Islam, 2 italiani su 3 non si fidano

Sondaggio de<em> il</em> <em>Giornale</em>: &quot;I musulmani non vogliono integrarsi&quot; ne sono convinti il 66 per cento degli italiani, anche a sinistra. Per tutti gli intervistati il &quot;rispetto delle nostre norme&quot; conta di più delle &quot;loro tradizioni&quot;

Roma - Quando un musulmano arriva in Italia, prima delle sue tradizioni «deve rispettare quelle del nostro Paese». È d’accordo la quasi totalità degli italiani, indipendentemente dall’età, dal titolo di studio, dalla regione di provenienza eanchedall’orientamento politico. Lo sostiene un sondaggio svolto dall’agenzia Ferrari Nasi & Grisantelli per il Giornale «sull’Islam in Italia ».

Le percentuali sono altissime: secondo il 91,7% dei 773 intervistati questa affermazione è «molto» vera, secondo il 5,6 «abbastanza». Il 97,3% è dunque d’accordo. E non sono molto diverse le opinioni di chi vota a sinistra: il 96,1% dei supporter dell’Unione considera importante il ripetto delle nostre leggi prima che delle tradizioni dei Paesi di origine. Ma anche tra chi vota la sinistra radicale l’opinione è più o meno la stessa, se non più netta (100%). Non ci sono, insomma, differenze in base a scelte politiche.

La maggioranza degli italiani sembra anche convinta, secondo questo sondaggio, che i musulmani in Italia «hanno poca intenzione di integrarsi». Hanno risposto di condividere moltoo abbastanza questadomandail67,9% degli intervistati. Anchein questo caso il dato può essere esteso a chi vota a sinistra. Nella Cdl condividono questa affermazione il 70,9% delle persone sentite, ma anche il 62,2% dei simpatizzanti dell’Unione sono d’accordo, quasi il 60% degli intervistati dei ds. La percentuale sale al 67,2% tra chi vota Margherita. Persino nella sinistra radicale si ritiene che non ci sia un alto impegno all’integrazione da parte degli islamici: è così per il 54,4%. Solo i simpatizzanti dei Verdi si distinguono: il 33,9% condivide molto questa affermazione e il 66,1% poco.

Il campione è più incerto alla domanda se l’Italia dovrebbe impedire la costruzione di nuove moschee «fino a quando non si potrà professare liberamente la religione cristiana anche nei Paesi musulmani ». Ma la maggioranza (56%) è comunque a favore di questa richiesta, contro il 38,3% che lo è «poco» o «per nulla» e il 5,7% di gente che non risponde. La percentuale più alta di adesione al «no» alle nuove moschee arriva dagli intervistati del triangolo industriale del nord Italia, dove oltre il 61% è contrario a nuovi luoghi di culto dell’Islam se non c’è reciprocità di trattamento per i cattolici nei Paesi arabi. Nell’Unione il 45,3% condivide questa affermazione, il 49% è invece contrario, con un elettorato che, sulle nuove moschee, appare spaccato. Nel centrodestra è An, con il 71,1% ad approvarla di più.

Infine l’ultimo quesito. La maggioranzadegli intervistati (63,1) considera che «le autorità dovrebbero agire con fermezza contro l’utilizzo del velo islamico che nasconde il viso». Il dato della Margherita (68,6%) è più alto della media totale,maancora più alta è la percentuale di chi è contrario all’utilizzo del velo tra isimpatizzanti dell’Italia dei Valori (85,6%). Non lo tollera neanche la maggioranza dei Ds (62,4), mentre nella Cdl è dei votanti della Lega la condivisione più convinta (78,3%) al divieto del volto coperto. Lamaggioranza dei cittadini che scelgono l’Unione all’interno di questo campione (60,3%) è comunque contraria al velo.