che annunciano e attuano nella massima tranquillità i loro delittuosi obiettivi, senza che né l'occhio né la mano della legge adempiano alle loro funzioni. Di fatto il carcere preventivo, in attesa della promessa pena di morte, viene imposto, dai rappresentanti della legge, a quelle povere donne che attendono l'annunciata esecuzione capitale tra le mura della prigione domestica; ciò è inevitabile, se i cosiddetti tutori della legge appaiono più vogliosi di individuare pomposi, e spesso inconsistenti, reati dal buco della serratura delle camere da letto dei ricchi e dei potenti.

Con soddisfazione estrema degli anonimi aguzzini che, per attuare i loro sanguinari scopi, contano sulla complicità di chi li rende liberi di uccidere. Alla faccia degli emendamenti, delle norme del codice e della non responsabilità di chi è pagato per essere responsabile. Anche della vita altrui.

Commenti

dioboia

Mer, 31/07/2013 - 08:43

MMMMMMHHHH!!!!!!! CHE BELLO!!!!!!

Roberto Casnati

Mer, 31/07/2013 - 09:34

L'autore dell'articolo, Bernardini de Pace, deve essere un'arrogante donniciuola convinta che il bene sia tutto rappresentato dalla donna ed il male tutto dall'uomo. Già in altre occasioni ho avuto modo di constatare che l'articolista scrive un sacco di fesserie, ma, questa volta ha davvero superato se stessa! Le donne vittime? Ma quando, dove? In generale le donne attualmente vogliono parità di diritti, soprattutto etico-morali e materiali, ma mai, assolutamente mai parità di doveri! Andate un po' a chiedere a quelle migliaia di mariti cornificati e mazziati ai quali sono stati tolti i figli (nel 99% dei casi i figli sono affidati alla moglie anche se puttana confessa) e che dovendo pagare assurdi alimenti si riducono a fare i barboni! Tutto questo spesso provocato dalla violenza psicologica delle donne che, in fatto di violenza, non sono certo seconde a nessuno (i peggiori aguzzini nei campi di sterminio nazisti erano donne, ma ne avete mai vista una in tribunale?). In generale le donne sono delle assolute egoiste, delle assassine morali che provocano reazioni violente a conferma di ciò è sufficiente dare uno sguardo al nostro parlamento pieno di donne inadeguate, spesso stupide ma sempre assolutamente sempre a galla, sempre avvinghiate alla poltrona che difendono con le unghie dell'indegnità morale, e con i denti della sottile tortura psicologica aiutate in ciò da leggi a loro troppo favorevoli. Altro che violenza maschile, i poveri maschietti in confronto sono dei dilettanti!

Luigi Farinelli

Mer, 31/07/2013 - 09:45

I "femminicidi sono all'ordine del giorno" ma dei maschicidi (senza virgolette) non si parla mai perché fa comodo parlare solo della truffa del "femminicidio". Gli omicidi di donne sono in calo costante da quasi un decennio e, se si tolgono pure le cifre di donne uccise da altre donne, si può arrivare a dire OGGETTIVAMENTE (ossia lasciando da parte l'ideologia per fini loschi) che l'allarme sociale è voluto dal laicismo per continuare a distruggere ciò che rimane della famiglia naturale (passando attraverso la distruzione del maschile e del principio di autorità maschile). Del resto, è facile fare un calcolo: se sono 100 (ma sono di meno) i delitti di donne in un anno (dopo avere eliminato dal conteggio quelli dovuti ad altre donne), si divide per trenta milioni (di donne in Italia) e si moltiplica per cento, si vede che la cifra percentuale della cosiddetta voce "femminicidio" è talmente esigua (anche se un solo caso è di troppo) da IMPORRE la denuncia (come è stato fatto) a chi continua a proporre,, tra i media e i politici questi allarmi sociali basati sulla menzogna e sulla volontà di imbrogliare l'opinione pubblica. Una denuncia alla Procura della Repubblica per raggiro della credulità popolare è stata fatta da un pezzo (con l'elenco dei delitti di uomini sempre sottaciuti dai media che invece propalano teleromanzi a puntate persino su presunti schiaffeggi di donne) e molte altre denunce sono state fatte (con raccolta di firme) contro quest'altro tentativo di imporre diktat laicisti basati sull'onda emotiva creata ad arte. Naturalmente, guai parlare di questo! Non sarebbe politicamente corretto!

Ritratto di venividi

venividi

Mer, 31/07/2013 - 09:48

A queste povere donne rimane soltanto la soluzione di diventare violente a loro volta : procurandosi una pistola per esercitarsi al tiro a segno e imparando a estrarla velocemente come nei film western. Anzi, senza aspettare una mossa violenta, al primo apparire dello stalker sulla loro strada, piantargli una bella pallottola in fronte. Meglio un bruto processo che un bel funerale.

Prameri

Mer, 31/07/2013 - 10:02

Difendo alcuni stalker. Uomini uccidono le donne che in un tempo precedente hanno vagheggiato, conquistato, creduto di amare, donne che li hanno resi padri e che loro difenderebbero da altri assassini forse al prezzo della propria vita. Uomini uccidono queste donne che ritengono d’aver perduto per errori da ogni parte, tradimenti, delusioni, gelosie. Uccidono donne che considerano ‘proprie’ con l’idea di possesso che nell’amore era una dolce compenetrazione psicologica e fisica, nell’odio che è sopravvenuto ormai è diventa un abuso, un’amara schifezza rivoltante, un delitto. Uomini che mentre possono attendere con ansia un’amata partita per un viaggio di cinque anni, non tollerano che quella li lasci da ‘soli’ per andarsene in casa d’altri fosse anche quella dei propri genitori, dove le donne sono nate. Difendo questi tipi di stalker perché sono pazzi. Hanno pensieri fuori dal mondo. O pazzi fisicamente con nuovi disturbi genetici, ormonali che si ripercuotono in loro comportamenti cambiati nella società, nel lavoro e nel luogo più sensibile: la famiglia. O pazzi psicologicamente, fissati con l’idea di relazioni usate per molto avere e poco dare, relazioni imperiture in un mondo dove tutto è provvisorio, chiacchierato, instabile, dove le aspettative e la coerenza e lo stessa vita ormonale femminile subisce scossoni con alti e bassi da paura. Difendo gli stalker che hanno il coraggio di ammazzarsi preferibilmente prima di nuocere alla ‘propria’ donna e ai propri figli. Vorrei mi venissero le lacrime sentendo che anche lo stalker assassino dei suoi è subito riuscito a suicidarsi. Provo ribrezzo per chi uccide i suoi e poi, su se stesso, sbaglia la mira, si ferisce non gravemente. E gli altri lo salvano pure. Perché la vita è sacra? Ma quale vita è sacra? Rispondono: Quella viva che bisogna rieducare. Ormai quella della moglie è morta. Quindi l’assassino non viene punito dalla società ma rieducato. Finge lui non più di quanto finga la società. A parte che non c’è posto in carcere come nei barconi per migranti. Se fossi una donna e avessi visto gradualmente trasformare l’amore in odio, con minacce di morte, mi armerei e starei attenta per poter infliggere il primo colpo o mandorlare un buon caffè. Se non va in carcere un assassino che una volta si chiamava uxoricida, non ci andrà neppure la donna che difende sé stessa e i propri figli. Anche lei va rieducata a piede libero. La situazione reale attuale è molto più barbara dell’antica legge dente per dente che in sostanza recitava: ”Se rompi un dente a un tuo schiavo, in cambio gli devi dare la libertà’.

gneo58

Mer, 31/07/2013 - 10:07

d'accordissimo con Roberto Casnati - ho vicinissimo un paio di casi di donne "vampiro"

Mercutio

Mer, 31/07/2013 - 10:15

Balle! Basta leggere i dati Istat sulla criminalità per rendersi conto che quella dell'emergenza "femminicidio" è una balla inventata da una lobby di giornaliste femministe. In Italia gli omicidi sono in calo costante da anni, grazie ad un magior contrasto alla criminalità organizzata, e quelli nei confronti delle donne non fanno eccezione, solo sono diminuiti in percentuale minore. Non esiste nessuna emergenza e non c'è nessun bisogno di creare una nuova forma di reato, ma ormai la balla è diventata la solita verità ad uso e consumo della stampa.

icarius

Mer, 31/07/2013 - 10:35

ma che commenti fate! la violenza, anche fatta da una donna, è comunque da condannare, poi parlate di egoismo, è proprio questo che fa scattare lo stalking, guarda caso molti di questi soggetti hanno anche dei figli, essi addirittura li uccidono per raggiungere il loro scopo, ''punire'' la donna che li ha lasciati (magari per buoni motivi)e ha ferito il loro orgoglio di uomo

marco963

Mer, 31/07/2013 - 10:58

bravo Casnati hai tradotto il mio pensiero

lino961

Mer, 31/07/2013 - 11:20

Ma tutti Voi che scrivete ste cose mi sembra che date la responsabilità di quello che succede alle donne alle donne stesse,non so,ma presumo che alcuni di voi hanno moglie,figlie se loro fossero perseguitate sul posto di lavoro o le vostre figlie fossero tampinate in continuazione da maniaci Voi le lascereste in pasto alle bestie o va bene che in pasto alle bestie ci vadano le altre così da poterle giudicare è sempre così si parla sempre a vanvera fino che la disgrazia non ci colpisce direttamente allora si cerca la comprensione che noi alle altre donne non si è data!

Ritratto di venividi

venividi

Mer, 31/07/2013 - 11:32

Gli stalker sono di entrambi i sessi, non so in quale percentuale,e tutti da condannare. Vedo qui un po' di machi, o che si credono tali, che tentano di "ristabilire la verità" giustificando - almeno così mi pare - questi crimini. Immagino che siate stati malmenati dalla vostra mamma.

Zizzigo

Mer, 31/07/2013 - 11:48

Sempre di più la giustizia protegge i delinquenti. Così non si fa altro che aumentare, nella gente, la voglia di vendetta. Non è una buona politica, anzi è una politica cancerogena...

linoalo1

Mer, 31/07/2013 - 11:55

Non è vero che la Giustizia non tuteli nessuno!!Alla luce dei fatti,tutela gli Stalkers e,come chiamarli,i violenti contro le loro compagne.Tutti noi cittadini,ci chiediamo a cosano servano le centinaia di denunce che molte donne hanno,a ragione fatto,contro i loro compagni violenti!Al massimo,a questi,gli viene dato l'ordine di stare alla larga!Però,questi,quasi sempre,se ne fregano e fanno quello che vogliono!Violenze o peggio!Solo quando c'è il morto,e questo è il brutto della legge,un Magistrato può intervenire.Il carcere preventivo,in questi casi,viene ritenuto anticostituzionale!Ed,intanto,le donne vengono uccise,e noi ci chiediamo sempre perchè l'omicida,che già si sapeva che lo avrebbe fatto,era liberi di fare quello voleva!Pensate a quelle povere donne che vivono continuamente nel terrore di una violenza!Che vita fanno?E noi,cosa facciamo per loro?Lino.

Ritratto di utentegiornale12

utentegiornale12

Mer, 31/07/2013 - 11:58

Ma Alfano fa qualcosa agli interni o pensa solo ai processi del cav?

paolodb

Mer, 31/07/2013 - 12:08

Considerazioni valide per qualsiasi reato, dallo scippo in su. Vorrei sentire parlare di "omicidio", non di "femminicidio" innanzitutto. Che poi le forse dell'ordine tirino a campare e i tribunali perdonino di fatto tutto è odiosamente vero; gli avvocati che in forza dell'onorario sono disposti a qualsiasi trucco per fare liberare i loro assistiti, pur sapendo che si tratta di feccia irrecuperabile, hanno colpe colossali pure loro.

Ritratto di Dragon_Lord

Dragon_Lord

Mer, 31/07/2013 - 12:31

Italia posto pericoloso per donne e adolescenti, visto che per gli stupri e lo stalker non si va in carcere ma si resta nella propria comoda casa nella peggiore delle ipotesi..... tanti extracomunitari, clandestini, rumeni ne saranno felici e sicuramente approfitteranno dell'opportunità concessa DAI POLITICI CHE AVETE VOTATO,occhio quindi alle vostre donne italiani.....

renato dragonetti

Mer, 31/07/2013 - 12:37

Il problema della possessività e dell'omicidio per gelosia esiste,le minacce di morte sono una cosa grave ma solo talvolta si trasformano in fatti.4 anni di carcere per una sola minaccia di morte piu carcere preventivo è assurdo, uno va in carcere solo se è veramente un pericolo conclamato bisogna verificare caso per caso. Parlando piu in generale secondo la Bernardini de pace è normale come per altre femministe usare il carcere per gli uomini.Tanto loro , le donne, in galera non ci andranno mai perchè le donne non si fanno giudicare dagli uomini e quando vanno in galera quelle poche volte che ci vanno , lo fanno solo su proprio consenso, sui reati che vogliono loro e quasi mai sui reati contro la persona, la donna fa quello che vuole. Le donne in carcere per reati contro la persona sono 800 in tutta Italia cioè 1/3 dei condannati maschi solo per i cosiddetti reati di violenza sessuale. Per la bernardini de pace è normale , del tutto normale che un uomo che viene buttato fuori di casa con la separazione deve subire tutto in silenzio e rassegnato,è normale che un uomo vada in galera per 4 anni se tocca(in senso letterale) una donna per reato di violenza sessuale, è normale per lei se un uomo va in galera 4 anni econ carcere preventivo se fa stalking e manda qualche sms di troppo.Certo se c'è la minaccia di morte la cosa cambia, ma la legge oggi è fatta per punire gli uomini sempre o quasi in un costante regime di punizione su tutto.Violenza sessuale ( qualsiasi cosa si faccia che alei non vada) , stalking(non minacce di morte ma sms di troppo) , violenza privata, ogni scusa è buona per mandare uomini cioè mandarsi a vicenda in galera.Le femministe che scrivono sui giornali e fanno sentenze morali si adoperano per condannare gli uomini e suggerire anche quanto ci devono stare in prigione, lorsignore fanno le registe dall'alto, e vogliono che i maschi eseguano prontamente a vicenda le condanne.Oggi la Bernardini de Pace parla di stalking domani parla di violenza sessuale ma il succo è sempre lo stesso: condanna e punizione maschile e pretende che gli uomini eseguano altrimenti non si è nel giusto.Pretendono carcere preventivo,sentenzioano punizioni dall'alto della loro superiorità morale su ogni gesto che la donna non accetta.L'obbiettivo è quindi la punizione perpetua maschile.Finora gli uomini mi pare che abbiano eseguito in selenzio, sottomessi alla autorità morale femminista.Nonostante ciò le femministe continuano scrivere a chiedere pene e condanne carcere preventivi: stalking violenza sessuale, violenza privata . La società la continueremo a costruire noi uomini ma è giusto che si esca da questa sottomisssione morale al femminismo e si ragioni col proprio cervello le pene e e le condanne o i provvedimenti si prendono non su ordine di sentenze femminili che puntano solo alla punizione maschile. Le punizioni ce le decidiamo noi solo per i reati veramente gravi e che richiedono la punizione o il carcere senza nessuna obbedienze a sentenze morali che vengono dalla casta rosa.Le donne in carcere non ci vanno e non si fanno giudicare, quando vogliono far fuori qualcuno lo fanno fare a qualcunaltrO tanto non ci vuole nulla a convincere gli uomini.

Luigi Farinelli

Mer, 31/07/2013 - 14:18

"Venividi": LE CHIACCHIERE STANNO A ZERO: il "femminicidio" è una truffa di Stato e basta leggere le cifre VERE per accertarsene, anche se in questa società liquida, femminilizzata e da pensiero debole cominciano a scarseggiare anche i neuroni per poter fare 2+2. Se affermare questo (ossia la REALTA' DEI FATTI e delle cifre vere sulla violenza compresi gli stalking, considerati sempre e solo al maschile) significa essere "machi" allora sono orgogliosissimo di potermi ancora ritenere tale e sono convintissimo che sia meglio che tutti comincino a ridiventarlo, così riavremo una società regolata su basi concrete e vere e non sul vittimismo femminista e sulla vergognosa speculazione laicista che sta cercando di distruggere principi etici e morali e la famiglia naturale lavando il cervello della gente, soprattutto degli individui più deboli, già devirilizzati scientemente sin dalle scuole e ormai incapaci di ragionare col proprio cervello. Una bella prospettiva per la nostra società futura, non c'è che dire!

Nadia Vouch

Mer, 31/07/2013 - 15:26

Chi non ha subito stalking non può saper quale inferno in terra esso sia. Purtroppo, vista la mentalità diffusa, che anche da molti commenti qui si nota,lo stalker si giova della complicità, più o meno consapevole, di parte della società. Chi dice che in realtà sono le donne ad essere spesso violente,allo stesso tempo precisa anche che le donne sono strutturalmente, psichicamente, inferiori. Quindi, non dà fastidio che esse siano violente, bensì indispettisce taluni il fatto che esseri da essi considerati inferiori possano essere le prime ad agire. Una donna che reagisce viene sempre considerata eccessiva, esagerata, melodrammatica, con complessi di persecuzione. Un uomo che reagisce viene considerato "omo", uno che non ce la faceva più. Chi subisce stalking viene violentata/o due volte: una dallo stalker (che almeno è individuabile) e l'altra, la peggiore, da soggetti qualunque della società. Magari persino da chi si crede amico. Ti isolo, ti colpisco, ti finisco. Ma io, stalker, sono per la società una brava persona? Certamente: altrimenti, dimostrami il contrario. Lo stalker sa benissimo quanto sia difficile dimostrare e soppesare le sue nefandezze, e se ne giova. Personalmente, aggraverei le pene per le molestie gravi e ancora più per lo stalking.

cerbiatta753

Mer, 31/07/2013 - 15:40

BRAVA...SIGNORA NADIA VOUCH!! SO DI CHE PARLA...senza il bisogno di dilungarmi...non servirebbe a niente!!! Colpita in prima persona, da tentata violenza, senza aver procurato motivo...e persuguitata da Stalker, senza alcun motivo!!un saluto!!ps per alcuni"uomini" la preda è preda!!comunque tutto sotto controllo!!ps mai mettere la propria foto originale...soprattutto su i vari fb...meglio l'nonimato!! molto più sicura e libero...da maniaci!!

Ritratto di venividi

venividi

Mer, 31/07/2013 - 15:46

Luigi Farinelli, per non farmi pensare male, cioè che sono i suoi ormoni a parlare e non la REALTA' DEI FATTI, la prego cortesemente di darmi le cifre vere e di dove le posso trovare. Nessuno attacca il suo essere uomo, ma l difesa di essere uomo di alcuni imbecilli crimimali.

Nadia Vouch

Mer, 31/07/2013 - 16:27

Per #cerbiatta753. La ringrazio e concordo. Personalmente, evito fb e altre situazioni a rischio. Purtroppo, non sempre basta. L'importante, quando ci si trova in queste situazioni, è reagire presto, non aspettare pensando che lo stalker si stancherà. Poi, ogni caso è a sé. Direi anche che sarebbe fondamentale insistere sull'aggiornamento professionale in materia di reparti specifici delle Forze dell'Ordine. Creare proprio una sorta di nuclei dedicati a questo flagello sempre più diffuso e ancora poco denunciato da molte vittime. Cari saluti.

renato dragonetti

Mer, 31/07/2013 - 18:49

Nadia Vouch mi piacerebbe sapere cosa ha subito evidentemente qualche telefonata o SMS in piu non desiderato, quindi fosse per voi donne un uomo deve andare in galera 4 anni perchè non avete gradito un pò di insistenza o qualche sms in piu.NON mi sembra giusto che un uomo debba andare in galera per qualche sms o insistenza in piu, qui non stiamo parlando di minacce di morte reiterate ma di qualche SMS o telefonata in piu, se fosse per voi uno deve andare dritto in galera per una cosa del genere, già ci si va se si tocca una donna.Bello schifo la giustizia femminista.

pajoe

Mer, 31/07/2013 - 18:56

Mentre nelle Nazioni moderne per questi reati si allungano le pene, vedi UK, Canada e USA, nel Bel Paese dove da qualche tempo " Per fa l'Americani " ci si è appropriati del vocabolo inglese stalker, viene eliminato il carcere e le donne e i teenagers rimarranno preda di chi vuole approffittare di loro.E' triste tutto cio', questo trend ci avvicina sempre più a quei Paesi del terzo mondo che i nostri nonni e padri hanno cercato, con il loro sangue, di civilizzare.

Nadia Vouch

Gio, 01/08/2013 - 13:51

Per # renato dragonetti. Le rispondo che non si sa cosa sia lo stalking se si finge di non sapere. Stalking sono molestie così gravi da ingenerare in chi le subisce ansia, timore sia per se stesso/a che per i propri cari con conseguente cambiamento di proprie radicate abitudini di vita. Quindi, non è che si tratti di qualche sms o telefonata in più. Comunque, una persona ha diritto di rifiutare delle attenzioni pressanti. Se uno non si rassegna al rifiuto, è già un brutto segno. Se diviene fissazione,potrebbe sfociare in molestie di varia gravità. La "giustizia femminista" da lei qui evocata nulla c'entra.