Tobagi e Colombo eterni astenuti Rai Il Pd: adesso basta

Alla fine, anche dentro al Pd qualcuno comincia a non poterne più. Ma, perché - ci si chiede a sinistra - i due consiglieri di amministrazione della Rai, Benedetta Tobagi e Gherardo Colombo, nominati dalla cosiddetta società «civile» (che, si sa, è prerogativa della sinistra) votano contro o si astengono su quasi tutti i provvedimenti adottati in Cda? Che sia la nomina di un direttore (come Mario Orfeo al Tg1) o i programmi di prima serata o il bilancio annuale, a loro non va mai bene nulla. Proprio sull'ultima questione, il bilancio 2012, due componenti Pd della commissione di Vigilanza, Michele Anzaldi e Gero Grassi, sono sbottati. Ieri hanno chiesto che «in occasione dell'audizione del Cda del 18 luglio il presidente Roberto Fico ponga direttamente ai consiglieri Colombo e Tobagi, come primo quesito in apertura della seduta, la richiesta di spiegazioni sulle motivazioni che hanno portato alla loro astensione sul bilancio 2012». «Si tratta di una decisione che mette con forza in discussione l'atto fondamentale dell'azienda, il consuntivo economico». Il direttore generale Gubitosi, interrogato in merito, ha risposto: «Chiedetelo a loro». E loro (che - chissà perché - decidono sempre di comune accordo) hanno in passato motivato le loro decisioni sempre più o meno con le stesse giustificazioni: o questioni di metodo o di mancata trasparenza o lamentandosi della legge Gasparri. Ora di fronte a un deficit annuale del 2012 di 200 milioni di euro e a un possibile indebitamento tra i 550 e i 600 milioni (come ammesso dal dg Gubitosi sempre in commissione) i democrat chiedono ai consiglieri di «fare chiarezza». Insomma, se c'è qualcosa che non va, è ora di entrare nel merito. Basta belle parole, tirate fuori le magagne, se ci sono. O, magari, anche a sinistra, si comincia a pensare che non basta essere membri della «società civile» per assorbire competenze (televisive, s'intende) non vantate dal curriculum?