Istat, l'industria traina il pil: +0,5%

Impennata nella produzione industriale: +8%. Riviste le stime 2008: il pil è cresciuto dello 0,5% rispetto
all’ultimo trimestre 2007<br />

Roma - Nel primo trimestre 2008 il prodotto interno lordo dell’Italia è cresciuto dello 0,5% rispetto all’ultimo trimestre del 2007 e dello 0,3% nei confronti del primo trimestre 2007. Lo comunica l’Istat, che ha rivisto al rialzo la stima preliminare diffusa in precedenza, che aveva rilevato una crescita congiunturale dello 0,4% e una crescita tendenziale dello 0,2%.

La spinta dalla produzione industriale La produzione industriale ad aprile è cresciuta dell’8% rispetto ad aprile 2007. L’indice della produzione corretto per i giorni lavorativi ha infatti registrato un incremento più limitato, pari al +2%. La produzione industriale ad aprile è aumentata dello 0,7% rispetto a marzo 2008. L’aumento su base annua - precisa l’Istat - è il più forte da agosto 2007 (+3,5%): considerando che il mese di agosto registra dinamiche più accentuate, l’ultimo dato più alto è di gennaio 2006 (+2,2%). Ad aprile i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 19 dello stesso mese del 2007. Nei primi quattro mesi del 2008, l’indice ha presentato un aumento dello 0,6% rispetto ai primi quattro mesi del 2007. Nel primo quadrimestre, precisa l’Istat, si è avuto un giorno lavorato in più rispetto all’anno scorso (84 contro 83). L’indice della produzione corretto per i giorni lavorativi ha infatti registrato, nella media dei primi quattro mesi, un calo dello 0,3%.

I comparti trainanti Per quanto riguarda i principali raggruppamenti di industrie, l’indice corretto per i giorni lavorativi ha segnato variazioni positive del 3,4% tendenziale per il raggruppamento dei beni strumentali, del 2% per cento per i beni di consumo (-1,6% i beni durevoli, +3,1%i beni non durevoli), del 2% per l’energia e dello 0,2% per i beni intermedi. A livello congiunturale, solo l’unica variazione negativa è stata per l’energia (-1,2%), mentre per i beni di consumo l’indice è aumentato del 3%. Per quanto riguarda i principali settori di attività economica, la produzione di aprile mostra i maggiori incrementi nei settori delle macchine e apparecchi meccanici (+8,7% tendenziale), dei mezzi di trasporto (+7,8%), dell’energia elettrica, gas e acqua (+6,1%) e degli alimentari, bevande e tabacco (+5,7%). Le diminuzioni più marcate hanno riguardato, invece, i settori delle raffinerie di petrolio (-11,6%), delle estrazioni di minerali (-7,1%), del legno e prodotti in legno (-6,8%) della carta, stampa ed editoria (-6,2%). Nel complesso dei primi quattro mesi, tra i principali raggruppamenti di industrie l’energia ha registrato l’incremento più marcato (+2,9%), mentre registrano variazioni negative i beni di consumo (-0,6%), trainati dai beni durevoli (-2,7%). Per quanto riguarda i settori di attività economica, nel quadrimestre l’incremento maggiore lo segna il settore dell’energia elettrica, gas e acqua (+6,7%), mentre le diminuzioni più ampie hanno riguardato i comparti delle pelli e calzature (-7,6%), del legno e prodotti in legno (-6,6%) e dell’estrazione di minerali (-5,6%) per cento).

Stime di crescita da rivedere L’Istat rivede al rialzo il dato del pil del primo trimestre 2008, in crescita dello 0,5%. Rispetto alllo stesso trimestre del 2007, l’incremento è dello 0,3 per cento. La stima preliminare diffusa lo scorso 23 maggio aveva rilevato una crescita congiunturale dello 0,4 per cento ed una crescita tendenziale dello 0,2 per cento. Il primo trimestre del 2008 ha avuto lo stesso numero di giornate lavorative del trimestre precedente ed una giornata lavorativa in meno del primo trimestre del 2007. Nel primo trimestre, ricorda l’Istat, il pil è cresciuto in termini congiunturali dell’1,5 per cento in Germania, dello 0,8 per cento in Giappone, dello 0,6 per cento in Francia, dello 0,4 per cento nel Regno Unito e dello 0,2 per cento negli Stati Uniti. In termini tendenziali, è cresciuto del 2,6 per cento in Germania, del 2,5 per cento negli Stati Uniti e nel Regno Unito, del 2,2 in Francia e dell’1,1 per cento in Giappone. Nel complesso, i paesi dell’area Euro sono cresciuti dello 0,8 per cento in termini congiunturali e del 2,2 per cento in termini tendenziali.

La crescita in termini congiunturali In termini congiunturali, le importazioni di beni e servizi sono diminuite dello 0,5 per cento, il totale delle risorse (Pil e importazioni di beni e servizi) è aumentato dello 0,2 per cento. Dal lato della domanda, le esportazioni sono aumentate dell’1,4 per cento, i consumi finali nazionali sono aumentati dello 0,2 per cento, mentre gli investimenti fissi lordi sono diminuiti dello 0,2 per cento. Nell’ambito dei consumi finali, la spesa delle famiglie residenti è aumentata dello 0,1 per cento. La diminuzione degli investimenti è stata determinata da una contrazione del 3,4 per cento negli acquisti di mezzi di trasporto; gli investimenti in macchine, attrezzature e altri prodotti sono rimasti stazionari, mentre gli investimenti in costruzioni sono cresciuti dello 0,3 per cento.

La crescita in termini tendenziali In termini tendenziali, le esportazioni sono aumentate dello 0,7 per cento, le importazioni sono diminuite dell’1,0 per cento. La spesa delle famiglie residenti è cresciuta dello 0,1 per cento, mentre è rimasta stazionaria la spesa delle famiglie sul territorio nazionale. Nel suo ambito, gli acquisti di servizi sono cresciuti del 2,3 per cento; i consumi di beni durevoli e semidurevoli sono diminuiti del 4,6 per cento e del 2,4 per cento rispettivamente, quelli di beni non durevoli hanno registrato una flessione dell’1,3 per cento. Gli investimenti fissi lordi hanno segnato nel complesso una diminuzione dello 0,3 per cento (diminuzioni dello 0,9 per cento dei macchinari ed altri prodotti e dello 0,6 per cento per i mezzi di trasporto ed un aumento dello 0,2 per cento degli investimenti in costruzioni).

Cresce l'export È soprattutto la domanda estera a far crescere l’economia nel primo trimestre del 2008. Il +0,5% messo a segno tra gennaio e marzo rispetto all’ultimo trimestre del 2007, deriva infatti dal contributo positivo della domanda estera e in misura minore della domanda interna (in particolare i consumi), e da quello negativo delle scorte. Nel dettaglio, rileva l’Istat, la domanda estera netta ha fornito un contributo positivo pari allo 0,6%. La domanda nazionale al netto delle scorte, invece, ha contribuito per lo 0,1%: in particolare, i consumi finali nazionali hanno contribuito per lo 0,2% (con un contributo positivo dello 0,1% sia per la spesa delle famiglie sia per la spesa delle amministrazioni pubbliche e degli Istituti senza fini di lucro), mentre gli investimenti fissi lordi hanno dato un contributo nullo. Negativo è stato invece il contributo delle scorte (-0,2%).