Le vittime del Forteto: Renzi si svegli

diC aro Presidente,
chi Le scrive è il presidente dell'Associazione Vittime del Forteto, composta da uomini e donne che non perseguono fini politici o ideologici e che, entrati giovanissimi in quella comunità, hanno in comune una dolorosa esperienza di vita.
Le ragioni per cui abbiamo deciso di prendere l'iniziativa di scriverLe questa lettera sono conseguenti alla decisione assunta dal ministero dello Sviluppo economico di non procedere al commissariamento. Una notizia che abbiamo appreso con profondo rammarico, poiché eravamo fiduciosi che finalmente si voltasse pagina e venisse dato un segnale di monito in grado di scrivere definitivamente la parola fine a un orrore che si è perpetuato per oltre un terzo di secolo. Confidavamo in un segnale di attenzione positivo da parte del governo da Lei guidato, ma invece, purtroppo il segnale giunto è di segno opposto.
E dire che le conclusioni a cui erano giunti gli ispettori ministeriali erano chiare ed inequivocabili, conseguenti a dati di fatto non “condonabili” e/o sanabili. «Imprescindibile»: così gli ispettori definiscono nella loro relazione il legame tra la comunità e cooperativa. La cooperativa, l'associazione e la Fondazione facevano capo alle stesse persone, e l'una era in funzione dell'altra. Una valutazione che purtroppo non è stata tenuta in dovuta considerazione, nonostante la neutralità degli organi che l'hanno espressa al termine dell'ispezione.
Immagino che Lei sappia che è in corso a Firenze un processo penale che riguarda 23 soci (tra cui tutti i «leader») di questa cooperativa. Processo nel quale la cooperativa comparirà come responsabile civile, mentre come parti civili sono state ammesse Regione Toscana, Provincia di Firenze, Comune di Borgo San Lorenzo e di Vicchio. È bene inoltre precisare che per le violenze subite da molte vittime e componenti dell'associazione è sopraggiunta la prescrizione. Un'ingiustizia che va ad aggiungersi ad un'altra, precedente e altrettanto grave: essere stati affidati alla Comunità de Il Forteto dal Tribunale dei minori.
Due dei principali esponenti de Il Forteto sono nuovamente sul banco degli imputati: il «leader carismatico» Rodolfo Fiesoli e l'«ideologo» Luigi Goffredi. Dico nuovamente perché entrambi hanno alle spalle una condanna definitiva per reati specifici. Vi è anche stata una sentenza a livello sovranazionale: la Corte dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo ha condannato lo Stato Italiano per non aver vigilato su quanto avveniva al Forteto. Ritengo utile far presente che il presidente della Cooperativa si è dimesso, sostituito dal vicepresidente che, seppur non sotto processo, non rappresenta affatto una discontinuità con la precedente gestione, ma anzi ne è sempre stato l'amministratore principale. Vorrei infine ricordarLe un aspetto emerso nella relazione finale della commissione d'inchiesta regionale: l'immunità del Forteto è conseguenza di una grande capacità di tessere rapporti, coltivare amicizie con il mondo politico ed istituzionale. Una relazione, peraltro, approvata all'unanimità dal Consiglio regionale. Proprio dagli esiti del lavoro della Commissione d'inchiesta il governo, nell'estate scorsa, decise di inviare gli ispettori ministeriali. Ispettori che, come detto, suggerirono la necessità di commissariare la Cooperativa. Ma la loro decisione è stata oggi disattesa, dopo essere rimasta, antecedentemente al suo insediamento, per molti mesi in stand-by. Adesso ci vengono serie e legittime perplessità circa questo esito. Ci sono coincidenze che ci portano a pensare che la rete di protezione di cui hanno scritto i consiglieri regionali non sia stata recisa. Riteniamo che i responsabili di abusi e maltrattamenti temano di più il commissariamento delle probabili condanne, poiché solo il commissariamento li potrebbe privare dello strumento più potente che hanno per continuare a fare ciò che hanno sempre fatto per oltre trenta anni.
Lei, intervistato da Le Iene, ebbe a dire: «La mia amministrazione, con Il Forteto ha avuto a che fare meno che zero». Ce lo dimostri concretamente. In questi giorni apprendiamo che vuole cambiare L'Italia ed anche L'Europa. Cominci a cambiare partendo da una provincia a Lei cara: si faccia carico di approfondire la vicenda e ponga finalmente fine senza tentennamenti a questa tragedia umana che ha già avuto ripercussioni europee e sta diventando una vergogna nazionale. Sempre disponibili ad un eventuale incontro, Le porgiamo cordiali saluti.
*presidente Associazione
Vittime del Forteto

Commenti

angelomaria

Mer, 08/07/2015 - 14:43

hanno piu'che ragione come voi non avete esitatao a reagire su titti gli scandali dei preti ora e'il vostro mea culpa che manca atutti quelli che vogliono risposte!!!!