Storico record di Re Giorgio: ora può mandare tutti a casa

Napolitano non sarà prigioniero del Colle. Senza intesa tra partiti e il vincolo del semestre bianco, potrebbe sciogliere subito le Camere

È fatta e non poteva che andare così. Non è questione del senno del poi: in questi giorni ci siamo trovati (in pochi) nelle numerose trasmissioni televisive che seguivano l'elezione del nuovo presidente a ripetere fino alla noia che l'unica soluzione possibile era l'immediata rielezione di Giorgio Napolitano. Personalmente, ho sempre sostenuto che una tale scelta del Parlamento sarebbe dovuta avvenire, se necessario, persino contro la volontà di Napolitano stesso, lasciando a lui, una volta rieletto, la responsabilità di rifiutare.

Per fortuna non è stato così perché il presidente ha generosamente accettato e si è rimesso alla responsabilità del Parlamento. Ed è implicito che il prolungamento di servizio non lo obbliga a restare prigioniero del Colle per altri sette anni. Resterà per il tempo necessario per salvare il Paese e rimettere la democrazia su binari a prova di deragliamento. Chi sosteneva questa soluzione ha sempre aggiunto che bisogna però subito passare ad una riforma costituzionale che sancisca il passaggio al presidenzialismo che Giorgio Napolitano ha inaugurato. La vera ragione del prolungamento della sua permanenza sul Colle sta proprio nel fatto che lui e soltanto lui può incarnare di fatto una Repubblica presidenziale che però attende di essere regolata da una riforma costituzionale. Nel linguaggio del tweet: Lei ha fatto la frittata negando le elezioni nel 2011, ora rimetta insieme i cocci e finisca il lavoro iniziato.
Già nell'ultima fase del governo Berlusconi il presidente del Consiglio era stato costretto ad accettare il nuovo ruolo di «primo ministro del presidente» il quale presidente stabiliva lui se e quali decreti legge autorizzare, mentre guidava da monarca la politica europea anticipando per telefono i viaggi del primo ministro. Poi con Monti la cosa è diventata istituzionale: lo schema del «governo del presidente» si sarebbe ripetuto e forse si ripeterà se ci sarà un nuovo governo «del presidente». Tutto ciò è servito a Napolitano per affrontare empiricamente una gravissima situazione, ma lungo un cammino che non è più reversibile.

Il fatto poi che la gente vada a manifestare in piazza pro o contro i candidati al Quirinale, è un'altra novità, perché fino a sette anni fa era un fatto accettato persino dal cosiddetto inconscio collettivo, che l'elezione del primo cittadino fosse un affare misterioso tutto interno al Palazzo, una procedura segreta come quella di un conclave i cui cardinali sono i Grandi Elettori. Questo schema è saltato perché la nuova moda esaltata dal grillismo e dalla mistica del web spinge a simulare che l'intero popolo intervenga. E così abbiamo visto e sentito molti grandi elettori di sinistra, specialmente i più giovani che si esprimono con un nuovo insopportabile birignao, ammettere candidamente di non voler più prendere ordini dai segretari di partito, ma soltanto dai loro constituents i loro elettori «sul territorio» che gli stanno col fiato sul collo con i cellulari, gli sms, i tweet, le pagine Facebook, i filmati su YouTube e le email. Questa nuova antropologia elettronico-politica ha sviluppato una tossicodipendenza nei confronti della rete e non risponde più all'analisi politica, ai necessari e nobili compromessi della politica, alle decisioni finali della politica. Abbiamo già visto il Pd in preda a queste metastasi incrociate con i giochi di potere e i blocchi contrapposti.
Non esiste altro modo, per bloccare questo fenomeno di «zombizzazione», che dare per davvero e non nella finzione del web la parola al popolo elettore affinché elegga un presidente che abbia una legittimazione di primo grado e non di secondo perché eletto dagli eletti e non dagli elettori. Un modo poco rispettoso di sintetizzare la questione per il presidente Napolitano potrebbe essere il classico: hai voluto la bicicletta, e adesso pedala. Il fatto è che la bicicletta di Napolitano è una buona bicicletta, di cui il Paese ha bisogno anche per definire i poteri reali del Quirinale e di Palazzo Chigi, ridurre apparti di partito, le spese della politica e riformare le Camere. Napolitano è stato trascinato dalle circostanze ad accroccare un semipresidenzialismo incompiuto e imperfetto e oggi ne paghiamo le conseguenze perché il vecchio sistema è saltato senza che il nuovo possa funzionare con regole chiare e scritte, cioè costituzionali.

Tutto ciò che accade in questi giorni ha come palcoscenico la devastante situazione del Partito democratico (che è anche il partito del presidente) diventato un partito «fiorentino» non soltanto perché c'è di mezzo il sindaco Renzi, ma proprio nel senso machiavellico dei coltelli e dei veleni, dei tradimenti e dei voltafaccia. Ma l'origine della crisi sta nella scelta difficile e coraggiosa di Giorgio Napolitano quando nel novembre 2011 anziché restituire al popolo la facoltà di decidere, mise in pista il governo tecnico del presidente. Lì cominciò lo spappolamento del Pd. In quella circostanza si registrò la pavidità di Bersani che non volle saperne di affrontare elezioni anticipate che lo avrebbero forse costretto a governare avviando le riforme «lacrime e sangue» che il suo elettorato non gli avrebbe mai perdonato. Secondo un'altra versione Bersani era terrorizzato anche dall'idea che Berlusconi, con uno dei suoi tipici colpi di coda riemergesse e vincesse. Bersani frattanto si era imprigionato nella melassa dell'antiberlusconismo fondamentalista, fanatico, da fatwa, lasciando spazio alla ventata degli umori della cosiddetta democrazia del web, che si manifesta sempre per estremismi, infantilismi, posizioni demenziali e coatte. Così, quando si è trattato di avviare un processo di condivisione con il Pd di Berlusconi, Bersani è stato divorato vivo dalle formiche rosse della rete e dei piccoli dirigenti «sul territorio» che in quella rete vivono, dominati e impassibili.

Le mancate elezioni di allora e il deterioramento successivo al governo Monti hanno agito da moltiplicatore del fenomeno Cinque Stelle, che ha il vantaggio, rispetto ai partiti tradizionali, di avere una sperimentata confidenza del Web. Anche questa è stata una conseguenza, almeno in parte, della impervia, coraggiosa ma incompiuta nuova strada inaugurata da Napolitano. Gli italiani sono così diventati disorientati e furiosi, vedevano soltanto un teatrino indecifrabile mentre dovevano stringere la cinta e tremare per il futuro della loro vita e quella dei loro figli.
E quando Napolitano ha annunciato che stava riempiendo gli scatoloni per abbandonare il Quirinale alla vigilia del suo ottantottesimo compleanno, nessuno ha avuto il coraggio, e anche la sfacciataggine, di dirgli: presidente, ci spiace ma lei non può lasciarci in questo disastro perché soltanto lei ne conosce i meccanismi, le psicologie, le nevrosi, gli equilibri e i confini entro cui si può lavorare, perché lei li ha guidati finora. Certo, non poteva fare di più perché non disponeva del potere di sciogliere le Camere e se avesse avuto quel potere certamente Bersani non si sarebbe potuto intestardire per due mesi mandando al macero un punto di Pil e provocando un'emergenza democratica.

Ora questo scoglio è stato superato. Napolitano ha accettato di restare, vedendosi restituire il potere di sciogliere le Camere e di ricorrere alle elezioni anticipate. Ma ora ce l'ha e speriamo che scelga presto una formula che segni il ritorno alla democrazia e non un ulteriore scollamento. Le voci sul governo dei dieci saggi che si sentono in queste ore sono allarmanti. Se si vuole fare un governo con questo Parlamento, occorre che sia politico e parlamentare, basato su una reale maggioranza prefissata e affidabile. Un governo che dia subito risposte potenti e visibili alla sofferenza del Paese e che affronti le riforme istituzionali su cui ormai tutti si dicono d'accordo. Questo significa che il Pd deve smetterla con i suoi altezzosi capricci e governi insieme al Pdl. Se così non fosse, Napolitano usi immediatamente del potere riconquistato, sciolga le Camere e indica subito elezioni generali.

Commenti

abocca55

Dom, 21/04/2013 - 08:48

Nel PD vi era un'anima cattocomunista mascherata, e di contro, varie anime cattosocialiste e socialdemocratiche che hanno operato e creduto nel cambiamento evolutivo del PC. Ora ci sarà un congresso ed una conseguente inevitabile scissione, dolorosa, perché i comunisti duri, quelli bugiardi come bersani e quelli sinceri come barca hanno dalla loro parte i militanti trol, e tra gli eletti e nei nuovi iscritti, molti sono stati selezionati dalla nomenclatura. Occorrerà anche capire chi saranno gli eredi del potere economico/finanziario delle coop. Gli Italiani devono prepararsi a sopportare le difficoltà del cambiamento e la decantazione della Sinistra.

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miladicodro

Dom, 21/04/2013 - 09:24

Perfetta analisi e massima chiarezza.Complimenti Dott.Guzzanti.Speriamo che l'ottuagenario lasci perdere le simpatie e formi un governo atto a farci uscire dal pantano,con buona o brutta pace dei vendola e dei grilli.

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scriba

Dom, 21/04/2013 - 09:30

PERCHE' NON ANDREOTTI? Fra tutti questi giovanotti di belle speranze che tengono l' Italia per i testicoli ce n'è uno ormai dimenticato: l' eterno Giulio che sghignazza da decenni sulle sorti dello Stivale. Perchè non hanno proposto a lui quel settennato che gli è stato sempre perfidamente negato? Dopo tutto l'età è quella giusta.

paci.augusto

Dom, 21/04/2013 - 09:35

E così, con questo avvenimento, è caduta un'altra menzogna di un altro guitto comunista cialtrone che ha sempre affermato che la nostra Carta ' è la migliore Costituzione del mondo '! Come se l'elezione diretta del PDR, in vigore nei paesi più civili, fosse meno democratica di quella che i disonesti partiti politici si sono riservati di decidere con i loro sporchi giochi di corridoio! Infatti, abbiamo avuto una serie di presidenti di sinistra quando, grazie a Dio, MAI la sinistra è stata maggioritaria nel nostro Paese! Con colpevole ritardo, dopo oltre mezzo secolo, restituiamo questa fondamentale decisione AL POPOLO, con una modifica della costituzione!!!

bingsdom

Dom, 21/04/2013 - 09:49

Caro Guzzanti, la Sua analisi mi sembra precisa e puntuale sia nel racconto di quanto è successo dal 2011, sia nella descrizione di quelli che dovrebbero essere gli sviluppi della situazione politica da oggi in poi. E' anche chiarissimo come in questo precipizio ci abbiano spinto l'insipienza politica e l'arroganza di Bersani e di tutto il PD (bastava accendere la TV ieri dopo la rielezione e sentire i piddini ragionare come se non fosse successo nulla, si sentono ancora i vincitori delle elezioni e vogliono continuare ad imporre i loro diktat a tutti.... fino alla zarina di Rai3 che ha dato la colpa dell'impasse in cui ci troviamo ancora a Berlusconi, incredibile!!!!). Per questo sono pessimista, coi piddini fra i co...ni non si va da nessuna parte, non hanno un minimo di umiltà (chi non è umile non è intelligente). E con gli stupidi non si ragiona, purtroppo. Così come non si può ragionare con quei poveretti che ieri fuori da montecitorio gridavano rodotà rodotà senza sapere nemmeno cosa dicevano. Marionette nelle mani di un pifferaio webico. Sono pessimista sull'esito di un governo al cui tavolo siedano da una parte politici responsabili (persone intelligenti) e dall'altra non-politici egoisti (alla Gotor, per intenderci). Torneremo a votare molto presto.

tartavit

Dom, 21/04/2013 - 09:59

Un galantuomo che aveva già abbondantemente dato, si è assunto la responsabilità dell'irresponsabilità, della insipienza e della inettitudine di una vecchia classe politica ormai alla fine della sua mediocre e funesta esistenza. Altro che re, altro che monarca, un galantuomo costretto, per il bene dell'Italia, a cercare di rimettere il Paese in sesto, politicamente, economicamente e socialmente. E ben venga se impone un suo governo (tanto quei vecchi bacucchi non saprebbero fare alcunché) cercando di mettere insieme il meglio di quanto forse ancora c'è nel PD, nel PDL, nella lega e nella lista civica di Monti. Certo un governo di emergenza, un governo a tempo, un governo che faccia al più presto le riforme necessarie per rimodernare l'Italia e rimetterla sulla strada delle grandi Nazioni. Poi la vecchia nomenclatura vada a casa a partire da Berlusconi, Bersani, Bindi e via elencando. Puntare sul rinnovamento, su forze nuove, giovani, su una nuova classe dirigente preparata, capace disponibile e vogliosa di agire per il bene del Paese e degli Italiani. Non è cosa semplice e non è cosa fattibile in breve tempo e questo si è visto dai comportamenti degli eletti del movimento 5stelle, giovani volenterosi, ma impreparati e in mano a un nuovo capo che tutto decide e tutto dirige con una parvenza di democrazia sul web.

losqualo

Dom, 21/04/2013 - 10:17

finalmente il 25 aprile sarà veramente un giorno di festa, festa della liberazione,sì, ma dal comunismo

Ritratto di RoseLyn

RoseLyn

Dom, 21/04/2013 - 10:20

Finalmente un articolo che spiega a noi utenti della rete i segreti e gli oscuri meccanismi del palazzo, in maniera diretta ed eloquente, così magari la smettiamo di scrivere sciocchezze nei nostri commenti. Che dire di più, personalmente sono contenta che ci siamo tolti dai piedi Bersani e quel suo spettacolo patetico che ci è costato un punto di pil. Grillo era chiaro fin da subito che poteva solo fare opposizione. Come la sinistra risolverà i suoi problemi sono affari della sinistra, staremo a vedere. Il presidente Napolitano, data anche l'età, è persona saggia e speriamo che riesca a raddrizzare la nostra smarrita democrazia e a far funzionare le istituzioni al passo con i tempi.

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Dom, 21/04/2013 - 10:25

napolitano non fece una scelta difficile e coraggiosa, fu un codardo nell'ammettere che la caduta di berlusconi era da attribuire alla sinistra che, nel loro più becero antiberlusconismo, volevano farlo cadere, ed in tal modo prendersi il potere. poteva mandare tutti al voto, invece no! per paura di berlusconi, ha voluto un governo tecnico! ora che è stato rieletto, si tenga i suoi cocci e li metta a posto! voleva fare il furbetto e ci è riuscito varie volte, come l'ultima volta, con la cazzata dei 10 saggi..... :-) ma ora dovrà sacrificarsi: chi li fa se li aspetti!

franco@Trier -DE

Dom, 21/04/2013 - 10:39

Ma da quando si chiama Re un comunista?

Ritratto di marinogorsini

marinogorsini

Dom, 21/04/2013 - 10:57

complimenti a guzzanti....l'ho personalmente visto preconizzare con coraggio questa soluzione...l'unica ke possa permettere un filo di speranza alla rimozione dalle sabbie mobili

rancarani.giacinto

Dom, 21/04/2013 - 11:07

perchè non pubblicate??????????????????????????????????????????????

Ritratto di Luigi.Morettini

Luigi.Morettini

Dom, 21/04/2013 - 11:07

Presto assisteremo ad un evento epocale. Il mai pentito comunista Napolitano che farà ingoiare ai suoi sinistrati compagni l'amaro calice delle "larghe intese". I rottami del PCI non avranno scampo, in entrambe le ipotesi saranno cancellati dal Parlamento: Se bevono, la base già in rivoltà, li punirà votando Grillo. Se non bevono, non facendo nascere il governo, si andrà subito a nuove elezioni e saranno puniti ancor più severamente perchè determineranno il trionfo del Cavaliere. Comunque vada in Italia, seppur tardivamente, ci si libererà per sempre del cancro comunista.

paolo82

Dom, 21/04/2013 - 11:26

mandare tutti a casa? lui che è stato chiamato da una casta di falliti per salvarli? la grappa a colazione provoca strani effetti

eovero

Dom, 21/04/2013 - 11:39

una volta c'era la canzone " chi fermerà la musica"ora dobbiamo farne un'altra più tosta e più veritiera..."chi fermerà la mafia"?..il sud si sta ma non da oggi ma da sempre,si sta prendendo l'Italia anzi se l'ha bel che presa. il NORD deve solo lavorare sempre di più, il SUD deve solo controllare i lavoratori del NORD

Ritratto di Alberto43

Alberto43

Dom, 21/04/2013 - 12:48

Analisi condivisibilissima, peccato che non condivido appieno chi lo ha scritto!

Ritratto di Reinhard

Reinhard

Dom, 21/04/2013 - 12:48

Sciolga subito le camere, si torni al voto e poi dia le dimissioni, che di danni ne ha già fatti troppi.

Giovanmario

Dom, 21/04/2013 - 13:36

ma perchè parlare ancora del pd.. il pd è morto nello stesso momento in cui è nato.. era stato ideato per tentare di controllarsi a vicenda tra cattolici illiberali e comunisti senza muro, che hanno cercato in tutti i modi di autoconvertirsi ma finendo inesorabilmente per odiarsi cordialmente.. ma napolitano non è fatto di quella pasta ed io che l'ho sempre criticato, oggi mi devo ricredere.. napolitano ha dimostrato di saper ben vedere al di là del proprio naso dando concretezza a quel detto dei comunisti, secondo il quale se non riesci a combattere il nemico, fattelo amico.. cosa che nè il miope bersani nè tutti gli altri illustri suoi predecessori hanno mai messo in pratica per paura dei propri elettori.. ma io non ricordo che togliatti o berlinguer quando prendevano decisioni, si consultassero con la base.. bravo napolitano che oggi può ben vantarsi di passare alla storia come il miglior comunista italiano, alla faccia dei vari berlinguer, amendola, di vittorio, longo, ingrao, natta, pajetta, cossutta, occhetto, bertinotti per scendere impudentemente fino a vendola..

benny.manocchia

Dom, 21/04/2013 - 13:56

Come sempre Guzzanti fa centro.Abbiamo "acciuffato" pop corn,coca cola e hot dog dagli Stati Uniti ma non abbiamo mai voluto "copiare" una delle poche cose veramente eccezionali dell'America:vince chi ha piu' voti e resta al potere per quattro anni.Deputati e senatori lo controllano attentamente e svolgono il lavoro di rappresentanti dello Stato che li ha votati.In Italia la costituzione e' nata dopo il periodo fascista e i comunisti (che hanno sempre creduto di essere i salvatori della Patria,dimenticando che la Penisola venne salvata dall' esercito degli alleati)i comunisti,dicevo,hanno pensato di dare al premier la guida del governo e mettere al Colle il "presidente".Ma senza il voto diretto degli italiani.Ora cominciano a capire che il Presidente deve essere eletto con il voto dei cittadini.Comunque potrebbe anche non esserci un presidente.In USA chi vince comanda e deve rispondere alle unghiate delle due Camere.Insomma oggi in Italia hanno capito che il presidente(se proprio ci vuole)deve essere eletto dal popolo.Per il resto,dice bene Guzzanti:noi siamo i discendenti di Machiavelli.Non dimentichiamolo. Un italiano in USA

Ritratto di bobirons

bobirons

Dom, 21/04/2013 - 14:33

11.50 - Caro Guzzanti, Il mio apprezzamento nei Suoi confronti lo espressi sul Suo blog, anche se negai la pubblicazione. Ma questa volta dissento dalla Sua analisi. Noi "ragazzi" d'anteguerra abbiamo visto passare tanta acqua sotto i ponti che abbiamo il diritto ed il dovere di essere stanchi. La riproposizione di Marini, Rodotà, il bolognese-che-sorrideva (per fortuna ora mastica amaro) per finire su Napolitano non segna certo un passo avanti nella politica italiana ma un incancrenirsi in vecchie cariatidi. Ed a cominciare da noi 40 leoncini abbiamo il dovere, ognuno per la sua capacità, di dare il contributo ai più giovani della nostra esperienza, lasciando a loro il potere decisionale finale. Sono certo che fra quelli della generazione che ci segue qualcuno sarebbe stato papabile. Quanto poi al vecchio del colle alto, aspettiamo domani ed io spero che faccia tre cose: 1) sciolga le camere; 2) indica nuove elezioni; 3) formato un nuovo governo, dia subito le dimissioni lasciando spazio alle figure di cui sopra. Cordialità !