Isterici, stressati o statuari: così ti psicanalizzo i candidati

Il «conflitto nevrotico» di Sanguineti confonde la sinistra mentre la Vincenzi dimentica il suo passato

Oggi è il giorno della verità per l’Ulivo, il giorno delle primarie che vedranno opposti Marta Vincenzi, Stefano Zara ed Edoardo Sanguineti. Nelle sezioni allestite dai partiti i genovesi che si riconoscono nella sinistra dovranno scegliere il loro candidato sindaco versando un euro come contributo alle spese elettorali. Questa sera dalle 20.45, Telecittà dedicherà nel corso di «Zona Rossa» una lunga diretta agli esiti delle primarie. Il Giornale oggi dedica all’argomento un servizio a pagina 13, così come anche domani ci saranno approfondimenti sulle pagine nazionali e martedì sull’edizione di Genova.
Di seguito, ecco invece una presentazione diversa dal solito della sfida intestina alla sinistra, fatta studiando il profilo psicologico dei candidati. Con un «supplemento» riservato al candidato già designato dal centrodestra, Enrico Musso.

Il compito centrale della psicologia, si sa, è la comprensione del comportamento umano, che, come ben sappiamo, è estremamente complesso. In genere, la psicologia moderna ha tentato di capire la mente umana scomponendola in campi di studio relativamente separati, fra i quali: l'apprendimento, il linguaggio, o le varie fasi della vita. Ma della psicologia dell'elettore, o del politico, ne è mai importato veramente qualcosa a qualcuno? (al di là dei semplici «sondaggi»).
Interessanti riflessioni su questo punto le ha fatte anni or sono Erich Fromm, che in tema di politica e di libere elezioni ha scritto così: «... se per democrazia si intende la possibilità dell'individuo di esprimere la sua convinzione, e di affermare la sua volontà, si presume che egli abbia una convinzione e abbia una volontà». Strano? Lapalissiano? No davvero. Sembra infatti che in epoca moderna, noi cittadini, siamo in grado di sviluppare soltanto superficiali opinioni e pregiudizi, ma non più convinzioni. Le nostre scelte si basano ormai soltanto su simpatie e antipatie, e non su precise volontà, tanto è vero che, molto spesso, subito dopo il voto, ci pentiamo della nostra scelta! Questo significa che votiamo male informati, benché leggiamo regolarmente il giornale e guardiamo la Tv, ma le notizie assumono per noi una dimensione astratta, irreale, impersonale, sia che si tratti di milioni di persone uccise, che delle «beghe» di quartiere.
E veniamo ai candidati: in questo caso ne abbiamo ben 4 abbondantemente «titolati», e ognuno di loro ha impostato il suo programma, da un lato, attraverso il confronto con il programma politico del partito (o dei partiti) che lo hanno candidato, e dall'altro, avrà cercato di tenere conto, almeno in una certa misura, (si spera) delle esigenze dei suoi elettori. Quindi gli elettori (cioè noi) arriveremo alle elezioni abbastanza informati sui programmi dei nostri «aspiranti Sindaci». Benissimo. Ma del loro «carattere» della loro psicologia, di quelle doti umane e morali, che, nella realtà, fanno la vera differenza fra un candidato ed un altro, (perché, ormai, tutti ce ne rendiamo conto: i programmi sono più o meno tutti uguali) chi ci informa? Nessuno. E allora, ben sapendo di attirarmi critiche e malumori, (e spero anche un po' di comprensione e condivisione), cercherò di offrire ai lettori/elettori un breve cenno psicodinamico su ciascuno dei candidati: nell'ordine Edoardo Sanguineti, Marta Vincenzi, Stefano Zara ed Enrico Musso.
Edoardo Sanguineti, magico poeta, si potrebbe dire che rappresenta l'espressione di un «conflitto nevrotico», di stampo quasi Amletico. Infatti, ha «sublimato» la sua vocazione epica nelle esternazioni «sull'odio di classe», provocando, però, solo una gran confusione nell'elettorato di sinistra. Persino due simpatici Ds come Marcello Danovaro e Simone Farello hanno cercato di spiegare agli elettori come, una analisi spietata della società occidentale, non seguita da una proposta concreta per migliorarla, che non sia quella (amata da Sanguineti) del «conflitto» (sociale e non), non conduca da nessuna parte «...Che privilegio sarebbe poter conversare con lui sui problemi esistenziali dell'anima... e del mondo..., ma tenete conto del suo «carattere» se lo desiderate come Sindaco...»
Marta Vincenzi (addirittura Super Marta, per alcuni), donna bella, intelligente e dotata di raro fascino, con grande esperienza politica, addirittura con due mandati quale presidente della Provincia alle spalle... E allora perché si comporta come se errori e omissioni compiute dalle precedenti amministrazioni a Genova (e Provincia) non la riguardassero affatto? In psicologia un solo tipo di amnesia è riconosciuto, oltre a quello causato da traumi organici, (colpi in testa o altro): quello di tipo «isterico». L'isteria (che pure qui intendiamo in senso strettamente politico e non clinico) non sarebbe una vera e propria malattia, ma la condizione di chi, per non affrontare seriamente un problema, o una colpa, o una responsabilità «finge» di dimenticarla, e ci riesce anche molto bene, (gli psicologi francesi la definivano «belle indifference») tanto da trarre in inganno, molte volte, anche i medici più esperti. Ma gli elettori come reagiranno?
Stefano Zara, uomo serio, posato, concreto, tipo più da «progetti», che da «proclami». Ma, non ride quasi mai! Sarà che ancora gli «brucia» la non candidatura (seppure meritatissima) da parte della «piramide» (o sarebbe meglio dire «montagna») della Margherita Ligure? I depressi di tipo reattivo sono in realtà persone molto affidabili, farebbero di tutto, pur di dimostrare il loro valore e le loro qualità, e di questo noi tutti cittadini potremmo trarre vantaggio ma se sorridesse un po' di più forse agli elettori non dispiacerebbe!
Enrico Musso, il professore, docente universitario di «chiara fama» esperto di quasi tutto, votato con il «30» dal Capo redattore di questo giornale, perfetto nel «look» simil-berlusconiano (bella moglie compresa)... quanto di meglio il mercato sembra offrire per età (quarantenne), se si desidera il rinnovamento, e per preparazione culturale (è un esperto di Porti e trasporti). Di carattere pacato, quasi dimesso, è stimato negli ambienti della «sinistra» cittadina, ma si è candidato per il centro-destra. Insomma, la domanda che mi pongo è questa: se non riesco, analizzando il suo comportamento ad esprimere alcun parere sulla sua componente «psicologica», mi domando: avrà un'anima il prof. Enrico Musso, o sarà soltanto una «bella statuina» educata, a modo? Avrà il coraggio di «scompigliarsi i capelli» e di sudare «lacrime e sangue» per una città in crisi come Genova? Einstein, ricordate, diceva che il «genio» è 10% ispirazione, e 90% sudorazione. Ed è forse per questo che lui (Einstein), dall'università fu cacciato via? Attendiamo risposte.
* docente
di Psicologia Medica
Università di Genova