Vietato criticare le toghe: il giudice sequestra l'articolo

Che l’articolo sia diffamatorio non lo ha an­cora deciso nessuna sentenza, ma per la toga non è rilevante

Giornalisti in galera, anzi no. Tutto sta nell’avere fortuna, quando si arri­va davanti all’Eccellentissima Corte di Cassazione. È andata bene ieri ai due giornalisti della Voce di Romagna , che per avere scritto un articolo ritenuto diffa­matorio da due carabinieri si era­no visti rifilare dalla Corte d’ap­pello di Brescia sei mesi di gale­ra: con la condizionale, fortuna­tamente, ma pronti a diventar esecutivi in caso di un’altra con­danna. Nello spazzare via la con­danna dei giornalisti alla galera, la Cassazione ha sancito princi­pi fondamentali, richiamando i giudici di tutta Italia al rispetto di quanto da tempo ci predica l’Europa, e cioè che punire con la prigione i reati a mezzo stam­pa non è ammissibile. Bene, molto bene. Peccato che basti spostarsi di due sezioni della Cassazione, dalla terza alla quin­ta, per trovare quelli che i giorna­listi al fresco ce li sbattono volentieri: come accadde nel set­tembre 2012 quando la Suprema Corte confermò l’anno di carcere inflitto al di­rettore del Giornale Alessandro Sallu­sti. A Sallusti, a differenza dei colleghi romagnoli, non venne concessa nean­che la condizionale, arrivò la Digos ad arrestarlo in redazione e ci volle l’inter­vento del capo dello Stato per fare di nuovo del giornalista un uomo libero. Ora, i giudici della terza sezione scri­vono il contrario di quello che hanno scritto quelli della quinta. A ben legge­re, una finestrella aperta se la tengono, perché - puntualizzano - in «casi ecce­zionali » la galera si può usare. Ma il principio per il resto è sancito con tale nettezza che la sentenza viene accolta con legittima soddisfazione dall’Ordi­ne dei giornalisti. Se su di loro pendes­se la spada dell’arresto, «non sarebbe assicurato il ruolo di “cane da guardia” dei giornalisti, il cui compito è comuni­care informazioni su que­stioni di interesse genera­le e conseguentemente di assicurare il diritto del pubblico di riceverle».

Ad allarmare la Corte sui rischi che corre di que­sti tempi la libertà di espressione è stata, a leg­gere le motivazioni, una considerazione che in ap­parenza c’entra poco: il fatto che la stampa si trovi «sotto attacco ingiustifi­cato da parte di movimenti politici», ri­ferimento che ieri qualcuno interpreta­va come rivolto agli attacchi di Beppe Grillo. Ma, qualunque sia il motivo, è co­munque un passo avanti. In attesa che si esprima­no le Sezioni unite, il cui in­tervento a questo punto appare inevitabile, è però inevitabile notare che tra le toghe c’è chi,senza trop­po preoccuparsi della Cor­te europea dei diritti del­l’uomo, dei moniti del Qui­rinale e delle proteste dei giornalisti, viaggia nella direzione addi­rittura opposta. Ieri infatti un giudice ha firmato, in tema di libertà di stampa, un provvedimento senza precedenti. E anche qui, curiosamente, c’è di mezzo il processo ad Alessandro Sallusti, quel­lo in cui la giustizia italiana fece vedere alla stampa la sua faccia più severa. Il giudice di Cassazione che scrisse la condanna di Sallusti, Antonio Bevere, si è ritenuto diffamato da un articolo sul­la vicenda e ha sporto querela: niente di male e niente di strano, ci sarà un pro­cesso e si vedrà chi ha ragione e chi tor­to. Ma a Bevere non basta: ha chiesto a un suo ex collega (lui ormai è in pensio­ne), il giudice monzese De Lillo, di se­questrare la pagina del sito del Giorna­le. it che lui ritiene diffamatoria. Che l’articolo sia diffamatorio non lo ha an­cora deciso nessuna sentenza, ma per De Lillo non è rilevante. Il 7 marzo scor­so, accogliendo la richiesta dell’ex colle­ga, il giudice «autorizza il sequestro pre­ventivo della pagina web di cui in narra­tiva con l’oscuramento di essa». E ieri mattina in via Negri arrivano i carabi­nieri con il decreto in mano e fanno pre­sente: non ce ne andiamo fin quando non cancellate l’articolo dal sito. Non resta che obbedire.Ma attenzione:l’ar­ti­colo si può ancora leggere sulla raccol­ta del Giornale in diverse biblioteche, al­meno fino a quando l’ex giudice Bevere non le farà bruciare.

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Commenti

moshe

Ven, 14/03/2014 - 19:43

Siamo sotto regime staliniano.

scipione

Ven, 14/03/2014 - 19:45

Ma come si fa a non capire che e' indifferibile una riforma radicale della giustizia per salvare la DEMOCRAZIA?

jakc67

Ven, 14/03/2014 - 19:51

beh... dopo le intimidazioni e le condanne la censura diretta.. mancava... ma pudore zero? e l ordine dei giornalisti? fuffa...

ilfatto

Ven, 14/03/2014 - 19:52

ma come mai? siete sempre così rispettosi verso questo organo dello stato? è davvero incomprensibile un gesto di questa portata! mah chissà come mai? ma andate tutti a ca,,,er...

jeanlage

Ven, 14/03/2014 - 19:53

E' normale, Abbiamo una Magistratura Democratica!

Ritratto di Adriano Romaldi

Adriano Romaldi

Ven, 14/03/2014 - 19:53

Diverso tempo fa sono andato a sistemarmi i capelli, quelli ancora rimasti, da un certo barbiere di Città e accomodatomi alla sua sediola ho iniziato a parlare del Governo e delle solite cose che si dicono in questi casi. Dopo circa cinque minuti, quasi sussurrandomi all'orecchi la cosa, mi disse che era meglio se tacevo poiché la sua barberia era frequentata da Magistrati; alla faccia della libertà mi sono detto. Questa Casta è ora che sia abbassata e tolta dalle sedi alte per essere veramente Giustizia, altrimenti occorre fare come la vedova di cui parla il Vangelo; dai e dai, bussando alla porta forse si ottiene giustizia. Forse; dico io e forse è come dire vedremo se faranno qualcosa questi di sinistra sempre coperti dalle toghe. Shalom

fedele50

Ven, 14/03/2014 - 19:57

prove finali x l'instaurazione della dittatura comunista ., ci siamo.

frabelli1

Ven, 14/03/2014 - 19:59

Poi magari qualcuno si lamenta del fascismo. Questo è oscurantismo!

@ollel63

Ven, 14/03/2014 - 19:59

no, non serve una semplice riforma, si inchiodino i magistrati alle loro responsabilità, paghino di tasca propria e non con quelle dei cittadini, e vengano cacciati senza stipendio gli irrudicibili maoisti castristi...

killkoms

Ven, 14/03/2014 - 20:01

la sacra repubblica ha demonizzato l'orbace ma la dittatura porta il grembiule!

ego

Ven, 14/03/2014 - 20:15

La riforma della magistratura deve cominciare, prima di tutto, col mettere un severo freno al delirio di onnipotenza di tanti magistrati. Iniziando da: azione di responsabilità civile e penale in caso di loro azioni/sentenze vistosamente errate; fine della carriera automatica e avanzamenti esclusivamente legati al merito da valutarsi semestre dopo semestre in base alla produttività (quantitativa: numero di pratiche evase;qualitativa:pratiche portate a buon fine) espressa da ciascuno.

Ritratto di Kasparov77

Kasparov77

Ven, 14/03/2014 - 20:16

A volte capita quello che Dante definiva legge del contrappasso : in questo caso i censuratori censurati.

Angel7827

Ven, 14/03/2014 - 20:33

sotto elezioni il copione si ripete, fare le vittime su tutti i fronti.

ciannosecco

Ven, 14/03/2014 - 20:46

Il primo provvedimento normativo che segnò il passaggio del regime dell’informazione dalla dittatura alla libertà fu l’abolizione del sequestro preventivo nel 1946. Sessantacinque anni dopo, la Cassazione reintroduce questo istituto. Finora infatti era convinzione condivisa che l’ordinamento, alla luce dell’articolo 21 della Costituzione, consentisse il sequestro preventivo degli stampati (cioè dell’intera tiratura) solo nei casi di stampa oscena, apologia di fascismo e plagio, espressamente previsti dalla legge.Evidentemente il Magistrato conosce la Giurisprudenza corrente è ha avuto gioco facile.Siamo in piena Magistratocrazia.

Ritratto di bingo bongo

bingo bongo

Ven, 14/03/2014 - 20:47

Magistratura naturalmente DEMOCRATICA, braccio armato del partito naturalmente DEMOCRATICO,bocche naturalmente e DEMOCRATICAMENTE CHIUSE.E' tutto democratico,dov'è di casa la dittatura?

Ritratto di ex finiano

ex finiano

Ven, 14/03/2014 - 21:12

Democrazia! Come si riempiono la bocca con questa parola senza capirne il significato! .........e la libertà di stampa, dove la mettiamo?

luciablini

Ven, 14/03/2014 - 21:28

ahhaah quà solo chi parla bene di berlusconi della destra possono parlare allora mettete in home pag.. chi non è di destra chi parla contro i condannati parlo di berlusconi è di sallustri..non possono iscriversi vengono bannati questa è la vostra democrazia sallustri...viva il duce..alzi lamano destra mettiti i baffetti ed esci alla finestra

Mobius

Ven, 14/03/2014 - 21:29

Comodo, per questi loffi giudici, esercitare la dittatura facendosi scudo della Polizia e dei Carabinieri, i quali in realtà sarebbero dalla parte del popolo.

Ritratto di Dragon_Lord

Dragon_Lord

Ven, 14/03/2014 - 22:01

i magistrati ordinari riceveranno in media 6.322 euro lordi al mese. I 52 magistrati militari supereranno di poco i 7mila euro, i 459 giudici della Corte dei Conti porteranno a casa in media 7.597 euro. Gli 8.829 magistrati ordinari rappresentano l’87 per cento dei magistrati italiani. I quali godono di scatti di anzianità automatici e validi per tutti, che portano progressivamente con gli anni lo stipendio dai 2.000 euro netti circa mensili per chi si trova a inizio carriera, fino ai 12.000 euro netti di chi è giunto al termine della carriera lavorativa: del resto, già dopo soli tre anni un magistrato di tribunale guadagna più di 4.000 euro mensili. Per non parlare, infine, degli oltre 16.000 euro netti mensili che spettano a un presidente della Corte di Cassazione.

giovannibid

Ven, 14/03/2014 - 22:28

ma come non dovrebbe essere la magistratura a "DIFENDERE" al LIBERTA'? Siamo proprio nel Paese della NEGAZIONE ASSOLUTA POVERA ITALIA SPERIAMO CHE I NOSTRI POLITICANTI CI METTANO UN FRENO PRIMA CHE INTERVENGA IL POPOLO

Emilio il pazzo

Ven, 14/03/2014 - 23:05

Ma un bel bel VERGOGNA a questo giudicetto si può mandare o si rischia la galera?

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Sab, 15/03/2014 - 00:24

Bisogna tagliare le unghie a questa gente che per il fatto di vestire una toga si permette di spadroneggiare sulla vita dei cittadini infischiandosene delle leggi. VEDREMO CHE RAZZA DI RIFORMA DELLA GIUSTIZIA SAPRÀ FARE IL RENZI. Fuori la politica dalla giustizia e mandiamo a casa tutti i magistrati che fanno un uso arbitrario del potere giudiziario..

claudio63

Sab, 15/03/2014 - 01:47

io non sono un feroce sostenitore di Sallusti, ma trovo che questa magistratura soffra comunque di troppa partigianeria,e a quelli come" il fatto' auguro solo di non trovarsi mai nelle naglie di questi togati intoccabili il cui verbo e' piu' potente di un dogma di Santa Romana Chiesa. Ed in ogni caso proibire la pubblicazione di un qualsivoglia articolo PRIMA che venga emesso un qualsiasi grado di giudizio, mi sembra un EVIDENTE abuso di potere.

LAMBRO

Sab, 15/03/2014 - 06:09

RICORDO L'AFFERMAZIONE RECENTE DI UN SUPREMO GIUDICE DELLA CORTE : OGGI IL DIRITTO LO FANNO I GIUDICI !!! UNA AFFERMAZIONE FORTE E FORSE INCOSTITUZIONALE ? O SENZA FORSE?

Ritratto di rapax

rapax

Sab, 15/03/2014 - 08:48

Ilfatto non avevo dubbi che di sarebbe schierato con Una delle peggiori magistrature del globo 154 Su 160 dopo quella del burchina e la nuova guinea, dati ocse, pluricensurata dalla ue e dalle organizz per I diritti dell'uomo e per cui l'italia prende sanzioni a getto continuo..ilfatto..difenda ancora Sta ciofeca da bravo sinistro

Luigi Farinelli

Sab, 15/03/2014 - 09:36

Ormai stiamo andando verso il controllo del libero pensiero, anche quando le critiche sono fatte con il dovuto rispetto per persone e istituzioni e ai fini di informazione corretta. Che poi sia l'Europa ad ammonire sulla libertà di stampa è di una ipocrisia stupefacente. Grazie al mainstream che l'Europa (braccio dell'ONU verso l'instaurazione del mondialismo mercantilista e ultralaicista) promuove, ossia al lavaggio del cervello mediatico che col tempo rende normali ai cittadini cose ritenute aberranti solo pochi anni prima, ormai siamo ( o siamo vicinissimi) ad un vero MinCulPop di regime. L'Europa da una parte predica la libertà di stampa, dall'altra sta conducendo verso l'abolizione del libero pensiero. Così ormai non si possono per esempio criticare gli omosessuali neanche nei loro comportamenti meno improntati al rispetto per gli altri cittadini poiché si incorre (si incorrerà se verrà approvata la legge) nel reato di "omofobia", come ben sanno i genitori di scuole d'oltralpe che si erano opposti alla propaganda LGBT nelle scuole e quegli psichiatri che si ostinano a ripete che oggi non è più possibile indagare scientificamente sull'omosessualità poiché si può anche essere minacciati di morte dalle associazioni (spesso non ufficiali) di omosessuali e radical-femministe. Non si possono criticare le donne, ormai USATE (come i gay del resto) per imporre la demenziale ideologia del demenziale egalitarismo gender anche sfruttando il donnismo imperversante dopo anni di attacco al maschile e vittimismo femminista. Ne sa qualche cosa il rettore di una università, licenziato in tronco per aver "osato" dire che negli istituti e nelle università tecniche sono di più i maschi rispetto alle femmine; o quei due giornalisti multati con 8000 euro ciascuno (più pene detentive) per aver insinuato (a seguito di un fatto di cronaca) che, dopotutto, dirigere un carcere non è indicato per una donna. Per non parlare delle accuse di "nazismo" a chi è anti-sionista, confondendo semiti con sionisti (molti ebrei sono antisionisti, così come esistono pure "cristiani" ideologicamente sionisti). Tutte spinte a ridurre la possibilità di critica, quasi sempre basate sul nulla di manipolazioni storiche e della realtà fatte poi passare (col mainstream appunto) per sacrosante verità e principi assoluti quando sono solo il tentativo di imporre una cultura di regime, necessaria proprio al regime massonico-sionista che di fatto si sta consolidando all'ombra dei palazzi dell'ONU e della Comunità Europea.

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Sab, 15/03/2014 - 09:40

LE CRITICHE, anche spietate, all'operato della Magistratura, fanno bene alla Democrazia. Che i cittadini abbiano il diritto di criticare le decisioni delle toghe. La Cassazione lo aveva già detto, ma ora ha aggiunto qualcosa in più. Per i giudici la critica può diventare anche spietata davanti a decisioni sentite come ingiuste e non degne di un Paese Democratico. La Critica, scrivono gli ermellini, è l'unico reale ed efficace strumento di controllo democratico dell'esercizio di una rilevante attività istituzionale che viene esercitata in nome del Popolo Italiano. E se a volte la Critica giudiziaria appare contrassegnata da espressioni forti, aspre, pungenti ed anche suggestive, essa va assolta perché spesso sono necessarie per richiamare l'attenzione della gente distratta. Così P.zza Cavour con la sentenza 34432. - Il Diritto di Critica dei provvedimenti giudiziari e dei comportamenti dei Magistrati deve essere riconosciuto nel modo più ampio possibile. Non fa eccezione la carta stampata. Dice la Cassazione. (Messaggero - Settembre 2007) - riproduzione riservata- 9,40 - 15.3.2014

vince50_19

Sab, 15/03/2014 - 09:55

Hanno provato a cambiare le regole nel mondo della giustizia ancora 17anni fa il verde Boato e G.M. Flick senza riuscirvi senza l'appoggio di ANM (noto partitino dei magistrati che non perde mai un "colpo"), figuriamoci oggi se questo sarà mai possibile. Siamo un paese che, nel mondo della giustizia, secondo i dati di vari quotidiani di dx e di sx naviga nelle ultime posizioni, ergo le interpretazioni più o meno personalistiche sono e saranno all'ordine del giorno. Renzie, ci sei?

Ritratto di manasse

manasse

Sab, 15/03/2014 - 10:14

fermate questa magistratura prima che sia troppo tardi quest impiegati statali vanno trattati come un qualsiasi dipendente che quando non ottempera gli ordini viene licenziato in tronco

Ritratto di geode

geode

Sab, 15/03/2014 - 10:55

Certi epiloghi giuridici sono il frutto dell'applicazione di norme e regole, con la discrezionalità tipica della politica di parte.

nino47

Sab, 15/03/2014 - 10:56

beh, visto che ormai tutti tifate per Putin dovreste essere contenti, o no? Oppure e'facile dare aria alle tonsille quando si fanno certe boutades (vedi ukraina) ma quando si assaggia un po' di quel tanto desiderato zarismo gia'ci si sente..."sotto regime", come scrive @ moshe?

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Sab, 15/03/2014 - 11:09

LE CRITICHE, anche spietate, all'operato della Magistratura, fanno bene alla Democrazia. Che i cittadini abbiano il diritto di criticare le decisioni delle toghe. La Cassazione lo aveva già detto, ma ora ha aggiunto qualcosa in più. Per i giudici la critica può diventare anche spietata davanti a decisioni sentite come ingiuste e non degne di un Paese Democratico. La Critica, scrivono gli ermellini, è l'unico reale ed efficace strumento di controllo democratico dell'esercizio di una rilevante attività istituzionale che viene esercitata in nome del Popolo Italiano. E se a volte la Critica giudiziaria appare contrassegnata da espressioni forti, aspre, pungenti ed anche suggestive, essa va assolta perché spesso sono necessarie per richiamare l'attenzione della gente distratta. Così P.zza Cavour con la sentenza 34432. - Il Diritto di Critica dei provvedimenti giudiziari e dei comportamenti dei Magistrati deve essere riconosciuto nel modo più ampio possibile. Non fa eccezione la carta stampata. Dice la Cassazione. (Messaggero - Settembre 2007) - riproduzione riservata- 9,40 - 15.3.2014

Ritratto di geode

geode

Sab, 15/03/2014 - 11:15

Visto che al degrado e alllo schifo non c'è mai fine, "SORBIAMOCI" pure quest'altro bavaglio!!!!!!!!!.

timoty martin

Sab, 15/03/2014 - 11:53

Chi ha detto che l'Italia è una democrazia sbaglia, siamo in regime totalitario rosso Non finiremo mai di vergognarci del nostro sistema giudiziario: marcio

Ritratto di geode

geode

Sab, 15/03/2014 - 11:58

Nei vari commenti vi è spesso un richiamo all'aggettivo SUPREMO; inopportuna appropriazione di soggetti ed insiemi che come tutti sono dei comuni mortali. L'unico SUPREMO è il POPOLO che con le sue norme regola la vita di tutti, GIUDICI,PRESIDENTI e cCAPI compresi.

linoalo1

Sab, 15/03/2014 - 12:13

Loro,poichè sono togati,possono farlo impunemente!Un Presidente del Consiglio od equivalene,no!Questa si che è Democrazia!Lino.

maubol@libero.it

Sab, 15/03/2014 - 12:16

Siamo al regime! Se non passa la riforma per questa casa, sarà dura metterli in riga!

Ritratto di ALESSANDRO DI PROSPERO

ALESSANDRO DI P...

Sab, 15/03/2014 - 12:42

Un normale cittadino che malauguratamente presenta denuncia per reati che al giorno d'oggi si ripetono in continuazione compreso anche una ritenuta diffazione,la maggioranza va regolarmente a finire all'archivio. Se poi si va dai CC.,Polizia o altre Forze dell' Ordine per presentare una qualsiasi denuncia, diventa pure una tribolazione. Oltre alla estenuante attesa per mancanza di personale od altro, il denunziante si trova davanti ad un Incaricato che previamente si fa raccontare sveltamente i fatti e poi, avanti ad un PC con stampante, li sintetizza secondo un prciso stabilito "standard" e molto sovente non rispecchia proprio a puntino quello che il denunziante desiderava.Tutto questo anche alla rituale fretta ed anche alla stanchezza del denunziante che,alla fine, si accontenta del pezzo di carta con timbri e firma che gli viene rilasciato e che poi, sicuro, non produrrà effetti. Ci vorrebbero in Italia, a questo punto, Agenti di PG. e Giudici come il DE LILLO per far funzionare.....la Giustizia.

il nazionalista

Sab, 15/03/2014 - 13:08

Dopo 20 anni di golpe strisciante, i compagni bolscevichi in toga, anche se non hanno del tutto instaurato la DITTATURA DEL GIUDIZIARIATO, sono comunque un pezzo avanti. Colpa non tanto della sinistra comunista, che vedeva nei giudici rossi una propria componente, bensì del centrodestra( a partire dal Cav che, quando aveva il potere di fermare il golpe, era in tutt' altre faccende affaccendato). Non parliamo poi degli aiuti che hanno avuto da certi rinnegati della destra e dei propri elettori( vedi fini ). Tutti sanno che nelle dittature gli oppositori vanno in galera. Se poi si riesce a instaurare una dittatura comunista si va ben oltre la galera!!!

Ritratto di massacrato

massacrato

Sab, 15/03/2014 - 13:17

Esempio di vita vissuta. Oggi vecchio, fui uno dei primi pionieri del WEB. Pure io e collaboratori, su querela civile di parte, dovemmo immediatamente rimuovere una stupidissima vignetta satirica (a sfondo politico-sociale), prima ancora del giudizio. Non se ne fece poi nulla e tutto finì in prima istanza col solo pagamento delle spese processuali, tanto per non addentrarsi in spese che non potevamo sostenere. Ma intanto nell'immaginario della gente, cui non potevamo mostrare nulla, diventammo gli autori di chissà che. Quei pochi che conoscevano il contenuto della contestazione si dicevano allibiti e persino parecchi antagonisti. Ma non potemmo più mostrare a nessuno cosa avevamo disegnato. ABBANDONAMMO L'ATTIVITA'.

Ritratto di gianniverde

gianniverde

Sab, 15/03/2014 - 13:24

Questa è la vera DEMOCRAZIA,complimenti Italia!!!!

Ely Bon

Sab, 15/03/2014 - 13:24

Jeanlage - già, è proprio questo il problema: abbiamo una “Magistratura Democratica”. La domanda da porsi è se la Magistratura può o deve essere “democratica”. Soffermandoci sul sostantivo “democrazia”, la Magistratura non può e non deve essere democratica perché il suo potere non deriva direttamente dal popolo, ne è testimonianza che il popolo non ha alcun potere sul confermare o meno un giudice per il suo operato. Allo stesso modo soffermandosi sull’aggettivo “democratica” perché il suo mandato è quello di applicare le leggi secondo il volere del legislatore (che dovrebbe essere il vero superiore della Magistratura) e comminare le pene in funzione ai dettami della legge. L’aggettivo democratico, secondo il significato letterale, accompagna l’operato di persone affabili, cordiali, specialmente con chi è inferiore di grado o di condizione ma questo è in contrasto con la legge che deve essere uguale per tutti. Nei confronti della legge poveri e ricchi, fascisti e comunisti, italiani e stranieri, uomini e donne e quant’altro tutti devono avere lo stesso trattamento. I nostri giudici a me sembra che non sempre sono così determinati. Spesso mi pare si elevano a legislatore con interpretazioni opportunistiche e forzate, non scevri da ideologia e con un accentuato strabismo, spesso condizionando i colleghi pena un blocco dell’avanzamento nella loro personale carriera. Sono certo che la situazione pessima del nostro Paese in gran parte deriva da questa malattia che lo ha gravemente infettato.

atlantide23

Sab, 15/03/2014 - 13:37

Nessun articolo puo’ essere diffamatorio, nei confronti di un “ giudice” quanto il comportamento di quel giudice stesso….&c.