Italia-Cina, 100 miliardi in 5 anni

Italia e Cina puntano ad arrivare a un
interscambio di 100 miliardi di dollari, 72 miliardi di euro,
entro il 2015. L'incontro tra Wen Jiabao e Berlusconi rilancia l'interscambio. Napolitano invita a puntare su ricerca e sviluppo: "Sfide vitali per l’industria"

Roma - "Italia e Cina puntano ad arrivare a un interscambio di 100 miliardi di dollari, 72 miliardi di euro, entro il 2015", annuncia il premier cinese, Wen Jiabao, nella conferenza stampa con Silvio Berlusconi a Villa Madama. "Ci diamo un traguardo di 100 miliardi per puntare a 120", gli ha fatto eco il presidente del Consiglio. Ma il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, invita le istituzioni a far fronte ai "nodi da sciogliere" puntando sulla ricerca e lo sviluppo.

L'accordo Italia-Cina La visita di Wen a Roma è stata l’occasione per la firma di 10 accordi commerciali per un valore di 2,25 miliardi di euro e sette accordi istituzionali in campo giudiziario, scientifico, culturale, ambientale ed economico-finanziario. In particolare è stato sottoscritto un trattato di estradizione. Wen ha assicurato che la nuova Cina offre "stabilità politica e sociale" e offre alle aziende italiane "un trattamento paritario". Il premier cinese ha anche sottolineato che Pechino vuole tutela i diritti intellettuali "sia dal punto di vista amministrativo che giuridico". In un’economia globalizzata "non possiamo fare pirateria intellettuale", ha sottolineato. Nei primi otto mesi dell’anno l’export italiano verso la Cuina è cresciuto del 30,2% e solo nel mese di agosto c’è stato un boom di +60,7%.

La "politica dell'armonia" Berlusconi ha affermato che l’Italia "apprezza moltissimo quanto la Cina sta facendo sul piano della politica internazionale: una gestione portata avanti con molta saggezza e che loro stessi chiamano 'la politica dell’armonia'". Il presidente del Consiglio ha proposto di aprire in Italia una casa della cultura cinese come quelle già esistenti in Francia e in Germania. Sono state premiate 10 personalità che hanno contribuito al rafforzamento dei rapporti Italia-Cina, tra cui Cesare Romiti, Giuliano Urbani e Marco Muller. In precedenza c’era stato il colloquio al Quirinale con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Nel pomeriggio Wen e Berlusconi partecipano all’inaugurazione dell’anno della cultura cinese in Italia, con un concerto della Filarmonica cinese al Teatro dell’Opera di Roma.

Il monito di Napolitano "Per l’Italia come per gli altri paesi europei la ricerca e l’innovazione tecnologica rappresentano sfide vitali per la sopravvivenza dell’industria continentale, il benessere di nostri popoli e, in definitiva per preservare, rinnovandolo, il modello economico e sociale che ha reso sin qui unico il progetto di integrazione comunitaria"In occasione del Simposio Cotec, il presidente della repubblica Giorgio Napolitano fa sapere che in Italia ci sono "nodi da sciogliere". Fra questi il "preoccupante squilibrio regionale e i bassi investimenti in ricerca e sviluppo, inferiore a principali paesi europei", e anche l’elevata incidenza nelle esportazioni "a bassa intensità tecnologica".