Trucchetti da film al casinò. E l'attore gioca a fare il baro

L'attore scambia il tavolo per un set e conta (a mente) le carte al blackjack. Gli esperti: "Succede due volte l'anno"

Di recente ha interpretato il boss corrotto e truffatore di un casinò online in Runner Runner e forse era ancora dentro il personaggio. Perché non c'è dubbio che nel suo lavoro, quello di attore e regista, Ben Affleck sia uno dei migliori. E per uno come lui, bello, bravo, ricco e famoso, ci può stare che la linea di demarcazione tra la vita sul set e la vita reale sia molto sottile. Fatto sta che lo scenario da film c'è tutto: un casinò di Las Vegas, l'affascinante giocatore (con splendida moglie al seguito), il tavolo di blackjack, una serie di puntate vincenti e un fiume di bei dollaroni incassati. Fino a che, come da copione, un impiegato della sala da gioco non avvicina il famoso giocatore e gli sussurra all'orecchio. «Mr Ben, lei è troppo bravo. Basta così». Già, perché a quanto pare Affleck non solo è dotato di talento ma anche di grande intelligenza con una spiccata memoria visiva. E gli addetti di sala del casinò dell'Hard Rock di Las Vegas lo hanno pizzicato mentre contava le carte. Nulla di illegale perché contare le carte a blackjack, che consiste di fatto nel memorizzare le carte uscite potendo così puntare sapendo se quelle rimaste nel mazzo siano favorevoli o meno, è teoricamente consentito. Ma in realtà non tollerato dai casinò che si riservano il diritto anche di espellere un giocatore dalla sala una volta scoperto.

E così è successo a Ben Affleck: beccato, espulso e bandito ufficialmente a vita. Sembra che l'attore e regista premio Oscar, di passaggio a Las Vegas con la splendida moglie Jennifer Garner prima di iniziare a girare il sequel di Man of Steel, Batman vs Superman, non l'abbia presa benissimo. Nota infatti è la sua passione per il tavolo verde che lo ha portato nel 2008 a vincere, sempre a blackjack, la bellezza di 800 mila dollari. Addio Hard Rock ma il buon Ben se ne farà una ragione e, anzi, magari avrà lo spunto per un nuovo soggetto. D'altra parte la filmografia americana è piena di storie ambientata nelle sale da gioco. Dal mitico Rain Man, in cui un fantastico Dustin Hoffman interpreta un uomo affetto da autismo che sbanca il casinò con le sue doti di memoria, fino al Casinò di Martin Scorsese in cui Robert e De Niro e Joe Pesci gestiscono la sala da gioco in perfetto stile mafioso rendendo la vita impossibile, a suon di pestaggi nei sotteranei, a chiunque tenti di fare il furbo. Ma il film perfetto per Affleck è senza dubbio 21 che racconta di come alcuni studenti del Mit di Boston, coordinati dal professor Kevin Spacey, grazie ad un incredibile capacità di calcolo riescano a vincere centinaia di migliaia di dollari giocando a blackjack. Solo finzione? No, la pellicola è tratta da una storia vera che ha visto a fine anni Settanta un gruppo di studenti iper dotati seminare il panico nei casinò di mezza America. Un genere cult ma la realtà, al giorno d'oggi, è alquanto differente. Almeno in Italia.

«I film enfatizzano molto e fanno sembrare facile il lavoro dei bari ma in realtà è molto molto complicato farla franca», racconta Luciano Di Leo, direttore dei giochi del Casinò municipale di Sanremo. E ancora: «Quello di contare le carte poi è un po' un mito, si gioca con 6 mazzi in totale 312 carte, non è facile. Capita un paio di volte l'anno di notare comportamenti sospetti e si adottano alcune strategie apposite». Alcune non si possono svelare. Segreto del mestiere. Altre sono tanto semplici quanto efficaci. «Il croupier inizia a parlare con il giocatore, lo distrae dai conti che sta tenendo a mente e da lì si capisce. Se a quel punto il giocatore si alza e se ne va si smaschera da solo. Ci stava provando», continua. E a quel punto? Niente grida o pestaggi in stanzette nascoste, per carità. «Discrezione prima di tutto. E poi non capita praticamente mai, abbiamo uno staff estremamente professionale che evita sul nascere certi episodi», conferma Marco Cambiaso, amministratore delegato di Casino Sanremo. Peccato Ben, bel tentativo. Ma la vita vera non è un film.

Commenti

cecco61

Dom, 04/05/2014 - 10:25

Egr. Sig. Basile: articolo idiota. Siamo sinceri: per ogni giocatore di Black Jack in grado di contare le carte (e avere solo un'idea sulle maggiori o minori probabilità di vittoria, non la certezza), ve ne sono migliaia totalmente incapaci, che perdono l'imperdibile, regalando soldi e soldi ai casino. Quindi, per coerenze e onestà intellettuale e morale, se si allontano i Ben Affleck (rari), andrebbero allontanati anche gli incapaci (lasciarli al tavolo è come sparare sulla Croce Rossa). Le regole devono valere per tutti, non essere a senso unico. Che i casino tirino acqua al loro mulino, ci sta; un po' meno se lo fa un giornale che vorrebbe essere sincero e imparziale.

zipala'

Dom, 04/05/2014 - 11:33

Contare la " scarpa " è un lavoro MOLTO, MOLTO impegnativo e solo pochissimissimi ci riescono.

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tomari

Dom, 04/05/2014 - 11:41

Lo sanno tutti che ai gestori dei casinò piace vincere facile! Poi, se trovano uno più tosto di loro, hanno il coraggio di incazzarsi! Ma vadano a dar via i...con quel che segue.

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emmepi1

Dom, 04/05/2014 - 12:26

nell'articolo lo dite anche voi che non è illegale ecc.... e allora perchè nei titoli indicate Ben Affleck come baro? secondo me è diffamazione.

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stock47

Dom, 04/05/2014 - 12:51

Non vedo perché mai sarebbe illegale, da parte del giocatore, contare mentalmente le carte quando gioca. Il gioco delle carte non è un estrazione a sorte, è un gioco che presuppone, oltre alla fortuna, un'abilità del giocatore a gestire il suo gioco, e la mente fa parte del giocatore. Perciò, perché mai sarebbe un baro uno che usa quello che ha di suo nel giocare? Pretendere che un giocatore di carte si affidi alla fortuna è uguagliarlo, come detto, alle estrazioni a sorte, o alle macchinette della fortuna, che tiri una leva e aspetti che ti esca la tua sorte. A me sembra che i bari sono quelli che gestiscono la casa da gioco.

agosvac

Dom, 04/05/2014 - 13:56

Questa che contare le carte sia un reato è una corbelleria inventata dai gestori dei casinò per cercare di vincere sempre!!!Anche nel poker si contano le carte, nel senso che un bravo giocatore in base alle carte uscite studia le probabilità su quelle che usciranno: non è barare è solo abilità!!! Ovviamente mi riferisco al poker con le carte fuori non a quello a carte solo coperte che è tutta un'altra cosa.

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Italia Nostra

Dom, 04/05/2014 - 14:22

Concordo con cecco61 in quanto i casinò giocano con gli incompetenti (perché le regole sono a vantaggio del casinò come è risaputo). Poi quanto ai commenti del manager che non vuole svelare, ve il accenno io. Prima tecnica è rimescolare le carte spesso (quindi la conta non funziona). Seconda regola fare il mazzetto spostando le carte alte (10, figure e assi che vanno a vantaggio del giocatore) in fondo al mazzo e dietro la burn-Card ossia la carta di plastica che determina la rimescola delle carte. Alcuni casinò sono stati pizzicati addirittura a rimuovere le carte alte dal mazzo, pratica illegale almeno nel Regno Unito e, se pizzicati durante un controllo, dovrebbero causare la chiusura del casinò stesso. A Montecarlo i tre protagonisti veri del film 21, che non nomino appositamente, sono addirittura stati minacciati di morte se fossero tornati. Ecco questi vigliacchi dei casinò come si comportano, ma d'altronde da criminali non ci si aspetta un gioco onesto vero?

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Dom, 04/05/2014 - 20:35

Contare le carte NON è illegale se fatto col cervello. Non è ammesso invece l'ausilio di computer e dispositivi elettronici per vincere con strategie di base e strategie deviate. Con una strategia perfetta di base, senza contare e senza deviare la strategia (in base al conto vero) il casinò detiene ancora un vantaggio dello 0,5% infatti. Si passa in vantaggio solo con un conto reale altamente positivo oppure uno altamente negativo. Tutto ciò impone saper giocare (e non scommettere a caso come fanno i più) in base a regole feree è basate sulla matematica. Tutto è assolutamente legale, ma non accettato dai casinò in quanto perdono a dismisura con chi sa veramente giocare a black jack. Esatto non parlate di baro perché saper giocare non è barrare.

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Dom, 04/05/2014 - 20:35

Contare le carte NON è illegale se fatto col cervello. Non è ammesso invece l'ausilio di computer e dispositivi elettronici per vincere con strategie di base e strategie deviate. Con una strategia perfetta di base, senza contare e senza deviare la strategia (in base al conto vero) il casinò detiene ancora un vantaggio dello 0,5% infatti. Si passa in vantaggio solo con un conto reale altamente positivo oppure uno altamente negativo. Tutto ciò impone saper giocare (e non scommettere a caso come fanno i più) in base a regole feree è basate sulla matematica. Tutto è assolutamente legale, ma non accettato dai casinò in quanto perdono a dismisura con chi sa veramente giocare a black jack. Esatto non parlate di baro perché saper giocare non è barare.