La truffa delle unioni civili Una gabbia senza garanzie

Così le coppie cedono la loro libertà di non sposarsi in cambio di qualche beneficio amministrativo. Senza però assumersi le responsabilità dei coniugi

Le unioni civili, gay ed etero, non costituiscono una questione di destra e neppure di sinistra. Il fatto che l'uno e l'altro schieramento se ne approprino, per strumentalizzare l'avanguardismo o il conservatorismo, è solo prova della malafede con la quale i politici affrontano qualsiasi tema che possa aggregare consensi o dissensi. Per fare numeri e fare parlare di sé.
In realtà quello delle unioni civili è un problema non problema, artefatto e in buona parte sintomo di ignoranza.
Dunque. Ogni cittadino ha diritti individuali e diritti riconosciuti. La Costituzione lo tutela sia come singolo, sia quale componente di una creazione sociale o familiare. E dice anche che la famiglia è riconosciuta in quanto fondata sul matrimonio e che il matrimonio è costruito sull'uguaglianza morale e giuridica dei coniugi.
A questo punto varie domande si impongono: perché, se la famiglia è riconosciuta in quanto fondata sul matrimonio, si discute sempre delle famiglie non «matrimoniate», pretendendosi che abbiano gli stessi diritti di quelle segnate dal vincolo coniugale? È un non senso e un controsenso: il matrimonio è imperniato sulla libera volontà delle parti di assumerne doveri e diritti. Libera volontà espressa in forma solenne e sempre revocabile.
Perché una ipotesi di legge, quali lo sono state le ineffabili Pacs, Dico, e Didore, dovrebbe sostituire il consenso personale e far trovare all'improvviso semisposate coppie solo conviventi in forza della precisa scelta di libertà di non sposarsi? O, peggio, fare trovare a sua insaputa sposato quello dei due che non ne aveva alcuna intenzione? O c'è, il matrimonio, o non c'è. E se c'è, deve contare solo la volontà libera e incondizionata di chi se ne assume le responsabilità. Non la volontà populistica dei tribuni pseudoprogressisti.
Di conseguenza anche queste manfrine delle unioni civili costituiscono un inganno: agli ideali, alla Costituzione, al convivente speranzoso di essere un giorno praticamente sposato all'altro, senza nessuna fatica. Le unioni civili sono la trappola della libertà, in cambio di qualche misero beneficio amministrativo. Hanno poco da raccontare, quelli che pensano di superare le discriminazioni istituendo il registro: così facendo discriminano tra coppie che si sposano, con la volontà e l'impegno di farlo, e coppie che non assumono le responsabilità del matrimonio, ma ne acquisiscono le tutele assistenzialiste. Per di più con l'ipocrisia pesante e risonante di fare di tutta l'erba fascio: etero e gay così saranno contenti. Se, invece, gli omosessuali hanno dignità, come sono certa, devono rifiutarsi di iscriversi a qualsiasi registro, perché questo è un contentino che li discrimina ancora di più, pur se da molti viene loro proposto come il regalone politico.

Ricordiamo, intanto, che esiste il matrimonio cattolico come quello laico e che il Concordato ha fissato le regole perché le nozze in Chiesa abbiano effetti civili nello Stato italiano. Il matrimonio civile ha pertanto natura e obbiettivi diversi, è un'altra cosa e riguarda solo lo Stato italiano. Con tutto il rispetto verso il matrimonio-sacramento, non si può dimenticare che il nostro Stato è laico e deve affrontare il matrimonio omosessuale in termini del tutto avulsi dal contesto e dal pensiero religiosi. Per i laici il matrimonio è una sorta di convenzione, che l'individuo sceglie per organizzare la famiglia; nel potere di autodeterminazione, può anche decidere di costruirla senza regole, nell'unione di fatto. Ma l'individuo omoaffettivo non ha la scelta alternativa, non può decidere di sposarsi per formare la sua personalità nel contesto di vincoli e opportunità, che invece hanno gli etero: parentela, riserve ereditarie, pensione di reversibilità, tanto per richiamare la base solidaristica del matrimonio. Già tante sentenze hanno detto che la legge matrimoniale, del 1942, dovrebbe adeguarsi alla Costituzione, del 1948, rendendo attuale il matrimonio anche agli omosessuali. Senza del quale continuano a essere ingiustamente discriminati: perché c'è confusione tra nozze civili e canoniche; perché non c'è scritto nella Costituzione che i coniugi non possano essere dello stesso sesso, perché il matrimonio laico non obbliga alla procreazione; perché l'intento solidaristico non può vietarsi a chicchessia, se ha i presupposti per sposarsi, tra i quali non è previsto il sesso. Sono perciò ridicoli i registri per regolarizzare (??) le unioni civili, quasi sia per dare una possibilità agli omosessuali.

Le famiglie omoaffettive, invece, non devono coltivare questa speranza, perché hanno diritto al diritto di sposarsi. Una seconda scelta è patetica e irrispettosa degli inviolabili diritti di uguaglianza tra tutti i cittadini, indipendentemente dalla condizione personale e, cioè, anche dall'orientamento sessuale, che è un modo di porsi individuale, «una possibile variante del comportamento umano» (Oms, 1994). La Costituzione, per chi è in buona fede, è chiara e non richiede di istituire registri per aggirare i problemi irrisolti. Se gli studiosi del diritto negano la possibilità del matrimonio omosessuale, non resta che integrare la Costituzione e poi ricorrere al referendum confermativo sul tema, così da bypassare, una volta per tutte, politici vili, ignoranti e manipolatori.

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Commenti

killkoms

Lun, 23/07/2012 - 08:31

in un periodo in cui le coppie etero,per sfuggire ai mille vincoli del matrimonio,sia religioso che civile,optano per la convivenza,il matrimonio omopiù che una conquista di civiltà appare come un capriccio o uno sfizio!che senso ha legalizzare unioni di fatto,anche etero,col solo scopo dii ottenere diritti senza doveri?conoscendo l'Italia ci sarebbe un'ondata di finte unioni,omo ed etero,solo per ottenere vantaggi come case pubbliche,assegni familiari,pensioni di reversibilità!una/o su tutte la sconcia che ha chiesto subito per la marita(o moglio?)l'estensione dei benefici istituzionali in campo sanitario!

Nadia Vouch

Lun, 23/07/2012 - 09:16

Trovo che nel matrimonio ci sia comunque, anche se non per tutte le coppie, un contenuto d'ipocrisia. Spesso ci si sposa più per assecondare le aspettative e le attese di altri che per se stessi: genitori, parenti, gli altri in generale. Ci si può sposare anche per interesse economico.Sono quindi d'accordo con la sempre puntuale Annamaria Bernardini de Pace: non complichiamo con patti particolari le unioni tra persone.

MatildeG

Lun, 23/07/2012 - 09:55

Non sono d'accordo con l'articolo. Un conto e' la liberta' di convivere e avere rapporti con chi si vuole, un conto e' invece che questi rapporti siano tutelati dallo Stato. Lo Stato interviene dove c'e' un interesse della societa'. La famiglia basata sul matrimonio e' tutelata in quanto e' storicamente l'istituto e l'ambiente nel quale vengono allevati ed educati i figli, c'e' qunidi un interesse sociale. La coppia omosessuale e' importante per i due individui, ma non porta alcun valore aggiunto alla societa'. Cosa porta alla societa' una coppia gay piu' di quanto non portino due single? Per questo motivo, pur essendo d'accordo nel garantire alcuni diritti, per esempio il diritto di assistenza in ospedale, di designare il partner come colui che e' autorizzato a prendere decisioni in caso di emergenza, di subentro nel contratto di affitto ... non sono invece d'accordo a conferire alcuni diritti che comporterebbero oneri per il contribuente, come la pensione di reversibilita' e le detrazioni per il "coniuge" a carico. Perche' la societa' dovrebbe accollarsi oneri per un qualcosa da cui non le deriva alcun beneficio?

MateDe

Lun, 23/07/2012 - 09:58

killkoms complimenti...L'Italia che conosce e' cosi' perche e' pieno di persone come lei che conoscendo lo stato del proprio paese non fanno niente per migliorarlo e si accontentano di quello che c'e!Btw Ottimo articolo!

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Lun, 23/07/2012 - 10:07

1-Accampare diritti senza doveri,non mi sembra un bel contratto,specialmente se la cosa,esce dall'ambito della coppia,ed interessa le tasche PUBBLICHE. 2-Gli articoli 143,144,147 del C.C. parlano di diritti e doveri,ed il 147,parla di doveri verso i figli. 3-Nel matimonio CIVILE,quindi,cara Sig.ra Bernardini de Pace,laddove si parla di FIGLI,non si può parlare di coppie OMOSESSUALI,perchè figli non ne possono fare,ed adottarli,sarebbe un discorso lungo,in quanto(altro punto dolens),potrebbe essere alterata l'INCLINAZIONE NATURALE DELLA PROLE. 4-Il pensiero religioso,incrocia,si sovrappone a quello civile,con un concetto che non altera il contenuto sostanziale di FAMIGLIA. 5-Se a tutti i costi gli omosessuali,vogliono regolarizzare la loro unione,con un "matrimonio"(con diritti e doveri),questo tipo di matrimonio,non può,non deve essere paragonato in toto a quello fra etero,perchè manca la sostanza di cui all'art.147...I figli! Pertanto,che lo si faccia,"stralciando" questo articolo,con un "MATRIMONIO B". Argomento chiuso! Che poi le coppie "etero" o "OMO" vogliano convivere,per loro comodità,lo facciano pure,ma se vogliono un contratto "civile",CON OBBLIGHI E DOVERI,l'attuale matrimonio è sufficiente.....e se uno crede in Dio,si sposa in Chiesa. Saluti!

Pat2008

Lun, 23/07/2012 - 10:09

Un discorso molto coerente che per lo più condivido, ma mi trovo sempre molto perplessa sul matrimonio omosessuale. Pur convenendo che è giustissimo estendere agli omosessuali conviventi certe tutele (assistenza, eredità ecc.) mi chiedo se la Bernardini pensi di inserire all'interno di questi diritti anche quello ad allevare bambini, ad esempio. O se non pensi che questo possa essere un passo successivo al riconoscimento del matrimonio omosessuale. E come si ponga rispetto a questioni tipo l'assegnazione di case popolari ecc., tutte cose che - contrattualisticamente - lo Stato garantisce alle famiglie suscettibili di generare e allevare nuovi cittadini. Sul fatto poi che l'unione di fatto, anche etero, non debba essere regolamentata dall'alto sono d'accordissimo: e perché mai uno dovrebbe ritrovarsi praticamente sposato se non si è sposato apposta per non avere l'impegno? Esiste già un'istituzione che regola i diritti tra coniugi, e si chiama matrimonio. E' reversibile, come giustamente osserva la Bernardini, e quindi chi vuole i diritti garantiti dal matrimonio se ne assuma anche i doveri consapevolmente, senza tirare per i capelli lo Stato a intervenire sulla sua vita dove lui non è stato capace di fare una scelta autonoma e semplicissima.

Paul Vara

Lun, 23/07/2012 - 10:43

Il matrimonio è un'istituzione creata dall'uomo secoli fa, non vedo perchè l'unione tra due esseri non possa essere aggiornata dall'uomo in funzione del secolo nel quale si vive. Quelli che vogliono vivere la loro unione in un quadro religioso potranno continuare a farlo ma non è giusto impedire ad altri di proteggersi mutualmente se non rientrano in casi ben concreti finora non contemplati dalla legge. Questo si chiama evoluzione.

Rombo.Di.Tuono

Lun, 23/07/2012 - 11:44

Siamo completamente impazziti?? Il MATRIMONIO, sia civile che religioso, è tutta e sola la normativa necessaria a coloro che vogliono diritti derivanti dalla convivenza, perchè sono GIUSTAMENTE associati ai relativi DOVERI. E sia esso quindi L'UNICA E SOLA POSSIBILITA' DATA ALLE COPPIE ETERO. Diverso (!) il discorso per coloro che intendono condividere la propria vita sotto il profilo affettivo derivante dall'omosessualità (= con una persona del proprio stesso sesso). Siano normati da una unione di tipo DIVERSO dal "matrimonio", sia i diritti che i doveri derivanti da una unione di questo tipo, perchè è giusto. Ma sia ESPLICITAMENTE E TASSATIVAMENTE ELIMINATA OGNI POSSIBILITA' di "diritti" in merito a eventuali figli. [e se uno dei due è già genitore, egli ha i diritti SINGOLI che gli derivano già dalla attuale legislazione]

Ritratto di niki 75

niki 75

Lun, 23/07/2012 - 12:26

A quando il registro per le coppie di animali di qualsiasi genere e specie???????. Non credo ci sia da attendere molto, vista la geniale, fantasiosa mente dei nostri FATTIVI e PRODUTTIVI politici.

michele lascaro

Lun, 23/07/2012 - 12:30

Truffe legalizzate con l'unico scopo di ottenere soldi a sbafo.

mariolino50

Lun, 23/07/2012 - 12:48

Mia figlia, che sarebbe in età da marito come si diceva un tempo, mi ha spiegato un valido motivo perchè molta gente non si sposa e convive, perchè a causa delle convenzioni sociali il matrimonio vero è proprio è diventato al di sopra delle possibilità economiche della gente normale, mi sembrava strano ma dopo che un mio ex collega ha speso 35000 euro per il matrimonio della figlia, e lo sposo anche lui avrà speso la sua parte, anche i debiti a dovuto fare, e io allora ho detto noi non si può fare, i benefici istituzionali ai quali viene fatto riferimento ci dovrebbero essere per tutti, soli o coppie che siano, visto che siamo tutti cittadini italiani, e non solo per la gente sposata.

Totonno58

Lun, 23/07/2012 - 14:33

Basta con queste chiacchiere che vanno avanti stancamente da quasi 30 anni, "autorizzando" il Parlamento a non discutere mai di questi temi...si faccia una legge che regolamenti le convivenze, si fissino dei criteri con dei diritti e doveri ben precisi e si passi ad occuparsi di altro, con buona pace anche della dott.ssa de Pace...bella battuta, eh?:)

enron

Lun, 23/07/2012 - 22:29

Interessante l'articolo di Annamaria Bernardini de Pace. Prende una posizione netta. Faccio un'osservazione però: in realtà nella proposta-pastrocchio di legge sui DICO ricordo che serviva comunque il consenso delle parti (si parlava di mandare una raccomandata, e sarebbe stato vietato presentarsi in comune insieme per evitare che sembrasse un matrimonio), così come in Francia per i PACS, e in altri paesi le unioni et simila. Quindi non ci vedrei nessun obbligo coercitivo e automatismo. Quindi da non confondersi con la valutazione in sede giudiziale che si dà talvolta ai conviventi more uxorio. Condivido comunque che si tratta di surrogati per non riconoscere il matrimonio ai gay. Mi piacerebbe sapere infine dalla suocera di Rauol Bova e assistente legale DìGayProject cosa ne pensa dell'apertura della Presidente Imma Battaglia a Casini dopo che egli ha definito i "matrimoni gay incivili".

enron

Mer, 25/07/2012 - 22:02

Ma i PACS in Francia non sono obbligatori ne automatici, come non lo sarebbero stati quel pastrocchio-compromesso al ribasso dei DICO. Il sarebbe servito il consenso delle parti (la famosa raccomandata, e il divieto di presentarsi in comune insieme per evitare che ricordasse un matrimonio). La valutazione che si dà alle convivenze more uxorio in sede giudiziale è un'altro discorso.

enron

Mer, 25/07/2012 - 22:09

Ah mi piacerebbe sapere che ne pensa l'avv. Bernardini de Pace dell'apertura di Imma Battaglia a Casini dopo quelle controverse dichiarazioni. è l'ottimismo di chi vuol vedere il bicchiere sempre mezzo pieno?

enron

Mer, 01/08/2012 - 01:31

Non per contraddire uno degli avvocati più famosi d'Italia ma non ricordavo nessun automatismo nei Dico, ne nei Pacs francesi dove è necessario il consenso delle parti.