Ecco la prova: i giudici fanno politica

Lo studio di due ricercatori svela: i magistrati di sinistra indagano di più la destraEcco la prova: i giudici fanno politicail caso La persecuzione degli avversari rilevata in un saggio scientifico

Alla fine, la questione può essere riassunta così, un po' cinicamente: ma d'altronde il convegno si tiene nella terra del Machiavelli. «Chiunque di noi fa preferenze. Se può scegliere se indagare su un nemico o su un amico, indaga sul nemico. È l'istinto umano. E vale anche in politologia». Parola di Andrea Ceron, ricercatore alla facoltà di Scienze politiche di Milano. Che insieme al collega Marco Mainenti si è messo di buzzo buono a cercare risposte scientifiche a una domanda che si trascina da decenni: ma è vero che in Italia i giudici indagano in base alle loro preferenze politiche? La risposta Ceron e Mainenti la daranno oggi a Firenze, presentando il loro paper - anticipato ieri dal Foglio - in occasione del convengo annuale della Società italiana di Scienza politica. È una risposta basata su tabelle un po' difficili da capire, modelli matematici, eccetera. Ma la risposta è chiara: sì, è vero. La magistratura italiana è una magistratura politicizzata, le cui scelte sono condizionate dalle convinzioni politiche dei magistrati. I pm di sinistra preferiscono indagare sui politici di destra. I pm di destra chiudono un occhio quando di mezzo ci sono i loro referenti politici. Una tragedia o la conferma scientifica dell'esistenza dell'acqua calda? Forse tutte e due le cose insieme.

Ventidue pagine, rigorosamente scritte in inglese, intitolate «Toga Party: the political basis of judicial investigations against MPs in Italy, 1983-2013». Dove MPs è l'acronimo internazionale per «membri del Parlamento». I politici, la casta, quelli che da un capo all'altro della terra devono fare i conti con le attenzioni della magistratura. Racconta Ceron: «Nei paesi dove i magistrati sono eletti dalla popolazione, come l'America o l'Australia, che si facciano condizionare dalla appartenenza politica è noto e quasi scontato. Ma cosa succede nei paesi, come l'Italia, dove in magistratura si entra per concorso e dove non c'è un controllo politico? Questa è la domanda da cui abbiamo preso le mosse».
Ricerca articolata su due hypothesis, come si fa tra scienziati empirici: 1) più l'orientamento politico di un giudice è lontano da quello di un partito, più il giudice è disposto a procedere contro quel partito; 2) i giudici sono più disponibili a indagare su un partito, quanto più i partiti rivali aumentano i loro seggi.

Come si fa a dare una risposta che non sia una chiacchiera da bar? Andando a prendere una per una le richiesta di autorizzazione a procedere inviate dalle procure di tutta Italia al Parlamento nel corso di trent'anni, prima, durante e dopo Mani Pulite; catalogando il partito di appartenenza dei destinatari. E andando a incrociare questo dato con l'andamento, negli stessi anni e negli stessi tribunali, delle elezioni per gli organi dirigenti dell'Associazione nazionale magistrati, l'organizzazione sindacale delle toghe, catalogandoli in base al successo delle correnti di sinistra (Magistratura democratica e Movimento per la giustizia), di centro (Unicost) e di destra (Magistratura indipendente); e dividendo un po' bruscamente in «tribunali rossi» e in «tribunali blu». «Il responso è stato inequivocabile», dice Ceron. Ovvero, come si legge nel paper: «I risultati forniscono una forte prova dell'impatto delle preferenze dei giudici sulle indagini. I tribunali dove un numero più alto di giudici di sinistra appartengono a Md e all'Mg, tendono a indagare maggiormente sui partiti di destra. La politicizzazione funziona in entrambe le direzioni: un aumento di voti per le fazioni di destra fa scendere le richieste contro i partiti di destra».
I numeri sono quelli di una gigantesca retata: 1.256 richieste di autorizzazione a procedere nei confronti di 1.399 parlamentari. Di queste, i due ricercatori hanno focalizzato quelle relative ai reati di corruzione e finanziamento illecito: 526, per 589 parlamentari. Fino al 1993, come è noto, l'autorizzazione serviva anche per aprire le indagini, oggi è necessaria solo per arrestare o intercettare.

Ma, secondo la richiesta di Ceron e Mainardi, non è cambiato nulla: almeno nella componente ideologica dell'accusa, che i due considerano scientificamente e platealmente dimostrata. Dietro due grandi alibi, che sono la mancanza di risorse e la presunta obbligatorietà dell'azione penale, di fatto vige la più ampia discrezionalità. È un pm quasi sempre ideologicamente schierato a scegliere su quale politico indagare. E quasi sempre dimentica di dimenticarsi le sue opinioni.

«L'analisi dei dati - spiega Ceron - dice che i comportamenti sono lievemente diversi tra giudici di sinistra e di destra: quelli di sinistra sono più attivi nell'indagare gli avversari, quelli di destra preferiscono risparmiare accuse ai politici del loro schieramento». Ma in ogni caso, di giustizia piegata all'ideologia e all'appartenenza politica si tratta. Unita ad un'altra costante, di cui pure qualche traccia si coglie a occhio nudo: fino a quando un partito è saldamente al potere, i pm sono cauti. Ma quando il suo potere traballa e si logora, allora si scatenano.

Commenti

guidode.zolt

Gio, 12/09/2013 - 09:19

Che si scatenino quando uno è "ferito" o "sanguinante" è un fatto che appartiene alla natura dell'animale. Si verifica nei pescicani, nei leoni, nei cani ed in molte altre specie. Nel genere umano si scatena il "branco" quando c'è un intento comune allineato ad un comune pensiero e qui interviene sopratutto la magistratura, con il grande potere che si è accreditata come categoria, ma è meglio continuare a parlare di "branco". Sarebbe interessante conoscere se il pamphlet in questione prenda anche in esame un certo progetto, studiato a Mosca negli anni 60, con l'intento di prendere il potere in Italia con l'aiuto della magistratura da parte del PCI...progetto che ha posto i mattoni di base allora, ma che sta completando il tetto in questi ultimi anni...e credo sia giunto il momento di usare una ruspa...

Ritratto di llull

llull

Gio, 12/09/2013 - 09:23

Ecco, la scoperta dell'acqua calda.

Ritratto di 02121940

02121940

Gio, 12/09/2013 - 09:32

Ma guarda un po'! Noi non ce ne eravamo accorti.

marco lambiase

Gio, 12/09/2013 - 09:36

E' allora? Quale soluzione?

handy13

Gio, 12/09/2013 - 09:36

...sì acqua calda,....a questo punto occorre dividere i giudizi di primo e secondo grado,..dando il primo grado ai giudici di sx e il secondo grado a quelli di dx,....solo se confermata l'accusa "..ogni ragionevole dubbio" sarà accettata.

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Gio, 12/09/2013 - 09:51

Cose note da sempre,agli occhi di chi non si è mai fatto "incantare" dai politicanti.«Nei paesi dove i magistrati sono eletti dalla popolazione, come l'America o l'Australia, che si facciano condizionare dalla appartenenza politica è noto e quasi scontato>>...Bene,lo sappiamo.Questo però comporta un continuo,avvicendamento(non a vita!!!),ed un controllo EFFETTIVO da parte della popolazione,sul loro operato,prebende,privilegi e quant'altro.Con sentenze,su casi"comuni",INTONATE con l'evoluzione dei tempi,con il pensiero maggioritario della popolazione.In Italia,il PASTROCCHIO costituzionale,ha consentito il materializzarsi di questa CASTA di intoccabili(in tutto),che nel tempo,con il meccanismo perverso dei "concorsi",come tutta la Pubblica Amministrazione,Scuola,etc.,del resto,si è arricchita sempre più pesantemente di personaggi schierati in un certo modo,di una prevalente provenienza locale,per cui il SISTEMA,non rappresenta più il Paese votante,il Territorio,ma è diventato una leva di potere irreversibile.

guidode.zolt

Gio, 12/09/2013 - 11:10

In questo panorama in cui la fa da padrone la politica di sx si erge, in uttta la sua gravità, il fatto che un partecipante al concorso di magistrato debba indicare, sul questionario di accesso, la sua inclinazione "politica"...! Fatevi spiegare la ragione di ciò, così ci facciamo due risate...!

nino47

Gio, 12/09/2013 - 11:42

C'era proprio bisogno dello studio di due ricercatori per sapere che i giudici fanno politica!

rokko

Gio, 12/09/2013 - 12:22

E quindi ?

ABU NAWAS

Gio, 12/09/2013 - 12:26

C'ERA BISOGNO DI PROVE?????????????????????????????????????? NON POCHI MAGISTRATI FANNO SOPRATTUTTO POLITICA, INFIERENDO SUI LORO "NEMICI"!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! A QUANTO LA TANTO ATTESA RIFORMA DELLA "giustizia"????????????

peter46

Gio, 12/09/2013 - 14:31

x marco lambiase ...e per tutti coloro che vogliono "pensarci",dx e sx senza paraocchi.Cioè.C'è da sempre la tendenza di affidare il comando dei 'gabinetti ministeriali',degli'uffici legislativi e gli incarichi più disparati nella PA,a magistrati di diverso ordine e grado.Tutti questi magistrati,per sovrannumero,restano "in ruolo",cioè non perdono il loro incarico e non perdono gli emolumenti,anzi,li raddoppiano ed anche la loro 'anzianità'di carriera e stipendio continua malgrado svolgano altro lavoro.Penso sia chiaro che possono fare "il bello ed il cattivo tempo"essendo coloro che hanno il potere(oltre la capacità)di autoiscriversi leggi,riforme delle stesse leggi e regolamenti e decreti attuativi sedendo in tutti i gabinetti e posti chiave di tutte le istituzioni:Parlamento,Regioni...financo nei ministeri ed 'immancabilmente,in quello della Giustizia dove il 'conflitto d'interessi' Berlusconiano è nulla rispetto al loro 'conflitto d'interesse'...e con il 'beneplacito' di CSM,ma...da poco,non da coloro ,colleghi,che rimangono esclusi e su cui rimane l'immenso arretrato da smaltire.Bene,anzi male.Giorni fa ,sull'onda della discussione apertasi sull'interpretazione della legge Severino,l'on.Giachetti(insieme ad altri),PD ma non deve essere questo il problema,ha cercato di porre seri limiti,a questa assurdità solo Italiana,con un emendamento passato alla Camera.Poi la categoria,sentitasi minacciata nella tasca e negl'interessi di casta,si è ricompattata...non è esistito,per il cdx,più il problema Berlusconi-magistratura,ed al Senato la legge,con il loro voto è stata 'annacquata'.Ma qualcosa è rimasto,compresa la nuova interpellanza alla Ministro Cancellieri per dire che tutti quei magistrati che operano all'interno del 'suo' Ministero della Giustizia sono ""fuorilegge"".E speriamo che l'incaricato a scrivere al ministro la risposta all'interpellanza non sia uno dei magistrati "fuorilegge".Se non avete niente da fare potete(voi bananas),ricordare ai vostri e nostri che una delle condizioni per la rinascita di questo paese è anche che i piccoli e grandi boiardi di stato spariscano insieme ai privilegi di queste caste?O almeno fatevi sentire e vigilate...anche togliendo il potere di scrivere le leggi a loro piacimento è un modo per difendere il ""Vostro" dalla...magistratura rossa,o no?

buri

Gio, 12/09/2013 - 15:33

Ma c'era proprio bisogno di una studio scientifico per svelare una cosa di pubblico dominio da anni? o serviva una conferma avallata da uno studio ad hoc?

marco lambiase

Gio, 12/09/2013 - 16:59

XPeter 46- Gentile Sig. ho letto con attenzione il Suo post- Resta la mia domanda- Allora? Quale soluzione? Grazie- Aspetto una risposta.

peter46

Gio, 12/09/2013 - 21:45

marco lambiase...la sua domanda,in base a ciò di cui ho commentato,non può avere alcuna risposta.Questo è il parco 'buoi' che hanno dato da scegliere a coloro che hanno voluto votare.E questo 'parco buoi' ormai non ha più la "forza"di imporre alcunchè.Ieri,forse,aveva i numeri ma non la capacità di prendere il 'toro dalle corna' o sicuramente l'importante era risolvere il 'particolare'non il 'generale';e malgrado il risultato dei primi referendum sulla giustizia,non comprendendo che la risoluzione del problema dell'uno è 'divisiva,mentre la risoluzione del problema 'collettivo',che,forse,avrebbe potuto comprendere anche il problema dell'uno,era 'inclusiva.C'è una proposta da parte di qualcuno che cerca di iniziare un percorso per arrivare ad una soluzione condivisa il più possibile.Bene.L'aspettativa è che deve essere aiutato nella sua proposta,perchè il problema esiste ed è da tutti posto nella sua agenda di proposte.Ma ciò non avviene.Meglio'rieducare'il promotore:votando ma subito dopo affermando che il suo voto era stato 'carpito'a "sua insaputa" o come Penelope disfacendo ciò che il giorno prima era stato'faticosamente'raggiunto ma non voluto comprendere o forse non 'saputo' comprendere...quando si troveranno persone non ricattabili,forse...Pannella se l'inesperto politico nel '94 avesse avuto l'intuizione,avrebbe risolto,a mio parere,alla radice il problema giustizia...non si sarebbe fatto abbassare i pantaloni da nessuno,non era ricattabile alla Berlusconi o alla Mastella,al massimo avrebbe chiamato in piazza tutti coloro che avevano veramente a cuore la risoluzione del problema "giustizia in Italia":son sicuro che avrebbe 'digiunato'incatenato davanti il Palazzo di Giustizia di Roma,fino alla risoluzione del problema.E su questi temi c'è stato il tempo che anche a sx si potevano trovare 'convergenze'...e poi scusi una legge che impedisce doppi lavori nella PA o la "sola"alternativa di scelta di un unico stipendio non aiuterebbe a risolvere il problema?Almeno,eventualmente...inizierebbe il ricambio,con forze fresche,o no?

precisino54

Ven, 13/09/2013 - 15:47

"Una tragedia o la conferma scientifica dell'esistenza dell'acqua calda?" La risposta è troppo facile, quasi come bere un bicchiere d'acqua fresca! Sono però certo che il commento dei soliti "migliori" sarà del tipo: è l'obbligo dell'esercizio dell'azione penale e l'evidenza che il marcio sta a destra!