Un testimone, ormai adulto, denunciò le violenze ma venne tutto messo a tacere

LondraAssume contorni sempre più vasti e spaventosi lo scandalo della pedofilia britannica sollevato dal caso «Savile», il noto dj della Bbc che negli anni 80 avrebbe abusato di ben 300 minori tra ragazzi e ragazze.
Mentre salgono a tre gli arresti eccellenti nell'ambito di quest'inchiesta, ieri un Paese già fortemente sotto choc per quanto perpetrato in quella decade sotto gli occhi indifferenti dei vertici della televisione di Stato, ha appreso di altri abusi ancor peggiori avvenuti nello stesso periodo da parte di assistenti sociali, politici e vip dello spettacolo. A raccontarlo in televisione Steve Messham, un uomo grande e grosso, con gli stessi occhi spaventati del bambino che era a quel tempo. Vittima di orrori difficili da raccontare e ancor più orribili a credersi. Perché si tratta di violenze fisiche e sessuali, di orfani venduti ad una cerchia dei pedofili peggiori, malati e protetti dalla società cosiddetta perbene, tenuti fuori dal carcere grazie a importanti legami con la politica che contava, quella vicina alla Lady di Ferro. Messham racconta al giornalista di Newsnight e del Bureau of Investigative Journalism di essere stato uno delle centinaia dei bambini in affido negli orfanotrofi e nelle case famiglia in Galles che subirono abusi sessuali tra il 1974 e il 1990. «In istituto la violenza fisica e sessuale era la norma- ha detto Messham - poi c'erano gli abusi che avvenivano fuori dall'istituto. Potevi venir venduto per una notte a uomini d'affari, poliziotti, politici in un cerchio di pedofili che si estendeva dal Galles del Nord, passava per Chester e Londra, fino ad arrivare a Brighton. Venivi violentato in una macchina da uno o più di loro».
Così, attraverso la testimonianza di quest'omone con gli occhi pieni di lacrime la Gran Bretagna si è vista ripiombare in un'era molto più buia di quella vittoriana. Un decennio, ancora così vicino, che sembra aver nascosto nefandezze senza fine ai suoi increduli protagonisti. Ancor più scioccanti quando viene spiegato che le stesse accuse Messham le aveva già rese note alla polizia più volte senza essere creduto. E quando finalmente qualcuno aveva aperto non una, ma due inchieste, tutto era stato insabbiato, ricoperto da una coltre di vergogna e omertà. «Mi hanno chiamato bugiardo, sbattendomi contro il muro dell'ufficio - ha raccontato l'uomo ricordando quando denunciò per la prima volta i fatti alla polizia - dissi anche che c'erano almeno una dozzina di politici coinvolti».
Quando finalmente, grazie ad altre testimonianze, nel 1994 le accuse vengono alla luce il Consiglio dellla Contea di Clwyd avvia un'inchiesta indipendente. La relazione sull'inchiesta, che in sostanza confermava le accuse e avanzava molti sospetti di coinvolgimento da parte di autorevoli personaggi pubblici, non verrà mai pubblicata. Anche una seconda inchiesta, ordinata negli stessi anni dall'allora Segretario di Stato per il Galles, il conservatore William Hague, si esaurirà con un nulla di fatto sollevando da ogni responsabilità «figure pubbliche di alto livello rimaste nell'ombra» per mancanza di prove sufficienti a inchiodarli.
Di fronte al racconto di Messham i sudditi di Sua Maestà ascoltano e non si capacitano. Non capiscono come un disc jockey della Bbc eppoi un comico e chissà quanti altri abbiano potuto approfittare di ragazzine malate negli ospedali dove andavano per fare volontariato. Non sanno come assistenti sociali, uomini di buona famiglia e politici vicini alla cerchia della signora Thatcher abbiano potuto trastullarsi con poveri orfani sui sedili posteriori di una macchina, mentre alla radio suonavano i Rolling Stones.
Ma ora è finita. Adesso che mille voci parlano, Messham vuole incontrare David Cameron, vuole che anche il suo dolore e quello degli altri bambini violati, nascosto come polvere sotto al tappeto, venga finalmente alla luce.