Istat, cala il tasso di disoccupazione Riprendono i consumi: su l'inflazione

Ancora in leggero calo il tasso di disoccupazione italiano. I numeri relativi alla disoccupazione si fermano al 7,9%. In aumento anche i numeri relativi all'occupazione. Cresce però il numero degli italiani inattivi. Cresce anche l'inflazione

Ancora in calo il tasso di disoccupazione italiano. Le rilevazioni dell'Istat, relative al mese di agosto, fanno segnare per l'Italia, un -0,1 punti percentuali sul tasso di disoccupazione rispetto al mese di luglio e un -0,4 relativamente ai dati dell'anno scorso. Una percentuale di disoccupazione che si ferma quindi al 7,9% del totale, un numero non solo in calo rispetto agli anni precedenti (nel secondo trimestre 2010 toccavano l'8,3%), ma che si iscrive nel trend italiano degli ultimi anni, in cui la disoccupazione ha fatto segnare cifre soddisfacenti tra i 27 partner dell'Unione Europea.

E il dato relativo alla disoccupazione riguarda sia la componente femminile che quella maschile del mercato del lavoro e si sente particolarmente nella zona Centro-Nord del Paese. Diminuisce infatti dello 0,6 percentuale il tasso dei disoccupati maschili e dello 0,5 quello relativo al settore femminile, In discesa anche il tasso di disoccupazione per quanto riguarda i giovani tra i 15 e i 24 anni, che passa dal 27,9  per cento (secondo trimestre 2010) al 27,4 per cento. In particolare il record si fa registrare per le donne del Mezzogiorno, con un picco del 44 per cento.

Diminuisce il tasso di disoccupazione e riprendono a salire anche, sebbene lentamente, i numeri relativi all'occupazione. Il numero degli occupati per il mese di agosto si attesta intorno ai 23 milioni, un dato in leggero aumento rispetto al mese di luglio (0,1%), ma anche rapportato ai dati dell'anno scorso (0,8%). Il numero degli occupati sale quindi, rispettivamente, di 26mila e 191mila unità.

Cresce però la popolazione inattiva, che interessa tanto soggetti che non cercano lavoro attivamente (+38.000), tanto quelli che non cercano un lavoro ma sono disponibili a lavorare (+17.000) tanto, questo il dato più grave, quanti nè cercano un lavoro nè sono disponibili a lavorare (+184.000). Il tasso di popolazione inattiva si attesta quindi al 37,9 per cento.

"Decisamente buone notizie finalmente dalla periodica rilevazione Istat sulle forze di lavoro". Il ministro Sacconi commenta così i dati rilevati dall'Istat riguardo a disoccupazione e occupazione nel Paese. "Siamo consapevoli ovviamente di dover accompagnare ed accelerare questo processo incoraggiando gli investimenti, il ritorno al lavoro dei cassaintegrati, la nuova occupazione di qualità". Particolarmente importante, secondo Sacconi, fare affidamento alle "relazioni industriali, ovvero gli accordi aziendali e territoriali, i contratti di inserimento per le donne e l’impulso che all’apprendistato può venire dalle nuove regole più semplici e da auspicabili incentivi nel confronto con le tipologie lavorative di minore qualità".

Nel mese di settembre registra un aumento anche l'indice nazionale dei prezzi al consumo per la collettività, comprensivo dei tabacchi. L'aumento è dello 0,1% rispetto ad agosto 2011 e del 3,1% su una base annua. Il dato è il più alto  "dall’ottobre del 2008 quando l’inflazione era al 3,5%". L'indice sale anche per i paesi dell'Unione Europea. L’Ipca aumenta dell’1,9% su base mensile e del 3,5% su base annua. L’inflazione acquisita per il 2011 è pari al 2,6%. L’inflazione di fondo, al netto di beni energetici e alimentari freschi, raggiunge il 2,5%, con un’accelerazione di tre decimi di punto
percentuale rispetto ad agosto (2,2%).

E nel commentare l'indice dei prezzi al consumo, Coldiretti fa presente che è necessario vigilare affinchè l'aumento dell'Iva non diventi l'occasione per speculare su beni indispensabili con un aumento ingiustificato dei prezzi. L'aumento su base annua più elevato riguarda benzina e gasolio, cosa che comporta "un forte ostacolo alla ripresa dell`economia in un paese dove l`86 per cento del trasporto avviene su gomma. Il rischio - sostiene Coldiretti - è l'effetto valanga sulle produzioni, a partire dall'agroalimentare". Simili le preoccupazioni portate avanti da Confesercenti.