«Le istituzioni non tutelano i valori rossoblù»

Caro Lussana, scaldare i cuori a Genova è sempre una cosa piena di significato. Se poi ci vogliamo aggiungere che grazie al «Il Giornale» emerge un dibattito che altrimenti sarebbe stato insabbiato, la cosa assume un sapore davvero particolare.
La Fondazione Genoa è tema che deve far riflettere e che non può passare inosservato. Come afferma l’amico Angelo Freda «Nel nostro caso, lo scopo che può essere definito di natura culturale, è quello di sviluppare ed incrementare nel mondo i valori positivi che la storia, la tradizione» (Il Giornale «La Fondazione non è un'invenzione» 8 Dicembre). E fin qui nulla da dire, anzi. E’ proprio sulla base di questi concetti che il Progetto Fondazione Genoa nasce «vecchio» (concetti condivisi ma ci divide l’interpretazione, caro Angelo) sul modello standard di altre fondazioni dagli scopi e dalle finalità differenti.
Nella fondazione Genoa gli Enti Locali sono degli intrusi che non tutelano alcun valore riconducibile alla geoanità od altro. Dire «rendere il valore Genoa patrimonio della collettività e viceversa….» (Freda), va benissimo. Ma allora cosa centrano i rappresentanti delle istituzioni con la collettività rossoblù? Rappresentano cosa e chi?
Comune, Provincia e Regione in questo caso sono parte politica, in quanto rappresentanti di chi li ha eletti e non di tutti i cittadini dei suddetti territori, e non super partes in un contesto dalla natura culturale e sportiva «solo» di una specifica parte sportiva della città di Genova. Lo sport, in questo caso, inteso come squadra di calcio, divide e non unisce.
La Fondazione Genoa con la partecipazione degli Enti Locali diventa un contesto politico e non di beneficenza o del no profit di tipo generico. Cari amici, la Fondazione Genoa sarebbe cosa nuova e veramente innovativa nel momento in cui inserisse come «vincolo di indirizzo la genoanità in quanto tutela e sviluppo del tessuto giovanile rossoblu».
Questa sarebbe la novità assoluta nel panorama sportivo nazionale e non. La Fondazione «impone» al Genoa 1893 di avere ogni anno 5 ragazzi provenienti dalla Primavera nella rosa della prima squadra, non solo ad inizio anno per la foto ricordo ma per tutta la durata del campionato con il vincolo di portane uno in panchina tutte le domeniche.Per tutta la gioventù rossoblu sarebbe gran cosa regalare a tutti i nostri giovani il sogno che un domani uno di loro potrebbe essere li.
I giovani hanno bisogno di modelli e magari possibilmente genovesi o liguri. Se un giocatore della prima squadra è nato e cresciuto a Quezzi o a San Fruttuoso è cosa diversa che se viene da Brindisi.
Quindi ribadisco, con estrema convinzione, che gli Enti Locali all’interno della Fondazione Genoa, così come è stata concepita, non creano valore per nessuno e sono solo un motivo di distrazione per tutti.