Ippica, rilancio più difficile con il nodo degli ippodromi

Dal sito Internet di carattere ippico animato dall’avvocato Carlo Zuccoli, riporto la notizia relativa all’avvenuta assunzione presso l’Unire di Maurizio Mattii, a sua volta «anima» di un altro sito, quello dei guidatori del trotto: «Il signor Unagt alias Maurizio Mattii, che adulò il conte Melzi, che ne auspicò la nomina a plenipotenziario dell'Unire, che lo criticò, sarebbe approdato alla corte del conte: sarà una specie di «faso tutto mi tecnico». Naturalmente non percepirà una lira come tutti i consulenti del conte che sono saliti a bordo della nave che affonda. Ebbene no, il signor Unagt sarà ricoperto di fresca come è già stato ricoperto di fresca quando era alla Trenno e quando il conte lo mise alla Tris. Un altro sprovveduto in materia di scommesse nominato per salvare l'ippica dallo sfacelo, ma un altro sprovveduto che fa parte della corte del conte».
Non sarei d’accordo su parte delle osservazioni: ritengo che la professionalità di Mattii, al di la delle inutili, continue e dannose (per lui), esternazioni quotidiane su tutto e su tutti, sia una professionalità che possa, in un momento di totale sbando dell’Unire, essere utile a tutto il settore. Ritengo anche sia assolutamente giusto che Mattii sia remunerato per l’apporto professionale che saprà dare all’Ente. Detto quanto sopra non posso esimermi dal rilevare la peculiarità del personaggio che non sarà facile gestire e soprattutto contenere, nella sua «esuberanza», da parte del commissario Guido Melzi. Nell’ambito della tanto strombazzata trasparenza, sarebbe stato auspicabile, se la nomina c’è stata, che ne venisse data notizia attraverso gli organi istituzionali e, soprattutto, che gli aspetti operativi della nomina fossero specificati. Tutto ciò perché se, come sostiene il sito Internet, la nomina di fatto consentirà a Mattii di intervenire su tutto o quasi tutto, in questo caso, avrei più di una perplessità visti i precedenti del personaggio.
Riguardo al bilancio dell’Unire, il commissario pare abbia trovato una soluzione nella direzione che ho già avuto modo di delineare ripetutamente nei miei interventi su queste colonne. Del resto si trattava dell’unica strada praticabile, anche se, nelle ultime esternazioni (ci risiamo), di Maurizio Mattii, mi pare si stia delineando una soluzione transattiva con le Società di corse, sulla restante parte del cosiddetto «tesoretto», il fondo investimenti per gli ippodromi da anni congelato all’Unire. E non si tratterebbe, a mio avviso, di una soluzione né corretta né giusta in quanto la normativa che prevedeva l’utilizzazione di detti fondi è scaduta e non più utilizzabile, caducata con la firma del nuovo rapporto economico tra Unire e Società di corse che tra le altre cose ha previsto un consistente aumento per gli ippodromi in presenza di una diminuzione del montepremi del 12-15%, solo per quest’anno! Ritengo e mi auguro che su una ipotizzata e deprecata soluzione del genere possano e debbano intervenire gli organi di controllo a ciò deputati, ministero delle Politiche agricole e Corte dei conti, a tutela di risorse pubbliche che non devono, in un momento di cosi grave difficoltà per tutto il comparto, in particolare dell’allevamento, in maniera approssimativa e fuori tempo, essere utilizzate a scapito di un settore in forte difficoltà. Purtroppo, il commissario Melzi si renderà ben presto conto che è molto difficile pensare di risolvere i problemi dell’ippica non dicendo dei «no» a soluzioni pasticciate su un rapporto problematico come quello con le Società di corse.