«Io, cavia del pillolo, sono più fertile che mai»

Tonino ha provato per 4 volte il nuovo metodo. Nessun effetto collaterale

Enza Cusmai

da Milano

È praticamente un veterano. Il primo italiano ad aver sperimentato il cosiddetto pillolo, il contraccettivo maschile che, tempo un anno, dovrebbe sbarcare sul mercato nazionale e internazionale. Si chiama Tonino, è un 47enne curioso (così si definisce lui). E in effetti non potrebbe essere altrimenti un uomo che si mette in gioco, rischia effetti collaterali e anche la propria virilità in nome della scienza. Non è certo il rimborso spese di ogni sperimentazione che può attrarre. Poco più di mille euro per un anno di esami clinici e controlli serrati. Ora, Tonino ne è fuori. Non ha partecipato all’ultima sperimentazione annunciata ieri dalla professoressa Cristina Meriggiola, ricercatrice del centro per la tutela della salute sessuale all’università di Bologna. L’ultima prova del fuoco della magica pillola maschile coinvolge altri cinquanta giovani uomini tutti italiani di età tra i 21 e i 45 anni.
Ma Tonino ne ha da raccontare. «Tutto è cominciato da un volantino che girava nell’ospedale Sant’Orsola di Bologna che invitava maschi a provare la nuova contraccezione maschile». Paura? «No, il centro è serio, io sono un curioso e soprattutto volevo condividere l’onere della contraccezione con la mia compagna. Non trovo giusto che le donne debbano sobbarcarsi anche questo peso».
Così Tonino si è presentato. Alla professoressa che si occupa della ricerca ha chiesto, «Lo farebbe provare a suo fratello?». E lei serafica: «Certo, peccato che io sia figlia unica». E la collaborazione iniziò. «C’erano altri volontari provenienti da tutto il mondo, ma non ci siamo mai incontrati, ci si presentava uno alla volta in ospedale».
La sperimentazione si è raffinata con l’andare del tempo. «All’inizio mi facevano delle iniezioni intramuscolo periodiche e mi davano una pillola - spiega Tonino -. L’anno scorso, invece, mi hanno inserito un impianto sottocutaneo all’interno del braccio poco sotto l’ascella grande quanto un fiammifero svedese e poi sono stato monitorato fino alla primavera scorsa». I tempi? Otto mesi dopo l’impianto del «fiammifero» Tonino è diventato completamente sterile mentre la sua fertilità l’ha riacquistata sei mesi dopo averlo tolto.
«Tra la prima sperimentazione e la seconda ho concepito anche una bambina che ora ha nove anni» precisa Tonino. Dunque, nessun timore: gli spermatozoi spariscono gradualmente dopo la somministrazione del progestinico e ricompaiono in maniera altrettanto graduale una volta che si interrompe la terapia. Effetti collaterali? «Io sto benissimo - precisa Tonino - fegato e valori del sangue sono perfetti, mi hanno soltanto detto di tenere sotto controllo la prostata che per ora non mi ha dato alcun problema».
Tonino ha già dato. Ora tocca ad altri 50 giovani provare. Con queste modalità. «Si fanno un'iniezione intramuscolo a distanza di otto settimane l’una dall’altra e i risultati sono estremamente soddisfacenti» ha spiegato ieri Meriggiola. L’efficacia contraccettiva inizia a partire dalla sedicesima settimana dalla prima somministrazione. «Non risultano - ha spiegato Meriggiola - al momento effetti collaterali, come non ci sono ripercussioni sul profilo lipidico e sulla prostata».
Non tutte le donne però si fiderebbero del pillolo. Una ricerca condotta a Edimburgo su mille donne rivela che solo l'80% delle intervistate si fiderebbe di un partner che garantisce la contraccezione della coppia.