Tragica luna di miele in Usa: uccisa da un'auto in spiaggia

Una morte in diretta, ripresa millimetro per millimetro dalle videocamere di sorveglianza dei tanti locali che affollano la prestigiosa spiaggia di Venice Beach. La città di Bologna è sconvolta per l'assurda morte di Alice Gruppioni, 32 anni, figlia di Valerio Gruppioni, noto imprenditore felsineo ed ex presidente del Bologna calcio nei primi anni '90. Alice sognava un futuro luminoso come il tramonto che si stava godendo in una delle spiagge più belle di Los Angeles. Invece in un attimo, il tempo di essere investita da un pirata della strada che ha attraversato come un fulmine il lungomare della località californiana, il sorriso che campeggiava nella foto del suo album di nozze si è spento. Alice era in luna di miele con il marito Christian Casadei. Stati Uniti, una delle mete più amate. Il viaggio di nozze Alice lo aveva preparato nei minimi dettagli e il giorno in cui lasciò l'Italia, il 20 luglio scorso, per il sospirato volo negli States, il ruolino di marcia prevedeva una sosta tra le palme, le onde e le torrette stile baywatch del Pacifico. Ma un'auto impazzita guidata da un ragazzo con un cappellino da basket in testa ha travolto lei uccidendola sul colpo e altre 11 persone che sono rimaste ferite gravemente, tra cui il marito. L'impatto è stato impressionante. Una dinamica assurda, ma facilmente ricostruibile attraverso le immagini poste nelle strade limitrofe e in spiaggia. Il ragazzo, biondo e con i pantaloncini corti, che si è costituito in serata lasciando l'auto a Santa Monica, ha parcheggiato nel lungomare. È sceso. Dopo poco è risalito in auto sfrecciando a gran velocità. Le riprese in una frazione di secondo dopo immortalano i clienti di un bar alzarsi di scatto e guardare la scena dell'incidente. Un altro video invece intercetta l'auto proprio nel momento in cui impatta contro i passanti in spiaggia. Uno schianto terribile, che ha provocato il panico tra i presenti all'ora dell'aperitivo serale. Tecnicamente non si è trattato di un incidente: l'autista è salito in auto e, neanche il tempo di ingranare la seconda, ha invaso lo spazio pedonale senza frenare. Un'azione volontaria e calcolata, della quale però, e saranno gli interrogatori chiarirlo, non si conosce ancora il movente: di sicuro un gesto dettato da uno scatto di nervi omicida. Il giovane infatti si vede che sale a bordo dell'auto ed esce dal parcheggio a tutta velocità senza verificare la presenza di pedoni al momento dell'immissione in strada e subito dopo lo schianto sfreccia uscendo dalla città. Una scena a cui potrebbe abituarci un film di Quentin Tarantino, ma che invece è drammaticamente vera. La notizia della morte di Alice Gruppioni ha gettato nello choc Pianoro e Rastignano, i due paesi dove la giovane viveva e lavorava alla Sira group, multinazionale che produce radiatori in alluminio guidata dal padre. Anche il mondo dello sport si è stretto attorno al papà di Alice e ai famigliari, come il Milan che ha espresso il suo cordoglio per questa assurda morte. Una morte a cui Alice non sapeva di andare incontro, ma che sfogliando la sua pagina Facebook, fa apparire ancora più drammaticamente premonitrici le parole che la 32enne aveva scritto appena un anno prima di sposarsi ed andare incontro al suo destino: «Tutto va troppo lento e troppo veloce allo stesso tempo». La quieta lentezza di una coppia di innamorati che non sente lo scorrere del tempo si è scontrata con la folle e assassina velocità, vincendo, quest'ultima, la sua sfida.