"Vittima" di De Magistris, ex giudice si toglie la vita

Era pg di Catanzaro, fu prosciolto dalle accuse ma non si è più ripreso. Si è fatto praticare la dolce morte a Basilea, forse fingendosi malato

L'ultimo viaggio sola andata l'ex procuratore generale aggiunto di Catanzaro Pietro D'Amico l'ha fatto da solo. È andato a togliersi la vita a Basilea, in una clinica che somministra la «dolce morte», il suicidio assistito. D'Amico era un magistrato per bene, una «toga buona» e fuori dai giochi di potere. Ma era diventato un altro dopo esser stato indagato eppoi prosciolto per una storia partorita da quel mostro giudiziario che va sotto il nome di «Poseidone». Una delle fallimentari inchieste-spettacolo condotte da Luigi de Magistris ai tempi in cui, vestendo la toga di pm d'assalto in Calabria, dava la caccia ai fantasmi dei poteri forti e della massoneria deviata.

D'Amico rimase imbrigliato nella rete a strascico lanciata dall'attuale sindaco di Napoli e dal suo consulente Gioacchino Genchi per catturare le immaginarie talpe che si muovevano nei sotterranei della Procura calabrese. C'è una strana «forza» che interviene nelle mie inchieste, andava ripetendo in quei mesi de Magistris, convinto di essere inviso a forze occulte. Oltre a D'Amico, finirono sott'inchiesta a Salerno l'ex pg Domenico Pudia, il capo dei gip Antonio Baudi, il carabiniere Mario Russo e l'ex procuratore Mariano Lombardi, scomparso un paio di anni fa. Furono tutti prosciolti. «Insussistenza della notizia di reato», insostenibile «fattispecie associativa» e «lacunoso impianto accusatorio» furono i termini usati dal giudice per demolire il teorema della fuga di notizie orchestrata dai massimi vertici del distretto giudiziario di Catanzaro. Eppure, nonostante la riabilitazione da quell'infamia subita dopo oltre trent'anni di onorata carriera, Pietro D'Amico non si è più ripreso. È entrato in depressione.

Tra il disgusto e la rabbia agli amici aveva confidato: «Questa magistratura non mi merita», e si era dimesso. Era stato massacrato, ai tempi delle Grandi Inchieste di Giggino. Messo in croce sui giornali per un sospetto suffragato da indizi labili. Era finito nel tritacarne investigativo di de Magistris e Genchi (entrambi oggi sotto processo a Roma per l'acquisizione illegale dei tabulati telefonici di otto parlamentari) per aver fatto due telefonate. Una al presidente della Regione Calabria Giuseppe Chiaravalloti (suo collega magistrato) della durata di venti secondi. Cronometrati. E l'altra all'allora deputato-avvocato Giancarlo Pittelli. Ecco, i sospetti su D'Amico nacquero così: per aver chiamato due futuri indagati di de Magistris. Il nome del procuratore generale aggiunto fece capolino anche nella vicenda che vide coinvolto l'allora capitano dei carabinieri Attilio Auricchio, braccio destro di de Magistris ai tempi di Catanzaro e oggi suo fedele capo di Gabinetto al Comune di Napoli. Fu D'Amico, infatti, a ottenere che l'ufficiale dell'Arma fosse punito per aver sbagliato a trascrivere una intercettazione telefonica in cui, al posto della parola «provveditore», era stato annotato «procuratore», con l'aggiunta (che nella conversazione originale non esisteva) del nome Chiaravalloti. D'Amico impugnò l'assoluzione nel procedimento disciplinare di primo grado e trascinò Auricchio davanti al gran giurì del ministero della Giustizia che ribaltò l'assoluzione e gli inflisse la censura.

Ai pm che lo sentirono qualche tempo dopo, Auricchio rivelò che il ricorso di D'Amico era animato da «uno zelo “sospetto”». «Per l'allucinante inchiesta di Salerno, era entrato in una depressione nerissima», dice al Giornale l'ex governatore Chiaravalloti. «Era un buono, un uomo dolcissimo. Uno studioso, lontano dai giochi di potere. Visse quell'indagine come un torto personale che non è riuscito a superare». L'ex pg Domenico Pudia ricorda che D'Amico «da tempo, in seguito a quelle accuse, aveva perso il sorriso». Quell'indagine «finì come doveva finire, ma nonostante tutto lui non si è più ripreso. Ebbe una sorta di rigetto della magistratura e forse dei magistrati». «Finì nei guai perché parlava con me», sottolinea Giancarlo Pittelli. Che aggiuge: «De Magistris ha fatto del male a centinaia di persone che ho difeso. A me ha distrutto l'esistenza». Diceva di essere affetto da un male incurabile, D'Amico, così da poter ottenere il via libera al suicidio assistito. Ma più d'uno ne dubita. Il fratello ha saputo tutto solo a cose fatte, con una chiamata dalla clinica.

«Se n'è andato un magistrato onesto, una persona perbene», commenta il coordinatore cittadino del Pdl partenopeo, Amedeo Laboccetta. «Tante sono le vittime del de Magistris pubblico ministero, tante sono quelle del de Magistris sindaco di Napoli. Il suo fallimento politico è sotto gli occhi di tutti. Altrimenti, non avremmo raccolto 20mila firme per le dimissioni in poche ore. La città vuole liberarsene. Ormai, deve andare via».

Commenti
Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Dom, 14/04/2013 - 08:56

ah, forse siamo al momento che il cane morde cane... :-) certo, è curioso che un ex magistrato, quello che difendeva l'onorabilità della categoria, sia poi finito negli errori dei suoi colleghi... magistrati, avete ancora qualche mese di tempo per mettervi in regola con la morale e con i fatti, dopodichè saranno dolori :-)

viento2

Dom, 14/04/2013 - 11:07

non c'è giustizia i buoni vengono distrutti e le mappine fanno carriera

a_zotti52@virgi...

Dom, 14/04/2013 - 11:11

dire che de magistris e´la colpa del suicidio del magistrato e´una operazione sporca molto sporca il magistrato in questione era un paladino dell´eutanasia e dunque ha ritenuto in questo modo di farla finita ..pace a lui e voi cambiate mestiere..pubblicare prego !

alvara

Dom, 14/04/2013 - 11:11

sono di napoli e vittima di de magistris. la città però ormai è in rivolta. per i suoi pochi ciechi fan propongo un quiz:questi sono i sintomi della paranoia: Uno dei sintomi più evidenti della paranoia è la mancanza di modestia e la totale scomparsa del senso di autoironia, sia rispetto a se stesso, sia rispetto agli incarichi o alle funzioni che svolge socialmente. Il paranoico ha infatti una struttura giudicante molto rigida, protegge il suo io con strutture della negazione e della proiezione, nell’ambiente esterno. Il paranoico sviluppa quindi un atteggiamento antisociale, attribuendo alla società la paranoia stessa della quale il soggetto è vittima. riconoscete qualcuno?

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Dom, 14/04/2013 - 11:24

un magistrato che infanga la magistratura come costui deve essere radiato e deve scontare in carcere la sua disonestà

ALDO.BARBARO

Dom, 14/04/2013 - 11:35

Ribadisco il Dr D'Amico era un galantuomo il quale credeva nella Legge degli Uomini.Non era un combattente per cui non ha retto alla diffamazione gratuita a cui è stato sottoposto! Lasciatelo nella pace dei Giusti!

Ritratto di marforio

marforio

Dom, 14/04/2013 - 11:36

Ma mi avete messo all indice ? sono giorni che mi censurate.

Ritratto di randel

randel

Dom, 14/04/2013 - 11:45

Attenzione.....l'articolo è diffamatorio, sarei contento se il diretto interessato vi querelasse.

silvanociaranfi

Dom, 14/04/2013 - 11:57

Giggino, ma ti guardi allo specchio? Tutti i flop in Magistratura non ti dicono niente? Come sindaco sei una frana e ringrazia i napoletani che ti sopportano ancora per poco. Credimi, in tutta sincerità, cambia mestiere, faresti più bella figura. Stammi bene. Silvano

ciannosecco

Dom, 14/04/2013 - 11:59

"a_zotti52@virgi..."Egregio,un uomo accusato ingiustamente ha subito dei danni irreversibili.Logica vuole che, chi lo ha accusato ingiustamente, abbia una certa responsabilità nella vicenda.Essere un convinto sostenitore dell'eutanasia in questo caso non c'entra niente,dato che l'ex magistrato non era in fase terminale.E' chiaramente un'effetto collaterale dell'ingiustizia subita e il responsabile ha un nome ed un cognome,è inutile negarlo.Saluti.

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Dom, 14/04/2013 - 12:19

AGGHIACCIANTE! In tutte le direzioni. La vita come roulette russa. Quel puntarsi la pistola alla tempia, con un solo proiettile nel tamburo e premere il grilletto sfidando la morte. Sembra essere la cultura dominante fra quanti si cimentano nella società con accaparramenti di posizioni istituzionali e non, inquietantemente audaci.

1filippo1

Dom, 14/04/2013 - 13:02

De Magistris,belloccio e vanesio.Rivela vuotezza interiore e insieme stupidità.Lo dimostrano le sue fallimentari inchieste giudiziarie-alla pari del suo omologo Woodkoch-,lo dimostra anche la sua caparbietà nel volere una emmorragia-sine die- del denaro dei napoletani a favore dell'Olanda per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani.Tutto questo,perchè il sindaco si rifiuta di consentire la costruzione dell'nceneritore che risolverebbe in via definitiva e razionale il problema.Tocca poi il ridicolo e il fondo della dabbenaggine allorquando pretende che la costruzione del detto inceneritore venga delocalizzata in quel di Capua,in modo che la "monnezza" di Napoli venga smaltita in territorio casertano.un vero e proprio str..zo.

1filippo1

Dom, 14/04/2013 - 13:09

De Magistris,belloccio e vanesio.Rivela vuotezza interiore e insieme stupidità.Lo dimostrano le sue fallimentari inchieste giudiziarie-alla pari del suo omologo Woodkoch-,lo dimostra anche la sua caparbietà nel volere una emmorragia-sine die- del denaro dei napoletani a favore dell'Olanda per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani.Tutto questo,perchè il sindaco si rifiuta di consentire la costruzione dell'nceneritore che risolverebbe in via definitiva e razionale il problema.Tocca poi il ridicolo e il fondo della dabbenaggine allorquando pretende che la costruzione del detto inceneritore venga delocalizzata in quel di Capua,in modo che la "monnezza" di Napoli venga smaltita in territorio casertano.un vero e proprio str..zo.

1filippo1

Dom, 14/04/2013 - 13:09

De Magistris,belloccio e vanesio.Rivela vuotezza interiore e insieme stupidità.Lo dimostrano le sue fallimentari inchieste giudiziarie-alla pari del suo omologo Woodkoch-,lo dimostra anche la sua caparbietà nel volere una emmorragia-sine die- del denaro dei napoletani a favore dell'Olanda per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani.Tutto questo,perchè il sindaco si rifiuta di consentire la costruzione dell'nceneritore che risolverebbe in via definitiva e razionale il problema.Tocca poi il ridicolo e il fondo della dabbenaggine allorquando pretende che la costruzione del detto inceneritore venga delocalizzata in quel di Capua,in modo che la "monnezza" di Napoli venga smaltita in territorio casertano.un vero e proprio str..zo.

moshe

Dom, 14/04/2013 - 13:10

E' ora di smetterla di permettere a questi magistrati di fare l'andirivieni tra magistratura e politica, è una cosa indegna! Ed è anche ora che paghino per i loro sbagli, è troppo comodo rovinare la vita alla gente onesta e non risponderne!

Cosean

Dom, 14/04/2013 - 13:20

Credevo che si poteva infangare la Bonino non De Magistris. L'eutanasia non la vuole il Napoletano.

Ritratto di Uchianghier

Uchianghier

Dom, 14/04/2013 - 13:25

Siano maledetti a vita quei responsabili di una siffatta tragedia compresi i giornalisti che hanno cavalcato questa porcheria solo al lurido scopo di vendere copie.

Ritratto di miladicodro

miladicodro

Dom, 14/04/2013 - 13:34

Le disgrazie di questo Paese,laborioso e florido,iniziarono con l'avvento dell'orda giustizialista dipietrista,sfasciante un sistema,ma si lavorava,il denaro circolava,i cantieri erano aperti,poi iniziò la caccia ai fantasmi,aiutata da quel partito coacervo di inguardabili personaggi,oggi capitanati da un droghiere e elogiati dalle orde di ex magistrati entrati in politica ,lascianti un cumulo di macerie di cui per sbarazzarcene occorreranno generazioni,ammesso che arriveremo ad averle.E lo sfascio generale è ad oggi totale grazie a costoro e continuano a fare danno. Di questo inferno Dantesco uno dei gironi peggiori è Napoli e questo fallimentare pm speri di non avere sulla coscenza il poveretto che dignitosamente se n'è andato.Quando si dimetterà da sindaco liberando Napoli sarà sempre tardi..

angelovf

Dom, 14/04/2013 - 13:38

come fanno a vivere certi personaggi con tali fardelli sul anima,oltretutto sta rovinando anche Napoli. Speriamo che sia l'ultimo giudice in politica,visto le grandi figure di m...a fatte continuamente.

Ilgenerale

Dom, 14/04/2013 - 13:48

I MAGISTRATI CHE SBAGLIANO DEVONO PAGARE COME CHIUNQUE ALTRO!!! Troppo comodo lanciare accuse , privare della libertà e poi , dopo l'assoluzione , chiedere scusa . SI ALLA LEGGE SULLA RESPONSABILITÀ CIVILE DEI MAGISTRATI! E un'altra cosa: UN MAGISTRATO CHE ENTRA IN POLITICA PERDE OGNI CREDIBILITÀ SIA PERSONALE CHE SU TUTTO IL LAVORO SVOLTO DA MAGISTRATO!

gibuizza

Dom, 14/04/2013 - 13:50

Auricchio? Non è quello che, per caso, ha aiutato il compagno Moratti nella distruzione di Moggi e company mediante imbrogli e truffe? Ma cosa si aspetta a fermarlo definitivamente?

guidode.zolt

Dom, 14/04/2013 - 13:50

a_zotti52@virgi...è sufficente quel suo "pubblicare prego!" per definire la sua arroganza oltre alla pochezza contenuta nel suo commento ... un povero trinariciuto destinato ad andare a dar via i piedi... lo faccia con sollecitudine...fa bene alla circolazione sanguigna...!

gibuizza

Dom, 14/04/2013 - 13:52

@a_zotti52@virgi... pubblicata! Auguro a lei e famiglia quello che è successo a D'Amico così ci potrà dimostrare come ci si deve comportare!

alvara

Dom, 14/04/2013 - 14:05

a_zotti52@virgi... l'operazione sporca è difendere un incapace pericoloso.

luigi civelli

Dom, 14/04/2013 - 15:51

Una sola parola di commento,vergogna!

ESILIATO

Dom, 14/04/2013 - 16:46

E giunto il momento che i "magistrati politicizzati" paghino per i loro soprusi e danni morali e materiali. Deve intervenire il CSM. Napolitano se sei un uomo di carattere ordina un inchiesta prima di lasciare il Campidoglio ed affidala a proviviri al sopra di ogni sospetto.

syntronik

Dom, 14/04/2013 - 17:54

a-zotti ecc.ecc. C,è da rimanere allibiti, a pensieri così fini ed intelligenti, è a causa di tanta imtelligenza e acume, che ci troviamo con i glutei per terra.

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Dom, 14/04/2013 - 18:16

Signori autori dell'articolo, è possibile sapere quanti anni aveva D'Amico?

MMARTILA

Dom, 14/04/2013 - 19:28

alvara: Caro lettore...a Napoli non siete vittime di nessuno...un uomo improponibile come De Magistris ve lo siete scelto, lo avete votato, forse non Lei in prima persona ma i suoi concittadini sì, allora non c'è lamentela che tenga...conosce il detto:"Chi è causa del suo mal...", ecco voi siete in questa condizione ma non avete nulla de recrimainare, ripeto: lo avete scelto.. Per ciò che concerne invece l'atteggiamento di De Magistris che avrebbe portato al suicidio un collega, se fosse vero, sarebbe giusto associarlo a Di Pietro il bifolco d'Abruzzo...anch'egli ha causato suicidi con la carcerazione preventiva per ottenere confessioni...insomma 2 assassini sponsorizzati dallo Stato.

eglanthyne

Dom, 14/04/2013 - 20:34

VERGOGNA VERGOGNA e ancora VERGOGNA,sentite condoglianze alla famiglia D'Amico.

enigmatico66

Dom, 14/04/2013 - 21:36

Stessa trama, stesso film, stessi attori, stessi registi, stesso male oscuro da combattere ( fantomatiche associazioni segrete, pseudo complotti delegittimatori contro infallibili magistrati inquirenti e fidi poliziotti), speriamo solo che stavolta nessun magistrato o "imputato" scelga la strada del povero D'Amico. Ah dimenticavo il nome del film: " Toghe Lucane Bis", girato completamente negli studi della Questura di Potenza e trasmesso sugli schermi della Procura di Catanzaro. (ancora siamo alle prime, l'uscita del Film di Fantascienza non è stato ancora deciso) Il costo del Colossal è completamente a carico degli italiani che non saprebbero come vivere se non si fosse realizzata tale importante pellicola....

papik40

Lun, 15/04/2013 - 03:24

De Magistris è il prosecutore della giustizia spettacolo iniziata dal pool di Milano che offende la "Giustizia" ma che il CSM continua a tollerare che ancora esista! Mi chiedo come fanno Di Pietro e De Magistris a dormire sonni tranquilli con i tanti morti sulla loro coscienza (ma ce l'hanno?)! Morti, non solo fisicamente, che dovrebbero pesare anche sulle coscienze del CSM che non vi pone rimedio!

bruna.amorosi

Lun, 15/04/2013 - 07:35

quando ci ammazza non dipende dagli altri ma ...dal carattere fragile .in questa maniera ha dato ragione al nemico invece doveva COMBATTERE per far valere le proprie raggioni .in fondo anche quel DE MAGISTRIS è un uomoe come tale le colpe le pagherà dvanti ad un DIO non certo di fronte ai suoi colleghi infedeli

marvit

Lun, 15/04/2013 - 12:27

MMARTILA. Di Pietro bifolco?? Certamente non Abruzzese. Sarà Molisano o al massimo Lombardo....

Aries71

Lun, 15/04/2013 - 13:26

Solo un ricordo, quello di un uomo che alcuni anni fa mi fece l'ONORE di chiedermi aiuto per trasferire su carta le sue riflessioni, quelle che diventarono poi una pregevole pubblicazione, e che nei pomeriggi passati al computer amava sospendere la dettatura per lanciarsi in discussioni sui più disparati argomenti rivelando una simpatia unica, una cultura immensa, un amore per la GIUSTIZIA più che per la legge che in pochi altri frequentati nei corridoi del tribunale di Catanzaro ho avuto modo di riscontrare. Li ho conosciuti entrambi, D'Amico e De Magistris, e con entrambi ho lavorato: dell'uno conserverò un bellissimo ricordo e il rimpianto di non incrociare più il suo sorriso per la strada, dell'altro... beh, l'umana pietà e la mia troppo educazione mi impongono a questo punto di tacere!! Ciao Pietro, non accetterò mai questa tua decisione ma mi auguro che ora, lontano dalle miserie in cui ci lasci, tu abbia trovato la pace che cercavi

enigmatico66

Lun, 15/04/2013 - 14:26

Bravo Aries71, hai espresso dei pensieri molto belli che approvo in toto, purtroppo io ho conosciuto, per "lavoro", solo quello di cui è meglio tacere. Mi rammarico di non aver conosciuto la parte buona della magistratura Calabrese (qualora esista). E' vero pure che qualche entità sovra naturale provvederà a punire l'arroganza e la strafottenza di taluni "numeri uni" che, sicuramente per la loro bravura si sono trovati a fare i magistrati, incuranti del male che fanno quotidianamente a gente onesta e seria come lo era il povero scomparso.

Aries71

Lun, 15/04/2013 - 15:08

Enigmatico66, la parte buona della magistratura calabrese esiste, e la presenza al suo interno di Pietro D'Amico ne è prova, ma difficilmente l'opinione pubblica ne avrà mai contezza, e sai per quale motivo? Perché a differenzaa del suo esatto opposto(vedi il caro Luigino) non lavora davanti alle telecamere, ma silenziosamente dentro uffici off-limits per giornalisti e portaborse che un magistrato può ritenere utili solo per preparare il suo futuro in politica (vero, caro Luigino?). Fidati di me, tua Aries71

Romolo48

Gio, 11/07/2013 - 15:07

a Cosean .. guarda che DeMagistris si infanga da solo; è solo una consegunza dei suoi atti.

Ritratto di Angela Ferrario

Angela Ferrario

Gio, 11/07/2013 - 17:17

D'Amico, Tortora e chissà quanti altri, vittime di una magistratura che non funziona. Ma il problema é un altro. Il problema é cosa (non) si fa per risolverlo. Come si possa continuare ad andare avanti sulla buona volontà di quei pochi che, da soli, non riescono a frenare il cataclisma di una ingiustizia tutta italiana.