Iran: nucleare? Non trattiamo

Prosegue la campagna elettorale in Iran. Il presidente in carica fa sapere che in caso di rielezione proprorrà ad Obama un dibattito televisivo. Ma sul nucleare Teheran ribadisce di non voler negoziare con le Nazioni Unite. "Con l'Italia buone relazioni"

Teheran - Alzare la voce può servire in campagna elettorale. A Teheran lo sanno bene. Ma sanno anche che oltre alla voce grossa in politica conta anche la diplomazia. Per questo Ahmadinejad fa sapere che, se rieletto il prossimo 12 giugno,proporrà ad Obama un "dibattito televisivo". La stessa proposta era stata rivolta dal leader iraniano all’ex presidente americano Bush, che lo ignorò. Lo ha detto lo stesso Ahmadinejad a Teheran, aggiungendo che "il tempo dell’imposizione del loro volere da parte di alcuni Paesi è finito" e che d’ora in poi le relazioni internazionali devono essere improntate "all’amore e alla giustizia".

Con l'Italia buone relazioni Il presidente iraniano ha fatto sapere che le relazioni del suo Paese con l’Italia "sono buone", nonostante l’annullamento di una visita del ministro degli Esteri Franco Frattini in Iran, il 20 e 21 maggio scorsi. "Frattini - ha detto Ahmadinejad - ha dapprima chiesto di venire in Iran. Poi, siccome io non ero a Teheran, non ho potuto incontrarlo. Allora lui ha rinviato la visita. Ma non è un grande problema". "Sappiamo - ha tuttavia aggiunto Ahmadinejad - che alcuni Paesi europei sono sotto la pressione di altre potenze, ma non ce ne preoccupiamo molto".

Nucleare, non negoziamo Teheran respinge la proposta di congelamento del processo di arricchimento dell’uranio avanzata dall’Occidente e anche all’eventualità di un negoziato con il 5+1, ovvero i Paesi membri permanenti del Consiglio di sicurezza più la Germania. Ahmadinejad ha chiarito che "i negoziati al di fuori dell’Aiea non devono riguardare il nucleare, ma solo le altre questioni internazionali e la pace nel mondo. Non parleremo di nucleare se non con l’Aiea (l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, ndr.)".