«Io, maestro punito perché ho parlato del creazionismo»

Diego Pistacchi

da Genova

Good morning, sir. Enrico Demme è laureato in Lettere, eppure è finito a fare l’insegnante di inglese. E ammette di non aver neppure capito bene come sia stato possibile, visto che lui, a insegnare inglese, forse non sarebbe neppure abilitato. O meglio, non si capacita del «posto» che gli hanno trovato, perché del resto i motivi di questa scelta li ha ben chiari. «Eccome se li ho chiari - assicura Demme -, li ho fatti mettere a verbale durante un collegio dei docenti della mia scuola, la elementare Garibaldi del circolo di Genova San Teodoro, dove lavoro da ormai sette anni». Il suo è un vero atto d’accusa: «Sono stato allontanato dalla mia classe perché tre mamme hanno protestato. Non potevano accettare il fatto che io parlassi ai bambini di tutte le teorie sull’origine del mondo, non dando per buona e scontata solo quella evoluzionista».
In altre parole, è stato allontanato perché accusato di essere un estremista cattolico?
«In sostanza sì, ma vorrei precisare bene una cosa. Insegnavo ai bambini della mia classe anche religione. Ma non vorrei si pensasse a una confusione di ruoli. Non ho mai fatto lezioni di tipo teologico, anzi le contestazioni erano relative alle ore di storia. In questo caso parlavo ai bambini del mondo e di come può aver avuto origine. Parlavo in termini scientifici, riportando la teoria dell’evoluzionismo e facendo anche presente che tuttavia non è la sola esistente. Cito, per fare un esempio, Giuseppe Sermonti, genetista di fama internazionale, che non ritiene valida la teoria evoluzionista, e la contrasta con posizioni scientifiche, non teologiche».
Quella teoria resta comunque la più «in voga».
«Certo, ma uno dei compiti di un insegnante è quello di sviluppare il senso critico, di aiutare i bambini a porsi delle domande su quello che apprendono. Io ho stimolato questa loro dote. Ho fatto presente anche le lacune che l’evoluzionismo manifesta».
Ad esempio?
«Ricordo un cartellone che i bambini hanno visto all’Acquario, dove un delfino si trasforma in cane. Loro sono rimasti scossi da questo passaggio. E in effetti, al di là del cane-delfino che può essere solo un esempio, mancano comunque le prove. Non abbiamo mai rinvenuto tracce, neppure fossili, di quelle che dovrebbero essere le specie intermedie che hanno portato alla trasformazione completa di certi organismi viventi e di certi animali».
E i bambini come reagivano?
«Molto bene, direi. Erano interessati. Non ricevevano alcun dogma, ma erano solo abituati ad aprirsi a varie possibilità, a ragionare. Seguivano le lezioni. E, sempre precisando che l’ora di religione era un’altra cosa, beh, posso dire che nessun genitore ha mai chiesto di esentare il figlio per questo tipo di lezioni. Anzi, avevo anche una bimba musulmana e una protestante che non hanno mai avuto problemi».
Allora cosa è successo?
«Lo scorso anno sono iniziati gli attacchi contro di me. Sono stato denigrato, ho ricevuto letteracce. Il dirigente scolastico mi ha spostato dalla terza alla quinta di un altro istituto. Ma anche lì, prima dell’inizio dell’anno, tre mamme si sono fatte avanti, minacciando di far intervenire il ministero se non mi avessero allontanato. Così mi hanno messo a insegnare inglese in cinque classi diverse, in due istituti».
E i suoi colleghi?
«Quando ho fatto mettere la questione a verbale, nel collegio docenti, nessuno ha detto una parola. Poi in privata sede ho ricevuto molti attestati di solidarietà».
Emarginato perché insegnante cattolico, dunque?
«Insegnando la nostra storia io ricerco le radici cristiane e cattoliche di cui è intrisa. Semplicemente perché non credo che se ne possa fare a meno. Ma due sono le cose che mi fanno più male. La prima è che una piccola minoranza di genitori agguerriti può condizionare la tanto decantata libertà di insegnamento. E la seconda è che leggo come non si possano allontanare dalle classi gli insegnati riconosciuti pedofili, ma quelli cattolici sì».