«Io, l’anti-prepotente col sogno di diventare prof»

Parla Chiara Strazzulla. A 17 anni ha scritto un libro contro i maleducati: «Vogliono mettersi in mostra. Facciamogli fare i lavori socialmente utili»

La ragazza ha diciassette anni. Il suo liceo classico è uno di quelli che a Roma hanno fatto la storia, ma anche qui si vive prigionieri di un manipolo di bulli. Una razza sempre più potente, che ha fatto della strafottenza un’arte, cinici, barbari, volgari, non riconoscono niente e nessuno. Sono l'esercito dei Franti, ma rispetto al cattivo del libro Cuore, nei loro occhi non brilla nessuna luce, non c’è intelligenza nel sorriso infame.
Chiara Strazzulla li racconta così, senza paura, anzi con un po' di commiserazione aristocratica, lei che da grande vorrebbe fare l’insegnante. Chiara per qualche tempo li ha subiti, poi li ha sconfitti, li ha fatti scomparire. Come? «Semplice. Li ho portati in un altro mondo e là li ho battuti».
In qualche modo è proprio quello che è successo. Chiara a 17 anni ha pubblicato un libro fantasy per Einaudi e la cosa non è banale. La prestigiosa casa editrice di Torino non pubblicava un romanzo di genere, epico ed eroico, da molti anni. Sembra che questa ragazzina sia la causa di questo ripensamento. Il titolo è Gli eroi del crepuscolo e, in un mondo lontano, lontano, racconta la battaglia tra i «secchioni» e i «bulli». Gli eterni sono in lotta da diverse ere, c’è, come in tutte le favole, una principessa che viene rapita e una strampalata compagnia di rinnegati che deve salvarla.
Intorno c’è un mondo in decadenza, disfatto, dove l'arroganza e l'odio per la cultura sono l'orizzonte più diffuso. In questo secolo, dove si crede non esistano più eroi, i rinnegati mostreranno che il tempo degli eroi non è affatto finito. È tempo di eroi nuovi. Umili e imperfetti. È il tempo degli eroi del crepuscolo. «È questa - dice Chiara - la mia ricetta contro i bulli. Noi, esclusi da questa epoca, noi rinnegati, possiamo ribellarci». Magari da soli o, sarebbe meglio, con l'esperienza dei prof che ancora non hanno tradito. Quelli che non hanno rinunciato alla loro missione. Quelli che sono riusciti a non corrompersi l'anima e la mente.
Qual è la forza dei bulli?
«L'impunità».
E poi?
«Non sono marginali. I loro valori, in fondo, sono quelli dominanti. In classe, nelle aule, non sono emarginati, ma godono dell'ammirazione e del rispetto della maggioranza silenziosa, una sorta di palude che si schiera con i vincenti».
Cosa li rende vincenti?
«La mediocrità. È questo che fa più rabbia. E hanno buoni alleati».
Chi?
«Qualche volta i professori, sempre i genitori, spesso i giornalisti».
I giornalisti?
«Certo. I bulli fanno più notizia dei “rinnegati”».
Bisognerebbe oscurarli?
«Il silenzio li spaventa. Il loro obiettivo è mettersi in mostra. Le loro sbruffonate, il vandalismo rappresentano il modo più facile per dire “io esisto”. Anche loro hanno paura del nulla. E poi una soluzione pratica si sarebbe, metterli a fare lavori socialmente utili. Perderebbero subito la voglia di alzare la cresta».
E i rinnegati?
«Certo, ma combattono con altre armi».
Ma i bulli si sentono eroi?
«È qui il problema: la scala dei valori. Noi dobbiamo ribaltare l'idea di eroe di questa era. Farli sentire delle nullità. Dobbiamo rinnegare Achille e riabilitare Ettore».
Achille? Ettore?
«Certo. Achille è l'eroe di questa era. Ma non è un uomo, è una macchina. Pensa che l'unica cosa che conti sia ammazzare il numero più alto di nemici. Li conta, ma non ragiona. Achille diventa uomo quando perde Patroclo. Quando conosce il dolore, quando diventa imperfetto. Il guaio dei bulli è che non conoscono il dolore. Non sono cattivi perché hanno sofferto. Sono stronzi per noia».
E come sono gli eroi del crepuscolo?
«Sono uomini. Imperfetti. Si ribellano al secolo che ha voluto nascondere l'uomo e sognano un nuovo umanesimo».